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Posts Tagged ‘alluvioni’

Vauro

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Cemento

Dopo un mese di latitanza, s’è visto finalmente un membro del governo sui luoghi di un’alluvione a caso. È il sottosegretario Graziano Delrio, avvistato a Genova. In politica da 15 anni, prima nel Ppi, poi nella Margherita, ora nel Pd, Delrio ha subito dato aria alla bocca incolpando i “governi precedenti”. Tesi originale quant’altre mai: peccato che fra i governi precedenti ci siano quelli di centrosinistra che ha sostenuto anche lui e quello di Letta in cui era ministro degli Affari Regionali. Ma la moda furbastra dei renziani di spacciarsi per marziani è troppo comoda per rinunciarvi, specie in tempi di sondaggi in calo e piazze in subbuglio. Renzi invece, tra un koala e un give-me-five al vertice australiano, ha fatto sapere che è tutta colpa delle regioni. (altro…)

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LIMITI DI VELOCITA'

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Alluvioni

Fessura, crepa. voragine. Tra il Paese reale e quello della “cosiddetta” politica si sta allargando sempre più la distanza. L’informazione è diventata propaganda. Nelle all news televisive ha ormai assunto una dimensione comica e surreale come in un racconto di Ionesco. Mentre il giornalista in ginocchio di turno intervista l’ebetino o un qualunque membro del governo, che sparano le loro mirabolanti cazzate di giornata per rassicurare il Paese, sotto l’immagine scorre la striscia con le notizie di fallimenti di aziende, di disastri naturali, di immigrazione fuori controllo, di tagli selvaggi (pudicamente chiamati lineari) allo Stato sociale. Sembrano sottotitoli all’incontrario. (altro…)

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Condoni
Dalla Toscana alla Puglia: “Noi fermiamo il cemento, lui no” E dopo le polemiche Palazzo Chigi frena: “Ora pensiamo ai danni”.
ROMA – Ci sono vent’anni di politica del territorio da rottamare, ha detto il premier Matteo Renzi. «Anche in regioni del centrosinistra». Con il sole che torna a scaldare la Liguria dopo cinque giorni di pioggia, il presidente della Regione Claudio Burlando è il primo a rispondergli: «Il problema del territorio è legato anche ai condoni edilizi. Non li ha fatti il premier e non li abbiamo fatti noi, sono stati fatti a Roma. Tre condoni in trent’anni». La Liguria è devastata. «Abbiamo danni per un miliardo. Come enti locali potremo arrivare a cento milioni, poi deve intervenire il Patto di stabilità».

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MILANO invasa da Seveso e Lambro, Genova e la Liguria che spiano col fiato sospeso i loro torrenti, Alessandria allagata.
IL disastro annunciato che colpisce l’Italia a ogni botta di maltempo innesca ogni volta gli stessi effetti: i primi giorni pianti e lacrime, imprecazioni, ipotesi di mega- piani risolutori. Subito dopo, le chiacchiere si dissolvono nel nulla e si torna alla consueta strategia dell’oblio. Eppure quel che è in ballo è la vita dei cittadini, la salute del territorio, la salvaguardia delle generazioni future. Viceversa, ci industriamo a sbandierare alibi: cambiamenti climatici, bombe d’acqua, il fato, la sfortuna.

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Genova e la Liguria affondano sotto l’ultimo diluvio e la gente non ce la fa più. Da Milano ad Alessandria a Carrara al Po gonfio e livido i fiumi sono impazziti e travolgono l’idea che la natura si possa in qualche modo contenere e governare. Perché lì, spesso, nessuno ha governato nulla. Nelle immagini del disastro vediamo soltanto acqua ma non vediamo più le persone: si sono rifugiate ai piani alti delle case e possono solo pregare che tutto finisca presto. (altro…)

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alluvione-condono

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Alluvioni

Non si gioca sulla pelle degli italiani. Davanti alle tragedie che hanno caratterizzato l’Italia negli ultimi mesi, il nostro obiettivo è dare un aiuto concreto alle persone che sono state colpite dagli ultimi disastrosi eventi atmosferici. Le mozioni del M5S a prima firma Fucksia e Donno sono state approvate, ma la prima vittoria è stato portare il Parlamento a discutere su questi temi.

Abbiamo ottenuto l’impegno affinché venga predisposto un piano nazionale di messa in sicurezza del territorio, e che ci siano fondi per la prevenzione e fondi per la gestione dell’emergenza, che venga fatta una ricognizione dei danni e disposto un piano di bonifica con il ripristino dei canali. (altro…)

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Dissesto

Associazioni, ordini professionali, Sindaci ed esperti insieme per far partire nel nostro Paese una efficace politica di mitigazione del rischio da frane e alluvioni in Italia.

