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Posts Tagged ‘Alessandro Oppes’

Brexit

Alle seconde politiche in 6 mesi, premiati i partiti tradizionali Iglesias: “Risultati non soddisfacenti”. Incubo ingovernabilità.

MADRID – Effetto Brexit sul voto spagnolo. A sorpresa, contro le previsioni di tutti i sondaggi, sfuma la speranza di un sorpasso a sinistra coltivata da Podemos in alleanza con i comunisti di Izquierda Unida. I socialisti resistono come seconda forza, evitando una drammatica crisi interna. La vittoria va ai popolari di Mariano Rajoy, che non solo si confermano come primo partito, ma avanzano in modo netto rispetto al magro risultato di sei mesi fa. Premiata la strategia del «voto utile» con la quale il premier aveva impostato una campagna tesa a dimostrare che i suffragi andati a dicembre ai centristi di Ciudadanos erano «sprecati».

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Festa viola

Dopo una campagna elettorale in salita Podemos è terza, lasciando le parole d’ordine più radicali e affidandosi alle capacità tattiche del suo leader.

MADRID – La piazza scalpita, davanti al Museo Reina Sofia, a pochi metri dal Guernica di Picasso, si leva il grido “sí se puede” tra una selva di bandiere viola. E’ già tarda notte quando Pablo Iglesias raggiunge il palco accolto da un’ovazione per confermare, pugno chiuso in alto, che è iniziata una nuova era, che è arrivata «la hora del cambio». Abbandona per un attimo la tradizionale timidezza, parla con voce ferma, raggiante.
Eccolo l’Iglesias ultima versione, il politico zen, il leader “spirituale” che, per arrivare all’appuntamento chiave della sua fulminante ascesa, si è reinventato conciliatore. Al punto che c’è chi sospetta che, in fondo, si sia trattato di pura tattica.

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Podemos

I popolari sono ancora il primo partito ma con un netto calo di consensi. Socialisti al 25% Esordio positivo per Ciudadanos.

MADRID – Il “cambio” parte dalle metropoli. A Madrid e Barcellona, l’irruzione delle due donne simbolo del rinnovamento, Manuela Carmena e Ada Colau, entrambe alla guida di liste appoggiate da Podemos, è solo la prova più evidente di un terremoto elettorale che raggiunge ogni angolo della Spagna.
A conti fatti, il risultato complessivo delle municipali a livello nazionale dice che il bipartitismo non è ancora morto, ma è seriamente ferito. Il Partito Popolare di Mariano Rajoy resta la forza più votata, però con appena il 27 per cento (dieci punti in meno rispetto a quattro anni fa), mentre i socialisti limitano i danni con il 25 per cento (avevano il 27) di fronte all’avanzata di Podemos con 10 punti percentuali, mentre la nuova formazione centrista, Ciudadanos, vede soddisfatte le ambizioni a ricoprire il ruolo di quarta forza dello scenario politico spagnolo con il 7 per cento.

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Il contagio
Faceva parte dell’équipe che ha assistito padre Viejo La protesta dei sanitari spagnoli: “Non siamo protetti”.
MADRID – È un’infermiera di Madrid la prima contagiata da Ebola fuori dal continente africano. E adesso la psicosi del contagio arriva anche in Europa. Appena due settimane fa, la donna — 44 anni, di origine galiziana, il nome non è stato ancora rivelato — aveva fatto parte dell’équipe di sanitari chiamati ad assistere il missionario spagnolo Manuel García Viejo, rimpatriato con un volo speciale dalla Sierra Leone dove aveva contratto il virus, ma deceduto quattro giorni più tardi. A quanto ha rivelato il responsabile della sanità regionale, Antonio Alemany, in due occasioni l’infermiera era entrata nella zona di massimo isolamento dell’ospedale Carlos III, nella stanza in cui era ricoverato il religioso: la prima per prendere la temperatura al paziente, la seconda già dopo il decesso, per la raccolta del materiale da distruggere. Il virus avrebbe agito con grande celerità, anche prima dei 21 giorni indicati come il periodo normale di incubazione.

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EbolaIn Spagna la prima vittima europea: è il sacerdote che si è ammalato in Liberia.

MADRID – Nel giorno in cui la contabilità dell’Oms sancisce che l’epidemia di ebola ha già fatto oltre mille morti, arriva anche la prima vittima europea. E in territorio europeo. Padre Miguel Pajares, il missionario spagnolo rimpatriato il 7 agosto scorso dalla Liberia con un volo speciale dell’Aeronautica Militare, si è spento ieri mattina all’ospedale Carlos III di Madrid, completamente evacuato per l’occasione per scongiurare qualunque rischio di contagio. A nulla è servito il tentativo di sottoporlo — da sabato scorso — al trattamento sperimentale con il siero ZMapp, già utilizzato su due pazienti statunitensi con risultati, al momento, in apparenza più confortanti (quantomeno la cura sembra aver bloccato il peggioramento delle loro condizioni). (altro…)

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Tagli per 65 miliardi, statali spagnoli senza tredicesima.Marcia dei minatori, battaglia a Madrid con 80 feriti.

Mariano Rajoy scomoda nientemeno che Winston Churchill. Non per presunzione, che non gli fa difetto, ma perché il momento è davvero drammatico, e al governo spagnolo non resta altro che promettere “sangue, sudore e lacrime”. Madrid è ormai di fatto sotto tutela Ue, contrariamente a quanto lo stesso premier e il suo ministro dell’Economia, Luis de Guindos, si erano affannati a negare fino all’altroieri. NON SI SPIEGA altrimenti la durezza inusitata del piano d’austerità – un pacchetto da 65 miliardi di euro, in cui riprende per filo e per segno le indicazioni di Bruxelles – che il capo dell’esecutivo di centro- destra ha dovuto annunciare davanti alle Cortes ammettendo in modo sconsolato: “Non ci restava nient’altro da fare, che ci piaccia o no”. Proprio nelle ore in cui il centro della capitale, invaso dai minatori del carbone, si trasforma in un campo di battaglia (quasi ottanta feriti tra manifestanti e poliziotti) nell’atto finale di una marcia di tre settimane con i rappresentanti di un settore che rischia di essere spazzato via dal taglio del 63 per cento degli aiuti pubblici, Rajoy sgrana davanti ai deputati la sua terza manovra in appena sette mesi di governo. (altro…)

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