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Posts Tagged ‘Antonio Massari e Davide Vecchi’

EtruriaPerquisita la sede. L’input quando papà Boschi sedeva nel cda: “Venduti come promozioni a persone inconsapevoli dei rischi”.

La vendita di obbligazioni subordinate a risparmiatori privi di requisiti idonei sarebbe stata decisa da una “regia” in seno ai vertici dell’istituto di credito. Ipotesi già avanzata nei mesi scorsi dalla Procura di Arezzo e che ha trovato conferma dalla documentazione acquisita nel corso delle perquisizioni. (altro…)

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Francesco GioiaGRANDI OPERE: PERQUISITO PADRE FRANCESCO GIOIA, TROVATO UN CONTO CORRENTE “CONSISTENTE”.

Gli investigatori stanno analizzando la movimentazione bancaria di un conto corrente acceso allo Ior. È quello di monsignor Francesco Gioia, ex arcivescovo di Camerino, presidente della Peregrinatio ad Petri Sedem, l’istituzione che organizza l’accoglienza dei pellegrini nel Vaticano. Il monsignore è anche l’alto prelato in stretto contatto con la “cricca” delle Grandi opere, in particolare con il super direttore dei lavori Stefano Perotti e l’ex capo della Struttura di missione, Ercole Incalza. Quando i carabinieri del Ros, undici giorni fa, si sono presentati in casa sua per perquisirlo, il monsignore ha quasi avuto un malore e ha chiamato il suo avvocato di fiducia, Claudio Coggiatti, che da buon amico s’è precipitato ad assisterlo, nonostante il prelato non sia indagato.
Alla ricerca del legame
tra il religioso e gli indagati
Gli investigatori cercavano agende, rubriche, documentazione informatica che riguardasse il legami del monsignore con gli indagati. (altro…)

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Grandi opereLA CRICCA DELLE INFRASTRUTTURE.

La banca svizzera e il monsignore sotto casa. Nella famiglia di Stefano Perotti, di soldi ne giravano davvero parecchi, e si tentava di salvare il patrimonio sia dagli accertamenti fiscali, sia dalla seconda moglie del capostipite, il signor Massimo. Spesso i soldi partivano per la Svizzera, e per Lugano partiva pure monsignor Francesco Gioia, ormai noto per il suo attivismo nel trovare voti per l’ex ministro Maurizio Lupi e l’assunzione del nipote alla “cricca” che governava il ministero delle infrastrutture.
QUANDO la famiglia Perotti decide d’acquistare una casa a Milano in via del Gesù, le operazioni vengono intercettate telefonicamente dal Ros dei carabinieri e, nel frattempo, finiscono nel mirino di Bankitalia che, nel 2014, le bolla come “sospetto riciclaggio”. (altro…)

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Derubano gli alluvionati

DOPO LE TRAGEDIE LIGURI, INCALZA AL TELEFONO TEMEVA IL TAGLIO DEI FONDI IL MANAGER E IL MINISTRO AVEVANO PAURA DI RENZI E SOPRATTUTTO DI CANTONE.

Persino l’alluvione che ha devastato la Liguria preoccupa Ercole Incalza. Non per le vittime o i danni ambientali, ma perché c’è il rischio che i fondi destinati all’opera del Terzo Valico ferroviario della Milano-Genova possano essere dirottati alla ricostruzione, come propongono alcuni parlamentari. Ma il ministro Maurizio Lupi lo rassicura condividendo le preoccupazioni del fidato tecnico: anche io sono contrario. Tutto sarà sistemato. Per non parlare dei pensieri che crea la nomina di Raffaele Cantone all’Anticorruzione, le sue dichiarazioni sul Mose e gli annunci del premier, Matteo Renzi, sull’uso di un miliardo già indirizzato verso alcune Grandi Opere ma poi promesso ai Comuni.   A togliere il sonno a Incalza riesce anche il ministro Dario Franceschini che propone di sottrarre il 3% dei fondi per le infrastrutture e trasferirli alla Cultura: “Digli di evitare, assolutamente”. Incalza è attento a tutto ciò che accade. E se qualcosa gli sfugge interviene Lupi.  (altro…)

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Tremonti-MilaneseMOSE, SEQUESTRATI BENI PER 500 MILA EURO ALL’EX DEPUTATO. IL GIP: “ELEVATA PERICOLOSITÀ SOCIALE”.

