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Posts Tagged ‘ANNALISA CUZZOCREA’

L’INTERVISTA/IL GIURISTA VLADIMIRO ZAGREBELSKY
ROMA – Vladimiro Zagrebelsky è stato giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo e dice scorato che no, quello raggiunto ieri in Parlamento non è un traguardo da festeggiare.
Cosa pensa della legge sulla tortura che il Parlamento è finalmente riuscito a varare?

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CuperloIl dibattito.

Cuperlo apre la competizione e cita a esempio Bianca Berlinguer: “Dobbiamo allargare il campo”. I bersaniani : “Il candidato è Speranza”.

ROMA – Un “papa straniero” per la sinistra del Pd. Qualcuno che corra al prossimo congresso contro Matteo Renzi «per vincere, non partecipare», dice Gianni Cuperlo. L’idea – piombata sull’estate democratica con il nome e il volto di Bianca Berlinguer – sta gettando scompiglio nella già frammentata minoranza interna del partito. L’ipotesi di una vittoria del No al referendum d’autunno smuove acque rimaste finora placide. Se prima l’alternativa interna a Renzi sembrava poter aspettare, adesso non è più così.

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ROMA – Non intende farsi risucchiare in una discussione che guardi solo all’ombelico dell’Italia e del Pd, Matteo Renzi. E per la direzione di domani, alle 15 stranamente a via Palermo, non al Nazareno, prepara un discorso che terrà dentro l’eccidio di Dacca, i guai della Brexit, le sfide che l’Europa e l’occidente hanno davanti dopo il voto dei britannici e l’annullamento delle elezioni austriache.
«Quel che è accaduto in Europa ha dato un contesto a quel che noi stessi stiamo vivendo – dice il presidente pd Matteo Orfini non si tratta solo di Roma e Torino ». È questo che cercherà di fare il premier: spiegare, con uno sguardo al referendum di ottobre e alla legge elettorale, il risultato inserendolo in un panorama molto più ampio di quello delle città andate al voto, affrontare le ragioni di fondo della sconfitta alle comunali dal suo punto di vista, che è molto diverso da quello della minoranza interna.

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SalviniLa tacita alleanza tra la destra e i grillini per votare i rispettivi candidati al secondo turno contro il Pd.

ROMA – È la storia di un lungo corteggiamento, quella tra Lega e Movimento 5 Stelle. Una storia fatta di appelli non raccolti (Matteo Salvini chiede da tempo un incontro a Beppe Grillo) ma nemmeno smentiti. Di piccole intese a livello locale, di un lavoro di opposizione comune in Parlamento e di una sintonia che identifica, sopra ogni cosa, lo stesso nemico: il Pd di Matteo Renzi.
«Sulle riforme costituzionali abbiamo lavorato benissimo con la Lega e con Roberto Calderoli », racconta un senatore 5 stelle. In regione Veneto, il capogruppo Jacopo Berti ha appoggiato più volte le risoluzioni del Carroccio, a partire da quelle per l’abrogazione della legge a tutela di rom e sinti. Proprio sui rom, la candidata M5S Virginia Raggi ha parlato con durezza: «I campi vanno superati, serve un censimento economico e sociale di chi ci abita».

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Unioni civiliPolemiche dopo la nascita del figlio di Vendola. La maggioranza si divide. Ncd: restiamo contrari. Renzi sfida il Family day: niente ricatti.

ROMA – Matteo Renzi rivendica la legge sulle unioni civili: «Potrà non essere perfetta, ma segna un grande passo in avanti per i diritti dei cittadini omosessuali e quindi degli italiani». Poi, nella e-news di lunedì, dichiara chiuso il tempo dei veti e risponde al portavoce del Family Day, Massimo Gandolfini, che ha promesso una campagna contro il premier in vista del referendum costituzionale. «Che c’entra la difesa della famiglia con la riforma del Senato? Che c’entrano le coppie omosessuali con la cancellazione del Cnel? Se mi inviteranno andrò nelle parrocchie, come nelle realtà del volontariato, a dire il perché è giusto che la riforma passi».

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Renzi family day

Guerini: la piazza va rispettata ma noi dobbiamo decidere. Le preoccupazioni dei dem. Il ruolo del M5S.

