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Archive for luglio 2016

“Non ci abituiamo al malaffare. La loro vittoria è la nostra assuefazione alla corruzione, all’immoralità. Il “sistema” gode quando un cittadino dice: «tanto è così dappertutto». Non ci dimentichiamo da dove veniamo. Nel 2008 eravamo 4 gatti. Raccoglievamo le firme e facevamo banchetti. Oggi siamo la prima forza politica del Paese. Dobbiamo continuare però a mantenerci intransigenti, puliti e non è facile. Ci dovete dare una mano voi cittadini fuori le Istituzioni. Perché i palazzi sono “vasche di squali” e il potere è una brutta bestia. Non ci trattate come “star”, tutte queste foto sono pericolose. (altro…)

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Stornati dalla societàCivitavecchia, due arresti per la bancarotta della “Privilege Yard”, la società che doveva costruire il maxi yacht Al cardinale Bertone 700mila euro per beneficenze, consulenza da 500mila euro per l’ex senatore Baldassarri.

ROMA – Se mai qualcuno avrà il coraggio di varare quella carcassa di yacht arrugginito, adagiato nel cantiere abbandonato della Privilege Yard al porto di Civitavecchia, un azzeccato nome di battesimo potrebbe essere “Mangiatoia”. Quel progetto, infatti, nato col preciso obiettivo di succhiare denaro a un pool di banche (Etruria, Banca Marche, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bpm e Mps) ha sfamato l’appetito di tanti: dell’ex segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, degli ex parlamentari Mario Baldassarri e Vincenzo Scotti, del presidente dell’Autorità portuale Pasqualino Monti. E naturalmente quelli dell’imprenditore 76enne Mario La Via. L’uomo che diceva di voler costruire uno yacht, e invece regalava soldi non suoi.

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PapaPapa Francesco per la prima volta in Polonia per la Giornata Mondiale della Gioventù: ad attenderlo c’erano 600 mila ragazzi e 38 mila poliziotti.

Quella che arriva da Cracovia è un’immagine di contrasto. Perché ai più di 600 mila ragazzi di ogni nazionalità che ieri nel parco Jordan a Blonia attendevano di salutare papa Francesco per festeggiare la 31esima Giornata mondiale della Gioventù, si devono aggiungere i 38 mila poliziotti e agenti di vari servizi dispiegati per la città per garantire la sicurezza. Il viaggio apostolico di Bergoglio – per la prima volta in visita nell’Europa dell’Est – avviene in un momento molto delicato per l’Europa, dopo gli attacchi terroristici che negli ultimi giorni hanno colpito Francia e Germania. (altro…)

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Dopo gli attacchi, la cancelliera presenta un piano “Non tradisco i miei valori”. Allarmi a Brema e Colonia.

EllekappaBERLINO – Non ha battuto ciglio. Neanche quando le hanno chiesto se si sentiva responsabile per gli attentati in Baviera o il successo crescente della destra populista dell’Afd. Dopo le tragedie dei giorni scorsi, e le critiche per non essersi recata finora nei luoghi degli attacchi, Angela Merkel ha anticipato la conferenza stampa “estiva” che tiene di solito al rientro dalle ferie. Ma non ha ceduto di un millimetro ai toni marziali degli alleati bavaresi e all’isteria dell’opposizione di destra. Ha elegantemente ignorato la proposta folle del governatore della Baviera di rispedire i rifugiati nei martoriati Paesi di provenienza e non ha tradito la promessa di un anno fa di mantenere le frontiere aperte ai profughi.

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RenziFatti a parole – Dalle falle giuridiche del decreto anti-terrorismo ai fondi ancora non utilizzati.

Per ogni euro in più investito in sicurezza, ci deve essere un euro in più investito in cultura”. Così diceva Matteo Renzi nel solenne discorso sulla lotta al terrorismo ai Musei Capitolini, il 24 novembre, dopo il Bataclan. Mentre in Europa c’è ormai un attentato al giorno, la linea resta quella: battere sulla prevenzione culturale, innalzare il livello di attenzione, ma evitare di entrare in una condizione “emergenziale”, anche a livello legislativo. Tra la convinzione che l’Italia non sia al centro del mirino e la consapevolezza che “nessuno può considerarsi al sicuro”, il governo si barcamena. (altro…)

