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Posts Tagged ‘alitalia’

Il premier Gentiloni ribadisce che la nazionalizzazione è esclusa, ma c’è già chi è pronto a scommettere che l’aiuto varato a favore della compagnia Alitalia sarà un boomerang per i contribuenti.

Fino ad una manciata di ore fa per Alitalia si prospettava un prestito ponte da 300-400 milioni per “traghettare” la ex compagnia di bandiera verso i privati. E invece alla fine il governo ha raddoppiato la posta in gioco la posta in gioco appesantendo ulteriormente il fardello delle imprese attaccate alla macchina dell’ossigeno pubblico. Proprio mentre slittava la vendita dell’Ilva e il conto per la messa in sicurezza del Monte dei Paschi di Siena si appresta a salire, il consiglio dei ministri ha deciso di varare un prestito ponte da 600 milioni a favore di Alitalia. (altro…)

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Alitalia

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Alitalia

Nullo il referendum sui tagli e le organizzazioni si spaccano Ok dei soci all’aumento da 250 milioni il “rosso” 2013 sale a quota 569.

ROMA – Alitalia chiude il 2013 con perdite per 569 milioni, ma porta a casa un aumento di capitale fino a 250 milioni di euro che garantiscono ossigeno per mesi alla compagnia. I sindacati però si spaccano sul referendum sull’intesa sui tagli e rischiano di mandare a monte il negoziato. E il premier Matteo Renzi avverte: «Tutti si devono rendere conto che l’alternativa è tra 1.000 o 15.000 esuberi. Ma resto ottimista».
Gli arabi di Etihad, del resto, pur smentendo il lancio di ultimatum, stanno guardando con un certo sconcerto al «teatrino» politico-sindacale- societario di questi giorni. Anche se il via libera all’iniezione di capitali rappresenta uno squarcio di sereno. (altro…)

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I numeri

Verranno utilizzati per la prima volta i contratti di ricollocamento Molti trasferimenti a Etihad, Poste e fornitori della compagnia.

ROMA – I ministri Maurizio Lupi e Giuliano Poletti fanno un ultima concessione alle sigle sindacali riunite a oltranza per arrivare ad un accordo che salvi Alitalia: gli esuberi scendono dai 2.251 previsti fino ai 980 decisi ieri, ovvero 1.271 in meno che verranno ricollocati, come anticipato da Repubblica , presso aziende pubbliche e fornitori del vettore. È stato lo stesso Lupi a darne notizia al termine dell’incontro con le parti sociali: «Alitalia in accordo con Etihad è disponibile a un contratto di solidarietà per 250 assistenti di volo», precedentemente
inclusi nella lista. Mentre è stata introdotta per la prima volta in Italia la possibilità di “ricollocare” i lavoratori in esubero: questi entreranno in un serbatoio gestito da Enac e Regione Lazio. Si tratta in pratica di una sorta di ufficio di collocamento di settore, grazie al quale saranno utilizzati e riavviati al lavoro nel mondo del trasporto aereo i “fuoriusciti” di Alitalia. (altro…)

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Alitalia

ETIHAD PER INVESTIRE PRETENDE 2500/3000 TAGLI AL PERSONALE NELL’EX COMPAGNIA DI BANDIERA GLI AMMORTIZZATORI SONO FINANZIATI, OLTRECHÉ CON I SOLDI STATALI, ANCHE CON UNA TASSA SUI BIGLIETTI AEREI.

 Chi pagherà per le migliaia di dipendenti Alitalia che gli arabi di Etihad non vogliono? Con molta probabilità i contribuenti italiani che, dopo essersi sobbarcati un fardello tra i 3 e i 4 miliardi di euro per mettere una toppa sulla vecchia compagnia di bandiera statale, saranno di nuovo costretti a portare il loro obolo all’azienda dei capitani coraggiosi, i famosi “patrioti” mandati allo sbaraglio da Silvio Berlusconi e ora costretti ad alzare bandiera bianca. James Hogan, il capo della compagnia di Abu Dhabi che sta per impossessarsi della società italiana, su questo punto è stato irremovibile: 13 mila e passa lavoratori in un’azienda come quella di Fiumicino che fattura poco più di 2 miliardi e mezzo di euro l’anno sono troppi. (altro…)

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AlitaliaLe due società hanno mercati complementari. Abu Dhabi sarà il riferimento per chi è diretto verso l’Asia, Roma per l’America. Riduzione sul corto raggio: ecco cosa cambia per i passeggeri.

