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Posts Tagged ‘appalti’

expoNell’inchiesta sul più grosso lavoro dell’esposizione 2015, l’imprenditore Baita descrive la sistematica divisione degli appalti tra coop, costruttori e Compagnia delle Opere.

Milano è “capitale dell’antimafia”, ha detto ieri il sindaco Giuseppe Sala. È ritornata capitale morale, diceva qualche tempo fa lo zar dell’Anticorruzione Raffaele Cantone. Non sembra, a sentire uno del ramo: “La piazza di Milano non è una piazza semplice, ma assai chiusa per la presenza di un sistema spartitorio degli appalti. Nel senso che vi è una spartizione di massima con riguardo al settore della sanità e del settore delle infrastrutture e costruzione di grandi opere; il primo settore controllato dal sistema delle cooperative e dalla Compagnia delle Opere, la seconda dal gruppo delle grandi imprese nazionali di costruttori, con prevalenza di quelle milanesi”. (altro…)

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Il fiorentino Stefano Liani avrebbe visto il ministro e Nardella.

La “dama nera” punta il dito anche contro chi ancora oggi mantiene un ruolo chiave nell’Anas dell’era Renzi. Come Stefano Liani, promosso a capo della direzione progettazione e realizzazione, e ora indagato a Roma per corruzione. Anche di lui parla Antonella Accroglianò – accusata di aver intascato con altri mazzette dagli imprenditori per favorirli nelle gare – quando viene interrogata dai pm. “Liani – dice la donna in un interrogatorio del 25 novembre 2015 – era stato raccomandato direttamente da Firenze, lui raccontava alla segretaria (…) del Consiglio di Amministrazione, mia carissima amica, che il parroco della chiesa l’aveva fatto incontrare – quindi non credo che racconti cavolate – non solo con Delrio. (…) Due, tre volte con Nardella, il sindaco di Firenze, uomo di Renzi, quindi era arrivato in volata”. (altro…)

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appalti

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CAMPANIA Anche il consigliere Ncd Sommese indagato per i lavori al “Polo della legalità” L’imprenditore dei Casalesi in auto con Martusciello: “Per Sarro operazione da 11 milioni”.

Napoli – La riflessione è del senatore G a l  V i n c e n z o D’Anna: “Dopo Sarro, B a r b a t o , C a p u t o e Martusciello tocca a Pasquale Sommese (consigliere regionale Ncd perquisito ieri e indagato di corruzione e turbativa d’asta con l’aggravante del metodo mafioso, ndr). Se queste indagini fossero state rese note appena tre mesi fa, la campagna elettorale non sarebbe stata distolta dai presunti ‘impresentabili’ ma da presunti colpevoli. Ormai la magistratura detta i tempi e gli esiti della politica”. O forse la politica non riesce a fare a meno di personaggi che finiscono nella rete della Procura.

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Opere da bloccare

GRANDI BLUFF Non ci sono più dubbi: quei progetti producono solo mazzette.

Non perché in questi ricchissimi appalti si annida il malaffare, ma perché – come svelano i pm – è stato proprio il malaffare ad averle decise e sponsorizzate. Cemento che soddisfa i politici di destra e di sinistra e dissangua lo Stato.

LAVORI BIPARTISAN.

Infinite e costose, ecco le opere inutili a spese dei cittadini.

DA ORTE-MESTRE A EXPO: I PROGETTI CHE NON HANNO MAI SENTITO LA CRISI, FINANZIATI DA TUTTI I GOVERNI.

L’arma retorica è sempre la stessa, il “partito del no” come male assoluto. Meno di un mese fa Raffaella Paita, candidata Pd alla Regione Liguria, l’ha sfoderata per difendere il Terzo Valico, una ferrovia inutile che da 35 anni fa sognare il partito del cemento. “Quando una forza di sinistra dice no al Terzo Valico fa una cosa di destra”. Errore blu. Nessuno a destra dice no al Terzo valico. (altro…)

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IncalzaPER LUPI È UN MANAGER CHE “L’EUROPA CI INVIDIA”. COME NO? IL “SUO” TAV È IL PIÙ “LENTO” E PIÙ CARO DEL MONDO.

