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Archive for maggio 2017

Non lo dice il Movimento 5 Stelle. Lo hanno denunciato, numeri alla mano, esperti e docenti universitari che hanno partecipato al convegno “Energia 5 Stelle: dal fossile a efficienza e rinnovabili, quale via”.

Mentre il MoVimento 5 Stelle ha presentato un programma energetico che punta alla transizione ecologica, portando l’Italia fuori dal carbone entro la fine della prossima legislatura e fuori dall’era del petrolio e dei fossili entro il 2050.
Renzi e i governi Pd, con le mani e piedi legati ai conflitti d’interessi delle lobby del fossile e dalle difese delle posizioni di rendita di chi distribuisce energia, in questi ultimi quattro anni hanno danneggiato il settore delle rinnovabili. (altro…)

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Io non ho dimenticato cosa è stato il ventennio berlusconiano e quello della (a volte finta) opposizione dei DS poi PD.
Non ho dimenticato le leggi ad personam (dalla legge sulle rogatorie, all’abolizione de facto del falso in bilancio, al lodo Schifano e a quello Alfano). Al conflitto di interessi tra un presidente del consiglio e anche proprietario di televisioni, giornali, con interessi in banche e assicurazioni.
Non ho dimenticato l’editto bulgaro, la cacciata dei giornalisti e comici sgraditi, le censure (da Luttazzi a Paolo Rossi), l’occupazione sistematica della Rai. (altro…)

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Amnesie – Il Caimano torna sulla scena come interlocutore dell’ex rottamatore per fare la legge elettorale e da argine al “populismo”. Ma il suo passato è tutto una macchia.

Silvio torna. Sì, Berlusconi si prepara a essere di nuovo al centro della vita politica italiana. Come leader del suo schieramento, che non ha trovato un “federatore”. Ma anche come interlocutore privilegiato, anzi unico, del centrosinistra di Matteo Renzi, per fare la legge elettorale. Intendiamoci: nel centrosinistra per vent’anni hanno ripetuto che non bisognava demonizzarlo. Ma allora almeno qualcuno c’era a ricordare ogni giorno i conflitti d’interessi, le amicizie pericolose, le indagini penali. Del resto, occupava la scena politica e parlare con lui, se non trattare con lui, poteva apparire scelta obbligata. (altro…)

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Il relatore della “manovrina” Mauro Guerra pronto a presentare la reintroduzione dei buoni-lavoro per le micro-imprese. Gli ex democratici infuriati: “Decidono di far cadere l’esecutivo”. Il dem Rosato: “Sono irresponsabili, non sono voucher”. Il no arriva anche da una parte di Pd con Damiano: “Non condivido”. Senza Articolo 1 voto sul filo al Senato.

Li avevano tolti facendo saltare il referendum voluto dalla Cgil e già fissato per il 28 maggio, cioè tra tre giorni. Ora, però, i voucher ritornano. Hanno un altro nome, saranno limitati ad alcuni contesti, ma sono pur sempre buoni-lavoro. Una decisione che formalmente non passerà dal governo, ma dall’iniziativa parlamentare, nel senso che l’emendamento alla manovrina – quella che è servita a dire all’Europa che i conti stanno tornando a posto – sarà iniziativa del relatore Mauro Guerra (Pd) e non dell’esecutivo. Ma la sostanza non cambia e fa imbestialire un pezzo cospicuo della maggioranza, cioè Articolo 1-Mdp, il gruppo dei fuoriusciti del Pd. (altro…)

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Il ventennio berlusconiano dovrebbe avere insegnato che il modo migliore per prolungare la carriera di un avversario politico consiste nel trasformarlo in un’ossessione. Ai maestri di bon ton della sinistra che fu, la breve campagna d’Italia della famiglia Trump ha offerto una ghiotta occasione per ribadire che quei parvenu sono impresentabili in società. Se la figlia Ivanka in osteria scambia la foto del laziale Chinaglia per quella di un santo, tutti a darsi di gomito. Se la moglie Melania si rifiuta di tenere Donald per mano, fioccano le accuse di maschilismo. Se lui gira per Roma con dieci auto al seguito è un cafone da esecrare, mentre Obama che sgommava con la stessa scorta era un idolo da proteggere. (altro…)