Il 14 giugno 2010 fu pagata la tangente di 500 mila euro a Marco Milanese, all’epoca braccio destro del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Una mazzetta elargita dal re del Mose, Giovanni Mazzacurati, come corrispettivo per aver fatto sbloccare dal Cipe i 400 milioni necessari all’opera. Lo scrive il giudice per le indagini preliminari della Procura di Venezia, Alberto Scaramuzza, nell’ordinanza emessa ieri per l’arresto dell’ex parlamentare del Pdl. Un provvedimento adottato d’urgenza per “una pericolosità sociale eccezionalmente elevata e un intenso pericolo di reiterazione” dei reati. L’ex finanziere, infatti, “nonostante fosse ormai perfettamente a conoscenza dell’indagine a suo carico” ha “continuato anche di recente” a sfruttare le sue “elevatissime relazioni che gli permettono” di “interferire nell’esercizio di pubblici poteri per interessi privati”. (altro…)

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MatteoliLA CORTE DEL “GRANDE BURATTINAIO” SI STAVA GIÀ OCCUPANDO DELL’ITER PER LA NUOVA PIATTAFORMA OFF SHORE DI 2MILA METRI QUADRI: APPROVATO IL PROGETTO DA 3 MILIARDI.

Dopo il Mose il porto off shore. La cricca Serenissima si era già apparecchiata la prossima grande opera veneziana: una piattaforma di duemila metri quadrati da costruire in mare, 12 chilometri dalle rive del Lido, dove convogliare petroliere e navi merci. Un progetto avviato nel 2010, al momento ancora sulla carta ma già approvato e in parte finanziato, con una previsione di spesa iniziale di 3 miliardi. Il Mose, per capirci, doveva costarne poco più di uno poi è lievitato a 5 miliardi e seicentomila euro.  (altro…)

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LettaEnrico Letta annuncia querela contro il Fatto Quotidiano per l’articolo pubblicato ieri sui soldi che la società Italia Futuro Servizi, interamente controllata da VeDrò, think tank dell’ex premier, ha ricevuto dal Consorzio Nuova Venezia del “grande burattinaio” della cricca del Mose, Giovanni Mazzacurati. Soldi che, leggendo le lettere tra i due, sono stati chiesti dalla società riconducibile a Letta di cui è tesoriere e amministratore unico Riccardo Capecchi.
I rapporti tra Mazzacurati e Capecchi sono ricostruiti nelle carte dell’inchiesta sul Mose. A Capecchi abbiamo chiesto l’elenco di quanti hanno versato soldi alla società per finanziare il “progetto VeDrò” dal 2006 al 2012 ma non abbiamo ancora avuto il materiale. Agli atti ci sono i documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza nell’abitazione privata di Capecchi , oggi amministratore delegato di Poste Energia. (altro…)

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Letta

IL 20 MAGGIO 2013 IL “GRANDE BURATTINAIO” MAZZACURATI INCONTRA IL TESORIERE DELLA FONDAZIONE DELL’ALLORA PREMIER E POI CONFIDA: “MI HA DESTABILIZZATO”.

I rapporti tra Enrico Letta e mister Mose iniziano nel 2007 e proseguono – in modo continuativo – dal 2010 al 2012 quando, con tre versamenti da 20mila euro ciascuno, Giovanni Mazzacurati finanzia VeDrò, la fondazione dell’ex presidente del Consiglio. Dagli atti della procura di Venezia era già emersa, con la testimonianza di Roberto Pravatà, il rapporto tra Mazzacurati ed Enrico Letta: “L’ingegnere mi convocò per dirmi che il Consorzio Venezia Nuova avrebbe dovuto concorrere al sostenimento delle spese elettorali dell’onorevole Enrico Letta, che si presentava come candidato per un turno elettorale, attorno al 2007, con un contributo dell’ordine di 150mila euro”. In quell’occasione, racconta Pravatà, il “finanziamento illecito” avvenne con “l’intermediario” di Letta per il Veneto, Arcangelo Boldrin, per il quale fu “predisposto un incarico fittizio per un’attività concernente l’arsenale di Venezia”. (altro…)

