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Dopo ogni attentato ci si interroga sulle misure di sicurezza da adottare. Ma dall’11 settembre al suv Londra, i terroristi hanno continuato a colpire.

Muri e check-in: così cambia la nostra vita.

NEW YORK- Muraglie nei centri cittadini, barriere contro auto o camion assassini: così fermeremo il prossimo Khalid Masood? Salveremo vite umane, con una nuova escalation di restrizioni e controlli? È uno scenario verosimile dopo Londra. Per fermare i terroristi che usano l’auto come arma di distruzione di massa, avanzano proposte di isolare ermeticamente i centri cittadini, impedire gli accessi vicino ai luoghi di potere, più di quanto non lo siano già.

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I sondaggi non vanno visti. Non significano nulla. Non sappiamo ancora quando si andrà al voto. In questo paese fatto al contrario il Parlamento attende i tempi del congresso di un partito politico per sistemare la legge elettorale e permettere così ai cittadini di esprimersi. È un paese fatto al contrario. Il Senato viola la legge e salva i condannati. La legge di stabilità la scrive qualche CDA di una banca privata, le leggi sull’ambiente le scrive chi inquina e la legge anti-corruzione la scrivono inquisiti, condannati o politici in attesa di prescrizione. Continua a leggere »

A Birmingham, dove viveva Khalid un insegnante britannico di 52 anni.

BIRMINGHAM- Un mite insegnante di inglese, un fanatico religioso che obbligava la moglie a indossare il velo, un piccolo criminale frequentatore di discoteche, un lupo solitario. Uno, nessuno, centomila. Chi è veramente Khalid Masood? Cosa cercava a Birmingham, la città con il più alto tasso di terroristi del Regno Unito, in cui si era trasferito mesi fa? Ora che all’attentatore di Westminster sono stati dati dalla polizia inglese un nome, Khalid Masood, e un’età precisa, 52 anni (è nato il giorno di Natale del 1964 nel Kent), si scava nella sua vita.

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Un solo leghista è rimasto dentro l’aula di Montecitorio durante il discorso del presidente Mattarella sui sessant’anni, portati malissimo, dell’Europa. “Sempre meglio ascoltare quello che viene detto” ha sentenziato il Bossi, che col passare degli anni sta assumendo i toni e persino un po’ l’aspetto dello Yoda di Guerre Stellari. Ma sarebbe troppo facile attribuire il suo galateo istituzionale all’incedere dell’età che, secondo un frusto luogo comune, renderebbe pompieri anche i più spregiudicati incendiari. Il vecchio Bossi in cravatta che commemora Bruxelles padrona è identico al giovane Bossi in canotta che sbraitava contro Roma ladrona.

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«INCUBO terrorismo» e «panico a Westminster» erano moneta corrente, in alcune delle breaking news di ieri, mentre le immagini mostravano gente composta che soccorreva le vittime e metteva in atto misure di sicurezza e controllo già sperimentate. L’uso della parola “incubo” per definire la oramai ordinaria e per niente onirica presenza, nelle città europee, di bande di assassini jihadisti; e della parola “panico” per definire lo stato d’animo di una intera metropoli dolente, ma perfettamente in sé; non è solo un problema linguistico. Continua a leggere »

Il Comitato Procacciamento Voti Gratis a Grillo (Cpvgg), riunito in permanenza ormai da quattro anni in Largo del Nazareno (o, visti i sondaggi, Stretto del Nazareno), ha deciso all’unanimità di procedere a una severa autocritica: malgrado gli sforzi profusi dal 2013, i 5Stelle non hanno ancora raggiunto il 40% necessario per governare da soli: l’ultimo sondaggio li dà ancora al 32, appena 5 punti sopra il Pd. Di qui l’imperativo di impegnarsi allo spasimo sino a fine legislatura per regalare al M5S i milioni di voti mancanti, tenendosi un po’ larghi per compensare quelli che i pentastellati perderanno per strada con le solite cazzate. Ecco il cronoprogramma. Continua a leggere »