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Archive for novembre 2015

RICOMINCIARE dalle periferie. Non è rivolto solo alla Chiesa cattolica il messaggio che scaturisce dal coraggioso viaggio di Francesco in Africa. Aprendo la Porta santa nella cattedrale di Bangui, infatti, il papa ha trasformato questa poco nota città africana nella «capitale spirituale del mondo» e dato inizio qui ad un Anno santo della misericordia che, nelle sue intenzioni, riguarda tutta l’umanità. Ma esponendosi personalmente ai rischi del conflitto in cui oggi si contrappongono cristiani e musulmani nella Repubblica Centrafricana, ha anche voluto tenacemente testimoniare che le religioni non sono un ostacolo bensì una risorsa per la pace.

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clima

Achim Steiner.

Il direttore dell’Agenzia Onu per l’ambiente: “I Paesi possono attivare un meccanismo di controllo per arrivare a uno scenario carbon neutral. Il pianeta si può salvare”.

PARIGI – «Questa conferenza era partita come una grande sfida e oggi la posta in gioco è ancora più alta. Dopo gli attacchi terroristici del 13 novembre, è ancora più urgente dare sicurezza in due direzioni: garantire la stabilità del clima e dimostrare che attorno al buon governo delle risorse naturali si può trovare un accordo tra 7 miliardi di persone. Aver mantenuto l’impegno al negoziato di Parigi è stato un primo segnale forte». Achim Steiner, direttore dell’Unep, il programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, guarda con fiducia al lavoro in cui sono impegnati i delegati arrivati al summit che deciderà il futuro climatico del pianeta.

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clima

La posta in gioco è altissima, se non cambiamo registro da qui alla fine del secolo la temperatura del globo potrebbe aumentare sino a 5-6 gradi. E il livello delle acque e degli oceani alzarsi anche di 1 metro. Con scenari apocalittici: inondazioni, siccità, abbassamento delle produzioni agricole.

E poi: litorali sommersi, con almeno 400 milioni di essere umani che, vivendo proprio sotto quel metro, costretti a migrare cercando fortuna in zone interne più alte e sicure dei propri territori.

Da qui l’importanza di Cop21 (ventunesima Conference of the parties),  summit sul clima che si aprirà domani a Parigi  (195 paesi partecipanti). Per arrivare, si spera, ad un accordo in grado di limitare i danni, fissando come obiettivo comune quello di contenere da qui al 2100 l’innalzamento della temperatura a “soli” 2 gradi. (altro…)

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scontri

Gli incidenti

Protesta davanti all’altare per le vittime di venerdì 13 Violato il divieto di manifestare, duecento arresti.

PARIGI – «E’ una profanazione, qualcosa di indecente». Bertrand Boulet si occupa da giorni di tenere pulito e in ordine il memoriale sotto alla statua di Marianne, in place de la République. L’altare laico dedicato alle vittime degli attacchi del 13 novembre è stato preso di mira da un piccolo gruppo di individui a volto coperto che ha usato candele, cornici con messaggi e altri oggetti del memoriale come proiettili contro le forze dell’ordine. «Con quale diritto sono venuti a sputare sui nostri morti?» domanda Boulet a cui tocca adesso raccogliere nei sacchi della spazzatura quel che resta della battaglia sulla piazza simbolo di Parigi.

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162mila euro per il presepe di Custonaci, 70mila per il giro podistico di Castelbuono, 45mila per la settimana santa di Enna e ben 315mila per “la Scala illuminata” del santo patrono di Caltagirone… Così la Regione ha impiegato risorse vincolate al finanziamento di iniziative “di grande richiamo turistico”. La Commissione: “Insieme frammentato di attività sporadiche, nessuna visione strategica”. E nei conti di Crocetta si apre un buco.

Il carnevale di Termini Imerese e quello di Sciacca, la festa diSant’Agata a Catania e la processione dei Misteri a Trapani, il presepe vivente di Agira e il convegno di studi pirandelliani ad Agrigento, un curiosissimo festival del Paesaggio e persino una kermesse musicale dal nome quasi equivoco: Palermo non scema. Sono solo alcuni degli eventi che la Sicilia ha finanziato con i fondi europei per il turismo, quelli previsti dai Fesr (fondi europei sviluppo regionale) 2007-2013. (altro…)

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QUANDO in una scuola pubblica si sceglie di non fare il presepe o di rinunciare ai canti di Natale per non urtare la suscettibilità dei non cristiani, non si fa torto solamente alle “nostre tradizioni”, come lamentano gli ultras dell’identità tradita. Si fa torto all’idea stessa della convivenza tra culture; in un colpo solo, si tradiscono usanze profondamente radicate anche tra gli italiani laici e si abbandona l’idea stessa di un futuro, se non di tolleranza, di reciproca sopportazione. Negando il passato, si ripudia il futuro.

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