ROMA – Nel governo e nel Pd le voci sono univoche: la piazza del Circo Massimo non cambia il cammino fatto fin qui sulle unioni civili. Chi fa il confronto con il 2007, con quel Family Day che riempì piazza San Giovanni e affossò il cammino dei Dico (le unioni civili del tempo), nota più di una differenza: allora il fronte era più largo e l’intervento della Chiesa ancora più deciso. Quel giorno c’erano Silvio Berlusconi, Pier Ferdinando Casini, Clemente Mastella. Beppe Fioroni e Mara Carfagna. Daniela Santanchè e Giulio Andreotti. C’era perfino il giovane presidente di provincia Matteo Renzi, che ieri ha preferito parlare di Europa nel posto in cui il sogno europeo è nato – a Ventotene – piuttosto che soffermarsi a commentare migliaia di persone che gli dicono #renziciricorderemo usando un hashtag che vorrebbero fosse virale.

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M5sL’INTERVISTA/DANILO TONINELLI (M5S).

«Con questa maggioranza dubitiamo. Sulle unioni civili stiamo aspettando al varco il Pd da mesi, abbiamo già dato l’ok in commissione al testo Cirinnà. Sono loro che hanno paura di venire da noi, temono di rompere l’asse con Alfano.
Se avessero avuto coraggio, la legge sarebbe già fatta ».
Su cos’altro potreste dialogare?
«Oggi è fondamentale intervenire sulla separazione tra banche commerciali e banche di investimento, perché non accada più che piccoli risparmiatori perdano i loro soldi, usati dagli istituiti di credito per sanare i buchi nei loro bilanci.

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Maternità

L’appello promosso da “Se non ora quando” “Diciamo no a chi vuole un figlio a tutti i costi”.

ROMA – Un appello contro la pratica dell’utero in affitto. La richiesta all’Europa di metterla al bando. Il desiderio di rompere quello che viene definito «un silenzio conformista su qualcosa che ci riguarda da vicino». A promuoverlo sono le donne di Se non ora quando libere.
A firmare, un mondo vasto che va dal cinema alla letteratura, dal campo universitario a quello delle associazioni per i diritti.

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ficoROMA – Avverte Sinistra italiana, Roberto Fico, come tutti gli altri: «Il Movimento 5 stelle può accettare convergenze sui temi una volta eletti nelle sedi costituite, ma non fa alleanze. Di nessun tipo. Di certo, non per spartirsi le poltrone». Il presidente della commissione di Vigilanza Rai esponente di spicco del direttorio M5S – apprezza il cammino di Fassina e compagni fuori dal Pd, ma dice anche: «Buongiorno! Mi sembra si siano svegliati un po’ tardi».
Ha sentito Fassina? Testuale: «Non precludo la possibilità di sostenere un candidato del Movimento 5 stelle se sul piano programmatico è più compatibile con la nostra idea di sviluppo di una città».

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ROMA –  «Il compito del presidente del Consiglio è governare il Paese, non decidere se i palinsesti dei programmi Rai siano giusti o sbagliati. Ieri Renzi lo ha riconosciuto, ed è un bene, ma una settimana fa non è stato così e questo ha creato un clima da editto bulgaro ». Per Massimo Giannini, conduttore di Ballarò, il premier magari suo malgrado – ha fatto «come il cacciatore che scioglie la muta dei cani».

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Il ministro: difficile confermare la decontribuzione Mattarella: il difetto italiano è non far gioco di squadra.

ROMA – Matteo Renzi ripete: sulle pensioni «spero che la flessibilità in uscita sia realizzabile già con questa legge di Stabilità». Lo scrive rispondendo a un lettore dell’ Unità cui assicura: «Il ministro Padoan è tra i più sensibili all’argomento». Poi spiega che bisogna «trovare il giusto equilibrio. Da un lato c’è un sistema pensionistico che non può costare come in passato. Dall’altro, persone che vorrebbero godere della pensione non troppo tardi, magari prendendo qualcosa in meno». Passano poche ore, e il ministro Pier Carlo Padoan- dalla festa di Scelta Civica di Salerno – spiega le difficoltà: «Il sistema pensionistico italiano è giudicato uno dei più stabili e sostenibili in Europa, il che serve a difendere i redditi delle generazioni future». Così, «si esploreranno eventuali misure che permettano uscite anticipate rispetto all’età predeterminata», ma «l’idea che la flessibilità sia a costo zero è inesatta».

