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Interpretando un’opinione largamente diffusa, una giovane lettrice mi ha scritto parole intense sulle ragioni per cui si rifiuta di collocare Asia Argento nel pantheon delle vittime del sistema. Perché avrebbe avuto la possibilità di ribellarsi ai ricatti del maschio di potere e non lo ha fatto. Lei invece sì: alla vigilia della laurea, quando ricevette le avance del professore con cui stava preparando la tesi. Non disse nulla, ma stracciò la tesi e cambiò professore, preferendo diventare dottoressa con qualche mese di ritardo piuttosto che venire meno ai suoi principi.  Continua a leggere »

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SI LEGGE con qualche trepidazione l’alluvione di racconti e sfoghi di donne violate seguita al caso Weinstein (non si parla d’altro; il Rosatellum scivola dalle prime pagine scalzato dal Porcellum quello vero: il maschio di potere che si sente autorizzato a riscuotere sesso in cambio di lavoro). Non sempre i media garantiscono, nella quantità, la qualità, e dunque si teme che la mitomane, la furba, l’esaltata rubino la scena alle vittime vere. Con qualche eccezione, invece, il racconto malinconico prevale sul j’accuse furibondo, e la riflessione sulla rabbia. Non per fare del femminismo a buon mercato, ma c’è poca ideologia e molto vissuto, nel racconto delle donne: ed è questo che lo rende credibile.

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Leggendo l’ultimo sermone domenicale di Eugenio Scalfari, viene in mente Fantozzi che si martella il pollice montando una tenda col ragionier Filini ma, siccome è notte e non vuole svegliare gli altri campeggiatori, corre per il bosco e solo quando ne esce prorompe in un lungo e liberatorio grido di dolore. Nato a Civitavecchia nel 1924, fascista sotto il fascismo, non pervenuto durante la Resistenza, antifascista dopo la caduta del Duce, da allora Scalfari passa per un sincero democratico: sia da liberale, sia da pannunziano (a Il Mondo, quando andava in via Veneto), sia da radicale, sia da deputato socialista, sia da filocomunista, sia da craxiano, sia da demitiano, sia da occhettiano, sia da dalemiano, sia da prodiano, sia da veltroniano, sia da ciampista, sia da napolitaniano, sia da mangiapreti, sia da papista, sia da lettiano antirenziano, sia da filorenziano. Il travestimento dura 72 interminabili anni. Poi l’altroieri l’anziano reazionario non ce la fa più ed esplode finalmente nell’urlo più liberatorio e fantozziano: la democrazia è una cagata pazzesca! Continua a leggere »

Il Rosatellum Bis ci fa sognare. La sua nascita dipende da un manipolo di valorosi supportati da intellettuali di specchiata moralità. Insieme formano una sorta di Team Rosatellum. Scopriamoli insieme.

Rosato Ettore. Questo bell’omino, dal volto sbarazzino e dal crine saturo di Uni Posca renzino, ha deciso di consegnarsi mani e piedi alla leggenda. Concepire una cosa più orrenda di Porcellum e Italicum pareva impossibile, ma lui ce l’ha fatta. Poster in camera subito. Continua a leggere »

Con una buona qualità dell’aria notevoli miglioramenti per la salute.

Le concentrazioni di PM2.5 responsabili di 428 000 morti premature in 41 Paesi europei, 59.630 in Italia.

Il nuovo ‘Air quality in Europe — 2017 report  dell’European environment agency (Eea), un’analisi aggiornata della qualità dell’aria e dei suoi effetti, sulla base di dati ufficiali desunti da oltre 2 500 stazioni di monitoraggio in tutta Europa nel 2015, evidenzia che «La maggior parte delle persone che vive nelle città europee è esposta a una scarsa qualità dell’aria». Le stime più recenti dell’Eea  rivelano che «Il particolato fine  continua a essere la causa della morte prematura di più di 400 000 europei all’anno. In Europa i maggiori responsabili delle emissioni di inquinanti atmosferici sono: il trasporto su strada, l’agricoltura, le centrali elettriche, l’industria e i nuclei domestici». Continua a leggere »

Il presidente Casini decide di partire dalle popolari venete e poi a ritroso su Mps e l’istituto aretino. Così i rischi maggiori li corrono l’odiata Bankitalia e la Ditta di Bersani e D’Alema.

Il quadro è questo: bene che vada la neonata Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche avrà tempo fino al 15 marzo prossimo, quando terminerà la legislatura. Escludendo pause natalizie, impegni su altri voti fondamentali e quant’altro, restano tre mesi. Troppo poco per ottenere qualsiasi risultato, ma abbastanza forse per regolare qualche conto tra i partiti. Un’arma nucleare in periodo pre-elettorale. Continua a leggere »

IL MINISTRO della Giustizia Andrea Orlando ha sollecitato il governo tedesco ad eseguire la sentenza nei confronti dei vertici Thyssen responsabili del rogo di Torino del 6 dicembre 2007, della morte di sette dipendenti tra atroci sofferenze e della loro agonia durata settimane. Il fatto che anche Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz scontino la pena in carcere, come stanno facendo i loro colleghi italiani condannati in via definitiva diciassette mesi fa, è un principio di civiltà. Un atto di giustizia non solo nei confronti dei familiari delle vittime ma anche, e forse soprattutto, nei riguardi degli italiani e dell’idea stessa che esista un’Europa unica, uniforme nei diritti e nei doveri.

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