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Posts Tagged ‘Alessandro Mantovani’

Il vicepresidente del Csm imbavaglia le toghe per il No: “C’è un divieto”. Le correnti di sinistra: “Sui principi nessun divieto”.

L’affondo è netto: per i magistrati “c’è un divieto” di partecipare a “campagne politiche”, dice il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. Il referendum di ottobre sulla riforma costituzionale di Renzi & Boschi è un’altra cosa ma “si è caricato – sostiene Legnini – di significato politico”. È una risposta ad Armando Spataro, il procuratore di Torino che ha aderito al Comitato per il No al referendum costituzionale di ottobre e ieri lo spiegava su Repubblica: “Il referendum non ha nulla a che fare con la contesa partitica-politica”.

Invece no: “I partiti – dice a Maria Latella su Sky il vicepresidente dell’organo di autogoverno della magistratura – hanno approvato la riforma, si sono schierati per il Sì o per il No; quindi un magistrato o una corrente della magistratura potrebbero trovarsi schierati al fianco dei partiti”. (altro…)

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850 pagineIl procuratore Pignatore aspetta a giorni dal prefetto Gabrielli la relazione sui dirigenti sospetti: la porterà al processo che comincia giovedì.

Presto leggeremo la relazione della commissione prefettizia che voleva sciogliere per mafia il Comune di Roma, con i nomi dei 101 amministratori e dirigenti pubblici che hanno avuto rapporti con la presunta associazione mafiosa di Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. La leggeremo quando il procuratore Giuseppe Pignatone e i suoi sostituti la metteranno a disposizione delle parti nel processo Mafia Capitale che si apre, per i 46 imputati del troncone principale, giovedì 5 a Roma.Prima però è necessario che l’atto, classificato come segreto in base alla legge sullo scioglimento dei Comuni per mafia, sia desecretato dal prefetto di Roma Franco Gabrielli. (altro…)

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La riformettaPIÙ OMBRE CHE LUCI NEL TESTO APPROVATO DAL SENATO, DALLA PROPAGANDA GOVERNATIVA A SOLUZIONI CHE NON CONVINCONO I PM IMPEGNATI SUL CAMPO.

L’aumento delle pene per mafia, corruzione e altri reati contro la pubblica amministrazione è un ottimo spot per i tweet del “rottamato-re” che fu. “Approvata legge #anticorruzione: stretta sui reati di mafia, falso in bilancio, aumentano pene per corruzione PA #lavoltabuona”, cinguettava martedì Matteo Renzi dopo il voto del Senato. Perché diventi legge, in realtà, si attende il sì della Camera. Ma al di là degli spot, i magistrati impegnati sul campo spiegano che aumentare le pene “non serve” o almeno “non basta”.
Pene più severe
per mafia e corruzione
Per la corruzione oggi la pena va da uno a 5 anni e il massimo passerebbe a 6, quella per atti contrari al dovere d’ufficio va da 4 a 8 e diverrebbe da 6 a 10, il peculato prevede da 4 a 10 anni e il massimo salirebbe a 10 anni e 6 mesi, la corruzione dei giudici per ingiusta condanna andrebbe da 5-12 anni a 6-14, l’indebita induzione a dare o promettere utilità da 3-8 anni a 6-10 e sei mesi. Pene più severe anche per l’associazione mafiosa: per i partecipanti da 7-12 anni a 10-15, per gli organizzatori (i capiclan) da 9-14 a 12-18, per l’associazione armata da 9-15 a 12-20 con un massimo di 26 per i casi più gravi. Per altri reati non ci sono aumenti. (altro…)

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Il nuovo video

IN EUROPA 5000 POTENZIALI JIHADISTI. LA FRANCIA HA 1400 MILIZIANI GIÀ RIENTRATI DAI TEATRI DI GUERRA.

Domenica, prima dell’oceanica manifestazione di Parigi, i ministri dell’Interno europei si attendevano da Bernard Cazeneuve, il loro omologo francese, un’accurata relazione sui tre giorni di sangue vissuti a Parigi. Cazeneuve ha preferito parlare dei tre terroristi abbattuti due giorni prima dalle forze speciali francesi, i fratelli franco algerini Said e Chérif Kouachi (34 e 32 anni) presunti responsabili della strage nella redazione di Charlie Hebdo e il franco maliano Amedy Coulibaly (32), indicato quale autore dell’omicidio di una vigilessa giovedì 8 gennaio e freddato dalle teste di cuoio l’indomani, dopo che aveva fatto quattro morti nel supermercato ebraico della Porte de Vincennes. La relazione sui fatti il ministro francese non era in grado di farla. Non c’è ancora una ricostruzione ufficiale.   Massima centralizzazione   minimo risultato   C’è solo quella del procuratore di Parigi, François Moulin, che venerdì 9 ha incontrato i giornalisti a tarda ora dopo le operazioni delle forze speciali. (altro…)

