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amato

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AmatoVITA DEI GIULIANI AMATI/6.

AVREBBE VOLUTO VIETARE UN GAY PRIDE NELLA CAPITALE NELL’ANNO DEL GIUBILEO. ORA SOGNA ANCORA IL QUIRINALE.

Ai primi del 1997, in pieno inciucio Bicamerale, Giuliano Amato si appresta ad affiancare D’Alema nel progetto “Cosa-2”: una nuova formazione di sinistra socialdemocratica fra ex-Pci ed ex-Psi che seppellisca l’Ulivo del detestato Prodi. S’incarica Bettino Craxi a sbarrargli la strada, con un semplice fax da Hammamet.   “Becchino vomitevole”. “Giuliano Amato – scrive il Latitante il 7 febbraio – tutto può fare salvo che ergersi a giudice delle presunte malefatte del Psi, di cui egli, al pari degli altri dirigenti, porta semmai per intero la sua parte di responsabilità… Ma guardacaso, forte delle sue amicizie e altolocate protezioni, a lui non è toccato nulla di nulla. Buon per lui…”. (altro…)

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Giannelli

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Craxi
Il periodo torinese: il Psi sotto inchiesta e gli amici generosi.
NELL’83 ARRIVÒ PER GUIDARE IL PARTITO FINITO IN UNA STORIA DI TANGENTI, SE NE ANDÒ DEPUTATO (GRAZIE A UN MILIARDO).

Questa non è una biografia, ma un ritratto collettivo, perché il biografato è multiplo. Tutti lo chiamano Giuliano Amato, ma – tralasciando l’ossimoro del cognome – è più corretto parlarne al plurale: i Giuliani Amati. Pablo Picasso conobbe soltanto quattro periodi: quello blu, quello rosa, quello del cubismo analitico e quello del cubismo sintetico. Nel nostro caso, c’è ben di più e di meglio. C’è l’Amato socialista unitario amico del Pci e della Cgil. C’è l’Amato giolittiano che nel 1976, dopo la svolta dell’hotel Midas con l’ascesa di Craxi a segretario, lo chiama “cravattaro” e “autocrate”. C’è l’Amato craxiano anticomunista. C’è l’Amato scalfariano (nel senso di Scalfaro) e filocattolico. (altro…)

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Amato

IMPORTANTI APPARATI DELLO STATO HANNO GIÀ SCELTO IL LORO FAVORITO L’EX POLIZIOTTO E IL CARABINIERE DIVENTEREBBERO COLLABORATORI DEL PRESIDENTE.

Il “carabiniere” dovrebbe diventare consigliere della sicurezza mentre il “poliziotto” dovrebbe essere il suo segretario generale. È questo lo scenario delineato, secondo fonti vicine al generale Leonardo Gallitelli e al presidente di Finmeccanica Gianni De Gennaro, se Giuliano Amato riuscisse a diventare presidente. Dietro i due probabili futuri collaboratori ci sono pezzi importanti degli apparati e delle forze di sicurezza più vicine alle alleanze atlantiche, nel segno della continuità.  (altro…)

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AmatoSibila, festante e perfido, un colonnello renzusconiano di Forza Italia: “Alla fine abbiamo costretto Berlusconi a scegliere, a uscire dall’ambiguità. La raccolta delle firme procede benissimo siamo già oltre il cinquanta per cento nei gruppi. Siamo maggioranza, adesso Fitto la finirà di strumentalizzare il Nazareno e di dire che sono tutti contro il patto con il premier”. La prova di forza del documento “renziano”   Il Fato della politica ha voluto che proprio nel primo anniversario del matrimonio Nazareno (ieri, domenica 18 gennaio), Matteo Renzi pretendesse e ottenesse un’inconfutabile prova d’amore e di fedeltà da Silvio Berlusconi. (altro…)

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amato-craxiTra le varie cause che i papaveri d’Italia hanno intentato al Fatto , la più avvincente è senz’altro quella di Giuliano Amato, già braccio destro di Craxi, deputato e vicesegretario del Psi, vicepremier, due volte premier, ministro del Tesoro (due volte), dell’Interno, delle Riforme, degli Esteri, senatore dell’Ulivo e deputato dell’Unione, presidente dell’Antitrust all’insaputa dei più, candidato al Quirinale nel ’99, nel 2006 e nel 2013, consulente di Deutsche Bank, ora giudice costituzionale per volontà di Sua Maestà Giorgio I e II, in attesa di diventare presidente o della Corte medesima o della Repubblica. (altro…)

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AmatoI “CONSIGLI” INTERCETTATI NEL 1990 IMBARAZZANO ANCORA L’EX TESORIERE PSI.

