Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Antonello Caporale’

RenziL’ultima mossa:L’illusionista.

È l’ultima delle leggi abracadabra. Un grande pentolone dove galleggiano linee guida, forse buoni propositi ma anche tanti cattivi pensieri.   Galleggiano fino a perdersi, nel continuo moto ondoso renziano che restituisce a riva pezzi di provincie abrogate ma vive, di leggi elettorali definite ma forse anche sconfessate, riforme annunciate ma mai approvate, tagli decisi ma poi revocati. La debolezza di Matteo Renzi sta nella sua forza, il punto di crisi coincide con la smisurata abilità illusionistica che correda ogni suo atto. Dà sistematicamente per certo l’incerto, trasforma il fumo in arrosto, confonde volutamente il dire con il fare.   QUANDO l’immaginazione al potere si spinge oltre il lecito, la tecnica illusionistica diviene totalizzante e i provvedimenti si trasformano in sacchi vuoti, misure parziali e contraddittorie, testi incompleti. Un perenne sbriciolamento di commi, di previsioni e di coperture che fa affondare nel dubbio anche il cuore più fedele, il militante più generoso.   Nel Jobs act non si capisce quale sia la misura delle nuove tutele offerte ai giovani lavoratori e quante quelle tolte ai vecchi. (altro…)

Read Full Post »

Il patto del Nazareno
TRA I CRITICI ANCHE GIULIANO AMATO, GIUDICE DELLA CONSULTA IL PROGETTO REALIZZA LE PROMESSE DI B. QUANDO ERA PREMIER.
L’evoluzione della specie. In 45 articoli e 56 pagine, rese pubbliche quattro giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale Matteo Renzi si congeda dal sospetto e sviluppa – apertis verbis – le fattezze di Silvio Berlusconi, raccoglie e mette in pratica i dieci comandamenti dell’uomo del fare. Fare strade, autostrade, ferrovie, tralicci, ponti, inceneritori, canali di scolo e ogni altro genere di combinato col calcestruzzo nel più breve tempo possibile. Fare, soprattutto progettare, possibilmente senza gufi intorno, mani alzate, vincoli, osservazioni, consigli, deduzioni.   IL MITO della velocità è spirito del tempo e diviene finalmente   – dopo un parto durato mesi – pratica legislativa. Il decreto legge si chiama Sblocca Italia, ed è una potente proiezione di ciò che diverrà il nostro Paese. Persino Giuliano Amato, il dottor Sottile, la punta massima dell’eccellenza insieme politica e tecnocratica, sembra abbia dato una sbirciatina al turbopremier e in un biglietto riservato al capo dello Stato avrebbe poi vergato le sue prime considerazioni: ciò che non è riuscito a fare Berlusconi lo fa ora Renzi. Napolitano ha letto il biglietto ma ha firmato ugualmente.

(altro…)

Read Full Post »

Renzi-svolta autoritariaIl Senato sta per essere dismesso ed è anzi già trasformato in un detrito, in un luogo perduto e inutile della Repubblica. Al suo posto nascerà un punto di ritrovo provvisorio, sede del nulla, crocevia di minuscoli potentati regionali. Il popolo è sovrano e il Parlamento è la sua espressione, dice la nostra Costituzione. E invece non sarà più così. Una Camera eletta e l’altra nominata, una che decide e l’altra che fa ornamento, corona, se non cestino delle vergogne. Qui non è più Matteo Renzi a dover essere giudicato ma il senso dello Stato di coloro che in nome del popolo sovrano sono stati chiamati a esprimere in libertà e coscienza il proprio giudizio. Possibile che Sergio Zavoli, il decano dei senatori, valuti come spaventosa questa riforma facendola derivare da un ricatto politico e nulla accade? (altro…)

Read Full Post »