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LA REPRESSIONE turca aveva qualche vaga possibilità di spacciarsi per “legittima difesa” di una democrazia scampata a un golpe, se l’arresto di una cinquantina di giornalisti non l’avesse infine definita per quello che è: una brutale cancellazione delle libertà democratiche, già poco salde prima del tentativo militare. Ecco a cosa servono dunque i giornalisti, il cui ruolo ci pare spesso consumato, le cui parole scontate, la cui autorevolezza dubbia. Servono a segnalare in maniera lampante, spesso al prezzo della loro incolumità fisica e della loro vita personale, il grado di libertà di una comunità. Un paese dove si ammanettano come delinquenti i giornalisti di opposizione non è un paese libero, e non lo è nel più classico e inequivocabile dei modi. (altro…)

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francesco merlo repubblicaUmiliazione. Amarezza. Costernazione. Non ci sono altre parole per commentare il triste piazzamento del collega Francesco Merlo, 65 anni, pensionato dopo un’onorata carriera di fustigatore di costumi altrui al Corriere e poi a Repubblica (con cui tuttora collabora), nella classifica dei superstipendiati Rai. Si pensava che la sua pregiata firma fosse approdata in Viale Mazzini a peso d’oro, cioè con uno stipendio degno della sua stazza. Invece la cifra pubblicata dai giornali e dal sito Rai accanto al suo nome e cognome è mesta, loffia, gnegnè, nientediché: appena 240 mila euro l’anno. (altro…)

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Poche cose al mondo hanno un effetto psicotropo potente come il dibattito sulla legalizzazione della cannabis. L’Organizzazione Mondiale della Sanità conferma: leggere gli emendamenti della signora Binetti o del signor Giovanardi causa nei giovani danni permanenti, distacco dalla realtà, vuoti di memoria e, nei casi più gravi, alopecia e gomito del tennista. La tesi è nota: chi si fa una canna è meglio che la compri da brutti ceffi, di nascosto, finanziando le mafie e rischiando una denuncia, piuttosto che annaffiare una piantina sul balcone. Non fa una piega: è come teorizzare che per fare il pieno alla macchina sia meglio bucare un oleodotto col trapano invece che andare al distributore. (altro…)

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Greenpeace

Il ministro non risponde, eppure smettere di usare fossili per le piccole isole sarebbe nell’interesse (anche economico) di tutti gli italiani. Le cosiddette isole minori italiane infatti oggi producono la propria energia quasi interamente dal petrolio, energia estremamente inquinante e anche parecchio costosa.

Siamo infatti tutti noi cittadini a farcene carico, con oltre 60 milioni di euro l’anno che gravano sulle nostre bollette energetiche. Soldi che potrebbero essere risparmiati e magari investiti per fare delle nostre isole un modello di sviluppo 100% rinnovabile. (altro…)

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Dopo il blitz dell’assessora all’Ambiente (per 12 anni consulente della municipalizzata), l’ad Daniele Fortini ha annunciato le sue dimissioni. La città è in sofferenza perché per anni si è affidata a un solo impianto senza alternative valide e ripiegando sempre e solo sui privati. Polemiche per l’uso delle strutture di Manlio Cerroni, ribattezzato l’ottavo re di Roma.

A Roma la nuova crisi rifiuti ha aperto uno scontro tra la giunta della sindaca Virginia Raggi e i vertici dell’Ama, l’azienda di igiene pubblica capitolina, con le dimissioni del presidente Daniele Fortini che lascerà l’incarico il prossimo 4 agosto. La città è in sofferenza, la raccolta in alcune zone è al rilento e a questo si aggiunge l’inciviltà di alcuni cittadini tanto che così alcuni cassonetti sono vere e proprie mini discariche. (altro…)

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Bambola

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In economia una azione “anticiclica” è quella che va in direzione opposta rispetto ai principali indicatori del ciclo.

Quello che c’è da chiedersi, nell’epoca del Grande Disordine globale, è quali sono le azioni anticicliche in termini di decisioni politiche (e ovviamente di visioni culturali che ci sono dietro). Altrimenti è tutto un Trump, Le Pen, Salvini e compagnia ruttante.

Il ciclo che – più o meno – si è aperto sei o sette lustri fa viene talvolta chiamato “neoliberismo”.

La definizione irrita molti (il Foglio ci fa pure una rubrichetta ironica) e il termine è impreciso, in effetti. Del resto chi l’ha inventato, quel termine, intendeva tutt’altro: quasi il contrario di quello che si intende oggi. Buffo il destino delle parole. (altro…)

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GrassoUn vademecum per i pm: via gli ascolti irrilevanti più tutele ai parlamentari. Oggi il Senato vota la delega.

