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Posts Tagged ‘acqua’

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Attivisti alla sede della Regione Veneto contro l’inquinamento da PFAS

Siamo andati davanti alla sede della Regione Veneto a Palazzo Balbi, a Venezia, per protestare contro il grave inquinamento da PFAS, sostanze chimiche pericolose presenti anche nell’acqua potabile di molti comuni tra le province di Vicenza, Verona e Padova. Vogliamo che le autorità regionali fermino subito gli scarichi di queste sostanze.

 

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Gli aumenti

Lo studio.

La Confartigianato ha calcolato le tariffe nei 32 paesi europei dal 2011 al 2016. L’Italia è quello dove ci sono stati i maggiori rincari e il livello di soddisfazione dei cittadini è il più basso. Roma peggiore capitale del continente.

ROMA – I prezzi salgono ma la qualità scende. In altre situazioni si cambierebbe fornitore, ma in questo caso non si può: si tratta dei servizi pubblici. Tra l’aprile 2011 e l’aprile 2016, calcola un’indagine di Confartigianato, le tariffe dei servizi pubblici locali (fornitura acqua, raccolta rifiuti, trasporti pubblici) sono aumentate del 22%, contro un’inflazione ridotta al minimo, salita in cinque anni solo del 4,9%. E contro soprattutto un potere d’acquisto falcidiato del 5,5% nello stesso periodo, calato ancor più del Pil pro capite (meno 5%). Colpa della crisi? No perché la crisi c’è stata anche nel resto dell’Eurozona, dove al contrario le tariffe sono salite della metà nel periodo considerato, in media dell’11,4%.

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Acqua pubblica

Era il 9 maggio 2010 e avevo 24 anni. Raccoglievo le firme per indire il Referendum per l’Acqua Pubblica, insieme a tanti amici di avventura. 27 milioni di italiani andarono a votare per il SI, 27 milioni di italiani che sono stati ignorati e presi in giro proprio da uno dei partiti che sostenne quel referendum: il Partito Democratico.

A cinque anni di distanza – in cui il Pd ha governato per tre – non solo non hanno dato seguito al volere della maggioranza degli italiani, ma stanno addirittura affossando la Proposta di Legge di iniziativa popolare promossa dai comitati italiani per l’Acqua Pubblica: accadrà proprio oggi, esattamente tra qualche minuto, in Commissione Ambiente alla Camera . E il MoVimento 5 Stelle deve fermarli. (altro…)

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renzi

Via libera alla proposta della maggioranza: stralciato dal ddl 5 Stelle l’articolo 6 sulla ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato e la decadenza delle forme di gestione. I parlamentari grillini e di Sinistra italiana hanno manifestato con i cartelli davanti a Montecitorio. Proteste anche da chi ricorda che Renzi nel 2011 si schierò con il fronte del sì. Parere contrario del Mise.

La gestione pubblica del servizio idrico non dovrà più essere obbligatoriamente pubblica, ma solo in “via prioritaria”. E’ stato stralciato dalla proposta di legge M5s l’articolo 6 sulla ripubblicizzazione che avrebbe permesso l’applicazione del referendum del 2011. I deputati grillini e di Si-Sel hanno manifestato con cartelli davanti a Montecitorio: “Stravolto l’esito del referendum: arroganza della maggioranza senza confini.L’acqua non si vende“. La deputata M5s Federica Daga ha annunciato che lei e i colleghi ritireranno la firma dal provvedimento. La capogruppo 5 stelle in Senato Nunzia Catalfo: “Il Pd vuole affossare il volere di 27 milioni di italiani”. (altro…)

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Riforme

In 26 milioni dissero sì alla gestione pubblica. Alla Camera, però, l’esecutivo appoggia la cancellazione di quell’obbligo.