Più che la giunta, Berlusconi, i falchi e le colombe, è la telefonata di Giuliano Amato, rivelata dal Fatto Quotidiano, dove l’allora vice segretario del Psi di Craxi “consiglia” la testimone di un processo, a tenere il banco sulla scena politica. E non solo per parte del Movimento 5 stelle che ha già chiesto le dimissioni di Amato da giudice della Corte costituzionale. Ieri è stato un senatore del Pd, Felice Casson, ex magistrato, a non girare molto attorno alla questione: “Ho ascoltato e riascoltato la registrazione. Il fatto è grave, non ci sono dubbi. Ma non potete chiedere a me cosa farei io al posto di Amato, è questione di sensibilità personale. Posso dire invece quello che non avrei mai fatto: quella telefonata”. Massimo D’Alema, ai microfoni di Lilli Gruber, se la cava con un “non scherziamo” e l’aria di chi la sa lunga. Non entra nel merito, però, la sua diventa una difesa d’ufficio: “Il prestigio di Amato non è in discussione”. Non lo mette in discussione neppure Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, il prestigio . Ma chiede che Amato lasci l’incarico.  (altro…)

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Giuliano AmatoLE ORIGINI.

Questa ‘stroncatura’, a suo modo preveggente, di Giuliano Amato è stata scritta nel gennaio del 2007 sul mensile “Giudizio Universale”.

La prima volta che vidi Giuliano Amato fu a un dibattito televisivo agli inizi degli anni Ottanta . Accesi la Tv proprio mentre diceva: “Io parlo uno splendido italiano”.Poichè eravamo ancora molto lontani dall’era delle volgarità berlusconiane mi colpì la prosopopea di questo professorino allora totalmente sconosciuto ai più e ai meno perchè, benchè ordinario dal 1975 di Diritto costituzionale comparato alla Sapienza, non aveva pubblicato nulla, com’è ormai usanza dei nostri docenti universitari, da Panebianco a Della Loggia. Questa alta considerazione di sé la si ritrova in una recente minibiografia autorizzata dove Amato si fa descrivere così: “Uomo politico, noto per la sua leggendaria intelligenza e raro acume nell’esaminare gli eventi”. In realtà è uno straordinario specialista di surfing politico. (altro…)

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Eccoli qua i pilastri della convivenza nazionale citati nel monito dell’altro giorno.
La nomina di un politico ex tutto, già pensionato, alla Corte costituzionale (non c’erano giusristi indipendenti per decidere sulle firme del capo della nuova repubblica presidenziale di fatto?).

I 12 deputati grillini che si sono permessi di protestare platealmente contro l’attacco alla carta costituzionale, sospesi (ma quelli che si mangiavano la mortadella, che fine avranno fatto). Sono loro il problema, non i ladri.

Non solo, la presidente di turno della Camera, Sereni, ha spiegato ad un deputato del M5S che le decisioni del quirinale non si possono proprio discutere. “Lo faccia da un’altra parte”, gli ha spiegato. Come aveva già detto il presidente Grasso al Senato, Napolitano è innominabile. (altro…)

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Ogni meseHA GIÀ UN COSPICUO VITALIZIO DA PARLAMENTARE, UNA PENSIONE COLOSSALE E ORA AVRÀ UN SUPER STIPENDIO. CON TANTO DI AUMENTO.

