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Archive for maggio 2015

berlusconiL’ex cavaliere si presenta alla “Street Fest” e per alcuni minuti si intrattiene con i ragazzi: “Come si chiama il candidato? Domenica trovate un’ora per votarlo”. Ma è la festa del candidato sbagliato. Mentre al PalaSegrate si tiene quella della candidata di Forza Italia

Ha sbagliato festa elettorale, partecipando a quella del candidato del centrosinistra. E non per il ritorno del patto del Nazareno ma per un banale errore. Silvio Berlusconi ieri sera si è presentato ad una festa in piazza per giovani organizzata dalla lista civica di centrosinistra che corre per le elezioni al Comune di Segrate (Milano) ed è rimasto là per circa cinque minuti “prima di accorgersi che aveva sbagliato manifestazione e che quella non era la festa della candidata del centrodestra”.

A raccontare l’episodio il candidato sindaco per il centrosinistra del Comune di Segrate, Paolo Micheli, anche consigliere regionale. “E’ accaduto verso le 23 – ha spiegato Micheli – Berlusconi si è messo a parlare con alcuni giovani, ha chiesto loro quale fosse il nome del candidato e poi ha detto ‘allora domenica trovate un’ora per andare a votare Paolo’, salvo rendersi conto che era la festa sbagliata”. (altro…)

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BlatterLE CARTE – A ZURIGO , nei piani alti del palazzone progettato da Tilla Theus in Fifa-Strasse 20, c’è un potentissimo dirigente della Fifa che in queste ore compulsa i siti internet e i giornali con molta, molta preoccupazione. L’Fbi lo sta braccando, da mesi. Accumula prove contro di lui, ascolta testimoni, archivia dati bancari. Lui lo sa, e ha paura. È l’uomo che nel 2008, proprio da quegli uffici pieni di cristalli e vasche d’acqua, dispose il bonifico da 10 milioni di dollari sul conto dei funzionari corrotti che avevano venduto il proprio voto al Sudafrica nell’assegnazione dei mondiali. La maxi tangente del calcio. Quella che ha cambiato la storia dell’edizione 2010, che altrimenti si sarebbe disputata in Marocco. E che ora rischia di cambiare le sorti di uno degli organismi più potenti del mondo. (altro…)

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renzi-de-lucaSospensione automatica. Sia che vinca sia che perda. Lo dice l’avvocato Pellegrino: “L’ex sindaco di Salerno incompatibile tanto come governatore quanto come semplice consigliere. Dilatare i tempi esporrebbe il premier Matteo Renzi al rischio di commettere un abuso d’ufficio”. Ma c’è una via d’uscita: “Un intervento legislativo che affidi al consigliere più anziano della maggioranza la guida della giunta”.

Per Vincenzo De Luca non sembra esserci scampo. Le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione, del resto, parlano chiaro: la sospensione prevista dalla legge Severino scatta automaticamente senza lasciare «alla pubblica amministrazione alcuna discrezionalità» circa l’adozione del relativo provvedimento. Sia nel caso l’ex sindaco di Salerno dovesse vincere le regionali di domenica sia nel caso in cui, invece, dovesse uscire sconfitto. Due scenari opposti, ma con la stessa conseguenza: la sospensione. Ne è certo l’avvocato Gianluigi Pellegrino che, per conto del Movimento difesa del cittadino, ha presentato e vinto il ricorso in Cassazione contro la decisione del Tar che ha sospeso l’applicazione della Legge Severino consentendo al sindaco di Napoli Luigi De Magistris di restare al suo posto. (altro…)

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Il voto

Dalle 7 alle 23, si svolgeranno le elezioni dei presidenti e dei consigli regionali in Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia e dei sindaci e dei consigli di 512 comuni delle regioni a statuto ordinario.

Domenica 31 maggio 2015, dalle 7 alle 23, si svolgeranno le elezioni dei presidenti e dei consigli regionali in Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia e dei sindaci e dei consigli di 512 comuni delle regioni a statuto ordinario di cui 12 capoluoghi di provincia (qui l’elenco).

Nelle regioni a statuto ordinario, in Friuli Venezia Giulia e in Sardegna le elezioni si terranno domenica 31 maggio mentre l’eventuale turno di ballottaggio è fissato per il 14 giugno. In Sicilia, invece, si vota sia il 31 maggio che il 1° giugno.

