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Posts Tagged ‘Alberto Statera’

I personaggiGli intrighi di Arezzo.

Da sempre nella città le due anime della finanza e della politica locale si sono scontrate e poi accordate Anche perché qui spesso vige la regola della doppia affiliazione.

«MASSONE dillo a tua sorella » fu l’inequivoca-bile labiale che il 13 ottobre scorso, prima del voto al Senato sul disegno di legge costituzionale, Maria Elena Boschi in tubino nero rivolse al capogruppo dei Cinque Stelle Gianluca Castaldi, che contestava «indicibili accordi massonici». Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi si adontò e scrisse al ministro delle Riforme una lettera indignata in cui rivendicava che «da iniziati, rispettosi e tolleranti nei confronti di tutti, non possiamo accettare in silenzio che passi una simile affermazione, peraltro da un ministro del governo italiano ».
Ma la vicenda della Banca Etruria, per la quale sono state richieste le dimissioni della Boschi, è purtroppo proprio all’insegna di «indicibili accordi massonici» tra l’ala massonica e quella cattolica della finanza e del potere locale. Prima con i massoni al comando e i cattolici a fare da sponda, poi, dopo il “golpe bianco” del 2009, con gli ex democristiani al potere e i massoni di scorta. Ma attenzione, ad Arezzo, una delle capitali massoniche d’Italia, spesso vige la doppia affiliazione in quel groviglio d’interessi e di solidarietà trasversali che hanno prosperato intorno alla Banca per 130 anni. (altro…)
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Etruria

La storia.

L’istituto nato nel 1882 è da lustri il crocevia tra massoneria e finanza cattolica ed è franato per finanziamenti e acquisti dissennati.

ROMA – “Come è umano lei!” Se non ci fosse già la mestizia per un morto suicida, verrebbe da usare le parole di Giandomenico Fracchia ne “La belva umana” per giudicare “le misure di tipo umanitario” annunciate dal ministro Pier Carlo Padoan a favore dei risparmiatori più poveri, il parco buoi che con le obbligazioni “subordinate” di quattro banche ha perso tutto.
Ruggisce la Chimera di Arezzo verso i 13 ricchi ex amministratori e 5 ex sindaci di Banca Etruria che invece probabilmente non restituiranno mai i 185 milioni che si sono auto-concessi con 198 posizioni di fido finiti in “ sofferenza” e in “incaglio”, settore che in banca curava Emanuele Boschi, fratello del super-ministro Maria Elena.

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FinanazaDa Spaziante a Milanese, dall’Expo al Mose fino al caso Unipol:
ecco perché in tutti gli ultimi scandali sulle tangenti spuntano sempre gli ufficiali infedeli delle fiamme gialle.
Il racconto.

POPOLATI da quelli che una volta si chiamavano con la maiuscola Servitori dello Stato: pubblici ufficiali, magistrati e quasi sempre anche da finanzieri, nel senso non di gnomi della finanza, ma di ufficiali della Guardia di Finanza. L’uomo che fa onore a uno dei simboli del corpo rappresentante un grifone, metà aquila e metà leone (cioè saggezza e forza), è stato segnalato ieri dal “Sole-24Ore”: si chiama Renzo Nisi. È il colonnello che quattro anni fa fece la prima verifica al Consorzio Venezia Nuova, l’inizio della fine. Trasferito a Roma, non è stato lui mercoledì a portare via in manette Emilio Spaziante, suo mega-superiore, fino a pochi mesi fa comandante generale in seconda del corpo. Il generale ladro — secondo l’accusa — ha intascato 500 mila euro, prima tranche dei due milioni e mezzo promessi dal presidente del Mose Giovanni Mazzacurati per «influire in senso favorevole sulle verifiche fiscali e sui procedimenti penali aperti nei confronti del Consorzio Venezia
Nuova». (altro…)

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expo2015

Da Primo Greganti a Scajola e Frigerio l’eterno ritorno dei soliti noti

Dopo venti anni dall’inchiesta di Mani pulite ora le mazzette per l’Expo 2015

Non è la nuova Tangentopoli, è molto peggio. È un sistema diverso non incide il Manuale Cencelli ma la capacità affaristica dei singoli

Il racconto

“SCUSATE il ritardo, il compagno G. è tornato”. Forse non ci crederete, ma è proprio questo il titolo che ha voluto dare alla sua autobiografia Primo Greganti, il roccioso funzionario del Pci-Pds che, detenuto a San Vittore per sei mesi all’epoca di Tangentopoli, mai crollò durante gli interrogatori, meritando “da eroe” il titolo di “Uomo di marmo”, tardo epigono italico dell’”Uomo d’acciaio” di Mao Tse Tung.