L’uomo giusto al posto giusto. La decisione del presidente Giorgio Napolitano di nominare il 75enne Giuliano Amato giudice costituzionale al posto dell’uscente 76enne Franco Gallo, non risponde solo alla logica di prudente ringiovanimento delle istituzioni, e non va ridotta alla pur gettonatissima interpretazione del risarcimento dovuto a un vecchio sodale del presidente che in primavera ha trovato i veti Pd a sbarrargli la strada prima verso il Quirinale e poi verso Palazzo Chigi.  (altro…)

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30 anni di potereIL QUIRINALE PORTA IL SUO FEDELISSIMO EX PREMIER NELLA CORTE COSTITUZIONALE CHE DOVRÀ PRONUNCIARSI SUL PORCELLUM E FORSE SULLA LEGGE SEVERINO.

Le larghe intese di volontà quirinalizia entrano alla Corte costituzionale con la nomina di Giuliano Amato decisa dal presidente Giorgio Napolitano. Sostituisce Franco Gallo, nominato 9 anni fa, presidente negli ultimi 8 mesi.

Amato, che è stato un papabile primo ministro della maggioranza Pd-Pdl, arriva in un momento delicato: la Corte costituzionale potrebbe dover dirimere due questioni cruciali, che hanno a che fare con la tenuta del governo: la legge elettorale, nota come Porcellum, e la legge Severino che prevede la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore nonché la sua incandidabilità, essendo stato condannato a oltre due anni di pena (4 anni più interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale).  (altro…)

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Amato alla ConsultaUn giorno o l’altro, magari da qualche casuale intercettazione o ritrovamento di elenchi o liste, scopriremo le doti nascoste di Giuliano Amato, l’uomo che non doveva pensionarsi mai, la salamandra che passava indenne tra le fiamme, il dinosauro sopravvissuto alle glaciazioni, il “sederinodoro” (come diceva Montanelli) che riusciva a occupare contemporaneamente mezza dozzina di cadreghe alla volta. I collezionisti di poltrone e pensioni troveranno a pagina 3 l’elenco completo delle sue. Ma qui c’è di più e di peggio: in un Paese dove nessuno riconosce più alcun arbitro imparziale, figura terza, autorità indipendente, non si sentiva proprio il bisogno di trapiantare un vecchio arnese della politica in quello che dovrebbe essere il massimo presidio della legalità costituzionale: la Consulta. (altro…)

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amatoPER B. SAREBBE L’UOMO MIGLIORE PER IL GOVERNO. NAPOLITANO ALLE PRESE CON L’INSTABILITÀ PD E CON L’IPOTESI ENRICO LETTA.

Sono passate le otto di sera e il gruppo del Pd non esce dallo studio alla Vetrata al Quirinale. I capigruppo di Camera e Senato Roberto Speranza e Luigi Zanda, accompagnati dal vice segretario Enrico Letta, sono dentro da oltre un’ora. È l’incontro decisamente più lungo della giornata di consultazioni: Silvio Berlusconi e i suoi, per dire, sono stati dentro un quarto d’ora e alla fine l’ex primo ministro ha detto poche parole sulla necessità di “un governo forte che possa prendere provvedimenti importanti, che non sia di passaggio ma che possa essere duraturo, fondato su un accordo fra le forze politiche e democratiche che sono in campo”.  (altro…)

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partiti hanno fallito. Di fronte al baratro hanno chiamato i tecnici. I tecnici a loro volta hanno fallito. Di fronte alla prospettiva di essere inseguiti, insieme ai politici, da cittadini armati di forconi hanno chiamato i supertecnici. I supertecnici hanno mangiato la foglia, anche perché non gli resta più nessuno da chiamare.
Amato, Bondi e Giavazzi sono rimasti con il cerino in mano. Devono tagliare, ma non sanno da dove iniziare. E allora perché non chiederlo on line alla casalinga di Voghera (“Italiani, segnalateci gli sprechi“)?
Sul sito del governo è stato pubblicato un modulo per ricevere i contributi dei cittadini sui tagli alla spesa con il titolo “Esprimi la tua opinione“. Un titolo che di per sé è un’istigazione a delinquere. Paghiamo politici, tecnici e supertecnici per contenere i costi dello Stato e questi hanno la faccia di bronzo di chiedere consiglio a noi, quando sanno benissimo dove tagliare, iniziando da loro stessi. (altro…)

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