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Posts Tagged ‘Antimafia’

Relazione del procuratore Antimafia Franco Roberti: “Mafie presenti in quasi tutte le regioni, in grado di indirizzare investimenti. Cosa nostra solida, risorse sconfinate”. Su proibizionismo: “Ha fallito, legalizzare”.

Le mafie che si pongono come vere e proprie autorità pubbliche, la ‘ndrangheta presente i tutti i settori nevralgici, in quasi tutte le regioni italiane e nel resto del mondo. E poi i legami della criminalità con massoneria, servizi segreti e istituzioni come emerso in alcune inchieste calabresi. (altro…)

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ellekappa

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Foto Daniele Leone / LaPresse 16/12/2014 Roma, Italia Cronaca 39º Congresso Nazionale Legacoop. Auditorium parco della musica Nella foto, Don Ciotti

Don Ciotti

Il fondatore di Libera difende la scelta di ufficializzare la lista dei candidati con problemi giudiziari alle prossime regionali: “Si può discutere di tempi e modi, ma non del merito”. Più cauto Raffaele Cantone: “Preoccupato che certe scelte le faccia un organo politico”.

Lo scontro sull’elenco dei candidati impresentabili “ufficializzato” dalla Commissione antimafia non va giù a don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e punto di riferimento della battaglia sulla legalità in Italia. “Lascia tanta amarezza la polemica suscitata dalle indicazioni della Commissione Antimafia”, afferma don Ciotti in un comunicato. “Da anni auspichiamo un rinnovamento della politica, una sua pulizia dal malaffare, dalla corruzione, e dai fiancheggiamenti con il crimine organizzato, e ora che la Commissione Antimafia esercita fino in fondo le sue funzioni si riduce tutto a una lotta di potere tra correnti di partito, benché le indicazioni riguardino sia il centrodestra che il centrosinistra e dunque non possono essere accusate di faziosità”. (altro…)

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Sotto esame

L’elenco sul tavolo della Commissione presieduta dalla Bindi si è arricchito di nuovi nomi inviati dalle prefetture campane.

ROMA – Gli ultimi quindici nomi della discordia. Anche quelli trasversali, tutti nella stessa regione: la Campania. Oggi la lista definitiva degli “impresentabili” sarà resa pubblica dal presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. A una manciata di ore dalla chiusura delle campagna e dal silenzio pre elettorale.
Nelle ultime 48 ore le prefetture e le procure di Caserta, Benevento e Avellino hanno completato l’elenco aggiungendo altri nomi cerchiati in rosso. Buon’ultima, stando alle indiscrezioni, giusto la prefettura più «attesa», Caserta, ha inviato il suo dossier a quella di Napoli, responsabile della raccolta dati. La quindicina di nomi campani all’esame di Palazzo San Macuto sarà oggetto dell’ultima scrematura oggi in commissione, non è detto che tutti compariranno nella black list finale. Se fossero tutti confermati, sommati ai quattro pugliesi già ufficializzati martedì e che hanno già fatto sapere che non si ritireranno dalla corsa (Giovanni Copertino in una lista della Poli Bortone, Fabio Ladisa pro Emiliano, Massimiliano Oggiano e Enzo Palmisano con Fitto), alla fine si arriverebbe a un totale vicino alla ventina.

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MoriSTOP ALLA RICHIESTA DI FAVA E M5S DI SENTIRE IL GENERALE SUL PROTOCOLLO FARFALLA. IL PRETESTO: NON INTERFERIRE CON LA MAGISTRATURA.

È abbastanza usuale e buona pratica che l’Antimafia non interferisca sulle indagini”. Così Stefano Esposito, senatore Pd membro della Commissione parlamentare antimafia presieduta da Rosy Bindi, spiega perché il suo partito non ha acconsentito all’audizione dell’ex generale Mario Mori sul Protocollo Farfalla. Si tratta di quell’accordo tra servizi (Sisde) e direzione delle carceri (Dap) per “gestire” le informazioni fornite da vari mafiosi all’insaputa dei magistrati.   LA COMMISSIONE ha iniziato una serie di audizioni per fare chiarezza su quella che il vicepresidente Claudio Fava ha definito “la Gladio delle carceri”. Ma sulla possibilità che si possa presentare l’ex capo del Sisde, Mario Mori, il Pd s’è opposto, dopo un confronto tra i commissari. Che non comprendono Forza Italia: senatori e deputati azzurri, dall’elezione della Bindi in poi, non partecipano più alle riunioni della commissione.   (altro…)

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NON è per niente ovvio quello che dice Andrea Marino, maresciallo dei carabinieri a Oppido Mamertina: la mafia è contro la democrazia. «Forma odiosa di sopraffazione tra esseri umani». Non è ovvio perché sposta la lotta alle mafie dal mero terreno del rispetto delle leggi a quello della politica. Marino vuole dirci che l’antimafia non è solo lotta tra guardie e ladri, è soprattutto lotta tra oppressi e oppressori. Che sia proprio un uomo in divisa, un uomo di legge a dirlo, è molto importante: significa che, vivendo e lavorando in quei posti e in mezzo a quelle persone, ha capito perfettamente che il concetto di “legalità” è importante, ma rischia di rimanere circoscritto agli addetti ai lavori, quasi “burocratizzato”, se non si sposa con il concetto di libertà. (altro…)

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BindiRITARDI.

Scusate, ma ora quanto ci vorrà a far partire la commissione Antimafia? Davvero resterà ostaggio dell’umorale (e amorale) Aventino dei parlamentari berlusconiani? Il fatto è che mafia e antimafia continuano a essere due efficacissimi indicatori della qualità della politica italiana.

Ci sono voluti non mesi ma stagioni perché la Commissione venisse istituita. È arrivata in coda al resto, con tutto comodo. Intendiamoci. La lotta alla criminalità organizzata va avanti lo stesso. Ma pur con i suoi acciacchi storici e le sue cadute di prestigio, la commissione a qualcosa serve. Produce materiale e documentazione che, se solo venissero curati e preparati per l’uso pubblico, sarebbero una autentica miniera. Terrebbero la consapevolezza del paese ben al di sopra di ciò che viene autorizzato da sentenze sempre meno decenti, specie al nord e in Cassazione.  (altro…)

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Commissione antimafia

Brunetta: si dimetta subito. Malumori anche tra i democratici.

ROMA— Non ha nessuna intenzione di dimettersi, Rosy Bindi. È stata eletta presidente della commissione antimafia al secondo turno durante una riunione convulsa in cui il Pdl non si è presentato per protesta, Scelta Civica ha scelto di astenersi per «mancata concertazione», il 5 stelle siciliano Giarrusso guardava in cagnesco il suo candidato Luigi Gaetti (epatologo di Mantova non proprio esperto di fenomeni criminali), e il Pd entrava a palazzo San Macuto con il mal di pancia ancora in corso. (altro…)

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