Quanto contano i 26 milioni di italiani che nel lontano giugno del 2011 votarono “sì” ai due referendum sull’acqua pubblica? Poco o niente. Da pochi giorni questa è non solo la realtà, ma anche la risposta ufficiale del governo Renzi: la gestione dei servizi idrici non deve essere pubblica, ma di mercato. Al di là di ogni altra considerazione, non un buon viatico per il referendum sulle trivelle che si celebra ad aprile. Ecco la storia dell’acqua. (altro…)

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acqua_amianto

“Da anni insistiamo sulla pericolosità dell’amianto e in particolare dell’amianto delle condutture idriche (oltre 500Km di tubature a Bologna sono in Cemento amianto e alcune sono in opera da diverse decine di anni).
Come MoVimento 5 Stelle abbiamo discusso, fatto un piano di bonifica, richiesto un’istruttoria pubblica, proposto ordini del giorno con l’intento di non creare il minimo allarmismo ma di invitare tutti alla massima precauzione e attenzione nei confronti di un fenomeno (fibre ingerite nell’acqua potabile) ancora poco studiato e per questo da molti sottovalutato. Anche nella recente istruttoria pubblica del 2 dicembre 2014 abbiamo sentito esperti affermare: “non esistono prove della pericolosità dell’ingestione dell’amianto”. (altro…)

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I punti
Arrivano anche gli sconti sulle assunzioni e il bonus-bebè Prorogati gli ecobonus per la casa, meno Iva sugli e-book.
ROMA – Fisco salato anche nel 2015. In vigore da Capodanno i primi rincari, dall’acqua alle autostrade, dalle multe ai fondi pensione, dalla birra alle sigarette elettroniche, dall’Iva sul pellet ai contributi previdenziali della gestione separata Inps. Non manca qualche novità positiva, come la dichiarazione del 730 precompilata, online entro il 15 aprile, gli 80 euro per i bebè nati quest’anno (per redditi Isee sotto i 25 mila euro), gli sconti sui neoassunti (Irap e contributi), gli ecobonus confermati, l’Iva sugli ebook scesa al 4%. All’orizzonte intanto si profila l’allungamento per l’età pensionabile: dal 2016 ci vorranno 4 mesi in più per tutti.

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ClimaNel 2100 un miliardo di persone senza acqua sufficiente nelle città. In aumento alluvioni e carestie Scenari catastrofici (e vie di fuga) nel rapporto del gruppo Onu premiato con il Nobel nel 2007.

UN MILIARDO di persone nella trappola delle città assetate. Due miliardi in più di bocche da sfamare sul Pianeta e una produzione di mais, riso e grano che crolla del 2 per cento ogni 10 anni. Fino a 187 milioni di profughi costretti ad abbandonare la casa per fuggire dall’acqua che avanza. Fino al 9 per cento del Pil globale risucchiato dalla lotta contro la risalita del mare.
Sarà l’impatto, a fine secolo, del cambiamento climatico nell’ipotesi di un aumento di 5 gradi rispetto ai livelli pre industriali: uno scenario in linea con le scelte presenti, cioè con un’economia che non riesce a frenare l’uso di combustibili fossili e continua ad aumentare le emissioni serra. (altro…)

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Il sequestro della discaricaNEL 2007 L’ALLORA PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ DI BACINO GIORGIO D’AMBROSIO (OGGI IN LISTA COL PD ALLE REGIONALI) INTERVENNE CON DEI FILTRI RISULTATI ANCORA PIÙ INQUINANTI.

La grande fabbrica” dava da mangiare a più di duemila famiglie. Ma fino al 2007 ha inquinato l’acqua di 700mila persone. Qui, in località Tremonti, ora vedi ghiaia e recinti:è una delle due discariche dell’immenso polo chimico, che si estende su 17 ettari, da monte a valle, tra i fiumi Pescara e Tirino. Siamo nel cuore dello scandalo Bussi: questa discarica mette paura soltanto a guardarla, per quant’è vicina al fiume Pescara. Così vicina che ne costeggia l’argine.