Perché un’alleanza con Etihad? Non c’erano alternative alla compagnia del Qatar?

Alitalia è alla ricerca di un partner forte da molti anni. Ha esplorato ipotesi di accordo con tutti i big europei prima di spingersi fuori dai confini del Vecchio Continente. C’era la possibilità di un matrimonio con Air France (che è già azionista degli italiani), ma la compagnia di Parigi – a sua volta impegnata a fronteggiare turbolenze finanziarie – ha preferito non partecipare all’ultimo aumento di capitale, facendo diluire la sua quota.  (altro…)

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AlitaliaImprenditori e banche hanno svalutato le partecipazioni e ora ripuntano sul nuovo salvataggio della compagnia.

MILANO – Il pozzo senza fondo di Alitalia, alla fine, si è mangiato pure i soldi dei “patrioti”. Cinque anni fa la cordata messa assieme da Silvio Berlusconi ha staccato tra le fanfare un assegno da un miliardo (debiti compresi) per salvare dal crac l’excompagnia di bandiera. Oggi buona parte di quei soldi sono andati in fumo. E tra contabilizzazioni in perdita e svalutazioni, i nuovi soci hanno già bruciato in questa avventura più di mezzo miliardo di euro.
I numeri, come succede spesso quando c’è di mezzo Alitalia, non tornano per nessuno. I contribuenti italiani hanno pagato di tasca loro nel 2008 qualcosa come 4 miliardi per calare la saracinesca sulla vecchia aerolinea e riconsegnarla – ripulita di debiti e in versione “light” (meno dipendenti e meno rotte) – a Roberto Colaninno & C. Sembrava la volta buona, l’occasione giusta per voltare pagina e dimenticare gli anni neri del controllo statale. (altro…)

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In ginocchio

L’AMMINISTRATORE DELEGATO DEL TORCHIO PRESENTA AL CDA LE DURE RICHIESTE DI ETIHAD PER SALVARE L’EX COMPAGNIA DI BANDIERA. MA SE NON ACCETTA SARÀ FALLIMENTO SICURO.

La passione di Alitalia non è finita con la Pasqua, anzi, probabilmente è appena cominciata, e la trattativa con gli arabi di Etihad si sta presentando come la stazione di una straziante via crucis. Tra la compagnia araba e quella italiana è in corso da alcuni giorni uno scambio di lettere e il consiglio di amministrazione di ieri pomeriggio della società di Fiumicino è stato usato dall’amministratore Gabriele Del Torchio per comunicare agli azionisti il succo di queste pratiche epistolari. Per tirar fuori dai 350 ai 500 milioni di euro con cui acquisirebbero tra il 40 e il 49 per cento della società italiana, i capi di Etihad guidati dal falco James Hogan continuano ad alzare la posta aggiungendo pretese a pretese. Una sfilza: 3.000 dipendenti da mandare a casa o in subordine da scaricare sullo Stato italiano e quindi sui contribuenti. E poi la trasformazione in azioni della compagnia dei 400 milioni di debito vantati da Banca Intesa e Unicredit che sono anche già socie rispettivamente con il 21 e il 13 per cento.  (altro…)

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Alitalia

IN NOME DELL’ITALIANITÀ BERLUSCONI FECE SALTARE L’AFFARE COI FRANCESI. ECCO I RISULTATI DEI “CAPITANI CORAGGIOSI”.