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Oceano pacifico

La Francia ha indossato i colori più belli per un’oceanica marcia contro il terrorismo e in memoria dei 17 caduti innocenti dei giorni scorsi. Le piazze e i boulevard di Parigi si sono riempiti all’inverosimile del popolo della République, quello dell’universalità dei diritti: franco-francesi e africani, ebrei con la kippa e musulmani che ora si sentono sotto tiro, famiglie intere con i bimbi sul passeggino e gente di tutte le età, senza bandiere di partiti e sindacati. Semmai bandiere di tutto il mondo. Niente cordoni, fiumi di gente e striscioni fai-da-te. L’unico servizio d’ordine, con fascia rossa, l’hanno assicurato militanti di tutti i partiti, dai post-gollisti (Ump) ai comunisti.   Una sfilata “senza precedenti” dice il ministero dell’Interno. (altro…)

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La coppia

LA COMPAGNA DI COULIBALY FUGGITA IN SIRIA PRIMA DELLA MATTANZA DI PARIGI.

La donna più ricercata di Francia, la moglie del terrorista franco-maliano che ha ucciso quattro ostaggi venerdì in un supermercato ebraico prima di cadere sotto i colpi delle teste di cuoio della polizia, ha lasciato il Paese. Senz’altro Hayat Boumeddiene, 26 anni, non c’era quando il marito, Amedy Coulibaly, ha deciso di mettersi nella scia dei fratelli Said e Chérif Kouachi e di realizzare il suo jihad sequestrando e massacrando i clienti del negozio kosher della Porte de Vincennes, alla periferia sud-est di Parigi. Erano del tutto prive di fondamento le voci che la indicavano accanto al suo uomo durante l’azione e capace di fuggire insieme agli ostaggi dopo l’irruzione dei corpi speciali.   (altro…)

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Fuoco incrociato

COULIBALY HA UCCISO QUATTRO OSTAGGI PRIMA DI ESSERE ABBATTUTO.

La guerra a Parigi è un delinquentello francese d’origine africana divenuto estremista islamico che prende in ostaggio una quindicina di clienti e un commesso in un supermercato ebraico in periferia, spara e probabilmente uccide quattro persone, ne ferisce altre quattro e infine cade sotto i colpi delle teste di cuoio della polizia (i Raid) che lanciano l’assalto con le bombe assordanti interminabili raffiche di mitra. Feriti anche due poliziotti, uno in modo grave.   Tutt’attorno un quartiere blindato alla porte de Vincennes, sud-est della capitale francese, chiuso nei due sensi il Boulevard Péripherique che gira attorno alla città e la fa respirare, centinaia di persone che non possono rientrare a casa, altre che non possono uscire, negozi e interi edifici evacuati. Poi finalmente gli ostaggi, donne e uomini in preda al terrore, dopo una sparatoria da togliere il fiato anche a vederla in tv, escono di corsa da quel luogo familiare in cui temevano di morire, uno con un bimbo di otto mesi in braccio. (altro…)

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La fuga

I MEMBRI DEL COMMANDO SFUGGONO ALLA CACCIA ORGANIZZATA DA 88 MILA POLIZIOTTI IN PICCARDIA. MOSCHEA ATTACCATA CON SPARI, NESSUNA VITTIMA.

Sembravano spacciati, inchiodati, con le teste di cuoio davanti alla porta di casa, fin da mercoledì notte a Reims. E invece la caccia continua, giovedì sera non è ancora finita e tutti capiscono che, se non li prendono subito, sarà più difficile. Secondo il governo sono mobilitati 88 mila uomini tra poliziotti e gendarmi nella caccia ai fratelli Said e Cherif Kouachi, 34 e 32 anni, nati e cresciuti nei quartieri settentrionali di Parigi e divenuti estremisti islamici, sospettati di aver ucciso 12 persone nella redazione del settimanale satirico CharlieHebdo. Se non li prendono sono nei guai perché i due erano perfettamente noti ai servizi di sicurezza, il minore già condannato per reati connessi all’invio di combattenti in Iraq. (altro…)

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