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davigo

Il governo pensa di poter decidere chi deve fare il giudice, ma questo non è possibile: i governi non possono scegliere i giudici. È un vulnus senza precedenti”. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Piercamillo Davigo si scaglia contro l’esecutivo, spiegando nel corso di una conferenza stampa il motivo che ha spinto l’Anm a disertare la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione con il capo dello Stato Sergio Mattarella (altro…)

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L’intervista, il Presidente dell’ANM Sabelli.

ROMA – Una legge «ingiusta», una «depenalizzazione dei reati fiscali ». Compresi quelli dei vecchi processi, Berlusconi compreso. È netto il giudizio del presidente dell’Anm Rodolfo Maria Sabelli.
Una causa di non punibilità per reati gravi come la frode fiscale, se ne sentiva il bisogno?
«A mio parere, assolutamente no. I problemi sono diversi, non solo il fatto che una norma simile sarebbe applicabile anche alle frodi, ma in più non è prevista una soglia massima di valore assoluto in euro, ma solo una soglia percentuale. E la non punibilità non è neanche condizionata al pagamento delle imposte evase e delle relative sanzioni».

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BianiMa che gli dice il cervello ai vertici dell’Associazione nazionale magistrati? Ieri, a disquisire di “Giustizia e politica” al loro congresso nazionale, hanno invitato Renato Schifani, indagato per mafia a Palermo. La Procura aveva chiesto di archiviarlo per decorrenza dei termini per indagare, pur avendo raccolto accuse di pentiti molto credibili e accertato i rapporti con uomini d’onore. Senza contare l’imbarazzante elogio di Riina (“Schifani una mente è!”) in un colloquio in carcere nel 2008. Ma il gup Piergiorgio Morosini aveva riaperto la partita, ordinando nuove indagini tuttora in corso. Ieri questo bel personaggio troneggiava al congresso Anm accanto all’inseparabile Anna Finocchiaro, che fa coppia fissa con lui da quando, alla sua elezione a presidente del Senato nel 2008 (grazie anche all’incredibile astensione del Pd), lo applaudì e lo baciò sulla guancia. (altro…)

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Il gesto

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I berlusconiani fanno la voce grossa per alzare il prezzo della mediazione.

Stralciare o correggere. È muro contro muro in commissione giustizia al senato sull’articolo aggiunto dalla camera alla legge comunitaria, quello che prevede una forma di responsabilità civile diretta e allargata a carico dei magistrati. Per l’Associazione nazionale magistrati ascoltata ieri a palazzo Madama non c’è alternativa allo stralcio. Il Pdl, invece, che con un blitz è riuscito a far passare a Montecitorio l’emendamento del leghista Pini, sostiene che al massimo si può tornare indietro sulla responsabilità diretta. Ma trattandosi di legge comunitaria a decidere non sarà la seconda commissione bensì la 14esima che si occupa degli affari europei. Anche se l’unico problema di quel testo riguarda i magistrati ed è un problema ancora irrisolto. (altro…)

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Sulle mailing list delle toghe parte l’offensiva contro il governo.  Il procuratore aggiunto di Milano Spataro: “Se vengono annunciate riforme epocali, occorrono risposte altrettanto epocali”.

ROMA – Assicurano che lo ufficializzeranno a tempo debito, ma già se lo dicono tra loro. Anche al vertice dell’Anm: “Se questi vanno avanti, altro che sciopero faremo”. E la magica parola, sciopero, corre nelle mailing list delle toghe per un intero pomeriggio, rimpalla nelle telefonate, assieme all’ormai famoso, forse abusato, ma pur sempre valido slogan “se non ora, quando?”. Per dirla con il pm di Milano Armando Spataro: “Se vengono annunciate riforme epocali, occorrono risposte altrettanto epocali…” Le prime fondate indiscrezioni sulla riforma costituzionale della giustizia compaiono su Repubblica.

Trapela la minaccia di una norma transitoria che farebbe entrare in vigore subito parti definite “devastanti” dai giudici, come il ridimensionamento del Csm, l’autonomia della polizia giudiziaria, il nuovo potere della difesa nei processi. L’esistenza di tal norma non viene ufficialmente smentita per tutta la domenica. Si scatena l’allarme, parte il tam tam della voglia di reagire, di non essere schiacciati da una riforma che subito il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia ribattezza “la controriforma”. Quella che, negli scambi di messaggi sul web, fa dire a un’autorevole toga di Magistratura democratica: “L’Anm dovrebbe deliberare immediatamente uno sciopero”. (altro…)

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Il presidente dell’Anm distrettuale Nino di Matteo: “Spezzare la catena dei giudici
che frequentano i salotti per avere benefici”

 

Un’ovazione per i magistrati che  sono entrati nell’aula magna del Palazzo di giustizia di Palermo. Così si è aperta “Via D’Amelio. Strage di Stato”, la tre giorni di commemorazione per Paolo Borsellino, il giudice ucciso assieme a cinque membri della scorta nella strage del 19 Luglio 1992. L’incontro è stato organizzato dalla direzione distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati. Presenti, nella sala gremita di gente, alcuni rappresentanti dell’associazione, come il presidente Antonino di Matteo e altri magistrati come Antonio Ingroia e Francesco Messineo. Pochi magistrati, secondo Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. Un’assenza però compensata dalla massiccia partecipazione della società civile, a partire dai sostenitori del movimento delle Agende rosse e di Antimafia 2000, le organizzazioni promotrici della tre giorni.
Al centro degli interventi la figura del giudice, lo stato dell’arte delle indagini sulla strage e gli ultimi istanti della sua vita quel 19 luglio di 18 anni fa. Particolarmente commuovente l’intervento di Salvatore, che fa sciogliere in lacrime l’affollata sala del Tribunale di Palermo: (altro…)

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