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Posts Tagged ‘Antonio Cianciullo’

PesticidiIl glifosato la sostanza più diffusa Toscana e Umbria le regioni peggiori.

ROMA – L’overdose chimica dei campi contagia il territorio. Due campioni su tre di acqua prelevata da fiumi e laghi risultano contaminati da pesticidi. E in un caso su cinque si superano i limiti di qualità ambientale. È il responso del Rapporto nazionale pesticidi nelle acque
dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

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Le trivelle

Il governo: consultazione il 17 aprile, poi le amministrative I promotori: così quorum difficile e spreco da 300 milioni.

ROMA – Salta l’election day. La macchina elettorale si metterà in moto due volte a distanza di due mesi: si voterà il 17 aprile per il referendum sulle trivelle e subito dopo, probabilmente all’inizio di giugno, per le amministrative. La decisione è stata presa dal Consiglio dei ministri e ha subito scatenato un coro di proteste molto ampio.

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I numeriAchim Steiner

Parla il direttore del Programma ambiente delle Nazioni Unite: “Purtroppo tutte le previsioni inducono al pessimismo. Serve subito il taglio delle emissioni serra”.

ROMA – «Due settimane fa, a Parigi, il mondo ha aperto gli occhi: approvando il primo accordo globale sul taglio delle emissioni serra ha imboccato la strada della riduzione del rischio climatico. Quello che sta succedendo in questi giorni ci dice che abbiamo fatto bene, ma che dobbiamo accelerare il passo: ogni giorno di rinvio costa caro». Achim Steiner, il direttore dell’Unep, il Programma ambiente delle Nazioni Unite, risponde al telefono dal Sudafrica. Dopo la conclusione della conferenza sul clima non ha avuto il tempo di riposare perché sul suo tavolo sono piovuti bollettini di guerra, rapporti sul conflitto tra uomo e clima.

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DecalogoROMA – I grandi responsabili della trappola smog sono due assenti: il vento e il trasporto pubblico. Il primo è stato inghiottito dal cambiamento climatico che ce lo restituisce raramente, spesso in forma violenta, qualche volta come tromba d’aria. Il secondo è stato snobbato come arcaico e poco seducente privando gli italiani di un’alternativa di trasporto dignitosa e rinchiudendoli in una nuvola di polveri sottili che corrodono i polmoni. Dietro il dramma di questi giorni ci sono questi due fattori che si combinano formando una micidiale tenaglia. Ma come è stato possibile ignorare per tanti anni la legge a tutela della salute pubblica? E come mai i venti sono mutati in modo così radicale? Il direttore di Legambiente Stefano Ciafani e Riccardo Valentini, membro dell’Ipcc, la task force degli scienziati Onu che studiano il clima, ci aiutano a ricostruire la ragnatela delle dimenticanze colpose.

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clima

Domande e risposte

Il parere del direttore scientifico dell’Oms Europa Roberto Bertollini e del climatologo Vincenzo Ferrara.

ROMA – La gola secca di questi giorni, la preoccupazione nel fare una passeggiata con i bambini immergendoli in un’aria insalubre, le città ovattate da una nube lattiginosa, la fioritura inquietante delle mimose a dicembre, il ritorno fuori stagione delle zanzare: sono tutti “regali di Natale” portati dal cambiamento climatico. Vuol dire che si ripeteranno con frequenza crescente e dunque non basta aspettare che arrivi la pioggia a pulire lo smog. Bisogna agire per ridurre in modo significativo il rischio e nello stesso tempo adattarsi alla quota di danno ormai inevitabile. Ecco alcuni suggerimenti che vengono da due esperti, Roberto Bertollini, direttore scientifico dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) Europa e il climatologo Vincenzo Ferrara.

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climaParigi – Oggi l’accordo. Decisivo il dialogo tra Xi Jinping e Obama. Contributi raddoppiati dagli Stati Uniti. Ma gli scienziati protestano: “Termini ancora troppo vaghi per raggiungere l’obiettivo condiviso”.

