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Posts Tagged ‘animalisti’

UN CONTO sono gli animali, un conto gli animalisti. C’è un animalismo che ama e protegge le bestie in quanto bestie, anelli della prodigiosa catena della vita che l’uomo crede di padroneggiare non capendo che ne è solo servitore e custode. Ma esiste e dilaga, nell’Occidente imbambolato, un animalismo antinaturalista che idealizza le bestie e le vezzeggia, e quel che è peggio le antropizza, con i cappottini, la cosmesi, la psicoterapia e altre svenevolezze.

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I dati
«I FRANCESI amano i cani, ma mangiano i cavalli. Gli spagnoli amano i cavalli, ma
mangiano le mucche. Gli indiani amano le mucche, ma mangiano i cani ». E gli italiani amano gli orsi, dopo averli ammazzati. La parte tra virgolette è una citazione dal libro dello scrittore americano Jonathan Safran Foer «Eating animals» (in italiano, oscuramente: «Se niente importa»).
L’aggiunta prosegue il cortocircuito delle contraddizioni di una coscienza animalista universalmente ondivaga, a cui questo Paese non ha saputo fare eccezione. Quello che è corso ieri lungo la spina dorsale italiana, dopo l’uccisione dell’orsa Daniza è parso un fremito: violento e incontrollato. Poi il brivido passa, la pelle s’alliscia e si va al ristorante twittando d’altro.

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Contro la vivisezione

UN ARTICOLO DI 8 MESI FA SUL SITO DEL FATTO È DIVENTATO IL PIÙ CONDIVISO DI SEMPRE.

Cnr, blitz degli animalisti. “Distrutti anni di ricerca su Parkinson e autismo”. Non è cronaca di ieri, ma il titolo di un articolo de ilfattoquotidiano.it  di otto mesi fa. Da una settimana è il pezzo più letto del sito ed è diventato l’articolo più condiviso su Facebook. Un cortocircuito che mette insieme il potere della Rete con il dibattito sulla sperimentazione animale nato dopo il caso degli insulti a Caterina Simonsen, la giovane affetta da quattro malattie rare, diventata bersaglio o paladina a seconda che si legga la storia dal versante animalista o da quello di chi con gli animali cerca, attraverso la sperimentazione, di curare malattie oggi incurabili.  (altro…)

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Solidarietà e affetto per Caterina, la studentessa di Bologna (facoltà di Veterinaria, e non è un dettaglio) massacrata di insulti e minacce di morte da sedicenti “animalisti” per avere osato dire che senza la sperimentazione sugli animali non sarebbe sopravvissuta alla sua grave immunodeficienza. Mi domando spesso perché, tra i fanatici incapaci di affrontare qualunque discussione, i sedicenti animalisti occupino un posto così rilevante. Chi ama la natura, la frequenta, la ammira, ci vive in mezzo, cerca di sentirsene parte, sa che la natura è complessa; non è schematica, la natura, non è ideologica. (altro…)

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Si rimane spesso sbalorditi dalla scarsa confidenza con la natura (le sue leggi, il suo complesso e spesso misterioso equilibrio) che ottenebra molti sedicenti “animalisti”. Ultimo esempio le reazioni iraconde di alcuni “gattari” e “gattare” alla inoppugnabile considerazione dello scrittore Jonathan Franzen, preoccupato per la crescente predazione dei gatti americani, domestici e selvatici, ai danni degli uccelli. Molte specie avicole sono a rischio, spiega Franzen, anche per questa ragione.
La popolazione felina, nei paesi ricchi, è notoriamente eccedente. E non lo è “naturalmente”, lo è per l’intervento umano, ipernutritivo e iperprotettivo: nei confronti di molti animali addomesticabili e coccolabili, l’uomo è così solerte da dimenticare (pro domo sua, è il caso di dire) la ricaduta sugli equilibri naturali. (altro…)

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