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Posts Tagged ‘Amnesty International’

Brasile

Gonzalo Alonso Hernandez non è che l’ultima vittima di una lunga serie di omicidi che hanno avuto come protagonisti attivisti impegnati su questioni ambientali.

L’ultima vittima è stato il biologo spagnolo Gonzalo Alonso Hernandez, ma, purtroppo, l’elenco delle vittime nelle file degli ecologisti che operano in Brasile è una sequela di nomi senza fine. La denuncia di Amnesty International è di quelle che fanno gelare il sangue nelle vene: 20 ambientalisti ed ecologisti sono stati assassinati da forze di sicurezza, bande criminali e paramilitari fra il 2011 e il 2012 a causa delle loro prese di posizione per l’ambiente. Sarà anche uno dei Bric, il Paese che ha “abbracciato” Papa Francesco e che per due estati – quella del 2014 e quella del 2016 – sarà il centro del mondo, ma il Brasile resta una nazione ricca di contraddizioni. (altro…)

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Diritti umani

Amnesty International, presente in questi giorni al Cairo, ha messo in guardia rispetto a un giro di vite nei confronti dei sostenitori di Mohamed Morsi, all’indomani dell’arresto dei leader dei Fratelli musulmani, degli attacchi ai mezzi di comunicazione e dall’uccisione di un manifestante da parte dell’esercito.

L’organizzazione per i diritti umani ha raccolto testimonianze da persone che manifestavano in favore del deposto presidente, colpite da proiettili letali in una strada nei pressi di piazza Rabaa Aladaweya, nel quartiere di Nasr City.  (altro…)

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La mancanza d’azione a livello globale in favore dei diritti umani sta rendendo il mondo sempre più pericoloso per i rifugiati e i migranti. È questo il messaggio diffuso da Amnesty International in occasione del lancio del suo Rapporto annuale 2013, che descrive la situazione dei diritti umani in 159 paesi e territori, nel periodo tra gennaio e dicembre 2012.

I diritti di milioni di persone in fuga da conflitti e persecuzioni, o in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita per se stesse e le loro famiglie, sono stati violati da governi che hanno mostrato di essere interessati più alla protezione delle frontiere nazionali che a quella dei loro cittadini o di chi quelle frontiere oltrepassava chiedendo un riparo o migliori opportunità. (altro…)

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Amnesty InternationalAmnesty International Italia lancia un’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia e la sottopone ai leader delle coalizioni e a tutti i candidati alle elezioni.

un mese dalle elezioni del 24 e 25 febbraio, Amnesty International Italia ha lanciato la campagna “Ricordati che devi rispondere. L’Italia e i diritti umani”, attraverso la quale sottoporrà ai leader delle coalizioni in lizza (Berlusconi, Bersani, Giannino, Grillo, Ingroia, Monti e Pannella) e a tutti i candidati delle circoscrizioni elettorali un’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia.

“Il benessere di un paese si misura anche dal rispetto dei diritti umani. Oggi, alla luce dei fatti, in Italia questo rispetto non è assicurato” – ha dichiarato Christine Weise, presidente di Amnesty International Italia. “Essere donne, partecipare a una manifestazione, essere migranti, rom, gay, detenuti significa rischiare di subire violazioni dei diritti umani. In tempi di crisi economica, con l’aumento delle tensioni sociali da una parte e, dall’altra, l’accento della politica sulle sole questioni finanziarie, questa situazione potrebbe aggravarsi”. (altro…)

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Tutti i giorni in più parti del mondo vengono violati i diritti umani e le pagine dei giornali si riempiono di storie di sofferenza, uccisioni, errori giudiziari, torture. Ma accade anche che arrivino delle buone notizie frutto delle battaglie combattute da instancabili uomini e donne che difendono quotidianamente, come possono, i principi della libertà e della democrazia. Amnesty International ha diffuso «le migliori buone notizie del 2011», un calendario di piccole e grandi vittorie, «il risultato — scrive l’organizzazione — del nostro impegno: prigionieri politici liberati, condanne a morte commutate, sgomberi forzati fermati». (altro…)

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Inquinamento nel Delta del Niger.

“La Shell deve impegnarsi a pagare la quota iniziale di un miliardo di dollari per bonificare la zona di Bodo, nell’Ogoniland, danneggiata da due grandi fuoriuscite di greggio nel 2008”. Lo chiede Amnesty International che, con il Centro per l’ambiente, i diritti umani e lo sviluppo (Cehrd) ha diffuso ieri un rapporto dal titolo “La vera tragedia: ritardi e mancanze nella gestione delle fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger (in inglese in .pdf) nel quale di documenta la devastazione nella regione a cui potrà essere posto rimedio solo in 25 anni.

Lo scorso agosto, il Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) con unrapporto ha certificato l’inquinamento da petrolio in corso da molti anni e ha raccomandato l’istituzione di un Fondo per il recupero ambientale da finanziare inizialmente con un miliardo di dollari e poi con ulteriori successivi contributi. La Shell, che ha dichiarato utili per 7,2 miliardi di dollari per il periodo luglio-settembre, offrì inizialmente alla comunità di Bodo 50 sacchi di riso, fagioli, zucchero e pomodori. (altro…)

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Una delegazione di Amnesty International, giunta in Libia martedì 23 agosto, ha raccoltotestimonianze di detenuti che hanno subito torture sia da parte dei soldati pro-Gheddafi che da parte delle forze ribelli nella zona di Az-Zawiya. Amnesty si è perciò appellata a entrambe le parti coinvolte nel conflitto in corso in Libia chiedendo loro di proteggere i detenuti dalla tortura.