PARIGI – L’accordo sul clima alla conferenza Onu è slittato di 24 ore. Ma si è messo in moto un meccanismo che sembra in grado di rimuovere tutti gli ostacoli.
La prima difficoltà è stata smussata da una telefonata tra il presidente americano Barack Obama e il premier cinese Xi Jinping. Gli Stati Uniti hanno raddoppiato il contributo al fondo per il trasferimento delle tecnologie a basso impatto ambientale nei paesi non industrializzati portandolo a 860 milioni di dollari, mentre Pechino non ha ancora chiarito come intende contribuire: un’asimmetria che aveva rallentato il negoziato. In serata è arrivato un segnale distensivo: «Siamo fiduciosi per un accordo sul clima nella giornata di domani », ha dichiarato Liu Zhenmin, capo della delegazione cinese.

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ambientalisti

Oggi chiude il vertice di Parigi: “Intesa ambiziosa” Gli ambientalisti: il 2023 è ancora troppo tardi.

PARIGI – «Abbiamo percorso una tappa decisiva, siamo molto vicini alla linea dell’arrivo, a un accordo ambizioso, giusto e duraturo ». Laurent Fabius, presidente della conferenza sul clima, ha consegnato ai delegati Onu un testo che gli ha cancellato dalla voce la fatica delle notti di trattativa. L’intesa non è ancora ufficiale e molti passaggi restano tra parentesi. Ma lo spirito della bozza è cambiato e si respira aria di intesa: la chiusura del summit è prevista per oggi.

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Le rinnovabiliAchim Steiner. Il direttore del programma Onu per l’ambiente: “Il trend si è finalmente rovesciato”.

ROMA – «Ormai è difficile contarli. I disastri prodotti da eventi meteo estremi, come quello che ha messo in ginocchio la Costa Azzurra, si moltiplicano a un ritmo impressionante. Dal punto di vista scientifico la situazione è chiara: è il nostro sistema produttivo a provocare il caos climatico che ci danneggia. Adesso la parola passa ai decisori, alla conferenza di Parigi chiamata a scrivere la road map verso la green economy». Achim Steiner, direttore dell’Unep, il Programma ambiente delle Nazioni Unite, ha già fatto scattare il conto alla rovescia per l’appuntamento Onu: a dicembre, in Francia, si sceglierà il futuro climatico del pianeta.

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Biodiversità

A livello globale si perdono 13 milioni di ettari di foreste l’anno e le barriere coralline potrebbero sparire entro il 2050. In Europa il 60% delle specie e il 77% degli habitat in uno stato di conservazione non favorevole. Coldiretti: in Italia scomparsi tre frutti su quattro.

ROMA – I numeri che circolano oggi, giornata mondiale della biodiversità, mettono tristezza. A livello globale, sotto la spinta delle ruspe, dei roghi, dell’inquinamento e del cambiamento climatico, si rischia la sesta estinzione di massa nella storia del pianeta. La prima provocata da una sola specie, quella che si è autodefinita sapiens. Se il riscaldamento supererà i 5 gradi (ciò che avverrebbe se tutto continuasse secondo il ritmo attuale) la maggior parte delle specie arboree verrà cancellata perché non riuscirà a migrare in tempo verso un habitat favorevole e una specie di primati su 6 sparirà. (altro…)

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Ambiente

La Ue: “Impegni chiari per la riduzione dei gas serra” L’allarme del Wwf: “Non basta, così sarà catastrofe”.

ROMA – Un grande sforzo per un piccolo risultato. Due settimane di conferenza e 30 ore di negoziati aggiuntivi per arrivare a un testo che parla genericamente di impegni «quantificabili ed equi» di riduzione delle emissioni serra che i singoli Paesi dovranno precisare entro il prossimo ottobre. Si è concluso così l’appuntamento delle Nazioni Unite a Lima, un semplice allenamento per il vertice del prossimo anno a Parigi in cui si dovrebbe finalmente definire l’intesa globale per evitare che il riscaldamento climatico superi i 2 gradi facendoci entrare nell’area ad alto rischio di catastrofe.

