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Posts Tagged ‘Aldrovandi’

ContenimentoPER cercar di capire che cosa stia accadendo intorno al ministero dell’Interno, bisogna partire dal fatto, abbastanza inedito, di un esplicito conflitto tra il vertice politico e amministrativo e uno dei sindacati di polizia. Non è cosa da poco, perché siamo di fronte ad una vicenda che riguarda diritti fondamentali della persona e la garanzia di sicurezza assoluta dell’incolumità che deve accompagnare ciascuno di noi quando siamo soggetti ad un qualsiasi potere pubblico.

QUESTE non sono parole, ma una delle regole fondative della democrazia. Ministro e Capo della polizia si sono espressi in modo chiaro, ma il Sap ha ribadito con durezza la sua posizione, contestando radicalmente una decisione della magistratura, respinta come parte di un inammissibile linciaggio mediatico. (altro…)

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Quello che angoscia, nell’applauso dei poliziotti del Sap ai colleghi che hanno pestato a morte Aldrovandi, in quello stanzone zeppo di maschi a basso reddito spaventatissimi dal futuro, è la sensazione di claustrofobia sociale: una tribù chiusa in se stessa che guarda in cagnesco le altre tribù. Niente che davvero unisca, spieghi le differenze, superi le diffidenze. Non le leggi dello Stato (che non consentono ai poliziotti di pestare a morte), non il sentimento della solidarietà, non uno straccio di linguaggio comune. E la parola “diritti”, la più universale delle parole, che viene ritorta su se stessa, contro se stessa: accende gli animi solo se è applicata alla propria corporazione, conventicola, orticello, sindacatino. (altro…)

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Lo Stato

Cos’è oggi lo Stato? Uomini in divisa che ammazzano di botte (letteralmente) cittadini in difficoltà che allo Stato si erano affidati. Dov’è oggi lo Stato? Nella sala affollata di un sindacato della Polizia di Stato, che inneggia agli agenti condannati dai giudici dello Stato per aver massacrato il ragazzo Federico Aldrovandi. Solidarietà che un giorno potrebbe essere estesa ai loro colleghi nelle cui mani sono morti, tra urla disperate e nel silenzio, Giuseppe Uva, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Riccardo Magherini. Dove non è oggi lo Stato? Accanto all’ispettore della Polizia di Stato, Roberto Mancini, che per primo indagò sui veleni della Terra dei Fuochi e che nelle centinaia di siti tossici esplorati contrasse quel tumore del sangue che lo ha ucciso e per il quale il ministero degli Interni, organo del governo dello Stato, gli riconobbe un risarcimento di 5 mila (cinquemila) euro. (altro…)

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La legge del branco

Prima di abbozzare un pensiero sui poliziotti che ieri, durante il congresso di un loro sindacato, hanno salutato con un’ovazione i tre colleghi che nel 2005 a Ferrara ammazzarono di botte il diciottenne Federico Aldrovandi senza un vero perché, provo a infilarmi nelle loro teste. Si sentono vittime, è chiaro. Come tutti, in questo strano Paese. Ce l’hanno con l’opinione comune che ha chiamato assassini i loro colleghi, anche se la sentenza definitiva sostiene che non avevano la volontà di uccidere. E ce l’hanno con i magistrati che hanno fatto scontare sei mesi di carcere ai condannati (gli altri tre anni della pena erano coperti dall’indulto), nonostante in casi analoghi non sia quasi mai accaduto. Il motore di quell’applauso è dunque il solito di tutte le ribellioni italiane: lo spirito di casta accerchiata. La legge di un branco che reclama per sé l’impunità, ragionando in modo non dissimile dalle bande di ultrà che fronteggia per le strade. (altro…)

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Via la divisa

FERRARA — In tremila sono scesi in corteo a Ferrara contro il reintegro dei quattro agenti condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi. Ieri in prima fila, dietro lo striscione “Via la divisa”, c’erano Patrizia Moretti, madre del ragazzo ucciso il 25 settembre 2005, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, e Lucia Uva, sorella di Giuseppe, morto a Varese nel 2008 dopo essere stato fermato dai carabinieri. (altro…)

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Il giudice: no ai domiciliari. Giovanardi shock: le vittime sono loro.