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Il nuovo filoneNUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I POLITICI VENEZIANI. IL FACCENDIERE ROSSO: “HO DATO SOLDI AL CANDIDATO”. L’INVESTIGATORE: “ABBIAMO MESSO LE MANI SULLA GESTIONE DEI DEM”.

Per il Pd si annunciano nuovi avvisi di garanzia: la procura è convinta di aver individuato il sistema delle mazzette destinate ai democratici del Veneto. E il primo a svelare il “sistema” – era il 20 novembre 2013 – fu l’imprenditore Mauro Scaramuzza: “L’appalto doveva essere assegnato alla società Sacaim, perché questo permetteva al dottor Brentan di predisporre… di procurare una scorta per il Partito Democratico dell’area veneziana”. “Abbiamo messo le mani sul sistema Pd”, dice ora l’investigatore, sempre più convinto che – per quanto abbia negato dinanzi a giudici – a rafforzare la pista sia stato proprio questo oscuro e antico dirigente di partito: Lino Brentan. Ex amministratore delegato di Autostrade Venezia Padova, classe 1948, Brentan viene arrestato nel blitz dell’inchiesta Mose, e, durante l’interrogatorio, si descrive come “un pensionato”. (altro…)

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MoseQUESTO L’OBIETTIVO DEL GRANDE BURATTINAIO MAZZACURATI. “RIFERISCE ALLA MOGLIE DELLA NECESSITÀ DI STIPULARE UN MUTUO PER PROCEDERE ALL’ACQUISTO”.

Da “mister Mose” a “mister x” c’è sempre e solo un nesso: i soldi pubblici. Il primo, Giovanni Mazzacurati, pensava di utilizzarli persino per comprare una casa da 2,5 milioni di euro. Il secondo, “mister x”, stando alla ricostruzione dell’accusa, non è una persona, bensì il Partito democratico, che avrebbe usato i soldi di Mazzacurati per finanziare la campagna elettorale in Veneto. A rivelarlo è Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia, nell’interrogatorio di tre ore davanti ai pm, quando ha parlato della “terza persona” che ha ricevuto i 110mila euro “frutto di sovra fatturazioni”. La “terza persona” descritta da Orsoni non ha nome e cognome – un “mister x”, appunto – e secondo gli inquirenti è il Pd: “Fui spinto dal partito – ha detto Orsoni – ad accettare i finanziamenti di Mazzacurati, ma io non ho mai visto un euro”. (altro…)

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Mose

GLI APPALTI SPARTITI DA SOCIETÀ VICINE AI DUE POTENTI E IL RUOLO DEL LEGALE DI B.

Non rendiamo altri interrogatori e facciamo un’operazione all’aorta…”. Può apparire surreale, come idea per saltare un interrogatorio, ma questo avevano proposto gli avvocati Piero Longo ed Elisabetta Rubini, soci dello studio Ghedini, a Piergiorgio Baita, l’imprenditore ora che sta raccontando il sistema Mose agli inquirenti. A rivelarlo è lo stesso Baita: “Strutturalmente sono un iperteso – dice ai pm – però ho una pressione che è controllata dai farmaci. E ho rifiutato, nonostante la visita dei due cardiologi in carcere, di farmi operare, dicendo che non vedevo il motivo di farmi operare, per non rendere l’interrogatorio ulteriore rispetto a quello del 10, e che era mia intenzione invece rendere un interrogatorio diverso. E a quel punto mi è stato detto: ‘Beh, ma se è così allora non possiamo più difenderti perché abbiamo delle incompatibilità con delle persone’”. Questa è la versione di Baita. (altro…)

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