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Albero

Bagolaro, platano e frassino sono campioni antismog. Ogni esemplare fa risparmiare centinaia di euro l’anno.

C’È un metro per misurare gli effetti benefici del verde urbano. È un software che si chiama «i-Tree»: per ogni albero calcola l’anidride carbonica assorbita, lo smog catturato, l’ombra che limita l’uso dell’aria condizionata, l’effetto estetico che alza il valore immobiliare, la protezione dal vento. Sommando tutti questi elementi — secondo le stime di Gregory McPherson, un ricercatore forestale californiano — si può ricavare una classifica dei vantaggi economici annuali garantiti da ogni specie: 130 euro per il bagolaro, 134 per il platano, 126 per il frassino, 96 per il liquidambar, 90 per la zelkova, 71 per il ginko biloba, 68 per la magnolia, 40 per il pero.
Ora i climatologi e i botanici del premio il Monito del giardino, organizzato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, propongono di applicare lo stesso sistema adattandolo all’Italia. (altro…)

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ClimaNel 2100 un miliardo di persone senza acqua sufficiente nelle città. In aumento alluvioni e carestie Scenari catastrofici (e vie di fuga) nel rapporto del gruppo Onu premiato con il Nobel nel 2007.

UN MILIARDO di persone nella trappola delle città assetate. Due miliardi in più di bocche da sfamare sul Pianeta e una produzione di mais, riso e grano che crolla del 2 per cento ogni 10 anni. Fino a 187 milioni di profughi costretti ad abbandonare la casa per fuggire dall’acqua che avanza. Fino al 9 per cento del Pil globale risucchiato dalla lotta contro la risalita del mare.
Sarà l’impatto, a fine secolo, del cambiamento climatico nell’ipotesi di un aumento di 5 gradi rispetto ai livelli pre industriali: uno scenario in linea con le scelte presenti, cioè con un’economia che non riesce a frenare l’uso di combustibili fossili e continua ad aumentare le emissioni serra. (altro…)

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Le regole in Europa

Da Firenze appello delle associazioni per il cibo di qualità.

FIRENZE — Barbe bianche fluenti, cresciute in 30 anni di cura omeopatica dei campi. Ragazzi che hanno deciso di inventarsi un mestiere nuovo riscoprendo tecniche antiche. Docenti di agronomia stanchi di raccontare ogni anno che un altro frammento d’Italia si è desertificato. Si sono ritrovati a Firenze in 500 e hanno occupato per tre giorni un intero teatro, l’Odeon. L’Associazione per l’agricoltura biodinamica ha festeggiato così i 90 anni di vita, lanciando l’appello per un’alleanza per la terra a cui hanno già aderito in molti, dall’Aiab alla Coldiretti. (altro…)

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Anidrite carbonica

Greenpeace: “Verso il punto di non ritorno”.

ABBIAMO riportato il pianeta all’era della tigre dai denti a sciabola. Un periodo in cui l’homo sapiens non era ancora presente e la terra era rimpicciolita dalla potenza dei mari, alti 30 metri più del livello attuale, con l’Italia ridotta a una fettuccia a ridosso delle Alpi e degli Appennini. Decisamente lo scenario del pliocene non è il migliore per ospitare i 9 miliardi di persone che popoleranno il pianeta nella seconda metà del secolo. Eppure i climatologi ci dicono che, in maniera poco sapiente, è proprio in quella direzione che ci stiamo dirigendo: la concentrazione di CO2 in atmosfera ha infatti raggiunto le 400 parti per milione, un livello che non era stato toccato negli ultimi 3 milioni di anni.
L’allarme viene dalla Noaa (National Oceanic and Atmosferic
Administration), uno degli enti americani più accreditati, ed è stato rilanciato da Greenpeace: «Il tasso di crescita della concentrazione di CO2 in atmosfera è senza precedenti. Se le emissioni di gas serra continueranno con questo ritmo si raggiungeranno le 1.000 parti per milione nel giro di 100 anni. È vicino il punto di non ritorno». (altro…)