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acqua-bene comuneLa Regione Lazio ha approvato  all’unanimità una nuova legge sulla tutela, il governo e la gestione dell’ acqua che secondo il presidente Nicola Zingaretti «E’ la vittoria di cittadini e istituzioni che hanno combattuto insieme perché l’acqua restasse un bene di tutti»

In una nota la Regione spiega cosa prevede la legge: «Abolizione dei vecchi Ato, gli ambiti territoriali ottimali. L’acqua sarà gestita in base a un bilancio idrico che dovrà assicurare l’equilibrio preciso tra i prelievi e la capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico. Il bilancio sarà aggiornato almeno ogni cinque anni. Report annuale sulle perdite idriche nelle reti di distribuzione. Le autorità di bacino dovranno presentarlo una volta all’anno. Gli ambiti di bacino idrografico. Saranno individuati entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge. Ogni ambito sarà gestito da un’autorità di bacino. Alle assemblee decisionali parteciperanno anche gli enti locali dei diversi territori. La gestione del servizio idrico avverrà quindi in modo integrato». (altro…)

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andrea-orlandoIl Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro dell’Ambiente e tutela del territorio e del Mare, Andrea Orlando, il ddl collegato alla legge di Stabilità in materia di ambiente, green economy e uso razionale delle risorse naturali (il cosiddetto Collegato Ambiente).

Il disegno di legge, che il Governo definisce una vera e propria “Agenda Verde”, introduce un pacchetto di norme che puntano a semplificare il quadro normativo e tagliare i costi. Cercando di promuovere la green economy. Nell’ottica della semplificazione, ad esempio, è prevista l’unificazione delle Commissioni Via, Vas e Aia. Un provvedimento che dovrebbe rendere la vita più facile alle imprese, accelerare i tempi della burocrazia e ridurre la spesa pubblica, anche grazie a un ribasso dei compensi per la Commissione unificata. (altro…)

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Stefano Rodotà, tra i promotori della consultazione del 2011: “Dietro al pubblico ci sono i diritti fondamentali delle persone”.

L’intervista.

MILANO— «Sapevamo che ci sarebbe stata una forte resistenza nel rendere fattuale l’esito del referendum», spiega Stefano Rodotà, che fu tra gli estensori dei quesiti sull’acqua.
Quindi l’esito di quella consultazione è stato tradito?
«È evidente come si sia cercato di sabotare quel voto. Ma quei tentativi sono stati bloccati da sentenze importanti. In più la linea della ripubblicizzazione sta andando avanti anche in città dove non ci sono giunte della sinistra radicale, come a Torino con Fassino. Questo è un buon segnale che mi fa essere positivo».
E sul fronte delle tariffe?
«Ci sono 35 ricorsi aperti presentati dai comitati. Si sta cercando di far passare il referendum come un “consiglio”, ma è stato una piena espressione della volontà popolare». (altro…)

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Il referendumDue anni dopo, l’accusa dei comitati. “Cambiata la voce in bolletta”. Ein 15mila si autoriducono.

MILANO— Cosa resta, due anni dopo, dei 26 milioni di “sì” per l’acqua pubblica? Al di là della vittoria politica e simbolica di un movimento larghissimo (sostenuto dal Pd, passando per sinistra radicale e M5S) l’applicazione pratica è ancora lontana. Il tentativo di sabotarne l’esito partì esattamente due mesi dopo il voto con un decreto legge del governo Berlusconi; si aggiunse il “Salva Italia” del governo Monti, che trasferì all’Autorità per l’Energia e il Gas (Aeeg) le «funzioni di regolazione e di controllo dei servizi idrici». La quale nel dicembre scorso, molto pragmaticamente, cambiò la voce in bolletta: la “rimunerazione del capitale” pari al 7 per cento del capitale investito che doveva sparire (e in bolletta pesava, anzi pesa, dal 10 al 25 per cento) si è trasformata in “rimborso degli oneri finanziari”. «Il secondo quesito referendario aggirato con un gioco di prestigio, insomma», dice Paolo Carsetti del Forum per l’Acqua Bene Comune. (altro…)

