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Archive for the ‘Essere’ Category

Gli angeli volano alto… perché si prendono alla leggera!

L’umorismo insegna a non identificarsi con un’idea stereotipata di sé, ma a riconoscere la propria identità più complessa, a cogliere le proprie contraddizioni e a sorridere di sé.

E’ un’arte quella di imparare a vivere dosando nelle giuste proporzioni serietà e umorismo. La vita è una cosa seria, certo chi lo negherebbe mai, eppure maestri di tutti i tempi e di tutte le tradizioni accennano spesso – con un sorriso che sembra celare molto più di quanto esprime – al fatto che la vita è un gioco. E anche il gioco è una cosa seria, provate a chiederlo ai bambini!

Solo un paradosso può spiegare in profondità la natura di un esperienza così ricca come quella della vita, di cui siamo protagonisti e spettatori, per invitarci a trovare il giusto equilibrio. E maestri di vita si rivelano questa volta i bambini che vivono pienamente un loro gioco, che siano nel ruolo delle “guardie”, che siano nel ruolo dei “ladri”, che facciano il “medico” o il “paziente”, in cui l’importante non è essere da una parte o dall’altra, l’importante è giocare a fondo la propria parte, recitarla bene, immedesimandovici con passione, senza però mai dimenticare che quello è solo il ruolo che si sta momentaneamente giocando, la propria vera identità e un’altra.

E’ lo stesso invito posto da grandi psicologi e filosofi. Il dottor Roberto Assagioli ha sempre posto una grande enfasi , nell’ambito del percorso di crescita personale, sul metodo della sdrammatizzazione e dell’umorismo. “Molte persone – ha scritto – sono solite prendere la vita, le situazioni, le persone, con eccessiva serietà; esse tendono a prendere tutto in tragico. Per liberarsi dovrebbero coltivare un atteggiamento, più sciolto, più sereno, più impersonale. Si tratta di apprendere a vedere dall’alto la commedia umana, senza troppo parteciparvi emotivamente; di considerare la vita del mondo come una rappresentazione teatrale in cui ognuno recita la propria parte. Questa va recitata nel miglior modo, ma senza identificarsi del tutto col personaggio che si impersona”. (altro…)

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Focusing, la saggezza del corpo.

Elaborato da un allievo di Carl Rogers, il Focusing, è una guida a prendere contatto con il proprio mondo interiore con maggior attenzione a pensieri, emozioni e sensazioni. E’ una forma di “consapevolezza sentita nel corpo”.

Il Focusing è un accesso diretto alla conoscenza del corpo. E quando diciamo corpo, intendiamo l’organismo intero: corpo mentale, emotivo, fisico, energetico e quant’altro. Intendiamo tutte le interazioni interne ed esterne nella loro complessità, intendiamo insomma quel “tutto” olistico che noi siamo, occupato a scorrere nel fiume della vita.

Si potrebbe dire che è un processo di consapevolezza,  ciò su cui si fa luce (Focusing appunto) è il modo in cui il corpo vive ogni esperienza, problema, relazione, ecc…, e come li riassume prima di archiviarli.  Questo “modo” non è altro che una “sensazione percepita nel corpo”, per lo più vaga e oscura, che compare un attimo e poi scivola di nuovo nel subconscio.

La nostra cultura, basata prevalentemente sulla razionalità, non ci ha addestrati a darle importanza, inoltre all’inizio sembra poco promettente. Eppure questa sensazione contiene tutta la complessità e tutte le connessioni relative all’esperienza in questione, e con delle tecniche appropriate si apre e ci consente di accedere a tutte le sue informazioni, che sono ben più ricche e complete di quelle contenute nell’intelletto. Agganciarla significa conoscere quel “di più” specifico e complesso che il corpo sa di questa situazione, la famosa “saggezza del corpo” appunto. Inoltre significa assistere in diretta ai tentativi geniali del corpo di superare gli intoppi che ostacolano lo scorrere dell’energia vitale, e poterlo assistere ed aiutare quando non ce a fa da solo. (altro…)

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Il potere dell’incontro umano.

Si sta diffondendo sempre di più in Italia il counseling, una nuova professione che insegna a valorizzare e potenziare le proprie capacità di ascolto ed empatia per metterle al servizio della crescita personale altrui, in tanti ambiti diversi.

E’ un atteggiamento professionale peculiare quello con cui counselor si rivolge al cliente, a metà strada tra il rituale distacco del medico e il caldo coinvolgimento dell’amico del cuore, tra l’aritmetica competenza del commercialista e quella carismatica di un maestro. Carl Rogers stesso, in Psicoterapia di consultazione (ed. Astrolabio), definisce il counseling come “un legame sociale diverso  da tutti quelli che l’individuo può aver sperimentato fino a quel momento”. Che cosa caratterizza questa relazione, la cui specificità ha portato alla decisione di non italianizzare il nome della professione ma di mantenerne la dizione originaria – counseling – dal significato così insostituibile? (altro…)

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ESSERE – Filosofia

Ipocrisie dell’anima.

 

“Come è proprio degli spiriti elevati farsi capire con poche parole, così i più limitati hanno al contrario il dono di parlare molto e non dire nulla” François La Rochefoucauld, Riflessioni o sentenze e massime morali.

 

La Rochefoucauld può essere definito come un vero e proprio precursore dei grandi “maestri del sospetto”, Marx, Nietzsche e Freud, nella misura in cui compie un profondo lavoro di scavo nei sentimenti e nei pronunciamenti morali dell’uomo per mostrare come sovente siano intrisi di egoismo e falsità d’intenti.

Ecco, al riguardo, una preziosa testimonianza: «Se esageriamo le buone qualità altrui, è piuttosto per la stima delle nostre opinioni che per la stima dei loro meriti; vogliamo attiraci degli elogi, quando in apparenza siamo noi a tributarli».
Tuttavia è su un’altra massima che vorremmo fissare l’attenzione del lettore: «L’amore della gloria, il timore della vergogna, il proposito di fare fortuna, il desiderio di render nota la nostra vita comoda e piacevole, e la voglia di sminuire gli altri, sono spesso le cause di quel coraggio che è tanto celebrato tra gli uomini». (altro…)

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