MadiaPoi Marianna vi dirà tutto”. Anzi, di più: “Con il ministro Madia entrerete nei dettagli, fatemi spiegare solo quelle quattro o cinque cose che credo vi servano…”. Quel grandissimo caporedattore che è Matteo Renzi dieci giorni fa impostò i giornali (come sempre più spesso gli succede) e indicò ai giornalisti titoli e sommari per l’ultima rivoluzione di casa Italia, quella grandiosa riforma della pubblica amministrazione che tutti aspettiamo, e, per non perdere tempo che l’ora delle rotative era prossima, puntò lo sguardo su Marianna e affidò a lei le curiosità di rito: quanti articoli contiene la legge, di quante pagine, e con che corpo è scritta. Dettagli utili ma non fondamentali. Chi avesse voluto avrebbe comunque potuto farci una chiacchierata: “Domattina credo che il ministro vi convocherà”.
IL MINISTRO alla Curiosità è una donna di trentatrè anni che nel 2008 fu impiccata alla più bella, soave e giusta considerazione che la gioventù possa autorizzare. (altro…)

Read Full Post »

OrlandoGIACE IN PARLAMENTO UNA PROPOSTA DI LEGGE FIRMATA PROPRIO DALL’ATTUALE MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. CHE FARÀ ORA? “LA RIMETTEREMO IN CARREGGIATA”.

Sta raggomitolato sulla penultima sedia, con lo sguardo lievemente assente. L’unica volta che il corpo di Andrea Orlando si inarca è quando il premier gli consegna la bacchetta magica: “Il ministro preparerà una riforma della Giustizia entro giugno”. Una rogna peggiore non poteva capitargli. Quando esce dall’aula sembra provato.

TUTTO insieme, tutto troppo presto e tutto troppo pesante. Si siede in un cantuccio e inizia a spiegarsi: “Stavo benissimo all’Ambiente e non ho mosso un dito per traslocare, ma proprio niente, nemmeno un alito di pressione, un cenno con la testa. (altro…)

Read Full Post »

Lo scambioLa sincerità non ha casa in politica, come anche la lealtà. Eppure il gesto che ieri ha compiuto Enrico Letta, il ripudio di qualunque segno di affetto verso il presidente del Consiglio, nel brevissimo rito della consegna della campanella a palazzo Chigi, toglie opacità, retropensiero e ipocrisia alle gesta del protagonista. Ritraendo istantaneamente la mano sua da quella di Renzi, che lo guarda per la prima volta con occhi bassi e imbarazzati, e correndo via da una cerimonia che sembra offenderlo, Letta non perde il senso dello Stato (è lì infatti ad adempiere ai suoi doveri) ma non rinuncia a manifestare in pubblico il proprio dolore, la disapprovazione per come gli è stata sottratta la poltrona.  (altro…)

Read Full Post »

LettaIL PRIMO MINISTRO.

Come se una bolla magica l’avesse trasformato in mezzo brigante, tutto d’un tratto Enrico Letta ha presentato all’Italia il suo quid alternativo: se Matteo mi vuole cacciare me lo deve dire. Senza acuti, con spirito zen, la faccia levigata, perfettamente rasato e di un magnifico pallore dc, Letta ha sferrato calci e pugni con quella gentilezza che lo distingue, “io sono un uomo delle Istituzioni”. Tonico e perfino su di giri è giunto nella palestra di Palazzo Chigi per dare al Paese la prova che nulla è impossibile: oggi è la volta dei due premier in contemporanea. Altro che la lotta tra D’Alema e Veltroni. Il nuovo che avanza è pieno di sciabolate. Chi spinge per entrare e chi non si sposta. Letta ha ritrovato anche gli aggettivi giusti, ed è parso molto free, persino disinibito. Ha detto che Matteo è un casinista (gli crediamo) e sta “incasinando” l’Italia come peggio non potrebbe fare.  (altro…)

Read Full Post »

Cemento

Non sono sette ma quasi diciassette. Beneficiari di una proroga di una norma sepolta dagli anni e oramai defunta. Ma quella norma – risalente a prima di Tangentopoli – conteneva un mucchietto di soldi, cento milioni di euro. Soldi riacciuffati in extremis e affidati a costruttori di buona stazza e di ottime conoscenze. I nostri campioni s’aggireranno per campagne e città e busseranno alla porta di sindaci e presidenti di Regionii. Hanno da costruire case per i poliziotti. Aggiungeranno a quelle case delle altre, mattoncini per l’edilizia residenziale privata, e centri commerciali e ogni ben di Dio. É il corrispettivo che lo Stato concede loro per l’impegno. Sceglieranno i luoghi più ospitali e procederanno con il cemento.  (altro…)