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formigliL’intervista/1 Corrado Formigli: “Tutelare il diritto di cronaca”.

 

ROMA . Cresciuto nella scuderia di Michele Santoro, diventato conduttore di un talk show di successo come Piazzapulita, Corrado Formigli ha le idee molto chiare sull’emendamento di Area popolare che prevede il carcere per gli autori di registrazioni pirata.
Cosa pensa di questa vicenda?
«Do per scontato che chi esercita il diritto di cronaca, che è un diritto garantito dalla Costituzione, venga tututelato quando i fatti scoperti sono di interesse per l’opinione pubblica».
Nell’emendamento, le limitazioni riguardano solo i fatti che costituiscono reato.

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OrfiniIl racconto

Nel giorno del tesseramento molte le sedi che restano chiuse Lite nel circolo dove era iscritto Buzzi: “Il segretario è lo stesso”.

ROMA . Marina guarda il volantino e sbotta: «Ma lo avete visto il giardino qui dietro? Vi rendete conto di com’è ridotto? Siamo al centro di Roma, e largo Cairoli è invasa dalla spazzatura!». Ha portato il tesseramento in piazza, il Pd romano. Lo ha fatto in un week end difficile, quello che segue i nuovi arresti di Mafia Capitale. Per spiegare che sta ripartendo, che a questo serve il commissariamento, che si è fatta e si farà pulizia. Ma le persone come Marina, che almeno si fermano a parlare, a sfogarsi, sono poche. «Manca la voglia di reagire – dice Giulia Urso, segretaria del circolo storico di via Giubbonari – le persone non vengono neanche a darci contro, è come se nei cittadini si fosse instaurata una totale indifferenza alla politica. Ma nel dna del Pci c’è la capacità di rialzarsi». Prende i volantini con scritto “più il Pd fa più Roma cresce”, prova a distribuirli ai passanti. Incassa i rifiuti con un sorriso rassegnato, ma con Marina parla a lungo. «Noi siamo di sinistra», dice lei, bruna, 40 anni, una bimba che la guarda con gli occhi sgranati. «Non è possibile abbandonare un giardino così. Questa giunta dov’è? Dov’è il sindaco? ». (altro…)

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Roberto FicoROMA – «Una sola lista contro una media di 7-8 concorrenti. Con volti sconosciuti, senza soldi. È una vittoria straordinaria». All’una di notte Roberto Fico esulta: «Il vento è cambiato. In Campania abbiamo speso meno di 20mila euro. Ed è andata benissimo».
Siete terzi con il 20 per cento. Va bene così?
«È fondamentalmente una vittoria. Dopo due anni di Parlamento, con la coerenza, con le nostre tematiche e con un nuovo approccio, non candidando professionisti della politica né volti noti o portatori di voti. Rifiutando i rimborsi elettorali. Non abbiamo usato neanche tutte le donazioni ricevute, una parte la daremo in beneficenza».
Avete girato l’Italia in lungo e in largo a spese vostre?
«Un po’ sì un po’ no. Spesso gli attivisti ci hanno regalato i pranzi nei loro ristoranti o le notti nei loro B&B».
Avete commentato i risultati? Cosa vi siete detti?
«Che se sono confermati c’è una rivoluzione in atto, nei principi e nel modello culturale che stiamo cercando di imporre». (altro…)

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Beppe Grillo

I Cinquestelle tornano a percentuali che dopo l’exploit delle politiche non erano mai state toccate “Siamo il primo partito in tre regioni”. Ora possibili alleanze? “Solo con chi sposa il nostro programma”.

ROMA – Numeri altissimi. Percentuali che dopo l’exploit delle politiche, alle regionali degli ultimi due anni, non erano mai arrivate. Costringendo i 5 stelle a bagni di realtà sempre più crudi in Friuli, Calabria, Emilia Romagna. Così, subito dopo gli exit poll, nel quartier generale dei 5 stelle spostato per un giorno sulla collina di Posillipo si parla già di “rivoluzione”: «Se alle regionali prendiamo il 20 per cento di media – ragionano guardandosi in faccia Luigi Di Maio e Roberto Fico – significa che l’equilibrio politico nel Paese è definitivamente mutato grazie al Movimento. Perché il voto territoriale è stato finora molto più difficile, c’è bisogno di radicamento, di credibilità. Chi ti vota per la regione o per i comuni è più consapevole dei tuoi contenuti».