BOLOGNA— Il giudice di sorveglianza bolognese Antonia Abiosi, con motivazioni durissime e destinate a surriscaldare di nuovo gli animi, ha negato la detenzione domiciliare a due dei tre poliziotti in carcere per l’omicidio colposo di Federico Aldrovandi. «Non hanno ancora compreso la gravità delle loro azioni. Non ci sono le condizioni per un percorso esterno positivo». Sono «servitori dello Stato» che hanno portato alle estreme conseguenze «l’uso dei mezzi di violenza personale contro un ragazzo, solo, disarmato e in stato di agitazione confusionale», con «la totale assenza di segnali atti ad indicare una presa di distanza critica» dall’accaduto. (altro…)

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AldrovandiGRANDE MANIFESTAZIONE A FERRARA PER FEDERICO ALDROVANDI IN PIAZZA TUTTI GLI AMICI E LA RICHIESTA DI PAPÀ LINO: GIUSTIZIA VERA.

Questa solidarietà è grandiosa. Enorme”, scandisce Patrizia Moretti. “Quei signori tra poco torneranno liberi, però quella divisa va tolta” ribadisce il marito, Lino Aldrovandi, al termine della grande manifestazione organizzata a Ferrara dagli amici del figlio Federico.

Da Torino nel frattempo rimbalzano le parole di Franco Maccari, segretario generale del Coisp: “Rimettere in libertà i quattro agenti in carcere per la morte di Federico Aldrovandi. I nostri colleghi hanno già avuto la sospensione dal servizio per sei mesi. Sono stati sotto-posti ad un’indagine interna – ha proseguito- che ha decretato di non destituirli dal servizio, perché non c’erano materialmente gli estremi per farlo”.  (altro…)

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Federico Aldrovandi.Ferrara, il Coisp chiede le dimissioni del ministro. Oggi sit-in in difesa della madre. 

Gli agenti contro la Cancellieri la replica: “Le mele marce pagheranno”.

La madre: “Ho sopportato troppo dai poliziotti-avvoltoi che continuano a uccidere il mio Federico”.

BOLOGNA— Il Coisp, il sindacato che ieri ha organizzato la manifestazione di solidarietà ai quattro poliziotti condannati per l’omicidio di Federico Aldrovandi, rilancia malgrado la reazione di sdegno unanime da parte delle forze politiche. «Odiose strumentalizzazioni, politica ipocrita, sindacati vergognosi » scrivono i responsabili dell’organizzazione che arrivano a chiedere le dimissioni del ministro Anna Maria Cancellieri: «È ora che vada a casa». E mentre quest’ultima ribadisce che la «dobbiamo punire i poliziotti che sbagliano, la polizia è sana, ma si devono levare le mele marce», Ilaria Cucchi, Lucia Uva e Domenica Ferrulli, donne che si battono per far luce sul decesso dei loro congiunti, hanno scritto una lettera aperta affinché «si fermi questo stalking istituzionale ai danni di Patrizia Moretti». (altro…)

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Indegni d’indossare la divisa. Al di là di ogni retorica, la divisa di un agente di polizia indica il suo agire in nome della collettività, del rispetto delle istituzioni e delle leggi. Gli iscritti a un sindacatucolo di polizia che ancora ieri hanno manifestato sotto casa di Patrizia Aldrovandi non rappresentano il sentire di una società che è rispettosa verso le vittime e che è densa di quella pietas e di quel senso di giustizia che fanno sì che una madre non debba essere costretta a mostrare la foto del figlio morto, ucciso da alcuni agenti, per difendere se stessa dagli attacchi verbali e suo figlio dagli attacchi al suo ricordo.
Non rappresentano il rispetto delle leggi e della Costituzione, che vuole che una sentenza passata in giudicato debba essere semplicemente accolta e debba esserlo in primo luogo da chi svolge una funzione pubblica di tutela del bene collettivo.  (altro…)

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AldrovandiIL COISP MOSTRA SOLIDARIETÀ AI COLLEGHI CHE UCCISERO FEDERICO.