Read Full Post »

pidi2LA BATTAGLIA CHE SI ANNUNCIA È TRA CHI RIMPIANGE LA PRIMA REPUBBLICA E CHI VORREBBE TORNARE A UN “PORCELLUM” SENZA BADARE ALLA CONSULTA.

Restaurare il sistema delle preferenze avrebbe fatto la felicità di gente come Fiorito, vero. Ma lasciare a un padrone solo la gestione della vita di ciascun eletto e finanche delle sue presenze in tv conferma che non ci sarà scelta malgrado la richiesta della Consulta: in Parlamento si entra per nomina. E da deputato si trasformerà in pigiabottoni. Ciò che ordina il capo si vota. Ciò che lo turba si respinge. O sei cooptato oppure pedalare.  (altro…)

Read Full Post »

De GirolamoIL MINISTRO RESISTE ALLO SCANDALO BENEVENTANO IL SUO PARTITO (GLI ALFANIANI): “CHIARIRÀ IN PARLAMENTO”.

Nunzia De Girolamo nasconde sotto i suoi quarant’anni non ancora compiuti il curriculum completo dei vizi dell’eterno dominio meridionale. La propensione ad arraffare il potere e confinarlo in cucina, tramandando nel rito familistico la specie dei brontosauri di provincia. Portaborse e tirapiedi prendono appunti, eseguono. Altro che caduta di stile: casa Nunzia è il luogo della diaspora delle passioni, quelle a cui lei si rifaceva in ogni presenza tv avanzando con la sua gioventù il diritto a provare a governare in modo diverso. E s’è visto il modo! La sanità tenuta sotto i tacchi del suo scarpino ferrato, dove portantini e primari , nel gioco eterno dell’appartenenza, replicavano i fasti altrettanto intramontabili della servitù politica. Sull’assenza dell’incriminazione penale lei prospetta un altro indiscusso primato della politica italiana.  (altro…)

Read Full Post »

Scontrini

DAI CRAXIANI A DE LORENZO, DA FIORITO A CARBONE: LA RICEVUTA DEL RISTORANTE SI SALDA CON IL BENE PUBBLICO. E SENZA REMORE.

Nella fenomenologia del magna magna, che qui è da intendersi nel senso proprio del termine (mazzancolle con cipolle, sautè di vongole veraci, moscardini fritti, polpettine di tonno, eccetera eccetera), la figura di Ernesto Carbone si proietta al centro della scena. Ernesto è un giovanotto sui quarant’anni della leva Renzi, è deputato e vuole far cambiare passo all’Italia. Intanto che lo fa – anche ieri ha inchiodato un suo compagno di partito al solito bla bla politicista – mangia. Quando ha dovuto decidere, prima di essere eletto a Montecitorio, dove andare con la sua carta di credito aziendale ha scelto di provare ad accomodarsi al tavolo dei “Due ladroni”, nel centro di Roma. (altro…)

Read Full Post »

Violenza di stato

Si chiamano forze dell’ordine, non del disordine. E l’uso delle armi, della forza fisica è consentito per far rispettare la legge quando essa è violata, non per violarla. Nella terribile sequenza visiva che lunedì sera Presadiretta ha illustrato su Rai3 con la virtù del migliore giornalismo d’inchiesta, abbiamo avuto la prova di come questa elementare verità, fondamento della democrazia, risulti bugiarda. Assistere a poliziotti che manganellano con ferocia, e in alcuni casi portano la loro azione alla morte altrui, apre il registro della violenza di Stato che qui appare smisurata per la varietà e la vastità dei comportamenti di vera e propria sopraffazione. Eravamo abituati alle clip poliziesche sudamericane e invece ci ritroviamo, nel silenzio umiliante del governo e di quasi tutta la classe politica, a fare i conti con questo tipo di violenza domestica “legalizzata”.  (altro…)

Read Full Post »

Il bromuro di Natale

NELLA CONFERENZA DI FINE ANNO IL PREMIER RIVENDICA: HO RINGIOVANITO IL GOVERNO.

