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Posts Tagged ‘25 aprile’

Le polemiche che vanno avanti ormai da anni provocano la rottura definitiva. Orfini: “Non parteciperemo”. Gli ebrei:”Facciamo una manifestazione nostra, non sfileremo con gli eredi del Gran Muftì che si alleò con Hitler”. L’associazione: “Dispiaciuti”. Ma nel frattempo non hanno risposto all’invito neanche il Movimento 5 Stelle e la sindaca della Capitale, Virginia Raggi.

Prima non hanno risposto all’invito. Poi hanno messo nel mirino direttamente l’Associazione nazionale partigiani, definita – senza mezzi termini –  “elemento di divisione“. Sono queste le parole scelte dal Partito democratico per motivare la sua assenza dal corteo organizzato come ogni anno dall’Anpi per il 25 aprile. Ad attaccare frontalmente i partigiani, infatti, non è un esponente dem di secondo piano, ma al contrario il presidente nazionale del partito, e cioè Matteo Orfini. (altro…)

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25 aprile

Il 25 aprile è la festa della Liberazione. “Tutto il bene avevamo nel cuore” ripercorre, attraverso le testimonianze di alcuni partigiani, gli anni della Resistenza. Ma il documentario, pubblicato da Servizio Pubblico, è anche una riflessione sull’Italia di oggi, dalle riforme del governo al rischio di nuovi estremismi, vista dagli occhi di chi ha contribuito a fare nascere la nostra Repubblica. (altro…)

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Cecigian

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ManifestazioneIL 25 APRILE DEL PRESIDENTE CONTRO LA MALAPOLITICA. TAFFERUGLI A MILANO.

È stato il 25 aprile di Sergio Mattarella – “la democrazia oggi è la lotta alla corruzione” – e degli strascichi della polemica nata lo scorso anno al corteo romano, e continuata ieri a Milano, tra portabandiera della Brigata ebraica, rappresentanze di comunità palestinesi e centri sociali.
Il presidente della Repubblica, che nel giorno dell’elezione come primo atto da capo dello Stato si recò alle Fosse Ardeatine, ha cominciato la giornata con l’omaggio all’Altare della patria, assieme al presidente del Senato Pietro Grasso e al premier Matteo Renzi. Qualche ora dopo, Mattarella è arrivato al Piccolo Teatro di Milano, 70 anni fa sede della caserma fascista Ettore Muti, accolto dalle note di Bella ciao. “Come è bella Milano – ha cominciato Mattarella –, imbandierata a festa, città guida della Resistenza, il cui ritorno alla libertà civile segnò, con l’insurrezione del 25 aprile 1945, annunciata da Sandro Petrini da Radio Milano Libera, la fine della guerra, il recupero dell’unità nazionale e l’avvio di un nuovo percorso democratico per il popolo italiano”. (altro…)

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25 aprileSEI CITTÀ. I NAZIFASCISTI IN ROTTA. LA GIOIA E LA RABBIA. I TESTIMONI DI QUEI GIORNI DI SETTANT’ANNI FA APPUNTARONO SENSAZIONI E RICORDI SUI PROPRI TACCUINI. DA BOLOGNA A BOLZANO, DA TORINO A BERGAMO, I PROTAGONISTI SCRIVONO LA PROPRIA PARTE DI STORIA.

Ansia, paura, trepidazione e un improvviso senso di euforia: è un turbinio di emozioni quello che si scatenò la mattina del 25 aprile 1945 quando il Cln di Milano proclamò, via radio, l’insurrezione in tutti i territori occupati dai nazifascisti. Mentre Bologna era già stata liberata, altre città del Nord Italia si svegliarono in una atmosfera nuova, che lasciava presagire grandi cambiamenti. È quanto si percepisce con impressionante chiarezza nelle pagine dei diari custoditi dall’Archivio diaristico nazionale. (altro…)

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Vauro

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MattarellaIl capo dello Stato
“La nostra Costituzione è il frutto della lotta antifascista contro la dittatura e la guerra
La qualifica di resistenti va estesa non solo ai partigiani ma ai militari che rifiutarono di arruolarsi nelle brigate nere”.