Qualcuno può fermare questo scempio? Questo stalking istituzionale contro Patrizia Moretti? Come si può tollerare che un sindacato di polizia vada sistematicamente a manifestare sotto le finestre di questa madre per rappresentare la propria solidarietà a coloro che le hanno ucciso il figlio?”. Si apre così la lettera scritta ieri da Ilaria Cucchi, Lucia Uva e Domenica Ferulli sulla vicenda che ha nuovamente stravolto un’altra donna della “loro” famiglia in quella che rappresenta la cronaca della giornata: i poliziotti iscritti alla sigla sindaca-le Coisp sono tornati a manifestare solidarietà ai quattro colleghi condannati in via definitiva per aver ucciso Federico Aldrovandi di soli 18 anni. Hanno manifestato sotto le finestre dell’ufficio comunale in cui lavora Patrizia Moretti, sua madre; la scelta di quella sede ha innescato una situazione tale per cui è dovuto intervenire il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani che non usa mezzi termini: “Si è trattato di una provocazione. (altro…)

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Aldrovandi-Cancellieri

Davvero torneranno in servizio gli agenti di polizia condannati per l’omicidio di Federico Aldrovandi?

Oggi a Radio24 ho sentito che lo davano per certo e la mamma di Federico esprimeva ovviamente tutto il suo sconforto. Scartabellando un po’ in giro pare però che la decisione non sia ancora stata presa e che spetti ai i consigli provinciali di disciplina delle questure dove i quattro sono in servizio stabilire se non fargli nulla, sospenderli o radiarli. (altro…)

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Saranno “condannati” ai servizi socialmente utili i quattro poliziotti giudicati colpevoli dell’omicidio colposo di Federico Aldrovandi. Lo scorso 21 giugno la IV sezione della Corte di Cassazione aveva confermato con sentenza definitiva le prime due condanne a tre anni e sei mesi di reclusione per la morte del diciottenne avvenuta a Ferrara il 25 settembre 2005. La pena era già stata ridotta ad appena sei mesi per effetto dell’indulto.
Ora Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri sono stati raggiunti dall’ordine di carcerazione. Ma per loro non si apriranno le porte del carcere. L’esecuzione della pena è sospesa ex lege per trenta giorni, entro quali i condannati possono chiedere richiedere pene alternative al carcere. (Fatto Quotidiano).

Pensando che Er Pelliccia è stato condannato a 3 anni di carcere per aver tirato un estintore in una manifestazione … quanto si beccherebbe una persona normale se ammazza un agente? 

E invece la vita di un ragazzo di 18 anni, se ucciso da 4 agenti, vale appena 3 anni di “servizi socialmente utili” … perchè la legge è uguale per tutti!

Da stopcensura.com

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Bologna: in 233 pagine viene motivata la sentenza che ha confermato la condanna dei quattro poliziotti: “Fu omicidio colposo, il ragazzo colpito con violenza gratuita, senza nessuna regola”. Poi i riferimenti ai superiori degli agenti e al primo pm che si occupò del caso.

“Non avere voluto squarciare il velo della cortina di manipolazioni delle fonti di prova, tessuta sin dalle prime ore di quel 25 settembre 2005, getta una luce negativa sulla loro personalità”. È una sentenza che sembra accompagnare la condanna penale a una morale.

Sono 233 pagine la cui lettura è un pugno nello stomaco per chi ha sempre chiesto verità e giustizia sulla morte di Federico Aldrovandi. E i giudici della corte di appello di Bologna, che lo scorso 10 luglio hanno confermato per i quattro poliziotti la condanna di primo grado a tre anni e mezzo per omicidio colposo, non fa sconti. (altro…)

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Confermata in appello la pena in primo grado.

La corte d’Appello di Bologna ha confermato la pena sancita in primo grado dal tribunale di Ferrara per la morte di Federico Aldrovandi, il giovane morto dopo un controllo di polizia nel 2005. Il tribunale ferrarese aveva condannato i quattro poliziotti Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri a tre anni e sei mesi di reclusione.

PENA CONFERMATA – La Corte d’appello ha confermato la pena di primo grado di tre anni e sei mesi e ha anche applicato il condono per indulto di tre anni. La decisione e’ uscita oggi pomeriggio dopo quasi tre ore di camera di consiglio. ‘E’ una sentenza giusta – ha commentato Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi – una sentenza che non poteva che essere confermata. E’ anche una sentenza utile che potra’ cambiare qualcosa per impedire, nei processi che si stanno celebrando, il linciaggio delle vittime delle forze dell’ordine imputate. (altro…)

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