Genova e la Liguria ancora una volta hanno subito i devastanti effetti dell’ennesima tragedia causata dal rischio idrogeologico. Piogge intense che si sono riversate su un territorio fragile hanno causato l’esondazione di corsi d’acqua, frane, allagamenti e purtroppo ancora una volta vittime. Episodi che si verificano continuamente nel corso di tutto l’anno sull’intero territorio nazionale che non possono essere più tollerati e richiedono una risposta immediata ed efficace, senza continuare ad affrontare la questione sempre e soltanto dopo dichiarazioni di stato di emergenza.

Per questo le principali associazioni ambientaliste e di categoria, i Consigli nazionali degli ordini professionali e le associazioni imprenditoriali di settore, i Sindaci e il mondo dei tecnici e della ricerca che avevano già intrapreso, dal 2013, un percorso comune per rispondere in maniera efficace alle ripetute emergenze, hanno deciso di costituire la Coalizione per la prevenzione del rischio idrogeologico. Un organismo straordinario che vede la partecipazione di tanti soggetti competenti in materia di acque e difesa del suolo, con ruoli e compiti diversi ma con l’obiettivo comune di condividere l’urgenza e l’importanza di azioni efficaci per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico nel nostro Paese. (altro…)

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alluvioneInvestiamo nel territorio e non in grandi opere inutili.

È più urgente investire 10 miliardi nell’autostrada Mestre-Orte oppure spendere un decimo e mettere in sicurezza la Liguria? È meglio puntare su cemento e asfalto, come propone il Governo, o salvare il territorio dando impulso al turismo che vale l’11% del pil?

L’acqua si ritira da Genova. Per fortuna. Anche l’indignazione. Purtroppo. Finiremo ancora una volta per affidarci alla sorte e alle preghiere, che sono più utili delle previsioni meteo.   Eppure è proprio questo il momento per cominciare a lavorare perché non accada più.   Chissà se il premier Renzi ci leggerà. Probabilmente no, e forse è giusto così. Magari, verrebbe da dire, è troppo impegnato a scrivere tweet ed sms, ma lasciamo da parte le polemiche. Ha davvero compiti e responsabilità da far tremare i polsi. Però proviamo a far arrivare qualche dubbio fino a chi ci governa e quindi ha in mano letteralmente la nostra vita.   (altro…)

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piemonte-alluvioneCiò che sta accadendo nelle ultime ore in Liguria e in ampie zone del Piemonte mette in evidenza come ancor oggi si continuino a concentrare gli sforzi sull’emergenza quando è necessario lavorare sulla prevenzione del rischio idrogeologico. Oggi nel nostro Paese si spendono circa 800 mila euro al giorno per riparare i danni e meno di un terzo di questa cifra per prevenirli, a scapito della sicurezza delle persone. Questa situazione deve far mettere una mano sulla coscienza a una certa politica sempre in prima linea per le grandi opere inutili che sottraggono risorse indispensabili per la messa in sicurezza del territorio. Occorre invertire una volta per tutte questa tendenza facendo partire subito i cantieri che servono al territorio per un’efficace strategia di mitigazione del rischio.

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Colate

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Italia a rischio

Un italiano su dieci abita in zone pericolose dove si continua a costruire. Rischio medio per 22 milioni. Gli interventi urgenti costerebbero meno della TAV.

Non chiamatela emergenza. É la condizione abituale per 6 milioni di italiani che vivono in zone ad alto rischio idrogeologico. Altri 22 milioni convivono con un rischio medio. Sì, anche noi che scriviamo, voi che ci state leggendo potremmo trovarci in una zona a rischio. E non facciamo gli scongiuri, sono cinquant’anni che andiamo avanti così e si è dimostrato che la scaramanzia non serve. Servirebbero bonifiche, opere di contenimento. E non altro cemento o dighe e porticcioli alle foci dei fiumi, che invece piacciono ai nostri politici e amministratori. (altro…)

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A distanza di poche settimane dalla tragedia più che annunciata in Liguria, ieri il maltempo che si è abbattuto su Sicilia e Calabria ha provocato altre vittime e danni. Ma quali sono le vere cause delle alluvioni? Giuseppe Altieri, agroecologo, le individua nel ricorso alla chimica in agricoltura e nell’abbandono dei terreni.

Distruzione dell’Humus a causa di disseccanti, diserbanti e Pesticidi agricoli, abbandono dei terreni e distruzione di siepi, per migliaia e migliaia di ettari che confluiscono in ogni fiume. Riportiamo agli agricoltori italiani la responsabilità della nostra salute. (altro…)

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La discussione che La Stampa di domenica ha aperto sul dissesto idrogeologico e territoriale offre considerazioni interessanti, ma alla fine un po’ consolatorie. Cosa non convince in riflessioni tanto di buon senso? Il fatto che nascondono almeno due processi e un nodo, insieme politico e culturale. I due problemi riguardano la frammentazione e la specializzazione.

