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Posts Tagged ‘acqua bene comune’

acqua-bene comuneLa Regione Lazio ha approvato  all’unanimità una nuova legge sulla tutela, il governo e la gestione dell’ acqua che secondo il presidente Nicola Zingaretti «E’ la vittoria di cittadini e istituzioni che hanno combattuto insieme perché l’acqua restasse un bene di tutti»

In una nota la Regione spiega cosa prevede la legge: «Abolizione dei vecchi Ato, gli ambiti territoriali ottimali. L’acqua sarà gestita in base a un bilancio idrico che dovrà assicurare l’equilibrio preciso tra i prelievi e la capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico. Il bilancio sarà aggiornato almeno ogni cinque anni. Report annuale sulle perdite idriche nelle reti di distribuzione. Le autorità di bacino dovranno presentarlo una volta all’anno. Gli ambiti di bacino idrografico. Saranno individuati entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge. Ogni ambito sarà gestito da un’autorità di bacino. Alle assemblee decisionali parteciperanno anche gli enti locali dei diversi territori. La gestione del servizio idrico avverrà quindi in modo integrato». (altro…)

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Il Commissario Europeo Michel Barnier si è recentemente dichiarato contrario alla privatizzazione del servizio idrico.

Il Commissario Europeo Michel Barnier si è recentemente dichiarato contrario alla privatizzazione del servizio idrico.

Per la prima volta l’Europa sembra mostrare aperture verso l’acqua pubblica, dopo il grande consenso dell’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) Right2Water. In Italia invece continua l’ostilità del governo e dell’Autorithy verso gli esiti dei referendum. Quest’ultima in particolare ha deliberato una modalità di restituzione dei profitti di gestione ai cittadini estremamente favorevole per i gestori.

In Italia, vuole il luogo comune, ci piace arrivare in ritardo anche quando siamo all’avanguardia. I fatti, purtroppo sembrano confermare l’affermazione. Mentre l’Europa mostra i primi segnali di apertura verso l’acqua pubblica, da noi che per primi ci siamo opposti alle privatizzazioni con un referendum, lo stato sembra remare contro la ripubblicizzazione con tutte le proprie forze, calpestando apertamente la volontà popolare. (altro…)

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Il referendumDue anni dopo, l’accusa dei comitati. “Cambiata la voce in bolletta”. Ein 15mila si autoriducono.

MILANO— Cosa resta, due anni dopo, dei 26 milioni di “sì” per l’acqua pubblica? Al di là della vittoria politica e simbolica di un movimento larghissimo (sostenuto dal Pd, passando per sinistra radicale e M5S) l’applicazione pratica è ancora lontana. Il tentativo di sabotarne l’esito partì esattamente due mesi dopo il voto con un decreto legge del governo Berlusconi; si aggiunse il “Salva Italia” del governo Monti, che trasferì all’Autorità per l’Energia e il Gas (Aeeg) le «funzioni di regolazione e di controllo dei servizi idrici». La quale nel dicembre scorso, molto pragmaticamente, cambiò la voce in bolletta: la “rimunerazione del capitale” pari al 7 per cento del capitale investito che doveva sparire (e in bolletta pesava, anzi pesa, dal 10 al 25 per cento) si è trasformata in “rimborso degli oneri finanziari”. «Il secondo quesito referendario aggirato con un gioco di prestigio, insomma», dice Paolo Carsetti del Forum per l’Acqua Bene Comune. (altro…)

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acqua-pubblica-campidoglio

Il 12 e 13 Giugno 2011, dopo molti anni, i referendum hanno di nuovo raggiunto il quorum e sono tornati ad essere lo strumento di democrazia diretta che la Costituzione garantisce. La maggioranza assoluta delle italiane e degli italiani si è espresso a favore della fuoriuscita dell’acqua e dei servizi pubblici locali da una logica di mercato e di profitto.

Le iniziative messe in campo in questi due anni per l’attuazione dei referendum, a partire dalla Campagna di Obbedienza Civile, passando per le manifestazioni nazionali del 26 novembre 2011, quella del 2 giugno e del 15 dicembre 2012, per finire ai diversi percorsi di ripubblicizzazione aperti nei territori, oltre al fatto che la lotta per l’acqua si è sempre più intrecciata con le altre vertenze per la difesa dei beni comuni e contro le speculazioni, dimostrano la persistenza del movimento dell’acqua e le ragioni profonde che hanno portato alla vittoria refendaria del 2011. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua da sempre sostiene che il rispetto dell’esito referendario non può essere in nessun caso considerata mero adempimento tecnico, bensì elemento sostanziale di rispetto del voto democratico della maggioranza assoluta del popolo italiano. (altro…)

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"24 e 25 aprile, due giornate di mobilitazione in tutta Italia per liberare l'acqua".

“24 e 25 aprile, due giornate di mobilitazione in tutta Italia per liberare l’acqua”.

“24 e 25 aprile, due giornate di mobilitazione in tutta Italia per liberare l’acqua”. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua diffonde gli appuntamenti per le manifestazioni che si terranno in tutta Italia.

BENI COMUNI. Oggi e domani, giorno della Liberazione, i comitati territoriali per l’Acqua Bene Comune si mobiliteranno in tutta Italia per riaffermare la liberazione del servizio idrico dalle logiche di profitto come deciso dagli italiani il 12 e 13 giugno 2011.

Lo facciamo nella giornata simbolica della Liberazione perché sappiamo che l’aspirazione ad una società giusta, equa e libera dalla dittatura è stato ciò che ha mosso la resistenza e, i suoi stessi principi, hanno continuato a vivere in tutte le lotte sociali, di generazione in generazione.

Come abbiamo fatto 3 anni fa, quando iniziammo la raccolta firme per il referendum, prendiamo questa come data simbolica per affermare che quella battaglia è stata vinta ma la guerra è ancora lunga. Infatti ancora oggi la percentuale in bolletta per i profitti garantiti, ovvero la speculazione sull’acqua e il servizio idrico, non è stata abolita; anzi, la tariffa, ricalcolata dall’AEEG, ha semplicemente nascosto sotto un’altra definizione quello stesso meccanismo. (altro…)

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Acqua-bene-comuneVincere un referendum non basta quando gli interessi in campo sono tanti. Domani a Napoli (Castel dell’Ovo) amministratori e comitati da tutta Italia tornano a fare il punto sulla ripubblicizzazione dei servizi idrici. Napoli è il primo grande comune ad aver intrapreso questo percorso con la trasformazione dell’Arin Spa in azienda speciale Abc – Acqua bene comune – ma manca ancora il passaggio finale in grado di mettere in sicurezza il percorso: l’affidamento da parte dell’Ambito territoriale ottimale 2, attualmente commissariato. «Senza questo – spiega Consiglia Salvio del Comitato Acqua Pubblica Napoli – potremmo ritrovarci con l’affidamento ai privati in qualsiasi momento».
Il coordinamento campano e il Forum italiano dalla vittoria del referendum nel 2011 hanno continuato a lavorare sulla rete di amministrazioni medie e piccole, quelle su cui insiste la maggior parte della popolazione, riuscendo a vincere battaglie importanti. Reggio Emilia, Piacenza, Palermo, Vicenza e Torino stanno seguendo Napoli, altre resistono alle pressioni del privato come Roccapiemonte, Menfi, Saracena, Termoli, Trappeto, Borgetto, Mugnano. (altro…)

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L’iniziativa dei cittadini europei permette, raccogliendo un milione di firme in almeno sette Stati membri, di portare specifici temi all’attenzione della Commissione europea.

Un milione di firme, entro il 9 maggio 2013, per ottenere il riconoscimento, a livello Ue, del diritto umano all’acqua in quanto bene comune. È l’Iniziativa dei cittadini (Ice) lanciata dal Movimento europeo per l’acqua per difendere l’accesso all’acqua potabile e dire no alla privatizzazione in tutta Europa.

“L’acqua è un bene comune, non una merce”. Con questo messaggio il Movimento europeo per l’acqua ha avviato l’Iniziativa dei cittadini (Ice) Right2Water, per ottenere dalla Commissione europea una proposta legislativa che riconosca il diritto universale all’acqua.

Una battaglia che risponde alla comune esigenza di reagire alle pressioni per la privatizzazione in tutta Europa, ma anche nata sull’onda della vittoria referendaria del giugno 2011, che ha visto 27 milioni di italiani dire ‘no’ a chi cerca di ricavare profitti da un bene essenziale.

Un successo insidiato, che fa i conti, nei singoli territori, anche con amministrazioni che non vogliono riconoscere l’esito del referendum : a Cremona, ad esempio, la scorsa settimana, centinaia di persone hanno circondato il palazzo del Comune per protesta contro la decisione dell’amministrazione di ammettere i privati nella gestione del servizio idrico integrato. Va meglio nella provincia di Imperia, dove, con l’attivazione della nuova società consortile con gestione in house dei Comuni, l’affidamento a società miste o completamente private sarà interrotto e le amministrazioni comunali potranno gestire direttamente o all’interno del consorzio il servizio idrico. (altro…)

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Esattamente sei mesi fa la vittoria referendaria contro la privatizzazione dell’acqua ha chiuso, nel senso comune e nell’opinione pubblica, un’intera epoca. Un’epoca che le oligarchie economiche e le loro schiere di cavalier serventi, più o meno “tecnici”, sono assai restie ad abbandonare, dichiarando invece guerra al 96% di “sì” referendari in Italia e al 99% dell’umanità in genere. A giugno il popolo italiano attraverso il voto democratico – termine che suona preoccupantemente démodée – tracciava di nuovo quel confine, ormai scoloratosi, fra merci e beni comuni, fra terreno dei diritti e terreno dei profitti, fra impresa di mercato e servizio pubblico d’interesse generale. Ciò accadeva dopo troppi anni di indottrinamento neoliberista, in cui anche a sinistra ci si era convinti che il fine di un servizio pubblico vitale fosse generare dividendi per gli azionisti e i beni comuni dovessero servire all’accumulazione di capitale privato. (altro…)

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In 100mila, secondo gli organizzatori, hanno sfilato da piazza della Repubblica a piazza della Bocca della Verità. Alemanno sul corteo: manifestazione svolta in modo positivo, senza problemi per il traffico”.

l Forum italiano dei movimenti per l’acqua è tornato in piazza, per chiedere il rispetto dell’esito del referendum del 13 giugno scorso. Alcune migliaia di manifestanti (100 mila secondo gli organizzatori) ieri pomeriggio hanno sfilato da piazza della Repubblica a piazza Bocca della Verità – luogo simbolo in cui cinque mesi fa avevano festeggiato la vittoria del “sì” – in un mare azzurro di bandiere e palloncini.  (altro…)

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ACQUA PUBBLICA. Sabato prossimo il movimento per l’acqua bene comune torna a scendere in piazza con una nuova manifestazione nazionale a Roma. È una scelta importante e necessaria, intanto perché troppi sono interessati a mettere in archivio e a far dimenticare quella che è stata una delle componenti della breve e “incompiuta” primavera italiana, e cioè la straordinaria vittoria referendaria del 12-13 giugno scorsi. Quest’interesse lo si prova a far vivere partendo dal non riconoscere, anzi dal contraddire il pronunciamento della maggioranza assoluta dei cittadini italiani: ha iniziato il precedente governo Berlusconi, approvando nella manovra estiva l’art. 4 della manovra con il quale si obbliga alla privatizzazione il trasporto pubblico locale e il servizio di igiene ambientale e che il primo referendum aveva già bocciato anche per questi settori. (altro…)

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Mentre tentano lo scippo del referendum sul nucleare – scippo tutto da verificare, visto che devono ancora pronunciarsi un ramo del Parlamento e la Corte di Cassazione –, il Governo e i poteri forti di questo Paese vogliono provare a fare lo stesso con i due referendum sull’acqua.

Alle tuonanti dichiarazioni di ieri del Presidente di Federutility, Roberto Bazzano, che ha chiesto espressamente un intervento legislativo per fermare i referendum sull’acqua, risponde oggi il ministro Romani con l’apertura ad un approfondimento legislativo ad hoc.

A Governo, Federutility e Confindustria diciamo chiaramente : “Non ci provate, giù le mani dai referendum!”.

I referendum sull’acqua hanno ottenuto le firme di un milione e quattrocentomila cittadini. Una straordinaria mobilitazione che chiede l’uscita dell’acqua dal mercato e dei profitti dall’acqua. Che vuole la tutela condivisa di un bene comune essenziale e di un diritto universale. Che rivendica il proprio diritto a decidere in prima persona. (altro…)

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