I primi a recarsi alle urne sono stati i cittadini di Trentino Alto-Adige e Valle d’Aosta, per i quali la data delle elezioni è stata anticipata al 10 maggio. (altro…)

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La trattativa

ROMA – Ad Atene e Bruxelles si negozia febbrilmente, fino a tarda notte. Ma la data da segnare in rosso sul calendario europeo è quella dell’11 giugno. Entro quel giorno i creditori internazionali vogliono chiudere l’accordo con la Grecia. C’è ottimismo sulla possibilità di farcela, anche se gli europei, dopo mesi di flop con Tsipras, hanno preparato due scenari: intesa con gli ellenici o default controllato (per evitare il terzo e più preoccupante: la Grexit). Nel caso la Grecia verrebbe sigillata, anche per un paio di anni, pur di farla rimanere nell’euro.
Lo scenario più accreditato dai politici e dai tecnici in questo momento è quello dell’accordo. Lo stesso ministro dell’Interno, Nikos Voutsis, ha parlato di possibile intesa spiegando che la Grecia «potrebbe posticipare di un anno alcune misure anti-austerità ». (altro…)

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Renzi

Non è mai granché entusiasmante dare ragione a Matteo Salvini, ma a volte ci azzecca. Martedì scorso, in collegamento su La7 con Giovanni Floris, mentre si divertiva a zimbellare con imbarazzante facilità la droide renzina Puglisi (più garbata delle varie Picierno, ma ahimé analogamente debolissima), il leader felpato della Lega ha avuto buon gioco a dire che il Presidente del Consiglio rifiuta il confronto televisivo. Anche in questo somiglia a Berlusconi: nell’intolleranza al dissenso. Salvini, se non altro, non pone veti quando va in tivù: se ne frega di chi è ospite con lui. Sarebbe una prassi normale, ma l’Italia normale non è.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché, se c’è Renzi in tivù, non c’è quasi mai un giornalista (troppo) “critico”. Il motivo è semplice: è Renzi a imporlo. E così la Boschi, un’altra terrorizzata all’idea che qualcuno possa metterla in difficoltà (cosa peraltro elementare, al punto che spesso riesce a farlo lei da sola). Proprio in queste pagine, Carlo Tecce ha raccontato il potere che esercita sull’informazione italiana un personaggio come Filippo Sensi, portavoce di Renzi dal passato oltremodo rutilante (era vicedirettore di un giornale, Europa, con più pagine che lettori). (altro…)

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precedenti

Centrodestra e centrosinistra già valutano gli effetti dell’eventuale scarsa affluenza al voto M5S: non andare alle urne significa favorire il sistema. D’Alimonte: probabile che si scenderà sotto il 60%.

ROMA – Tutti la evocano, tutti la temono. È l’astensione, grande incognita delle Regionali di oggi. Quanto crescerà? E su quale partito si accanirà? Nel dubbio, i leader si sgolano per chiamare gli elettori alle urne. Sperando di limitare i danni. Il grillino Alessandro Di Battista, ad esempio, ne fa una questione antropologica: «Chi si astiene fa un favore al sistema perché i collusi con il sistema – ahimè – votano sempre». Pino Pisicchio, capogruppo del gruppo misto, invece, si lascia guidare dal suo fiuto da decano: «Come meravigliarci del fatto che una quantità di elettori potrebbe decidere di non andare alle urne? Questa campagna si è nutrita solo di veleni». Nessuno, naturalmente, può prevedere la portata del fenomeno. Peseranno mille fattori, tra loro indipendenti: «Prima di tutto l’effetto vacanze, perché è iniziato il primo ponte della stagione – elenca Alessandra Ghisleri, la sondaggista preferita da Silvio Berlusconi – E poi ancora il meteo, che pare sia molto buono, e il fatto che si voti solo di domenica. (altro…)

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deluca-renzi

Non ci volevano né Rosy Bindi, né la Commissione Antimafia per dire che è impresentabile chi, come Vincenzo De Luca, è imputato di concussione, truffa e associazione per delinquere, avendo per giunta accumulato una condanna in primo grado a un anno per abuso d’ufficio. In Italia, però, a essere rivoluzionaria ormai non è più la verità. Per far scandalo bastano le banali ovvietà. Per questo vale la pena di spendersi in qualche considerazione sui diritti e i doveri di coloro i quali pretendono di amministrare la cosa pubblica nel Paese più corrotto d’Europa. (altro…)

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Speranza e i sondaggi

ROMA – Misurare il consenso rispetto alle riforme dell’ultimo anno, dal Jobs Act alla legge elettorale, dai dati sull’economia alla prima manovra finanziaria del suo governo. Pesare il dato del Pd, al netto della rottura ormai conclamata seppure non esplosa definitivamente con la sinistra. Alla fine Matteo Renzi dice che non è un referendum sulla sua persona, ma in questa dichiarazione ci sono anche i mille dubbi che improvvisamente oscurano le certezze del premier. «Sono preoccupato », confessa ai suoi collaboratori. Non esclude affatto il contraccolpo dopo la diffusione della lista degli impresentabili da parte della commissione Antimafia che può fare danni ben oltre la Campania, anzi incide più sulle previsioni di altre regioni coinvolte dal voto. Eppoi c’è la Liguria, che sta diventando un po’ l’Ohio italiano, il posto dove si valutano i pesi degli schieramenti in campo. In questo caso, la sfida è tutta interna al Pd. Renzi cerca di dimostrare l’irrilevanza del dissenso più irriducibile. (altro…)

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Foto Daniele Leone / LaPresse 16/12/2014 Roma, Italia Cronaca 39º Congresso Nazionale Legacoop. Auditorium parco della musica Nella foto, Don Ciotti

Don Ciotti

Il fondatore di Libera difende la scelta di ufficializzare la lista dei candidati con problemi giudiziari alle prossime regionali: “Si può discutere di tempi e modi, ma non del merito”. Più cauto Raffaele Cantone: “Preoccupato che certe scelte le faccia un organo politico”.

Lo scontro sull’elenco dei candidati impresentabili “ufficializzato” dalla Commissione antimafia non va giù a don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e punto di riferimento della battaglia sulla legalità in Italia. “Lascia tanta amarezza la polemica suscitata dalle indicazioni della Commissione Antimafia”, afferma don Ciotti in un comunicato. “Da anni auspichiamo un rinnovamento della politica, una sua pulizia dal malaffare, dalla corruzione, e dai fiancheggiamenti con il crimine organizzato, e ora che la Commissione Antimafia esercita fino in fondo le sue funzioni si riduce tutto a una lotta di potere tra correnti di partito, benché le indicazioni riguardino sia il centrodestra che il centrosinistra e dunque non possono essere accusate di faziosità”. (altro…)

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Giannelli

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Bindi

Bagnasco: “Gli impresentabili sono una questione seria” Speranza: De Luca non c’entra niente con l’Antimafia.

ROMA – A poche ore dai risultati delle regionali, Matteo Renzi allontana l’idea di un referendum su di lui e sul suo governo. «Francamente non è così. Questa può essere stata una lettura che si è data sulle elezioni europee, lettura che anche in quel caso non condividevo, ma le elezioni locali servono per le elezioni locali, non c’è nessuna conseguenza, sono elezioni regionali», dice il premier a Trento. Comunque non crede a sorprese negative. «Io sono ottimista, lo sono sempre».
Ci sono tante partite nel voto di oggi che coinvolge Toscana, Veneto, Marche, Umbria, Puglia, Liguria e Campania oltre un certo numero di comuni. Quella di un giudizio sul primo anno di esecutivo Renzi, sul Pd tantopiù dopo il durissimo scontro sugli impresentabili, sul futuro della legislatura.

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De Luca impresentabile

«Respingiamo con fermezza attacchi e offese: non si può assolutamente parlare di sentenza politica e barbarie». Lo afferma il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, replicando alle critiche sulla sentenza Mediaset arrivate dall’ex premier Berlusconi e esprimendo «solidarietà» ai magistrati di Milano.«MAGISTRATI OFFESI» – «Esprimo solidarietà ai magistrati di Milano, destinatari ancora una volta di offese di fronte alle quali hanno sempre reagito con compostezza», ha aggiunto Sabelli poco prima del Comitato direttivo dell’Anm. E rispetto alle critiche arrivate in questi giorni anche su altre sentenze come quella sul terremoto dell’Aquila, «Il problema – ha detto – non sono le critiche, che sono sempre consentite, ma devono essere critiche composte». Sabelli ha detto inoltre che di questo tema «discuteremo oggi nel Comitato direttivo». (altro…)

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CONSULTANDO il sito ufficiale della Fifa (Fédération Internationale de Football Association) si constata che negli organismi dirigenti del gioco più diffuso, più famoso e più ricco del mondo, non c’è una sola donna. Non sono riuscito ad appurare se ci sia almeno una donna tra i 209 presidenti delle 209 federazioni calcistiche affiliate (in pratica, il pianeta Terra al completo). Ma tenderei a escluderlo, diciamo così per istinto.
Se è vero che il gioco del calcio è una delle culture più condivise e più rappresentative dell’umanità moderna, se ne deduce che il potere, nell’umanità moderna, è ancora saldamente incarnato (e in questo caso: esclusivamente incarnato) da maschi anziani.

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PrecariNel 2014 coinvolto oltre un milione di persone e nel 2015 è già boom Lombardia e Emilia-Romagna in testa. In Veneto +63% in quattro mesi.

