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Il retroscena.

Accelera la costruzione di un nuovo soggetto che sfiderà i dem alle elezioni. “Non deve essere né una riedizione della Ditta ex Ds né un listino di sinistra” L’obiettivo di coinvolgere Prodi e Letta. I bersaniani offrono la guida all’ex sindaco di Milano.

ROMA – Laura Boldrini, com’era naturale. Ma anche Pietro Grasso, meno scontato. «La finestra di una coalizione con il Pd si chiude, mi pare. Prepariamoci a fare il centrosinistra da soli», dice Giuliano Pisapia in un incontro a porte chiuse a Roma. La lista a sinistra del Pd accelera e vede bene i presidenti delle Camere nel proprio recinto. Per dimostrare che è largo, aperto, non solo rosso, comprende movimentisti come Pippo Civati, uomini della vecchia ditta come Bersani e D’Alema ma anche figure istituzionali. Quindi, non estremista, credibile, alternativa di governo.

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3 anni per fare peggio di prima. Salutati come salvatori dopo la gestione pubblica e quella dei capitani coraggiosi sono riusciti a perdere un miliardo.

C’è un ennesimo errore capitale che i protagonisti dell’orribile vicenda Alitalia non dovrebbero aggiungere alla catena di castronerie compiute in questi anni. Che è davvero lunga: dai leasing degli aerei ottenuti a prezzi da amatori al carburante pagato almeno 20 dollari in più alla tonnellata. Vista però l’ingordigia con cui si sono tuffati sugli sbagli, c’è purtroppo da temere che ci ricaschino. L’errore che non dovrebbero compiere azionisti (Etihad, Unicredit e Banca Intesa) e manager è quello di considerare il referendum come la pietra tombale sull’Alitalia, senza tentare nuove e possibili soluzioni, magari con il coinvolgimento del governo che fino ad ora anche su questa vicenda non ha fatto una bella figura. L’obiettivo comune dovrebbe essere quello di salvare un’azienda che resta uno dei pochi assett del Paese e dà lavoro a 12 mila persone. Continua a leggere »

I Cinquestelle hanno chiesto che, durante la prova scritta di matematica, ai maturandi dello Scientifico sia consentito di consultare un manuale di formule senza essere costretti — cito la petizione di uno studente — «a sottostare alla forza bruta della memoria», cioè a studiarle. Il governo ha replicato che la conoscenza mnemonica fa parte del programma, prendendosi in via del tutto eccezionale il mio applauso biecamente conservatore.

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A PARIGI, Le Pen è quasi inesistente: non arriva al 5 per cento dei voti. Come Trump a New York. La forbice (culturale ed emotiva prima ancora che politica) tra città e campagna è sempre stata un dato rilevante della storia moderna, ma con la globalizzazione sta diventando impressionante e anche preoccupante: Manhattan e il Wyoming non sono lo stesso popolo e lo stesso paese, Parigi e i Vosgi non sono lo stesso popolo e lo stesso paese.
Se dipendesse dalle loro capitali e dalle loro metropoli, non una delle nazioni di Occidente sarebbe non dico governata, ma minimamente influenzata dalla destra sovranista e dai “nuovi” populismi antieuropeisti e antimondialisti.

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Che avrà fatto di male Emmanuel Macron? Noi non lo sappiamo, e forse neppure lui. Ma qualche peccato mortale sulla coscienza deve averlo, per meritarsi gli endorsement di tutti i peggiori menagramo sulla piazza mondiale. Chi pensa che il leader di En Marche! abbia l’Eliseo in tasca non può sottovalutare l’effetto mortifero che potrebbe sortire l’appoggio entusiastico di Juncker e Hollande, due tra i catafalchi più nefasti della scena europea. Un doppio bacio della morte aggravato dallo sciame di mosche cocchiere italiote, da Renzi in giù, a cui non pare vero di saltare sul carro del (presunto) vincitore dopo aver perso tutte le elezioni del 2016, in proprio o in conto terzi: le Comunali, la Brexit, le Presidenziali Usa e il referendum. Continua a leggere »

CHI È ipocrita sulla questione dei salvataggi in mare dei migranti? Le Ong e chi le sostiene finanziariamente (ma anche la marina italiana e Frontex) perché effettuano i salvataggi pur sapendo che c’è chi lucra sui migranti sia nei luoghi di partenza che nei luoghi di arrivo, o chi fa finta di non vedere e non sapere che premono alle porte dell’Europa persone così disperate da correre rischi inenarrabili, compresa la morte, pur di sfuggire alle condizioni di vita che sono loro toccate in sorte? Basta vedere i minori non accompagnati, le donne incinte, gli anziani che sbarcano dalle navi dopo mesi di cammino e spesso sofferenze indicibili per capire che nulla li può fermare, salvo un cambiamento radicale nelle loro condizioni di partenza. Non è che non conoscano i rischi che corrono, non solo in mare, ma lungo tutto il percorso che li ha portati su quei barconi. Continua a leggere »