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Le norme dei governi di B. e Monti sono incostituzionali e violano il referendum. L’acqua ha vinto un’altra volta: se non nei codicilli di legge, nella forza dell’immagine. Ieri la Corte costituzionale ha bocciando in tronco la norma introdotta dal premier Berlusconi un anno fa, dopo la consultazione popolare che aveva reso impossibile la privatizzazione dei servizi affidati agli enti locali. Tecnicamente, i giudici hanno dichiarato incostituzionale l’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011 perché lesivo dell’articolo 75 della Costituzione: non si può, dice in sostanza la Corte, annullare gli effetti di una consultazione popolare facendo rientrare dalla finestra ciò che è stato cacciato sonoramente dalla porta principale della democrazia. “LA SENTENZA ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 – dicono dal Forum che coordina i movimenti per l’acqua -. E rappresenta un monito al governo Monti, e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l’acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici”. (altro…)

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A meno di tre mesi dall’inizio della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio +20 le popolazioni indigene andine hanno preparato un documento che sottolinea le necessità e le priorità da affrontare 20 anni dopo la conferenza storica di Rio de Janeiro del 1992. Quella dell’Agenda 21, dello sviluppo sostenibile e degli obiettivi da raggiungere sull’ambiente e la partecipazione, per intenderci. E che oggi a 20 anni da quella data ci siamo quasi dimenticati.

La prossima Conferenza della Terra Río+20 si terrà nella città brasiliana dal 20 al 22 giugno prossimi, e il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon qualche mese fa ha lanciato la campagna “Il futuro che vogliamo” parlando dell’evento di Rio come quello che permetterà di affrontare le soluzioni e le sfide del mondo. “Lo sviluppo sostenibile è la priorità più importante. Sappiamo a quello a cui stiamo andando incontro: insicurezza alimentare, scarsità di acqua, di energia, cambiamenti climatici, aumento delle emissioni di carbonio e oceani sempre più malati”. (altro…)

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Fra i temi più discussi del decreto liberalizzazioni vi sono la privatizzazione dell'acqua ed i diritti dei lavoratori.

Un colpo all’articolo 18, una spintarella alla privatizzazione dell’acqua. Di contro anche nuove regole più restrittive sulle concessioni delle spiagge. E poi nuove norme su benzina, energia, ordini professionali, farmacie, notai, burocrazia, consumatori. Unici settori esclusi, per adesso, quelli delle banche, delle assicurazioni e del gas. Sono molte le carte, per ora soprattutto bozze, presentate sulla scrivania di Monti, che attendono di confluire nel prossimo decreto sulle cosiddette liberalizzazioni.

“Sono solo bozze” sembra essere diventata anche l’espressione preferita di molti ministri, interpellati dalle categorie colpite dal decreto. Lo ha detto un portavoce del governo ai petrolieri, infuriati per l’ipotesi della separazione fra produzione e distribuzione dei carburanti. È stato Antonio Catricalà in risposta ai sindacati, e al ministro del Welfare Elsa Fornero, che lo interpellavano sulle modifiche proposte all’articolo 18.

Proprio l’attacco all’articolo 18 da parte del governo è uno dei punti più discussi. Se l’ipotesi venisse confermata all’interno del decreto, si tratterebbe di una sorta di rivoluzione. Ad oggi l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori impedisce alle aziende sopra i 15 dipendenti il licenziamento senza giusta causa. La norma in questione estenderebbe la facoltà di licenziare senza giusta causa anche ad aziende con fino a 50 dipendenti, se queste sono il frutto di una fusione fra due o più aziende che ne hanno meno di 15. (altro…)

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Il 12 e 13 giugno scorsi, con un referendum, la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.