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“Decreti da cambiare, troppe difficoltà per gli incentivi”. Governo pronto alle modifiche   Confermate le critiche di Enti locali e sindacati Domani conferenza Stato-regioni.

ROMA – I decreti sulle rinnovabili aumentano i costi della burocrazia, rischiano di bloccare un settore strategico della green economy, penalizzano il Paese nel momento più delicato della crisi rischiando di far schizzare verso l´alto gli indici di disoccupazione. Sono durissimi alcuni dei passaggi della lettera che l´Unione europea ha fatto arrivare sul tavolo del direttore generale dello Sviluppo economico, Leonardo Senni, alfiere dell´intransigenza contro l´energia pulita.
Il problema sollevato dalla lettera inviata dalla direzione generale del commissario all´Energia Guenther Oettinger non riguarda tanto la misura degli incentivi (su un decremento in linea con la veloce diminuzione dei costi di produzione sono tutti d´accordo) né gli obiettivi dichiarati (andare oltre il 20 per cento di rinnovabili) quanto il peso degli oneri burocratici che, mentre si parla di semplificazione, sono stati aggiunti a carico delle rinnovabili, anche dei piccoli impianti che in teoria dovrebbero avere una corsia privilegiata. (altro…)

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Alle rinnovabili 12 miliardi l’anno, colpito il solare.

ROMA – Per le rinnovabili crescita degli incentivi dimezzata. Ci sarà ancora un aumento, ma non dei 6 miliardi previsti. Tre miliardi di euro all’anno spariscono dalla bolletta elettrica e dai piani di sviluppo dell’energia pulita. Lo stop è particolarmente brusco per il fotovoltaico che oggi viene sostenuto con poco meno di 6 miliardi e si dovrà fermare a quota 6,5 miliardi. Altri 5-5,5 miliardi andranno complessivamente a tutti gli altri settori. Biomasse, idroelettrico e geotermico risultano i meno penalizzati dalla manovra, mentre l’eolico subirà un taglio della remunerazione per chilowattora del 20 per cento. Complessivamente gli incentivi passeranno dagli attuali9 miliardi a 11,5-12 miliardi. (altro…)

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Il ministro degli Esteri sudafricano e presidente della Conferenza COP17 Maite Nkoana-Mashabane riceve un abbraccio di congratulazioni dal direttore della Conferenza Christiana Figueras (afp).

Via libera alla tabella di marcia che porterà all’adozione di un’intesa mondiale salva clima entro il 2015. Gurppo di lavoro ad hoc. Il piano impegnerà tutti i paesi e le misure previste dovranno diventare esecutive a partire dal 2020.

DURBAN – C’è un accordo globale per frenare la moltiplicazione di uragani, alluvioni e siccità. Dopo due notti e un giorno di discussione ininterrotta, tra continui colpi di scena, spaccature e appelli disperati, l’assemblea delle Nazioni Unite ha trovato l’intesa sulla road map per difendere la stabilità del clima. Il piano, che impegnerà tutti i paesi, sarà definito entro il 2015 e le misure previste dovranno diventare esecutive a partire dal 2020.
La decisione è stata salutata da un lungo applauso dei delegati, ormai visibilmente provati: tutti senza cravatta, alcuni con lo slogan “Climate deal now” che campeggiava sulla maglietta. E’ stata un’ovazione liberatoria che ha segnato la fine dell’incubo del fallimento. Per un’intera notte la conferenza delle Nazioni Unite, dopo due settimane di negoziati e due giorni di trattative ininterrotte, è stata sul punto di chiudere alzando bandiera bianca di fronte alla crescente minaccia del caos climatico che rischia di rendere inabitabili larghe aree del pianeta. (altro…)

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Il mercato ha già scelto: ecco come cambierà la nostra vita.  Il ministro dell´ambiente Clini: “Lavoriamo per le tecnologie eco-efficienti”. 