SCUSATE il ritardo, ma è tornato davvero in galera solo ieri il compagno G., ironia della storia che è prodiga di vendette, proprio nel giorno dell’arresto di Claudio Scajola, l’ex ministro dell’Interno berlusconiano, frequentatore delle patrie galere fin da giovanetto, quando sindaco di Imperia finì in cella accusato di tangenti sull’appalto del Casinò di San Remo, e di Gianstefano Frigerio, antico pregiudicato, ex segretario della Dc lombarda ed ex deputato di Forza Italia. Arrestati insieme a piccola parte dell’ormai tradizionale e immenso sistema affaristico del berlusconismo, che da qualche lustro rimpingua le cronache giudiziarie dell’Italia degli affari sporchi. (altro…)

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Expo 2015

Viaggio nei cantieri di Milano, 4350 metri quadrati che dovrebbero esseri pronti per il primo maggio del 2015. Un miracolo il rispetto dei tempi.

Scatta l’allarme a un anno dall’evento il rischio di una figuraccia mondiale. Il ruolo negli affari del clan Formigoni.

IL REPORTAGE
MILANO UNA landa popolata di fantasmi umani e di mostri meccanici. Il campo di un milione e cento metri quadrati, lungo due chilometri e largo da 350 a 750 metri, che tra quattrocento giorni coperto di cinquecentomila alberi e tra idilliache scenografie dovrebbe portare dal mondo 20 milioni di visitatori e certificare la fine della decadenza della Nazione, sembra sulle mappe il profilo di un pesce spiaggiato. Come l’Italia. A guardarlo viene persino voglia di dare ragione, per una volta, al disfattismo di Beppe Grillo, che qualche giorno fa è stato qui e ha commentato: «Non c’è niente, c’è un campo e quattro pezzi di cemento. Ma chi ci viene a Rho?». (altro…)

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Così Siena rischia di essere travolta dallo scandalo.

LASCI via Luciano Bianchi, antico presidente del Monte dei Paschi, e ti dirigi verso Piazzetta Artemio Franchi, cui è dedicato anche lo stadio cittadino, attraverso un quasi ininterrotto circuito toponomastico massonico.
È TRACCIATO con cura in un libro del Gran Maestro toscano Stefano Bisi, e vi incontri da Giovanni Amendola a Silvio Gigli, da Goffredo Mameli a Camillo Benso di Cavour. Non c’è ancora Giovanni Cresti, provveditore generale e dominus assoluto della banca dal 1975 al 1983, che favorì la prima ascesa da palazzinaro di Silvio Berlusconi, suo confratello nella Loggia massonica P2, concedendogli fidi sconfinati per costruire Milano 2 e Milano 3. (altro…)

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Montepaschi Story tra risse politiche e azzardi finanziari.

L’ARCIVESCOVO senese Sallustio Antonio Bandini che “la dottrina della libertà economica insegnò per la prosperità”, come recita l’iscrizione ai piedi della sua statua dinanzi al Castellare dei Salimbeni, dovrà assistere domani, marmoreo, all’assemblea della disfatta della banca più antica del mondo.

PERCHÉ il “groviglio armonioso” prima tra aristocrazia e plebe, poi tra politica e finanza, chiesa e massoneria, banchieri e grassatori, che per cinque secoli e quaranta decenni ha governato l’enclave felix di Siena, s’infrange ora fragorosamente su una turpe storia di derivati, investimenti folli, patti scellerati e conti truccati. Un disastro che già sta costando a tutti noi 3,9 miliardi di euro di aiuti di Stato sotto forma di Monti Bond. E — peggio — che rischia di proiettare il contagio a tutto il sistema bancario italiano, che si teme non abbia fatto sufficiente pulizia nei propri bilanci, né ricapitalizzato a dovere.
Il famoso “groviglio armonioso”, definizione soave che ci scodellò il potente capo della Massoneria toscana Stefano Bisi, era già da tempo diventato bituminoso per gli scontri tra “rossi” nella città più rossa d’Italia. (altro…)

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