Enrico Letta profuma d’incenso anche quando scatta, rompe gli argini, avverte che lui c’è in campo. Gli rovina il salto nel futuro quel profilo curiale che sempre lo risistema nel passato, nella curva grigio Londra dell’apparato di Stato. Ieri ha provato, riassumendosi, ad aprire il discorso di fine anno con un ritmo da beat generation: siamo i quarantenni al potere, “un’epocale svolta generazionale”, saremo ricordati dalla storia per aver salvato l’Italia e mandato al macero il potere immobile dei nostri papà. Ecco qui il primo inciampo tecnico Perchè l’Italia ha avuto da quarant’anni un Letta sul capo e si confonde, si attarda, si stufa di ricordare che Enrico non è Gianni. Anzi, odiosissima ricorrenza, sovrappone spesso l’uno sull’altro, sussume il piccolo nel grande, o anche riconduce i due a una sola unità impersonale, dal sorriso glaciale: i Letta.  (altro…)

Read Full Post »

Il contrattoNon c’è più incredulità, ed è questo che alla fine fa più paura. La vicenda dell’assessore regionale abruzzese (del Pdl) che impone alla segretaria una prestazione sessuale settimanale come elemento accessorio della retribuzione ci conduce nello sconforto, ma quasi non ci stupisce. Siamo davanti alla disperata certezza di non aver toccato ancora il fondo, che anzi il fondo non esiste e non c’è più un limite al contegno pubblico, una misura massima persino nella depravazione. Siamo in presenza di un vero e proprio codice del crimine (l’assessore è stato arrestato per tangenti) ed esiste purtroppo anche una alterazione psicologica del comportamento pubblico che insieme è scempio dell’etica e testimone della idea anarcoide che si è fatta strada. Non c’è crisi economica che tenga. (altro…)

Read Full Post »

TosiRiusciamo ad andare in galera o no?”. L’agghiacciante quesito è il fondale perfetto della gara di disumanità che si è tenuta a Verona, dove la sabbia, sì proprio la sabbia, è divenuta elemento qualificante del menu per i bimbi delle scuole pubbliche cittadine. Gli arresti, numerosi e importanti, all’interno dell’agenzia comunale chiamata a provvedere alle mense scolastiche, documentano una tragedia ancora più acuta e definitiva. Nella nostra testa abbiamo memoria di mazzette e di tangenti, gare truccate, limate, file sostituiti, inganni pianificati e perpetrati o anche solo ideati, nella continuità ideale di una devianza costituente, un morbo intraducibile e inestirpabile dell’identità dell’amministrazione pubblica. Il Sud è stato sempre un passo avanti nella gara alla furfanteria, ma in questo caso il Nord (pure leghista) della civile Verona, così tanto propagandata attraverso l’immagine del pragmatico sindaco Tosi, conferma il sospetto che non c’è limite al peggio e non c’è salvezza verso gli abissi.  (altro…)

Read Full Post »

La chiamano accoglienza

Abissi italici Centri di accoglienza.

Sigillate le bare dei morti, dovremo scoperchiare quelle dei vivi, degli immigrati detenuti nei centri di accoglienza temporanea. Dovremo domandarci come sia possibile farli vivere nelle condizioni disumane e appurare che la loro disperata esistenza viene mantenuta alla straordinaria spesa media quotidiana di 45 euro. Dovremo pur chiedere conto della congruità della cifra, incredibile rispetto allo standard conosciuto di decenza, di pulizia, di efficienza Per ognuno di questi poveracci, trattenuti (cioè reclusi), spesso al solo scopo di rispedirli nelle terre della morte da dove sono giunti, spendiamo – ci dice l’ultimo e più aggiornato dossier (Lampedusa non è un’isola) curato da Luigi Manconi e Stefano Anastasia – diecimila euro di media.  (altro…)

Read Full Post »

Roma è lontana Politica affondata.