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SE AVESSI sedici anni e qualcuno mi definisse “elemento di spicco”, “boss”, “figura di primo piano”, mi sentirei gratificato a prescindere dalla materia e dal contesto. L’ansia di identità e la sete di popolarità sono la benzina dell’adolescenza. È anche così che un piccolo delinquente si esalta e si convince di essere sulla strada della gloria; e diventa un duplice omicida; e pensa che la mortificante bruttezza del suo andazzo di vita (quelle case, quelle macchine, quei gioielli, quelle facce, quella ignobile maniera di parlare e di pensare) sia una cosa fichissima.

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Ci sono giornate che partono subito bene, soleggiate e radiose, poi però arriva un nuvolone nero a rattristarle. È quel che ci è accaduto ieri, nell’apprendere che l’onorevole sottosegretario Gennaro Migliore da Casoria non verrebbe mai a cena con noi, mentre con Berlusconi perché no. L’ha detto lui a Un giorno da pecora. E quel pensiero funesto (“mai a cena con Gennaro Migliore, che sfiga”), misto a un’inestinguibile invidia per B. (“lui a cena con Gennaro Migliore, che culo”) ci ha rovinato il pomeriggio e la sera. (altro…)

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Due settimane dopo – Nessuna traccia di denunce, ma il libro che rivela la richiesta di salvare la banca di papà è in testa alle classifiche.

Maria Elena Boschi aveva promesso di ricorrere alle vie legali per difendere la propria reputazione. Ma dopo due settimane, della querela contro Ferruccio de Bortoli non c’è traccia. Secondo quanto risulta al Fatto, il gruppo di legali che segue il sottosegretario a Palazzo Chigi sta ancora approfondendo la questione e non ha depositato alcun atto. Qui non si tratta di analizzare le carte, perché l’unico documento al centro della questione è di poche righe, la pagina 209 di Poteri forti (o quasi), il libro appena pubblicato da De Bortoli dove si legge: “L’allora ministra delle Riforme, nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. (altro…)

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I volti sfigurati dall’esplosione rendono difficile dare un nome alle vittime nell’attentato al concerto.

Lo strazio delle mamme di Manchester negli ospedali per identificare i corpi.

MANCHESTER – Al terzo piano c’è la camera mortuaria dei bambini. Una donna bionda sta per entrare, come una mendicante, la borsetta che striscia per terra. La accompagna un volontario anziano che ha gli occhi azzurri spalancati, perché stare così vicini al dolore è uno shock, non basta il bicchiere di tè che le ha appena offerto, non c’è consolazione possibile in questa attesa tremenda.

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La proposta del Pd passa in commissione e è il testo-base anche se per ora ha solo i voti di Pd, Lega, verdiniani e Svp. Il punto è che non c’entra niente con lo schema usato a Berlino che usa le liste bloccate solo per integrare i seggi conquistati nei collegi uninominali. E che non assicura affatto una maggioranza. E che metà Parlamento sarà composto con le liste bloccate. (altro…)

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Dopo avere letto il post affettuoso di Valentino Rossi su Nicky Hayden, vittima di un incidente mortale, ho commesso l’errore di scendere alla zona commenti. C’era chi polemizzava senza alcuna logica con Valentino e chi ironizzava senza rispetto per le circostanze. Più ancora dell’idiozia, di quei gargarismi alfabetici colpivano l’insensibilità e la mancanza di empatia. In Rete le persone diventano bersagli, bamboline voodoo da infilzare. Su quelle famose si scarica il rancore dei frustrati. Ma c’è di peggio. C’è chi usa il web per mostrare suicidi o addirittura per istigare a compierli. (altro…)

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HO UN’IDEA per la Rai. Realistica. Praticabile. Forse la sola realistica e praticabile. L’idea è questa: non si nominino più direttori generali e direttori di rete: sono doppiamente inservibili, perché se troppo autonomi dalla politica vengono cacciati, se troppo dipendenti sono solo scaldasedie che non decidono niente e rubano lo stipendio.

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Cosa direste se, dopo la strage di Manchester, qualche pezzo grosso dello Stato, della politica, delle forze dell’ordine e dei servizi segreti britannici si mettesse al lavoro non per scoprire e punire tutti gli esecutori, i complici e i mandanti della mattanza, ma per coprirli facendo sparire le loro carte e quelle degli inquirenti, lasciandoli fuggire pur avendoli sottomano, depistando le indagini con falsi colpevoli, lasciando incustoditi i loro covi a beneficio dei compari, intimidendo o facendo ammazzare i testimoni e magari aprendo una trattativa Stato-Isis per addolcire il trattamento carcerario ai detenuti, smantellare le più importanti leggi antiterrorismo del Paese, screditare, isolare e punire i magistrati che indagano sull’immondo mercimonio? (altro…)

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Da Lotti (Consip) a Castiglione: ministri e vice indagati o chiacchierati per plagi e conflitti d’interessi con la banca di papà.

La vicenda di Simona Vicari non è l’unico scandalo che ha coinvolto membri dei governi Gentiloni e Renzi, con il primo fotocopia del secondo. Ma se la sottosegretaria alle Infrastrutture ha lasciato subito la sua carica, altri non l’hanno fatto. A partire dai fedelissimi dell’ex premier Luca Lotti e Maria Elena Boschi. (altro…)

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Dalle offese di Carnevale agli attacchi in diretta televisiva fino all’ultima provocazione di Berlusconi. A 25 anni dalla strage di Capaci ecco i nomi di chi ha provato in tutti i modi a rendere difficile l’esistenza del magistrato palermitano. Come Lino Jannuzzi che ai tempi della Superprocura definiva lui e De Gennaro “i maggiori responsabili della débâcle dello Stato di fronte alla mafia. Una coppia la cui strategia ha approdato al più completo fallimento”.

C’è chi non si è pentito delle offese lanciate persino quando l’avevano già assassinato, ma anche chi ha chiesto scusa. Chi ha fatto delle scelte poi rivelatesi errate e adesso porta in tribunale i giornali che le ricordano, chi non ha mai più commentato certe critiche lanciate a favor di telecamera e chi invece nega persino le sue stesse parole. Sono i nemici di Giovanni Falcone, quelli che lo hanno osteggiato in vita rendendogli impossibile l’esistenza. Una categoria che non viene mai – o quasi mai – citata nelle decine di eventi organizzati ogni anno per commemorare il giudice palermitano. (altro…)

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Dopo avere letto il post affettuoso di Valentino Rossi su Nicky Hayden, vittima di un incidente mortale, ho commesso l’errore di scendere alla zona commenti. C’era chi polemizzava senza alcuna logica con Valentino e chi ironizzava senza rispetto per le circostanze. Più ancora dell’idiozia, di quei gargarismi alfabetici colpivano l’insensibilità e la mancanza di empatia. In Rete le persone diventano bersagli, bamboline voodoo da infilzare. Su quelle famose si scarica il rancore dei frustrati. Ma c’è di peggio. C’è chi usa il web per mostrare suicidi o addirittura per istigare a compierli. (altro…)

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UN CONTO sono gli animali, un conto gli animalisti. C’è un animalismo che ama e protegge le bestie in quanto bestie, anelli della prodigiosa catena della vita che l’uomo crede di padroneggiare non capendo che ne è solo servitore e custode. Ma esiste e dilaga, nell’Occidente imbambolato, un animalismo antinaturalista che idealizza le bestie e le vezzeggia, e quel che è peggio le antropizza, con i cappottini, la cosmesi, la psicoterapia e altre svenevolezze.

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