Rieccoci al capolinea. Pare che l’Alitalia sia in crisi nera. Il fatto è che lo è almeno da un quarto di secolo, da quella calda estate del 1988 in cui il presidente dell’Iri Romano Prodi cacciò Umberto Nor-dio, storico padre-padrone della compagnia di bandiera, accusandolo di pigrizia nella ricerca di alleanze internazionali. In questi 25 anni l’unico settore del trasporto aereo che ha potuto razionalizzare e ottimizzare è quello della stampa specializzata, in grado di ripubblicare sempre lo stesso articolo, scritto chissà quando e da chi, senza rischiare l’errore grossolano.   (altro…)

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Bertolotti e De Pirro

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Vauro

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In Italia non esiste una destra liberale perché in Italia la destra, quando non è il peronismo senza Evita di Berlusconi, è la democrazia cristiana in salsa ciellina di Lupi. Ieri il ministro dei Trasporti Amorosi ha negato che l’ingresso surreale delle Poste nell’azionariato di Alitalia configurasse un aiuto di Stato. Formalmente ha ragione lui, ed è nel bosco dei formalismi che vivono i Lupi. Però le Poste dipendono in toto dal ministero dell’Economia, che almeno fino a ieri sera faceva ancora parte dello Stato italiano. Lupi va capito: non essendo riuscito a mettere in pista le Ferrovie (forse vagheggiava dei rivoluzionari treni con le ali), ha dovuto accontentarsi di una società che fa i soldi con i libretti dei pensionati e in materia di aviazione ha già dato prova di sé rilevando la compagnuccia aerea di Bud Spencer senza mai farne decollare i bilanci, tendenti al profondo rosso.   (altro…)

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Mistral Air

LETTA USA I SOLDI DEI LIBRETTI DI RISPARMIO PER SALVARE COLANINNO E SOCI. LA COMPAGNIA POSTALE HA GIÀ QUATTRO AEREI MA CERCA DI VENDERLI PERCHÉ IN PERDITA DA ANNI.

Nessuno voleva la decotta Alitalia privata, quindi Enrico Letta la rifila alle Poste Italiane, cioè allo Stato, visto che la società del servizio postale è controllata al cento per cento dal Tesoro. Lo conferma una nota di Palazzo Chigi: “Il governo esprime soddisfazione per la volontà di Poste spa di partecipare, come importante partner industriale, all’aumento di capitale di Alitalia”.

Il presidente dell’Ente nazionale aviazione civile, Vito Riggio, dice che se Alitalia non ottiene un aumento di capitale da 300 milioni e prestiti bancari da 200 entro domani gli aerei resteranno a terra. Le Poste dovrebbero ro mettere almeno 75 dei 300 milioni necessari, quasi un contributo a fondo perduto, visto che l’aumento di capitale serve solo a guadagnare qualche mese.  (altro…)

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Ieri abbiamo avuto un preludio della primavera calda, dal punto di vista sociale.
All’Indesit di Fabriano, un’azienda con 2.6 miliardi di utili che ha preso 750 ml di soldi pubblici, hanno annunciato 1500 esuberi.
La produzione di questa multinazionale verrà spostata all’estero, in turchia, in paese dove il costo del lavoro costa meno (e con meno diritti sindacali per i lavoratori).
In Umbria a Terni invece la protesta riguardava la Ist, ex gioiello della produzione dell’acciaio, ora in dismissione: è stato venduto dalla Thyssen ad una azienda finlandese che non può più tenerla per problemi di antitrust.
Nella carica della polizia è stato ferito anche il sindaco della città umbra.

Non possiamo permetterci la fine dei Riva a Taranto, per non bloccare la ripresa delle imprese italiane, ma possiamo permetterci queste scene.
Il rapporto di Confindustria certifica in 55000 le imprese perse tra il 2007 e il 2012. In 54000 i posti di lavoro persi.
Certo, è anche vero che lo stesso Squinzi ha spostato all’estero la produzione, per un discorso di sua convenienza. (altro…)

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AEREO FUORI PISTA:PASSEGGERI, CREDEVAMO DI MORIRE«Per quale motivo», si chiede su Repubblica il direttore operativo di Alitalia Giancarlo Schisano, «dovevo lasciare lì sotto gli occhi di tutti un aereo Carpatair incidentato con i miei colori?».

