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Rai

CAMBIA IL METODO PER RICALCOLARE I CANONI DELLE CONCESSIONI TELEVISIVE: IL BISCIONE RISPARMIERÀ 80 MILIONI, LA TV DI STATO UN CENTINAIO. CHI PAGA? LA7 E LE PICCOLE EMITTENTI.

Ecco il cambio di verso per la televisione: i ricchi pagano di meno, i poveri pagano di più. Oppure: mercato sempre più comodo per i ricchi e sempre più scomodo per i poveri. Anzi, impossibile per i poveri.   Questo clamoroso cambio di verso, nonostante i rimproveri dell’Unione europea e la ribellione dei piccoli editori, verrà ratificato la settimana prossima dall’Autorità di garanzia (Agcom) che applicherà uno sconto milionario a Mediaset e Rai sul canone per la concessione delle frequenze televisive, un bene pubblico: in sette anni, il Biscione potrebbe risparmiare almeno 80 milioni di euro, la Rai addirittura più di 100 (quasi 126). (altro…)

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Sarebbe bene sostituire la misteriosa sigla della Agcom con il suo nome vero, per ricordare la natura e la missione di quella Autorità indipendente, che è istituita «per le garanzie nelle comunicazioni». Essa svolgerà un ruolo decisivo nella assegnazione delle frequenze per le trasmissioni televisive: un ruolo determinante per ciò che vedremo, ascolteremo e sapremo nei prossimi anni. La gravità degli attuali problemi economici, che monopolizzano le attenzioni e preoccupazioni, spinge a vedere solo il profilo economico di questioni che invece riguardano anche altre ed importanti esigenze. E’ significativo che le critiche largamente portate alle recenti nomine dei componenti della Autorità finiscano spesso con il riflettersi solo sulle previsioni di comportamento di questo o quel commissario nelle decisioni che hanno conseguenze economiche sui vari operatori televisivi, attuali o potenziali. (altro…)

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Errori e danni di quelle nomine su TV e Internet.

I commissari,la competenza,l’indipendenza.

Perserverare è diabolico.

Più delle parole contano i fatti. E i fatti dimostrano ogni giorno che i vertici di questa classe politica sono da archiviare, perché perseverano nel prendere decisioni contrarie all’interesse generale. Mercoledì il Parlamento ha scelto i nuovi commissari per l’Agcom. La legge richiede indipendenza e riconosciuta competenza nel settore, poiché senza indipendenza la competenza può essere utilizzata per favorire una parte contro l’altra, e senza competenza l’indipendenza è inutile e fonte di decisioni casuali.
Da mercoledì un settore strategico per il nostro futuro come quello delle comunicazioni è nelle mani di Decina, Martusciello, Posteraro e Preto. L’indipendenza di Martusciello è dubbia, considerata la sua storia di ex dipendente Mediaset ed ex deputato Forza Italia, mentre la sua incompetenza specifica nel settore delle comunicazioni (sia sulle questioni tecniche che in quelle di prodotto) è pressoché certa. Idem per Preto (Pdl) e Posteraro (Udc). (altro…)

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Prima di tutto i pezzi del gioco. Avete le due più importanti Autorità del Paese, quella per le Comunicazioni e quella per la Privacy. E il Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa. Avete i tre partiti uniti che formano la “maggioranza” (Pdl, Pd, Udc) e avete la Lega, che fa opposizione a tutto, ma attenti, la Lega è sempre, nella cultura vigente, “partito di governo”. Accade che ciascuna delle due Autorità abbia due membri da rinnovare (uno o una di essi potrebbe diventarne il presidente) e che tocchi al Parlamento anche di eleggere un membro del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa. Chi saranno gli eletti? Voi direte: fuori i documenti, vediamo i curricula. Per un momento c’è stato chi, dentro il Pd, ci ha creduto. Arrivavano i curricula. Ma subito si è sentito dire, “si sono già messi d’accordo”. Tra chi? Tra loro. Loro chi? Loro sono l’Italia del momento, che sta inviando un triste addio. (altro…)

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Vivissimi ringraziamenti alle Camere a ore che ieri, in stereo, hanno ratificato a Montecitorio l’arraffa-arraffa dei partiti sulle cosiddette “autorità indipendenti” e a Palazzo Madama han salvato con 169 voti dagli arresti domiciliari l’ottimo De Gregorio, accusato di una truffa di 23 milioni con un giornale fantasma in combutta con quell’altro statista di Lavitola. Il tutto grazie al voto segreto, che ha moltiplicato i 127 voti del Pdl (unico a esprimersi contro l’arresto) con i franchi tiratori della Lega (22 senatori), dell’armata brancaleone detta Coesione Nazionale (Responsabili e frattaglie varie: 13), ma anche presumibilmente di qualche Udc e Pd (già decisivi sulla responsabilità civile dei giudici). Se non ci fossero questi partiti, così coerenti e tetragoni perinde ac cadaver (il loro), qualcuno potrebbe abboccare all’illusione che basti un governo tecnico piovuto da chissà dove per riverginare una classe dirigente che pretende di dare lezioni all’Europa, alla Merkel e a quei bizzarri elettori che non votano più o scelgono le liste e i candidati più lontani dalla fogna partitocratica. Completa l’edificante quadretto il voto del Consiglio regionale della Lombardia sul governatore granturismo Formigoni: respinta la mozione di sfiducia di Pd, Idv, Sel, appoggiata dall’Udc. (altro…)