Martedì 23 agosto, Amnesty International ha incontrato rappresentanti delle forze ribelli nei locali della scuola Bir Tirfas, usata ora come centro di detenzione per i soldati pro-Gheddafi e per presunti mercenari e civili fedeli al colonnello. I rappresentanti delle forze ribelli hanno dichiarato che le violazioni dei diritti umani commesse sotto il precedente regime non si ripeteranno. Hanno aggiunto che tuteleranno il diritto dei detenuti a essere trattati con dignità e che questi riceveranno processi equi. (altro…)

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L´organizzazione festeggia mezzo secolo di lotte e nel suo rapporto sottolinea più dati positivi che violazioni.

ROMA – Nel pianeta connesso e nell´era digitale non c´è più posto per gli abusi. Ai tempi di Facebook e Twitter è scomparsa la divisione fra i fortunati occidentali, nei Paesi civilizzati e rispettosi dei diritti umani, e le masse un tempo dimenticate nelle terre della prepotenza. Non c´era modo più adeguato di festeggiare i cinquant´anni, per Amnesty International, che presentare il rapporto annuale 2011 con una sfumatura di ottimismo: chi l´avrebbe immaginato, mezzo secolo fa, che la dignità degli esseri umani avrebbe fatto tutta questa strada?
Nessuno avrebbe creduto di ottenere risultati «mobilitando persone comuni», ricorda la presidente Christine Weise. Eppure i semplici hanno conquistato la Storia con la S maiuscola, in quella che oggi è «una rivoluzione dei diritti umani». (altro…)

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Un comunicato di Amnesty International racconta di donne arrestate, torturate ed umiliate solo per aver chiesto più partecipazione.

Chiedevano partecipazione, rivendicavano i diritti per cui loro stesse erano scese in piazza nei giorni della rivolta anti-Mubarak:  per questo sono state arrestate e torturate. Botte, scariche elettriche, umiliazioni e “test di verginità” sotto la minaccia di essere incriminate per prostituzione: il destino di almeno diciotto donne egiziane, fermate dai soldati dopo aver preso parte ad una manifestazione in Piazza Tahrir  fa pensare ad anni che sembravano essere stati spazzati via dalle rivolte e che invece si ripresentano anche oggi, una volta spenti gli entusiasmi di quella rivoluzione che ha sollevato il popolo egiziano. (altro…)

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Per il mezzo secolo di attività di Amnesty International esce ‘Dignity’ un volume fotografico realizzato da Dana Gluckstein. Nei volti e negli sguardi di donne e bambini del più remoti angoli del pianeta la lotta quotidiana per un mondo con più diritti.

Quasi ogni giorno, nelle tendopoli di Port-Au-Prince vengono denunciati abusi sessuali e violenze sulle donne. A un anno di distanza dal terremoto che provocò 230mila morti e 300mila feriti (senza contare le 3.500 vittime del colera, l’epidemia è ancora in corso), le donne di Haiti continuano a vivere nel terrore e nell’angoscia.

Amnesty International (www.amnesty.it) ha pubblicato un rapporto in cui ha raccolto le testimonianze di oltre cinquanta sopravvissute, molte delle quali minorenni, in balìa di bande di uomini armati che scorrazzano indisturbati nei campi degli sfollati.

Queste donne hanno scelto di collaborare con Amnesty e di raccontare gli incubi quotidiani, condividere le proprie esperienze, provare a riacquistare la dignità calpestata. Dignity, appunto, come il titolo bel libro fotografico di Dana Gluckstein pubblicato negli Stati Uniti dall’editore powerHouse books (www.powerhousebooks.com, 144 pagine, 39,95 euro) in occasione dei cinquant’anni, nel 2011, della ong premiata con il Nobel per la pace.

Dopo aver immortalato nei suoi reportage i grandi personaggi – tra gli altri Nelson Mandela, Mikhail Gorbaciov, Muhammad Ali – la fotografa americana ha rivolto l’obiettivo verso le popolazioni indigene del pianeta, lontane da sempre dai riflettori, in molti casi in via di estinzione, minacciate dallo sviluppo economico selvaggio.

Prendendo spunto dalla Dichiarazione Onu per i diritti dei popoli indigeni, adottata nel 2007 da 144 Paesi, il volume raccoglie oltre novanta ritratti in bianco e nero realizzati in giro per il mondo, il frutto di un lavoro meticoloso e appassionato svolto nell’arco di tre decenni: il sorriso lieve dei boscimani dell’Africa australe, i movimenti sinousi e aggraziati delle danzatrici di Bali e delle cantanti delle Hawai, lo sguardo fiero dei guerrieri Masai, il candore dei bambini e delle bambine Quechua in Perù, il volto segnato dal dolore delle donne di Haiti. (altro…)

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