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Posts Tagged ‘alessandro baricco’

Eco
SEMPLIFICO: ERA IL PIÙ GRANDE. Lo era in uno sport molto particolare, che a molti può sembrare un lusso noioso come il Polo, e che invece può essere incantevole, e lo dico senza vergogna: fare gli intellettuali. Forse ad alcuni ne sono sfuggite le regole, quindi le ricordo: si vince quando si comprende, racconta o nomina il mondo. Fine. Periodicamente, in quello sport arriva qualcuno che non si limita a giocare da dio: quelli entrano in campo, giocano, e quando escono, il campo non è più lo stesso. Non nel senso che lo hanno rovinato: nel senso che nessuno aveva pensato a usarlo in quel modo, nessuno aveva visto prima quelle traiettorie, quella velocità, quella tattica, quella leggerezza, quella precisione.

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Marquez

Ricordo di Márquez attraverso la scoperta dei luoghi autentici che lo hanno ispirato. Macondo esiste, è dove si danza con Gabo .

SI MUORE tutti, ma qualcuno muore di più. Ci ho messo poco a capire, giovedì sera, che la scomparsa di García Márquez non era solo una notizia, ma un piccolo slittamento dell’anima che in molti non dimenticheranno. L’ho capito dai messaggi che arrivavano, dalle sue frasi che iniziavano a piovere e rimbalzare ovunque. Era anche abbastanza tardi, la sera, in quelle ore in cui inizia a non starci più niente, nella tua giornata, e se si ottura il lavandino lasci perdere e rimandi a domani. Eppure in così tanti ci siamo fermati, un attimo, e abbiamo saltato un battito del cuore. Che poi, diciamocelo, avevamo avuto anni per abituarci all’idea: Gabo se n’è scivolato nell’ombra lentamente, con una certa timidezza, e in fondo nel modo più gentile possibile. (altro…)

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Un giorno ho portato mio figlio a Cinecittà, a Roma, mi sembrava un posto che doveva vedere, dato che la sua idea di cosa fare da grande è fare film come Star Wars. Per il momento ha 11 anni. Ha tempo, direi, per cambiare idea, comunque una gita a Cinecittà poteva servire. A un certo punto mi ha chiesto chi l´aveva fatta, Cinecittà. «Il fascismo», gli ho detto. «L´hanno fatta quando tuo nonno aveva otto anni e in Italia c´era il regime fascista». La cosa gli ha creato un po´ di confusione. Mio figlio è cresciuto in un ambiente inesorabilmente antifascista. Non siamo stati lì molto a sottilizzare, in famiglia: ci è sembrato pratico orientarlo a considerare il periodo fascista come un passaggio triste della storia patria, e amen. Non gli quadrava molto, quindi, che quella figata l´avessero fatta proprio in quegli anni. Allora ho capito che dovevo spiegargli qualcosa di più. (altro…)

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