ROMA – La «nuova frontiera del precariato», come l’ha definita ieri il presidente dell’Inps Tito Boeri, lievita ormai di due terzi all’anno. E nel 2014 ha toccato la cifra record di oltre un milione di lavoratori, età media 36 anni, donne per la prima volta sopra il 50%, meno di 500 euro netti all’anno a testa, 700 milioni il costo lordo totale. Una frontiera chiamata voucher, l’assegno orario da 10 euro lordi, 7 e mezzo netti (tolti i contributi Inps e Inail e il prezzo del servizio) che si compra sempre più dal tabaccaio, oltre che alla posta, in banca, all’Inps, online. Grazie anche alla riforma Fornero del 2012, il ticket un tempo usato per pagare i vendemmiatori, ora dilaga in tutti i settori. E galoppa nei servizi, turismo e commercio su tutti, sempre più propensi a usarli come sostituti esentasse (zero Irpef e Irap) dei contratti intermittenti e parasubordinati. Non di rado coprendo abusi e mansioni tutto fuorché accessorie e occasionali, come la legge vorrebbe. E dunque nuovo bacino di stagnazione della precarietà.

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Permette

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Il grande caldoI Paesi arabi sembrano aver preso la questione del riscaldamento globale più seriamente di noi. Di recente nel Golfo è stata avviata una seria politica di finanziamento delle energie rinnovabili. Ad Abu Dhabi è stata progettata e in parte già costruita un’intera città a impatto zero. Quando il petrolio sarà finito, potremmo ritrovarci ad acquistare da loro anche l’energia solare. In Italia, infatti, dopo il boom degli scorsi anni, la spinta alla costruzioni di nuovi parchi eolici e impianti fotovoltaici si è esaurita, Enel tiene ancora in piedi centrali termoelettriche e, anche nell’ultimo piano industriale, ha confermato la scelta del carbone. (altro…)

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BlatterAltri quattro anni al potere, sconfitta la linea Platini Giallo sul voto di Tavecchio: probabile il sì allo svizzero.

La conferma del colonnello
Due giorni dopo gli arresti di due vicepresidenti e cinque alti dirigenti operati dall’Fbi, il numero uno resta in carica: dopo il primo scrutinio si ritira il suo rivale, il giordano Ali bin Hussein.

ZURIGO – I pugni alzati, come dopo un gol. Poi le mani si allacciano in alto e rimangono sopra la testa. Vittoria, vittoria, vittoria. Ce l’ha fatta ancora: c’erano dubbi? Però niente ovazioni, non stavolta. L’accoglienza della colossale sala del Congresso è freddina. Applausi cauti, perché un po’ tutti sanno di averla combinata grossa. Si sente persino qualche fischio. Michel Platini si guarda bene dall’applaudire. Ali bin Hussein, lo sconfitto, rende onore al vincitore come si conviene a un principe giordano. Perché anche qui, come da noi, altro che largo ai giovani: trionfa Joseph “Sepp” Blatter, 79 anni, contro Ali bin Hussein, 39. Il colonnello di Visp è presidente della Fifa per la quinta volta. E a conclusione della giornata ci sfotte pure, rifilandoci la sua morale, anche se non è originale, anche se è l’ultima battuta di “A qualcuno piace caldo”: «Nessuno è perfetto», e gli sfugge un ghigno da squalo, vecchio satanasso che non è altro. (altro…)

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Due pesi“Giudicheranno gli italiani chi usa le istituzioni per scopi politici La mia storia parla da sola”.

ROMA – «Indignati? Indignata sono io, io… Lo hanno candidato loro De Luca e sapevano chi era…, sta succedendo una roba fuori dal mondo, ma che Pd è diventato questo? ». Rosy Bindi è nel suo ufficio al quinto piano di Palazzo San Macuto, dopo la “bomba” di Vincenzo De Luca “bollato” come impresentabile. La presidente dell’Antimafia, la “pasionaria” dem, l’ex presidente del Pd eletta per acclamazione, l’antirenziana che ha sfidato la “rottamazione”( «Ma è la mia ultima legislatura»), lei, Bindi, è in trincea. Telefonano da Radio Radicale e le chiedono di tenere una diretta perché tra gli ascoltatori è «un trionfo». «No, no grazie», rifiuta. (altro…)

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Arresto negatoNAPOLI . Ritorno a Sea Park. Il caso che aveva infiammato il dibattito politico giudiziario a Salerno quasi dieci anni fa, costa adesso a Vincenzo De Luca l’inserimento nella black list degli impresentabili. Tutto per l’accusa di concussione contestata in un processo da molti dimenticato, quello sul progetto di un parco marino al posto dello stabilimento Ideal Standard. Il giudizio di primo grado riprenderà il 23 giugno. A metà aprile, l’ex sindaco era pronto a presentarsi in tribunale per rendere dichiarazioni spontanee. Poi ha chiesto il rinvio a un’altra udienza, da fissare dopo le elezioni.
I fatti si riferiscono al 1998, ma De Luca, che deve rispondere anche di altri reati (abuso d’ufficio, truffa aggravata, associazione per delinquere) ha scelto di rinunciare alla prescrizione. (altro…)

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