Cosa è la vergogna, e soprattutto chi dovrebbe vergognarsi se anche il governo italiano, per bocca del ministro dell’Interno Angelino Alfano, grida questa parola definendola “sentimento collettivo”? Nebbia fitta. Le responsabilità rotolano dichiarazione dopo dichiarazione per indignarsi e riferire come non più “procastinabile” la revisione della legge Bossi-Fini che ha trasformato gli immigrati in carcerati e indotto alla resa ogni soccorritore perchè passibile dell’imputazione di favoreggiamento. Ieri sera la presidente della Camera Laura Boldrini ha giustificato la politica: “Se molti pescatori preferiscono non vedere è perché c’è confusione. Si può o non si può soccorrere un clandestino? L’unico reato è l’omissione di soccorso. Il reato di clandestinità va superato”. (altro…)

Read Full Post »

Berlusconi

GIORNATA PARADOSSALE ALLE CAMERE. BERLUSCONI PIROETTA E ALLA FINE DICE SÌ AL GOVERNO. IL GRUPPO SI FRANTUMA. BONDI SI IMMOLA.

Quando Silvio ha capitolato, cioè quando è divenuto transfuga da se stesso, si è parato con le mani le parti basse, come quei difensori in barriera. Le ha tenute strette per i 109 secondi del suo intervento. Poi si è adagiato sulla poltrona in trance da sforzo. Tre senatori hanno cercato di rianimarlo con l’applauso. Non avevano intuito la magia: Berlusconi si era auto deberlusconizzato.

Si è scorticato, stritolato, e infine impoltigliato nel tritacarne della fiducia mischiandosi agli altri, derubricandosi da leader a gregario, da Capo a suddito, da Caimano ad agnello. Il suo corpo è riuscito ad entrare, seppur sfigurato, nel sacco dei supporters di Letta il quale ha esclamato, abbastanza stordito dal fenomeno sovrannaturale: “Che grande”.  (altro…)

Read Full Post »

fuoco amico

TRADITO ANCHE DAI SUOI, BERLUSCONI TIENE IL PUNTO SULLA LINEA ANTI-GOVERNO E ATTACCA ENRICO LETTA E NAPOLITANO: “SONO INAFFIDABILI”.

L’inizio del romanzo nero, l’annuncio delle fiamme che divamperanno nel Palazzo, ha un’ora e una data certa. Sono le 20,20 di martedì, primo giorno d’ottobre, quando Enrico Letta respinge le dimissioni dei ministri ribelli. È il segnale che il “tradimento” si è consumato, il parricidio ha avuto compimento. È la prova che Angelino Alfano ha impugnato la spada contro Silvio Berlusconi. L’unto del Signore ora è un ex. Ridisceso in terra parla da uomo disperato ma ancora potentissimo: “Napolitano e Letta hanno permesso il mio assassinio politico”. Indica il movente e gli ideatori della strage forzista, li accusa di essere i mandanti della ribellione che si consuma con la mortificazione estrema di vedere il suo assistente personale, cucciolo fedele posto al comando del partito, trasferirsi armi e bagagli a palazzo Chigi.  (altro…)

Read Full Post »

In rivolta

C’ERA UNA VOLTA IL PDL.

Era l’unto del Signore. Oggi ha quattro ministri in fuga e al petto il piombo di una frase irredentista pronunciata da Angelino Alfano, il segretario del partito: “Sono diversamente berlusconiano”.

All’orizzonte nitida la foto di una diserzione di gruppo pianificata, secondo i sospetti, tra il Colle e la sala da pranzo di casa Alfano, con un ministro – Gaetano Quagliariello – che ha addirittura accostato Forza Italia a Lotta Continua, esibendo bandiera bianca: “Io non ci sto”. Quagliariello è stato messo alla porta immediatamente: “Tu sei fuori”, bollato come traditore, dipinto come elemento deviato, “uomo del Quirinale”, dunque nemico al cento per cento.  (altro…)

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »