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Archive for giugno 2017

L’ex Cavaliere, vero vincitore a questa tornata elettorale, annuncia quella che fino a poco tempo fa sembrava l’impresa impossibile: fare un’alleanza “sulla base di un programma condiviso”. Ma a chi si rivolge veramente? I suoi probabili alleati stanno già litigando: Il Carroccio dice “mai con Alfano”, Area popolare ribatte “il nostro contributo è stato decisivo”. (altro…)

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Il segretario rilancia un consuntivo che dà al centrosinistra il primato dei Comuni oltre i 15 mila abitanti. Orfini: macchè Caporetto.

Orlando: tavolo unitario con la sinistra, senza Pisapia si perde In piazza con Campo progressista anche la ministra Finocchiaro.

ROMA – Matteo Renzi twitta un grafico (fonte Youtrend) che dà il Pd in bilico però non del tutto colpito e affondato ai ballottaggi di domenica: 67 amministrazioni comunali al centrosinistra contro 59 al centrodestra. Ma non basta a esorcizzare quanto è accaduto: la vittoria del centrodestra e il ritorno di Berlusconi. Il malcontento dilaga nel Pd fino allo scontro senza esclusione di colpi. L’ennesima resa dei conti è cominciata e avrà lo showdown nella direzione del partito convocata per il 10 luglio.

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Dal Piemonte alla Sicilia, dalla Toscana alle Marche: i dem al secondo turno hanno ceduto 39 Comuni.

Elezioni amministrative 2017, non solo Genova: le 39 macchie di leopardo di Renzi, dal Piemonte alle Regioni rosse.

Dal Piemonte alla Sicilia passando per Toscana e Marche: il Pd al secondo turno cede 39 Comuni che amministrava finora (il centrodestra ne ha persi 15). Ma per i democratici è un’onda lunga: dopo il trionfo delle Europee, dal 2015 al 2017, il Pd ha perso 25 città capoluogo. Un arretramento che è soprattutto al Nord, tra Piemonte orientale, Lombardia, Liguria e Emilia. (altro…)

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Taormina non vuole i trentotto migranti che le assegna il piano di ripartizione studiato dal governo. Trentotto sono pochi, per di più destinati alla periferia, come racconta Felice Cavallaro su Corriere.it. Il sindaco e gli albergatori ci tengono però a precisare che la loro resistenza non è dettata dal razzismo, ma dall’incompatibilità ambientale. Proviamo a tradurre l’ardito neologismo: per non rovinare l’immagine appena rilucidata con i soldi del G7, i profughi brutti, sporchi e potenzialmente cattivi vanno mandati in località più compatibili, cioè meno turistiche. Sarebbe interessante che il sindaco andasse a dirlo di persona ai colleghi di Giarre, Licata e Acireale, ciascuno dei quali giustamente convinto di vivere nel posto più bello del mondo: prendeteveli pure voi i nostri scarti, noi siamo Taormina e ci teniamo la crème. Diventa difficile pretendere dall’Europa quella solidarietà che ci rifiutiamo di applicare tra italiani.

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CI SONO città (per esempio La Spezia) dove centrosinistra e sinistra avevano, al primo turno, tre candidati, in sprezzante polemica l’uno con l’altro. In quel caso perdere non è solo garantito. È anche giusto. È un obiettivo tenacemente perseguito e alla fine ben meritato. La ingovernabile presunzione di Renzi e il vecchio calcificato settarismo dei suoi odiatori porteranno quasi certamente allo stesso esito anche alle politiche: perché nei miracoli non crede più nessuno, forse nemmeno chi, come Pisapia e Prodi, sta provando a progettarne uno. Nel frattempo i voti di destra tornano a casa, come i bambini dopo le vacanze.

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Perché il PdR, dopo le comunali del 2016, il referendum costituzionale e il governo, ha perso pure le comunali del 2017? La risposta è nel tweet di Renzi: il Pd ha vinto in 67 città, contro le 59 del centrodestra e le 8 dei 5Stelle, e le elezioni politiche saranno un’altra storia, cioè vincerà lui perché lo dice lui. Analisi lucida come quelle di Hitler nel bunker, circondato da Eva Braun e da pochi servi rimasti, che davano retta ai suoi delirii sull’“arma segreta” e sull’imminente vittoria in una guerra già persa. (altro…)

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Giuro, mi si è aperto il cuore quando ho letto sul Fatto il sondaggio che attribuisce alla sinistra unita percentuali fino al 16 per cento dei consensi alle prossime elezioni. Da quando ho il diritto di voto, alle Politiche ho (quasi) sempre scelto la sinistra del centrosinistra, anche se qualche volta turandomi il naso. Ho invidiato Bernie Sanders agli elettori americani e perfino Jeremy Corbyn a quelli inglesi, non certo perché trovi convincenti nel 2017 certe ricette vetero-socialiste. Mi affascina l’esistenza di leader autorevoli e riconosciuti che sanno parlare alla testa e al cuore della gente. Persone, come si dice, autentiche e meglio ancora se lungamente stagionate dall’età e dalle utopie. (altro…)

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Il Pd vuole mantenere il privilegio dei vitalizi. Renzi, che aveva detto di volerli tagliare, si è dimostrato per l’ennesima volta un mentitore seriale. Oggi, infatti, il Governo, in commissione Bilancio alla Camera, non ha presentato la relazione tecnica del Mef sul disegno di legge Richetti, atto senza il quale il testo dell’esponente dem rimarrà insabbiato in qualche cassetto della prima commissione. Questo documento, chiesto dal Pd per perdere tempo, non è arrivato in Parlamento e, di fatto, nessuno sa se mai arriverà, in quanto la Ragioneria generale dello Stato non ne sa nulla. Così l’iter della proposta sul taglio dei vitalizi viene affossato.

 

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L’allarme del procuratore antimafia Roberti“la mafia è presente in tutti i settori nevralgici dello stato. Legami con massoneria e servizi”.
Ho letto i commenti di molti utenti a questa notizia, sui social: il più comune era“hanno scoperto l’acqua calda”.
Come a dire che la percezione dell’italiano medio conferma in pieno il grido di allarme per cui le mafie non solo si sono infiltrate in settori dell’imprenditoria, ma stanno sostituendosi ai servizi dello stato. (altro…)

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Consip? E’ un caso grave. Che differenza c’è tra mafia e politica, se chi fa il suo dovere di testimoniare come Luigi Marroni viene fucilato?”. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che, durante Otto e Mezzo(La7), in un dibattito col vicedirettore dell’Espresso, Marco Damilano, e il presidente di Rcs Libri, Paolo Mieli, analizza il caso Consip. “Ci sono 5 persone indagate per fatti gravi e non per aver sbagliato una nomina” – spiega Travaglio – “Dei 5 indagati uno fa il ministro, uno fa il comandante dell’Arma dei Carabinieri, uno capeggia i Carabinieri della Toscana, uno è il padre di Renzi, uno è il braccio destro del padre di Renzi(altro…)

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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è indagato dalla Procura generale di Milano per l’ipotesi di turbativa d’asta riguardo a un appalto per la fornitura di alberi a Expo, della quale è stato commissario e amministratore delegato. Lo scrive il Corriere della Sera. Sala è già indagato per falso materiale e ideologico per una presunta retrodatazione del documento che consentì di cambiare in corsa due commissari incompatibili della gara per la cosiddetta “Piastra”. (altro…)

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È INUTILE sdottoreggiare di bail in e di burden sharing.
Il grande Sacco Bancario di questi anni, alla fine, lo stiamo pagando noi. Montepaschi, Etruria e le altre tre “banchette”, fino ad arrivare alle due popolari venete: cosa resta del mesto Carnevale inscenato dai Signori del Credito, se non la maschera di Pantalone che apre il portafoglio e copre i buchi con il denaro pubblico? In queste ore politica e mercati brindano al presunto “salvataggio” della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Nel deserto della finanza tricolore incede fiero il tanto agognato Cavaliere Bianco. Banca Intesa, si prende le due venete ed evita la temuta procedura di “risoluzione” che avrebbe scaricato i costi del default non solo sugli azionisti, ma anche sugli obbligazionisti senior e (pro quota) i depositanti oltre i 100 mila euro.

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Un giorno gli storici si porranno anche domande stupide. Molto stupide. Per esempio: “Cos’è stato il renzismo?”. Possiamo rispondergli in tempo reale.

Il renzismo (cioè niente) in breve? Una “classe dirigente” di sconfinata pochezza. Anche nei suoi elementi “meno” improponibili. Prendete ieri mattina a OmnibusEmanuele Fiano, uno di quelli che il Pokemon Tontolone di Rignano manda in tivù nei casi disperati, ammette candidamente all’eversivo Marco Lillo che Luigi Marroni (mai indagato) è stato fatto fuori perché ha confermato le accuse. (altro…)

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L’analisi.

Il ministro Padoan prepara il decreto per la liquidazione delle due ex popolari entro il fine settimana. Fuori gioco Atlante.

MILANO – Tra i palazzi zitti del potere, politico e finanziario, si lavora a oltranza per chiudere, se possibile nel fine settimana con un decreto che riformuli il Salvabanche natalizio, il dossier di liquidazione ordinata delle due ex popolari Vicenza e Veneto banca.
I contatti con le autorità sovranazionali corrono, così come le riunioni telefoniche tra i protagonisti dell’operazione, inedita e complessa nei meccanismi. L’ad di Vicenza, Fabrizio Viola, che presto potrebbe venire nominato tra i commissari liquidatori, è già in contatto con l’advisor del Tesoro Rothschild per conto dei compratori.

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La rete italiana è un colabrodo: la città peggiore è Potenza davanti a Palermo e Campobasso, la migliore è Milano. Secondo Utilitalia servirebbero investimenti da almeno 5 miliardi all’anno per la manutenzione.

Molte Regioni d’Italia sono in emergenza siccità, ma il paradosso è che la rete degli acquedotti è un colabrodo quasi ovunque. Vieneperso circa il 40 per cento di acqua e le perdite maggiori si hanno al Sud. Il 68,8 per cento a Potenza, il 54,6 a Palermo. I dati sono dell’Istat, vecchi di poche settimane fa, mentre un rapporto di Utilitalia si concentra sugli investimenti: ci vorrebbero 5 miliardi all’anno per la manutenzione della rete. (altro…)

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Alla lista sterminata delle vittime del fanatismo si è appena aggiunto un bambino di sette anni, morto a Monza in conseguenza del morbillo trasmessogli dai fratelli non vaccinati. Una forma guaribile di leucemia aveva da tempo affievolito le sue difese immunitarie, rendendolo più vulnerabile alle intemperie della vita, come uno che gira per strada d’inverno senza cappotto. Bastava coprirlo. Invece lo hanno esposto al contagio.

È nella natura di un padre e di una madre essere apprensivi. In particolare di un padre e di una madre italiani. L’impulso primordiale li spingerebbe a fare crescere la prole sotto una campana di vetro. Quando poi il figlio è malato, l’istinto protettivo si trasforma in un attaccamento disperato a qualsiasi speranza, anche la più assurda. Pur di vederlo guarito si è pronti a tutto, persino a corteggiare i Vannoni e i cialtroni.

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VA RISPETTATO il dibattito divertito che ha accolto Giorgio Caproni nei temi di maturità. La letteratura non è pop, la poesia men che meno, non possiamo pretendere che la smisurata utenza social, maturandi inclusi, conosca uno dei nostri poeti più grandi e appartati, e ragioni sul fatto che un tweet (140 battute) potrebbe essere paragonato a un lungo verso, con un capo e una coda. Si sono dunque sprecate le ironie sul cognome, e le perplessità sul fatto che “non era nel programma”, il Caproni, a differenza del Foscolo o del Leopardi. Però qualcuno, magari, ha poi letto quei versi, semplici e amari come l’erba secca.

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La giustizia italiana ha appena sgominato un pericoloso manigoldo che aveva addirittura rubato un pezzo di parmigiano in un supermercato di Mondello (Palermo): 1 anno e 4 mesi di reclusione. Galera vera, non finta come per i colletti bianchi, incensurati per definizione (plurirecidivi, ma sempre prescritti): il giudice infatti non gli ha concesso la sospensione condizionale perché ha la fedina penale sporca. E gli è pure andata bene, perché il pm aveva chiesto 2 anni. Malagiustizia? No, tutto regolare. Le pene massime e minime non le fissano i giudici, ma il “legislatore”, cioè il Parlamento, popolato da gente che per i furti ordinari non fa sconti. Anzi, non fa che aumentare le sanzioni per presentarsi dinanzi agli elettori come garante della sicurezza. (altro…)

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