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L’ex Cavaliere, vero vincitore a questa tornata elettorale, annuncia quella che fino a poco tempo fa sembrava l’impresa impossibile: fare un’alleanza “sulla base di un programma condiviso”. Ma a chi si rivolge veramente? I suoi probabili alleati stanno già litigando: Il Carroccio dice “mai con Alfano”, Area popolare ribatte “il nostro contributo è stato decisivo”. Continua a leggere »

Il segretario rilancia un consuntivo che dà al centrosinistra il primato dei Comuni oltre i 15 mila abitanti. Orfini: macchè Caporetto.

Orlando: tavolo unitario con la sinistra, senza Pisapia si perde In piazza con Campo progressista anche la ministra Finocchiaro.

ROMA – Matteo Renzi twitta un grafico (fonte Youtrend) che dà il Pd in bilico però non del tutto colpito e affondato ai ballottaggi di domenica: 67 amministrazioni comunali al centrosinistra contro 59 al centrodestra. Ma non basta a esorcizzare quanto è accaduto: la vittoria del centrodestra e il ritorno di Berlusconi. Il malcontento dilaga nel Pd fino allo scontro senza esclusione di colpi. L’ennesima resa dei conti è cominciata e avrà lo showdown nella direzione del partito convocata per il 10 luglio.

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Dal Piemonte alla Sicilia, dalla Toscana alle Marche: i dem al secondo turno hanno ceduto 39 Comuni.

Elezioni amministrative 2017, non solo Genova: le 39 macchie di leopardo di Renzi, dal Piemonte alle Regioni rosse.

Dal Piemonte alla Sicilia passando per Toscana e Marche: il Pd al secondo turno cede 39 Comuni che amministrava finora (il centrodestra ne ha persi 15). Ma per i democratici è un’onda lunga: dopo il trionfo delle Europee, dal 2015 al 2017, il Pd ha perso 25 città capoluogo. Un arretramento che è soprattutto al Nord, tra Piemonte orientale, Lombardia, Liguria e Emilia. Continua a leggere »

Taormina non vuole i trentotto migranti che le assegna il piano di ripartizione studiato dal governo. Trentotto sono pochi, per di più destinati alla periferia, come racconta Felice Cavallaro su Corriere.it. Il sindaco e gli albergatori ci tengono però a precisare che la loro resistenza non è dettata dal razzismo, ma dall’incompatibilità ambientale. Proviamo a tradurre l’ardito neologismo: per non rovinare l’immagine appena rilucidata con i soldi del G7, i profughi brutti, sporchi e potenzialmente cattivi vanno mandati in località più compatibili, cioè meno turistiche. Sarebbe interessante che il sindaco andasse a dirlo di persona ai colleghi di Giarre, Licata e Acireale, ciascuno dei quali giustamente convinto di vivere nel posto più bello del mondo: prendeteveli pure voi i nostri scarti, noi siamo Taormina e ci teniamo la crème. Diventa difficile pretendere dall’Europa quella solidarietà che ci rifiutiamo di applicare tra italiani.

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CI SONO città (per esempio La Spezia) dove centrosinistra e sinistra avevano, al primo turno, tre candidati, in sprezzante polemica l’uno con l’altro. In quel caso perdere non è solo garantito. È anche giusto. È un obiettivo tenacemente perseguito e alla fine ben meritato. La ingovernabile presunzione di Renzi e il vecchio calcificato settarismo dei suoi odiatori porteranno quasi certamente allo stesso esito anche alle politiche: perché nei miracoli non crede più nessuno, forse nemmeno chi, come Pisapia e Prodi, sta provando a progettarne uno. Nel frattempo i voti di destra tornano a casa, come i bambini dopo le vacanze.

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Perché il PdR, dopo le comunali del 2016, il referendum costituzionale e il governo, ha perso pure le comunali del 2017? La risposta è nel tweet di Renzi: il Pd ha vinto in 67 città, contro le 59 del centrodestra e le 8 dei 5Stelle, e le elezioni politiche saranno un’altra storia, cioè vincerà lui perché lo dice lui. Analisi lucida come quelle di Hitler nel bunker, circondato da Eva Braun e da pochi servi rimasti, che davano retta ai suoi delirii sull’“arma segreta” e sull’imminente vittoria in una guerra già persa. Continua a leggere »