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Scuola
ROMA – Chiedono cambiamenti su tre punti: poteri del preside, finanziamento privato, precari da assorbire. Promettono collaborazione ed emendamenti nel merito, tanto alla Camera quanto al Senato. Ma proprio sulla scuola, su uno degli argomenti più di sinistra che si possa immaginare, alcuni di loro (Fassina, D’Attorre) sono pronti allo strappo finale.
La minoranza pd si è riunita ieri per la prima volta dopo lo smacco dell’Italicum. Non erano tutti. Una parte, dopo il voto di fiducia sulla legge elettorale, sta prendendo altre strade. Ma c’erano, in sala Berlinguer alla Camera, una cinquantina di volti preoccupati. Perché tocca combattere di nuovo, e la sconfitta è troppo recente per capire com’è meglio farlo. Così, i leader di Area riformista e Sinistra dem Roberto Speranza e Gianni Cuperlo cercano di tenere viva l’idea di una battaglia che si può vincere.

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BersaniPalazzo Chigi pensa di porla già in occasione del primo scrutinio sulla pregiudiziale di costituzionalità. Bersani: “Rischiamo meno diritti”.

ROMA – La tentazione delle ultime ore è quella di fermare subito quelli che Matteo Renzi e i suoi considerano possibili sabotatori. Quelli che – dentro e fuori la sua maggioranza – sono pronti a tutto pur di far saltare l’ Italicum, o di cambiarlo con le modifiche che chiedono da mesi. Così, alla notizia che Renato Brunetta presenterà una pregiudiziale di costituzionalità sulla riforma elettorale, e che su questa martedì chiederà il voto segreto, prende forma una contromossa che rimbalza da giorni negli uffici del ministero delle Riforme. Porre la questione di fiducia non solo sui tre articoli della legge, ma anche sulle pregiudiziali di costituzionalità. (altro…)

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MentanaROMA – «Da Renzi mi sarei aspettato una riforma di sistema, non un disegno di legge che – sul rapporto tra politica e Rai – di fatto non cambia nulla». Enrico Mentana, che nella televisione pubblica è cresciuto e che da cinque anni dirige il tg de La 7, sprona il governo a fare di più. E invita il premier a favorire il ricambio: «Scelga qualcuno sotto i 50 anni».
Cosa pensa del ddl del governo?
«Quello che non si può dire è che rivoluzioni il rapporto tra la Rai e la politica. Eccetto il singolo membro del nuovo cda nominato dai dipendenti della Rai, tutto il resto fa ancora parte dell’antico metodo di scelta di quello che poi è il collegio decisionale. Il fatto che si crei un capo azienda nella figura dell’ad sicuramente renderà la Rai più competitiva, ma questa è un’altra cosa rispetto a renderla indipendente dai partiti ». (altro…)

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Non solo resta il controllo politico dei partiti ma si rafforza anche il ruolo del governo. L’Ad nominato dall’Economia sarà una sorta di fiduciario’.

ROMA. «Non e una riforma, e un ritocco. Che per di piu, fa passare la Rai dalla padella nella brace ». Benedetta Tobagi non nasconde i suoi dubbi sul ddl di riforma della televisione pubblica: «Sul sito internet del governo trovo quattro paginette generiche e non le linee guida della legge. Non c’e neanche una parola sul quadro di sistema e sui conflitti di interessi. E dal comunicato di Palazzo Chigi, quel che emerge e una Gasparri con il rafforzamento della mano dell’esecutivo » .

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FicoROMA . Roberto Fico avrebbe preferito che la riforma della Rai arrivasse con un disegno di legge parlamentare, ma non per questo rinuncia al suo progetto: «Noi 5 stelle siamo pronti a dialogare con tutti per avere una legge che sottragga la televisione pubblica all’occupazione dei partiti e del governo», dice il presidente della Commissione di Vigilanza. A un’unica condizione: «Non accetteremo compromessi al ribasso».
Matteo Renzi annuncia una discussione rapida in Consiglio dei ministri, poi il Parlamento. Che ne pensa?
«Su una materia come la Rai l’iniziativa parlamentare sarebbe stata maggiormente auspicabile. Detto questo, noi andiamo avanti con la nostra proposta, che venerdì ha passato il vaglio degli uffici della Camera».

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