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Chiamiamo le cose col loro nome: i maneggi per nominare i cinque nuovi commissari dell’Agcom e i quattro della Privacy sono il più vergognoso assalto alla diligenza mai visto nella già ignobile storia dell’italica lottizzazione partitocratica. Caduto anche l’ultimo velo dell’ipocrisia che – diceva La Rochefoucauld– “è la tassa che il vizio paga alla virtù”, i partiti (tutti, eccetto Idv e radicali) mettono le mani sulle cosiddette “autorità indipendenti” con metodi, se possibile, ancor più spudorati delle altre volte. Se prima badavano almeno a salvare le forme, scegliendo presidenti e alcuni commissari di “area” ma dotati di un minimo di competenza (il prodiano Pizzetti alla Privacy, il berlusconiano Calabrò all’Agcom con i prof. Sortino e D’Angelo), stavolta impongono personaggi quasi tutti di stretta obbedienza. Come se la rivolta degli elettori e il boom di Grillo non li riguardasse. (altro…)

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Certo, l’Agcom è un’autorità indipendente, come no.

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli.

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C’è qualcosa di surreale nel leggere le cronache delle nomine AgCom: con il Pdl che vuole ripiazzare un fidato fininvestiano, D’Alema (D’Alema!) che spinge il suo candidato, e l’Udc di Casini che alla fine fa saltare tutto perché non ha una poltrona, e che diamine.

Sembrano cronache da un altro pianeta, ormai.

Invece è ancora la realtà spartitoria dei tre partiti di governo in Italia, gli stessi che poi piagnucolano quando scoprono che, chissà perché, non se li fila più quasi nessuno.

Ps: qui, banalmente, come si farebbe in un Paese non occupato da cricche di Palazzo.

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli.

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Non esiste in nessun altro Paese al mondo una regola che renda possibile la rimozione dallo spazio pubblico telematico di un contenuto informativo pubblicato da un cittadino senza che il cittadino ne venga neppure informato né sia posto in condizione di difendersi.

E’ una brutta storia italiana quella che si sta consumando attorno alle nuove regole sul diritto d’autore in Rete che l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni pare ostinatamente intenzionata a scrivere in nome e per conto dell’industria televisiva tradizionale, degli editori di giornali e delle major dell’audiovisivo. (altro…)

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INTERNET: L’Agcom vota a maggioranza la discussa delibera in difesa del copyright
Ignorata dall’Authority per le comunicazioni la mobilitazione on line di mediattivisti, blogger e giuristi.

Duecentomila firme raccolte, una lunga notte di interventi, video, prese di posizione di giuristi e esponenti politici non sono serviti a far cambiare idea ai componenti dell’Authority Garante delle Comunicazioni. Ieri, infatti, la delibera che prevede la possibilità di un intervento diretto dell’Agcom teso a chiudere siti Internet che diffondono materiale coperto da diritto d’autore è passata a stragrande maggioranza. Sette consiglieri hanno infatti votato a favore della proposta. Contrario solo un consigliere, mentre un altro si è astenuto. (altro…)

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Online video chat by Ustream

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In estrema sintesi sta succedendo questo: il 6 luglio l’AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata.
Cosa puoi fare:

  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitalein cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a “La notte della rete“: 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

Mi sa che è ora di darsi da fare: altrimenti tra poco rischiamo di essere cancellati.
A me la prospettiva non piace per niente.
E a voi?

Da metilparaben.blogspot.com

 

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L’autorità garante delle comunicazioni impone alla Gabanelli di parlar bene di Tremonti per par condicio. Ma Qui Radio Londra invece non va punito.

Lo aveva annunciato Milena Gabanelli durante l’ultima puntata di Report: l’Autorità Garante delle Comunicazione aveva “punito” la trasmissione di Rai Tre, per la puntata dedicata al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, imponendogli di “parlare bene” di via XX Settembre. Ma soprattutto, ha perdonato Giuliano Ferrara per Qui Radio Londra. Ne parla Marco Lillo sul Fatto Quotidiano:

In attuazione del principio dello scodinzolo, la delibera dell’Ag com “dispone che la Rai è tenuta ad assicurare il diritto di replica ai fini del riequilibrio della trasmissione, in relazione al programma Report andato in onda il 24 ottobre del 2010 (una serrata critica alla manovra di luglio del ministro Giulio Tremonti, ndr) mediante la diffusione di una nuova puntata che dia spazio anche a voci e a testimonianze positive e/o internazionali, relative alla manovra economico-finanziaria del ministero dell’Economia, al fine dell’effettivo ripristino dei principi di obiettività, completezza e imparzialità dell’informazione”. (altro…)

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