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Posts Tagged ‘acqua inquinata’

I rilieviAcqua contaminata in Abruzzo, parla il manager del pizzino che ordinava di negare il disastro ambientale “Tutte le aziende chimiche inquinano, in Italia tenere aperta una fabbrica ormai è diventato un crimine”.

L’INTERVISTA
PESCARA.
Per Leonardo Capogrosso, l’uomo che secondo la Procura di Pescara è l’autore del “pizzino” della Montedison con la consegna del silenzio («non dobbiamo spaventare chi non sa» era scritto a penna sul documento ritrovato nel suo ufficio) e che è sotto processo per avvelenamento delle acque e disastro ambientale (insieme a altri 18 imputati), la fabbrica dei veleni di Bussi non esiste. «Mi scusi, ma quante persone sono morte dopo aver bevuto quell’acqua? Glielo dico io, nessuna. Quindi, di quale fabbrica dei veleni stiamo parlando?». (altro…)

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Acqua inquinataNORD
Brescia, latte materno compromesso e tumori a seno e fegato
Il problema di Brescia sono il cromo e i solventi organoalogenati, sostanze altamente tossiche che risultano presenti nell’acqua potabile. Che ci fa quella roba nel rubinetto? La falda che serve Brescia ha subìto per decenni l’inquinamento dell’area industriale Caffaro, a pochi passi dalla città. Le analisi dell’Asl, nel tempo, hanno dato risultati più o meno allarmanti. Lo scorso gennaio due cittadini hanno deciso di far analizzare a proprie spese alcuni campioni: il primo prelievo, fatto in periferia, ha riscontrato una concentrazione di 26,6 microgrammi di cromo per litro d’acqua, dato più di due volte superiore rispetto a quello rilevato dalle analisi Asl tre mesi prima. Il secondo test, in pieno centro, ha scovato tracce di cromo esavalente per valori poco più bassi ma comunque seri (circa 11,6 microgrammi ogni litro).

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I casiNAPOLI— «Bevi Napoli e poi muori. Acqua contaminata ovunque… Nessuna zona è sicura », titola l’Espresso nel numero in edicola questa mattina. In un lungo reportage, il settimanale ricostruisce nei dettagli lo studio sull’inquinamento nelle province di Napoli e Caserta realizzato dal comando della Us Navy del capoluogo campano tra il 2009 e il 2011. Un lavoro costato 30 milioni di dollari che ha prodotto risultati definiti «inediti e sconvolgenti» sui quali, adesso, esplode la polemica. Secondo gli esperti americani, in tutta la regione si dovrebbe usare acqua minerale «per bere, cucinare, fare il ghiaccio e anche lavarsi i denti». Le istituzioni locali però insorgono. Il Comune di Napoli replica che l’acqua erogata in città «risulta controllata e potabile, i dati delle analisi sono pubblici e consultabili sul sito dell’azienda Abc», mentre la Regione difende la qualità dei prodotti locali e si dice pronta ad azioni legali a tutela «dei cittadini, dei produttori e delle
istituzioni». (altro…)

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