ROMA – Il Csm batte governo e Parlamento sulle intercettazioni. E detta il vademecum sull’uso soprattutto quando queste coinvolgono persone né indagate, né imputate. Con il visto del presidente del Csm Mattarella, il testo scritto dalla settimana commissione e che reca la firma dei togati Antonello Ardituro e Francescop Cananzi e della laica Paola Balducci, sarà approvato domani.

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Banche

Presupposto per ottenere l’accesso all’indennizzo è che il risparmiatore abbia un patrimonio in titoli inferiore a 100mila euro e un reddito inferiore a 35mila euro. CittadinanzAttiva: “Da novembre aspettiamo di conoscere il percorso per gli arbitrati. Finora nulla”.

Il conto alla rovescia per ottenere i rimborsi degli investimenti bruciati nelle quattro banche fallite è iniziato il 22 luglio. Ma icriteri con cui verranno assegnati i fondi non si conoscono ancora. Né tanto meno sono state definite le regole per l’arbitrato alternativo alla richiesta di rimborso. Con il risultato che oggi per i risparmiatori scegliere fra la richiesta di indennizzo o l’arbitrato è sostanzialmente un’operazione alla cieca. (altro…)

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A parlare in modo chiaro è stato il papa, con la sua visione (non certo di tutta la chiesa né di tutti i cristiani ) su terrorismo islamico e accoglienza.

Parole chiare, nette, di fronte al presidente polacco, uno dei paesi che dei presunti valori europei accetta solo quelli in euro.

“Abbiamo bisogno di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace, parlo di guerra sul serio, non di guerra di religione.C’è guerra per interessi, soldi, risorse della natura, per il dominio sui popoli. Qualcuno parla di guerra di religione, ma tutte le religioni vogliono la pace. La guerra la vogliono gli altri, capito?”. 

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EllekappaIdentificato anche il secondo killer Le Monde: non pubblichiamo i volti Le chiese di Francia: “Proteggeteci”.

SAINT-ÉTIENNE-DU-ROUVRAY. Era ricercato da giorni, sospettato di voler organizzare un attentato. Anche l’altro terrorista della chiesa di Saint-Étienne- du-Rouvray era noto all’antiterrorismo, schedato come aspirante jihadista. Abdel Malik P., 19 anni, era stato addirittura oggetto di un mandato di cattura sulla base di un allarme interno diffuso ai servizi segreti. Le autorità francesi avevano ricevuto un avviso con nome e fotografia due giorni prima dell’attacco in Normandia. Il ragazzo non era della regione, viveva a Aix-les-Bains, in Savoia. Aveva da poco passato la maturità e frequentava una moschea della città.

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BollorèTonfo del titolo – Vivendi annuncia di non voler rispettare l’accordo sulla cessione di Premium e punta all’intera azienda Pier Silvio: “Tradimento”.

Colpo doppio di Vincent Bolloré. Ieri mattina la sua Vivendi – che già controlla Telecom Italia – ha iniziato la scalata all’impero tv di Silvio Berlusconi. Ieri sera la società telefonica ha annunciato l’accordo strategico con Fastweb per unire le forze e le reti nei servizi a banda ultralarga. Una zampata sul mercato televisivo, una su quello telefonico, con Telecom da mesi chiusa nell’angolo dall’Enel che l’ha sfidata sulla fibra ottica su impulso di Matteo Renzi. (altro…)

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Libri

La lettura è la migliore ginnastica per l’immaginazione e oggi ci serve soprattutto questo: immaginare. Immaginate cosa potrebbe diventare il Salone del Libro di Torino se gli editori italiani riuniti a conclave non decidessero di gettargli tra le gambe una contromanifestazione milanese.

Lo scopo del Salone non è mai consistito nel mettere in mostra libri e scrittori soltanto per il pubblico degli appassionati e per quello ancora più esile degli addetti ai lavori. La finalità più ambiziosa, ai limiti della follia e quindi sommamente auspicabile, è sempre stata quella di utilizzare la kermesse primaverile per fare incontrare i libri con i non lettori. (altro…)

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IL povero vecchio parroco sgozzato in Francia da un islamista neanche ventenne mi ha fatto ripensare a Georges Wolinski, il vecchio (e grande) disegnatore ammazzato tra le matite e i fogli di Charlie Hebdo da analoghi macellai. La Francia cattolica, provinciale e timorata, e la Francia libertina, parigina e sfrontata, le preghiere e le novene di padre Jacques e le donnine nude e gaudenti di Wolinski, niente di più diverso e niente di più francese. Due uomini ormai vecchi, con vite diversamente coerenti alle spalle, con la colpa di essere rappresentativi, ognuno a modo suo, di una comunità nazionale odiata come poche altre dal jihadismo.

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