Signor Presidente, lei ha attraversato la vita politica e istituzionale di questo Paese, ha vissuto la sfida delle Brigate Rosse alla democrazia, ha fronteggiato anche l’emergenza criminale più acuta. Che cosa legge nella data del 25 aprile, settant’anni dopo la Liberazione?
«Il Paese è fortemente cambiato, come il contesto internazionale. Non c’è più, fortunatamente, la necessità di riconquistare i valori di libertà, di democrazia, di giustizia sociale, di pace che animarono, nel suo complesso, la Resistenza. (altro…)

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Napolitano

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NapolitanoIL 25 APRILE DEL PRESIDENTE: INVOCA LA LIBERAZIONE DI GIRONE E LATORRE “INGIUSTAMENTE TRATTENUTI” E POI FA L’APOLOGIA DEL MILITARISMO.

Il Generalissimo Giorgio. Nel giorno della Liberazione e della Resistenza antifascista. Al Quirinale si celebra il sessantanovesimo anniversario del Venticinque Aprile. Il capo dello Stato ha preparato un discorso che, per quattro quinti, è molto bello, toccante. In sala ci sono i rappresentanti di alcuni comuni devastati dalla ferocia nazifascista nel 1944. Napolitano vuole mettere in evidenza la sofferenza immane dei civili in quel periodo. Ricorda pure un eccidio dimenticato: “Saluto in primo luogo – perché meritano una riparazione per l’aver lasciato, tutti noi, troppo a lungo in ombra quella dolorosissima esperienza – i familiari dei 103 ufficiali del Decimo reggimento ‘Regina’, che nell’isola greca di Kos nell’ottobre del 1943 furono sommariamente processati e barbaramente trucidati per non essersi piegati alle pretese germaniche”. È presente anche un veterano di quel reggimento, che si commuove, come tutti.   (altro…)

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“È pericoloso fare a pezzi la nostra storia fuori dalla Costituzione l’Italia è perduta”.

ROMA — Negli ultimi due anni Stefano Rodotà ha incontrato quindicimila studenti. Lo ha fatto per sponsorizzare la Costituzione figlia della Resistenza, per regalarne i segreti alle future generazioni: «Non è vero che i giovani sono indifferenti. Spesso non sanno nulla. Se gliela spieghi, la Carta, ci trovano dentro i valori in cui credono». E nel giorno in cui Grillo dichiara «morto» il 25 aprile, il professore avverte: «Di questa storia non va smontato nessun pezzo». Il tono è severo, appassionato, anche se l’ex candidato alla presidenza della Repubblica non vuole scendere in polemica diretta con chi ha sostenuto il suo nome. Ma non si scherza con la storia se si vuole rinascere come Paese: «Dobbiamo essere consapevoli della radice profonda che hanno i diritti di libertà nel nostro Paese». (altro…)

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Da “Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana”una delle letterescritte da partigiani, prima di essere fucilati dai repubblichini

Caro papà,benché non sia nato nel tuo stesso letto e non porti il tuo nome, sono riconoscente di quanto hai fatto per me nella vita terrena. Sono sull’orlo della vita terrena e mi involo nel più alto dei cieli. Tu che sei un uomo di alti sentimenti, sappi che tuo figlio muore per un alto ideale per l’ideale della Patria più libera e più bella.Di’ al mio vero papà che lo perdono di tutto il male che ha fatto e che questo lo stimoli ad essere un uomo onesto nella vita.Caro papà, tutta la mia riconoscenza te la esprimo col mio cuore. Caro papà, sappi che non ho amato come mio insegnante di vita laboriosa ed onesta altro che te.Scusami se ti scrivo in questa maniera ma queste sono parole che mi escono dal cuore in questo triste e nello stesso tempo bel momento di morte.Col cuore straziato ti lascio baciandoti caramente.tuo per sempre figlio Renzo

La nostra libertà, quella che oggi più o meno tutti viviamo, è passata per queste persone. (altro…)

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Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre radici e della storia che abbiamo alle spalle: una storia che ha portato alla nostra Costituzione e al suo progetto. La rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono a ciascuno la sua affermazione, la possibilità di esprimersi, di accedere al lavoro, di professare una religione, di ricevere delle cure e una istruzione, fino agli alti livelli, per i meritevoli.

A questa carta si è arrivati dopo la liberazione, anche con la lotta dei partigiani. Quegli italiani che, messi di fronte ad una scelta, hanno fatto una scelta di libertà, per una Italia migliore, diversa dove ogni cittadino è uguale, con pari dignità.

Anche oggi, anzi, specie oggi dove viviamo giornate dove sembra che la politica guardi avanti andando indietro, non dobbiamo dimenticare.