La frammentazione delle competenze sul territorio è un processo che si accelera con la costituzione delle Regioni a statuto ordinario, passando poi attraverso una miriade di consorzi e comunità. Le ragioni di una simile frammentazione vanno ben al di là dei costi della politica e delle ambizioni della «casta». Riguardano «la costituzione materiale» di questo Paese, l’incapacità, innanzi tutto culturale, di impedire un distacco eccessivo tra regole e pratiche sociali e economiche. La cosiddetta speculazione e il consumo di suolo nascono in primis da questa incapacità. (altro…)

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ALLUVIONI. Il geologo: «Non sono più eventi eccezionali, bisogna imparare a conviverci».
Potrà non piacere ma dovremo imparare a convivere con eventi meteorologici come quelli che in questi giorni hanno messo in ginocchio la Liguria. Come fanno i giapponesi con i terremoti, che sanno esattamente cosa fare e non si fanno prendere dal panico. O come fanno, negli Stati uniti, le popolazioni a rischio uragano. La stessa cosa dovrà avvenire anche in Italia dove gli esperti spiegano che ormai le alluvioni non si possono più considerare come eventi eccezionali di fronte ai quali trovarsi impreparati. (altro…)

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Due giorni e due notti al cimitero dove è stata sepolta la donna, morta sotto le colate di fango dell’alluvione.

Fedeltà in mezzo alla catastrofe: ha trascorso due giorni e due notti in cimitero, accovacciato davanti alla tomba dove è stata sepolta la sua padrona, morta sotto i fiumi di fango conseguenti alle piogge torrenziali. Il Brasile piange per gli oltre 650 morti delle alluvioni che hanno devastato quattro città dello Stato di Rio de Janeiro. Ma si commuove anche per la storia del cane Leao, la bestiola che veglia pazientemente la tomba della sua padrona Maria Cristina Cesario Santana.

TERESOPOLIS – Siamo a Teresópolis, città a 90 chilometri da Rio, dove la tragedia ha spezzato 263 vite. E mentre si scava anche con le mani per cercare sopravvissuti e le persone scampate alla sciagura sono costrette a identificare i loro cari tra le centinaia di cadaveri, la toccante foto dell’Afp che ritrare il fedele Leao fa il giro del mondo. Storie analoghe ce ne sono tante. Quella forse più famosa risale alla fine del XIX secolo e ha come protagonista il piccolo terrier Bobby, che in Scozia è considerato ancora oggi una leggenda. Si narra che l’animale sia stato vicino alla tomba del suo padrone John Gray, nel cortile della chiesa di Edimburgo, per ben per quattordici anni, fino alla propria morte. In suo onore nella capitale scozzese è stata eretta una statua.

corriere.it

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L’Australia intera si è commossa per il piccolo Jordan Rice, 13 anni, che si è sacrificato affinché il fratellino di 10 anni si salvasse dalle onde della devastante alluvione che ha colpito il paese.

Ci lascia qualcosa che tanti adulti hanno smesso di darci da tempo.Un esempio.

Toowoomba, stato australiano del Queensland. Le piogge dirompenti hanno provocato devastanti alluvioni che hanno toccato anche una dei maggiori centri abitati del continente, la città di Brisbane, per l’esattezza la terza metropoli australiana con oltre due milioni di abitanti. Settimane di allagamenti che a un primo tragico conteggio portano il numero dei morti a 26 mentre altre 53 persone risultano disperse. Solo a Brisbane gli edifici allagati sono circa 30mila. Le piogge intense sono durate settimane: a provocarle il peggior fenomeno atmosferico che si sia mai visto da quelle parti del mondo, La Nina.

Il premier del Queensland ha descritto Brisbane come una zona di guerra: “Attualmente stiamo soccorrendo le persone, le stiamo ancora facendo evacuare. Quindi si può dire che siamo proprio nella fase clou della risposta all’emergenza”.

Le alluvioni hanno paralizzato le infrastrutture del Queensland e le esportazioni di carbone, facendo salire i prezzi mondiali di circa un terzo. In tutta questa sciagura, una storia terribile, ma allo stesso tempo così ricca di eroismo e di altruismo da commuovere l’Australia e anche il resto del mondo da quando ha cominciato a circolare.

E’ la storia di Jordan Rice, ragazzino di 13 anni, che ha perso la vita nell’alluvione. Ma ha fatto un gesto speciale, unico, che probabilmente molti adulti al suo posto non avrebbero mai fatto. (altro…)

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Veneto.

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