DURBAN – Tra non paper, i documenti scritti per restare nel vago, e sigle come Mrv (il monitoraggio delle emissioni serra) o Lulucf (l´impatto ambientale della deforestazione) la trattativa sul clima rischia di apparire un dibattito lunare. Eppure alla conferenza Onu di Durban si discute di cose molto concrete: il livello di comfort delle case in cui abitiamo, il modo in cui andiamo a lavorare e i veleni che respiriamo nel tragitto, la presenza di cumuli di rifiuti vicino a casa o la possibilità di riciclarli creando lavoro.
Molto probabilmente il mondo andrà nella direzione indicata dai flussi di investimento privati, che dal 2008 premiano le rinnovabili rispetto ai combustibili fossili, e dalla capacità di pianificazione di Pechino, che nei prossimi 5 anni investirà 250 miliardi di euro nelle tecnologie per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Ma un fallimento della conferenza, prodotto dalla resistenza del cartello che fa capo agli Stati Uniti, rallenterebbe la riconversione industriale proprio mentre il caos climatico accelera moltiplicando alluvioni e siccità devastanti. (altro…)

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Hanno nomi esotici, spesso sono soltanto punti sperduti nelle cartine geografiche. Ma la loro sopravvivenza è ormai appesa a un filo. E proprio mentre a Durban i “grandi” parlano del clima, lanciano un grido d´allarme: “Salvateci”. L´unica difesa sono i seawalls, barriere improvvisate con scheletri di macchine e pietre. Alle Maldive il governo si è riunito sott´acqua: ministri con muta e bombole d´ossigeno.

Sono gli indignados del clima, i pescatori che si ritrovano con le reti vuote, i ragazzi che si arrampicano sui tetti delle loro case quando le onde invadono il villaggio, le donne che non trovano più acqua per cucinare. Nelle loro isole fanno il possibile per difendersi dalla marea montante dell´oceano: costruiscono seawalls, barriere improvvisate con scheletri di macchine, rottami, pietre. Ma sono palliativi, misure tampone che devono essere ricostruite anno dopo anno, arretrando ogni volta sotto la spinta sempre più minacciosa del mare. E allora hanno deciso di andare a Durban, alla conferenza Onu in cui i grandi inquinatori vogliono rinviare l´impegno a difesa dell´atmosfera, e minacciano di bloccare i lavori. (altro…)

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Manifestazione in vista della conferenza Onu a Durban (reuters).

Le emissioni serra sono cresciute del 38 per cento tra il 1990 e il 2009. Il fragile accordo per ridurle, che impegna solo una minoranza dei Paesi inquinatori, sta per scadere. Il numero di governi pronti a sottoscrivere un’intesa per difendere l’atmosfera diminuisce. I climatologi avvertono che, continuando di questo passo, l’aumento di temperatura nel corso del secolo sarà devastante.

Messa in questi termini la scommessa di Durban, la conferenza Onu sul clima che si apre domani in Sudafrica, appare persa in partenza. La prima fase del protocollo di Kyoto del 1997, che impegnava i Paesi industrializzati a ridurre del 5,2 per cento le emissioni di gas serra entro il 2012, si concluderà alla fine del prossimo anno. Calcolando che per ratificarlo ci sono voluti sette anni di negoziati, con gli Stati Uniti che frenavano e l’Europa che spingeva, si comprende perché la missione di arrivare in tempo alla seconda fase di impegni appare impossibile. (altro…)

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