Ad oggi però nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, se escludiamo Napoli, continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari e degli enti locali. Per questo oggi il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua torna in piazza a Roma, con l’ampio e variegatoappoggio della società civile: associazionismo, reti, movimenti, sindacati (Cgil), organizzazioni e tutti qui singoli cittadini che hanno promosso, ottenuto ed infine vinto i referendum di giugno. (altro…)

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I sacrifici li chiedono a tutti, ma non ai concessionari pubblici che lucrano sui beni dei cittadini, dalle autostrade, all’acqua, alle frequenze televisive. Su questo punto il silenzio dei partiti è di tomba. Eppure sono soldi facili per la manovra. Si toglie la concessione statale e i quattrini rientrano subito ai legittimi proprietari: gli italiani. Oppure, si riducono i margini di profitto della concessione del 50/70%. Se ci stai, bene, altrimenti la concessione ritorna allo Stato. Nessun parlamentare, che io sappia, ha fatto questa proposta. Forse tra partiti e concessionari c’è del tenero o addirittura il concessionario si è fatto partito. Concedere beni dello Stato per ingrassare aziende private era uno scandalo prima della crisi, ma adesso è intollerabile.

Da beppegrillo.it

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Torna con noi oggi Beatrice Alemagna e il suo tratto di china gentile, la Piccoletta dai capelli rossi che in questi ultimi tre anni ci ha accompagnato con il suo sguardo limpido facendo capolino nel giornale, domandandoci cose che nessun adulto sa domandarsi più, passeggiando avanti e indietro dalla prima pagina all’ultima perché i bambini fanno così, sono dappertutto, dicono quello che gli altri non dicono, imparano mentre crescono e mentre imparano insegnano. Perché la politica ha senso se si occupa di chi verrà dopo, non solo di chi c’è adesso: se sa pensare ai prossimi trent’anni e non ai prossimi trenta giorni. Se sa immaginare chi pagherà i contributi per i ragazzi che non avranno mai un lavoro stabile, chi si occuperà degli anziani che oggi hanno quarant’anni anni e fra trenta ne avranno settanta, poi novanta perché la vita si allunga ma la sanità pubblica si accorcia, e allora tutto peserà sulle spalle fragili dei nostri figli precari. (altro…)

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GUALDO Tadino si trova ai piedi dell’appennino umbro marchigiano. Da queste parti l’acqua un tempo non si pagava nemmeno perché c’è sempre stata in abbondanza. Pozzi dovunque. Qui c’è la sorgente di una nota acqua minerale. Ebbene qui — anche qui — l’acqua è diventata preziosa. E se dai tuoi rubinetti del terzo piano non sgorga perché ha poca pressione e non riesce a salire,beh, ti paghi i nuovi tubi. Seimila euro sono stati chiesti a uncittadino di Gualdo, che ora si è rivolto alle associazioni dei consumatori. Avere l’acqua a casa non è più scontato. Anche questa è la privatizzazione del servizio. Privatizzazioni innanzitutto nelle logiche di gestione ancor prima che nelle proprietà. Nella Umbria Acque, per esempio, il socio privato, controlla il 42%. Ma — si è visto — non cambia nulla. Ha inciso, un po’, per temperare l’inarrestabile ascesa delle tariffe: in dieci anni, dal 1998 al 2008 — riporta Antonio Massarutto nel suo “Privati dell’acqua”, appena uscito per il Mulino — sono aumentate del 47%. E nel solo periodo 2005-2008 la spesa per il servizio idrico è cresciuta del 12%, circa il 4% in termini reali. Una famiglia di tre persone spende in media 293 euro all’anno per l’acqua. Di quella che si utilizza, perché tanta se ne va persa in una rete idrica che è un vero colabrodo. Circa il 37% dell’acqua immessa in rete non viene fatturata con punte fino al 70% in alcune aree del Mezzogiorno, lì dove la fornitura dell’acqua è anche un business per la mafia e le altre organizzazioni criminali. (altro…)

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