Il progetto della Costituzione va difeso, anche lottando. Non bisogna aver paura di dirlo, perché non possiamo dimenticare che ci sono forze in campo, nella società, che quel progetto l’hanno combattuto.
Gli attacchi alla sanità pubblica, all’istruzione pubblica di eccellenza, la giustizia ugualeper tutti, la difesa dell’ambiente, la protezione della nostra arte e cultura. (altro…)

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Nell’esporre la sua netta contrarietà all’esecuzione di «Fischia il vento e infuria la bufera» durante le celebrazioni del 25 aprile, il commissario prefettizio di Alassio ha spiegato agli ultimi, stupefatti partigiani che la festa della Liberazione è apolitica. Non me ne voglia Sua Eccellenza, ma fatico a trovare una festa più politica dell’abbattimento di una dittatura. Politica in senso nobile e bello, al netto degli orrori reciproci che purtroppo fanno parte di ogni guerra civile.

Oggi il modo più diffuso per commemorare la Liberazione consiste nel rimuoverla, annegandola in un mare di ignoranza. Un signore ha scritto scandalizzato dopo avere udito all’uscita da una scuola la seguente conversazione tra ragazzi: «La prof dice che giovedì non c’è lezione». «Vero, c’è qualcosa tipo… una liberazione». (altro…)

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L’antifascismo non è un optional. La convivenza civile si basa sulle leggi, le leggi sulla Costituzione, la Costituzione solo su un fatto storico che la legittima e che regge dunque l’intero ordinamento. Per l’Italia democratica questo fatto si chiama Resistenza antifascista. Se viene meno il riconoscimento della Resistenza crolla l’intero castello di legittimità. Per questo il 25 aprile è festa nazionale: perché l’identità dell’Italia democratica, della nostra Patria, ha il suo ultimo fondamento nella vittoria della Resistenza antifascista, nella frase “Aldo dice 26×1”, con cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia dà l’ordine dell’insurrezione generale e i partigiani liberano le grandi città del nord da nazisti e fascisti prima dell’arrivo delle truppe alleate.

Patriottismo costituzionale a antifascismo fanno dunque tutt’uno. I funzionari pubblici che giurano sulla Costituzione compiono spergiuro ogni volta che non sono coerenti con i valori della Resistenza. E anche il semplice a-fascismo segnala drastica indigenza di patriottismo. Chi non è antifascista non è un autentico italiano. Chi poi è anti-antifascista è semplicemente un nemico della Patria. (altro…)

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Non c’è pace per la festa della Liberazione. Dopo aver rischiato di finire sotto la mannaia della manovra economica, il 25 aprile finisce nuovamente nel mirino. Il governo ha accolto “come raccomandazione” l’ordine del giorno presentato dal parlamentare bolognese del Pdl, Fabio Garagnani, contenente la proposta di sostituire il 25 aprile con il 18 aprile 1948, giorno delle elezioni politiche vinte dall’allora democrazia Cristiana guidata da Alcide De Gasperi.(Repubblica)

Ormai siamo all’inverosimile … dove si è mai visto un governo che oltre a deligittimare quotidianamente le sue istituzioni (pensate alla magistratura insultata continuamente da questo governo), puntualmente rinnega la sua storia, le sue feste (vedi il ‘primo maggio’ che spesso, come il 25 aprile, è sotto “attacco”), la sua “resistenza“?

Siamo un caso unico al mondo!

stopcensura.com

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Nella guerra di slogan e di manifesti, di fischi e di applausi che ha segnato, purtroppo, anche il 25 aprile due figure assumono ancora una volta il rilievo di simbolo per la nazione: per quelle parti dell’Italia e per quegli italiani scelgono di identificarsi nell’una o nell’altra. Silvio Berlusconi ha brillato per la consueta assenza (il discorso di Onna, due anni fa, era evidentemente un evento estemporaneo) dalle celebrazioni per la Festa della Liberazione. Si è fatto gli affari suoi, in privato, salvo poi letteralmente esplodere a sera con una nota di palazzo Chigi che annuncia la partecipazione italiana ai raid della Nato in Libia. Bisogna riconoscergli una capacità di adattamento non comune: dal “non disturbiamolo” al “bombardiamolo” in meno di due mesi. La Lega, a quanto pare, l’ha presa malissimo. Staremo a vedere. (altro…)

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