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Posts Tagged ‘19/06/2015’

Michele-SantoroLA SERATA FIORENTINA SU LA7 CHIUDE IL CICLO DI SERVIZIO PUBBLICO: “DAVVERO CREDETE CHE IO SIA UN TRIBUNO? RENZI MI HA DETTO IN BOCCA AL LUPO E IO A LUI”.

A noi ci piace il rosso”, così saluta Michele Santoro. Il rosso in televisione con maglie, sciarpe e fiori. Il rosso di Firenze, il tramonto che avvolge lo sfondo con Palazzo Vecchio e il mastodontico Duomo. Il Rosso di sera, che poi è il titolo di questa puntata speciale di Servizio Pubblico, una trasmissione che fu generata in piazza – quattro anni fa, a Bologna – e che in piazza finisce. Ha scelto il rosso, Santoro, per il congedo dal pubblico e la capitale del renzismo che, a poco a poco, quasi timorosa, si ribella al partito unico, al pensiero unico, al Matteo unico.   QUANDO PARTE la colonna sonora, i riflettori rossi accendono la passerella rossa – aggettivo e sostantivo ricorrente – e sale Santoro, indugia un attimo, la telecamera stringe, mette su l’espressione irriverente e domanda: “Ma veramente credete che io sia un tribuno? In tanti ci hanno imitati, però non si può imitare l’anima di un programma”. (altro…)

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OrlandoDOPO L’ASSOLUZIONE DEI CRESPI, A TORINO TEMONO GLI EFFETTI SUL CASO FONSAI.

Il governo aspetta, vuole capire di che si parla. Prudenza magari saggia, per carità, eppure la legge sul falso entrata in vigore il 15 giugno non si presenta bene. Ieri abbiamo dato conto, dopo un’anticipazione del Corriere della Sera, della sentenza della Cassazione che ha prosciolto i fratelli Crespi (Luigi è l’ex sondaggista di Berlusconi) da una parte delle accuse per falso in bilancio nella bancarotta di Hdc grazie alle nuove norme. Ieri, poi, un breve lancio Ansa ha dato conto delle preoccupazioni di Tribunale e Procura di Torino sugli effetti che la decisione della Cassazione potrebbe avere sul processo Fonsai, in cui accusato di falso in bilancio c’è anche l’ex patron della società assicurativa, Salvatore Ligresti. (altro…)

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LandiniIL SINDACATO SULLE BARRICATE CONTRO L’ULTIMA SORPRESA: DOPO L’ART. 18 TOCCA ANCHE ALL’ART. 4, IL PADRONE CONTROLLERÀ I DIPENDENTI. IL PD: “CGIL STAI SERENA”.

RENZISMO APPLICATO

Se uno viene autorizzato a entrare nei mezzi di comunicazione che usano le persone è difficile non definirlo un grande fratello: è un abuso rispetto alle norme di diritto che esistono sulla privacy delle persone”. Susanna Ca-musso, segretario generale della Cgil, è già pronta a impegnare il sindacato nella pressione sulle commissioni parlamentari che dovranno valutare la delega fino alla possibilità di fare ricorsi anche alla corte di giustizia europea. Per la Cgil, insomma, l’ultima sorpresa del Jobs act, ovvero la possibilità per il datore di lavoro di controllare i proprio dipendenti tramite telefonini, tablet e computer, è inacettabile.   DOPO l’abolizione dell’articolo 18 il governo Renzi, dunque, manda in soffitta anche l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori datato 1970: il divieto assoluto “di usare impianti audiovisivi e altri apparecchi per controllare a distanza l’attività dei lavoratori”. (altro…)

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matteo-renzi

 

 

 

 

Ma chi le fa le leggi? La domanda sorge spontanea dopo l’ennesimo buco scoperto nell’ennesima norma – quella sul falso in bilancio – che sortisce il risultato esattamente opposto a quello annunciato. Non che i legislatori dell’ultimo ventennio, cioè i governi attraverso i decreti e le maggioranze parlamentari tramite i disegni di legge, abbiano mai brillato per competenza. Ma neppure la scalcinata tradizione legislativa nazionale aveva mai conosciuto una stagione così cialtronesca e ciabattona. Non c’è legge o decreto che, una volta approvato, non venga seguito da polemiche sugli effetti indesiderati (almeno a parole) che produce all’insaputa (così assicurano lorsignori) da chi l’ha firmato e votato, col contorno di sospetti sulle manine o manone che hanno inserito emendamenti last minute e sulle teste vuote che non li hanno notati. (altro…)

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