La risposta gli arriva sulla stessa doppia pagina, a destra, dalla signora Lina, una passeggera del volo finito fuori pista l’altro giorno: «Ho prenotato quel volo sul sito dell’Alitalia, l’esterno e l’interno dell’aereo avevano i colori della compagnia. Ero convinta di essere su un volo Alitalia».

Occhio, perché la questione sollevata non è meramente di brand e anzi va ben oltre un aereo finito nel fango. La questione riguarda infatti, più in generale, il rapporto tra poteri e cittadini.

Siamo infatti in un’epoca in cui l’assenza di trasparenza, il sotterfugio ingannevole e il trucchetto nascosto non sono più tollerati. Non c’è niente da fare, è così. Siamo in un’epoca in cui i cittadini (anche nelle loro vesti di consumatori, sì, ma non solo) stanno uscendo e in parte sono già usciti dalla condizione infantile, quella nella quale prendono per buono tutto, passivamente. (altro…)

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Non ce l’ho con Alitalia e nemmeno con quelli che scelgono il biglietto Comfort Full Flex. La prima fa le tariffe che crede, i secondi spendano i loro soldi come vogliono, se li hanno guadagnati onestamente.

Però è abbastanza metaforica del Paese attuale, l’offerta per benestanti e businessman pubblicizzata dall’ex compagnia di bandiera: con 289 euro puoi viaggiare da Roma a Milano, sola andata, senza nessuno nel sedile accanto.

E’ interessante, come fenomeno. Interessante perché ben rivelativo della nuova forbice sociale. Paghi un botto – sei volte più del treno veloce, il doppio degli altri passeggeri – per non avere un vicino in aereo. Per un vuoto. Per una seggiola dove abbandonare soavemente i giornali, il cellulare e il tablet nell’ora scarsa di volo tra Fiumicino e Linate. (altro…)

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Pare sia un record mondiale o giù di lì. Dunque: l’Alitalia e i sindacati si accordano per mandare 700 lavoratori in cassa integrazione su base volontaria. Qualcuno avanza dei dubbi: riusciremo a trovarne così tanti disposti a rimanere a casa con lo stipendio ridotto? La risposta di piloti, hostess e personale di terra è un appassionato «sì». Le richieste sfondano quota 900: il volo dei cassintegrati Alitalia è in «overbooking», con ben duecento passeggeri in lista d’attesa. (altro…)

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Gli atti sarebbero stati già trasmessi a Roma.

Lo riferisce l’avvocato Giovanni D’Agata, componente del dipartimento «Tutela del consumatore» dell’Idv.

Silvio Berlusconi sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Lecce per l’operazione di acquisto dell’Alitalia e gli atti sarebbero stati già trasmessi per competenza alla procura di Roma. A riferirlo, attraverso una nota, è l’avvocato Giovanni D’Agata, componente del dipartimento tematico «Tutela del consumatore» dell’Idv e fondatore dello «Sportello dei diritti». «No comment» sull’indiscrezione da parte del procuratore di Lecce, Cataldo Motta.

ESPOSTO DI ALCUNI AZIONISTI – Berlusconi sarebbe stato iscritto come indagato, aggiunge D’Agata, con numero di registro generale 13360/2010. L’esponente Idv, che difende alcuni ex azionisti Alitalia, sottolinea che tempo fa uno di loro, l’avvocato Francesco Toto, nell’interesse suo e di altri azionisti, obbligazionisti e creditori Alitalia «aveva depositato presso la Procura della Repubblica di Lecce un dettagliatissimo esposto sulla sciagurata operazione che aveva riguardato l’ex compagnia di Stato e sulla condotta tenuta dall’on. Berlusconi, allora candidato in pectore, e dal ministro dell’Economia e Finanze». L’esposto riguarderebbe in particolare le dichiarazioni dell’allora capo dell’opposizione Berlusconi su una cordata in grado di «non svendere la compagnia di bandera» e il successivo fallimento della cessione a Air France. L’indagine della Procura salentina, conclude D’Agata, seguirebbe l’azione civile già avviata presso il competente tribunale di Lecce.

corriere.it

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