Era il migliore nel suo campo. La scelta di conservare Ercole Incalza alla guida della struttura tecnica di missione del ministero dei Trasporti ha una spiegazione: aveva 18 procedimenti giudiziari alle spalle, ma “è uno dei tecnici più stimati nel settore, in Europa ce lo invidiano”, ha spiegato ieri il ministro Maurizio Lupi a Repubblica. Secondo la Procura di Firenze, invece, è il ras del sistema corruttivo che gonfiava i costi delle Grandi opere.   In principio fu la legge obiettivo di Silvio Berlusconi e Pietro Lunardi – anno 2001 – per semplificare le procedure per le grandi infrastrutture. Lunardi chiama Incalza a tessere la tela dalla cabina di regia. Risultato? A 14 anni di distanza, degli 285 miliardi di opere inserite, quelle ultimate valgono solo l’8,6%, mentre i costi sono saliti del 40%. Stesso incremento stimato dai pm di Firenze per le opere affidate alla direzione del suo braccio destro, Stefano Perotti, anche lui arrestato.   Ma è come manager che Incalza dà il meglio di sé. (altro…)

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Dimissioni

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FicoSfida titanica Roberto Fico, M5S
“Salviamo la Rai dal buco nero degli sperperi”.

Il presidente della Vigilanza Roberto Fico (M5S): “Siamo riusciti a bloccare un finanziamento di 750 mila euro a Cl per il Meeting di Rimini. Ma quando abbiamo chiesto di avere l’elenco di tutte le commesse esterne, in Viale Mazzini si è alzato un vero e proprio muro di gomma”.

Fare luce sui conti e sugli sprechi della Rai è molto complicato, bisogna superare tanti muri. Ma io credo nel nostro lavoro e nel miglioramento di quest’azienda”. In 13 mesi da presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, il deputato del M5S, Roberto Fico, ha provato a scoprire cifre e meccanismi. Rivendica: “Abbiamo portato trasparenza”. Ma ammette: “I poteri della commissione sono limitati. E il grande problema rimangono gli appalti esterni da un miliardo e 300 milioni”.   In un video lei sostiene: “Uno   dei successi della Vigilanza è   l’aver fermato la trattativa della Rai con Cl per l’esclusiva sul   Meeting di Rimini”.   Abbiamo risparmiato 750 mila euro di soldi pubblici. Di questa vicenda avevo letto proprio sul Fatto: la Rai voleva dare 250 mila euro all’anno a Cl per un triennio di esclusiva sulla manifestazione. Assurdo. (altro…)

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Altan

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La mappa del malaffare

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mazzetta expoSui lavori dell’Expo, Matteo Renzi “ci mette la faccia” e subito l’informazione unica rilancia su giornali e Tg la formula magica. “Task force”, “task force” esultano i titoloni, cinguettano le annunciatrici e sembra una scena de La guerra lampo dei fratelli Marx, con Groucho che inneggia “alla guerra, alla guerra” per salvare l’amata Freedonia e l’inevitabile comica finale. Infatti poi si apprende che la famosa task anti-corruzione di force per ora ha solo la faccia un po’ sorpresa del magistrato Raffaele Cantone, che giustamente prima di prendere impegni vuole “verificare in concreto” in che modo “possa  svolgere un ruolo”.Per non fare la fine di un’altra task force all’italiana di cui oggi parlano i giornali, quella del povero generale Scoppa che doveva vigilare sui fondi Ue in Campania e che dopo sei mesi,lasciato senza stanza e telefono, ha gettato la spugna. (altro…)

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Ellekappa

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expo2015

La guardia di finanza di Milano ha arrestato sette persone in un’inchiesta sugli appalti dell’Expo 2015, tra questi il direttore pianificazione e acquisti dell’Expo Angelo Paris. Insieme a Paris sono stati arrestati anche l’ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo – in quanto intermediario di presunte irregolarità negli appalti di Infrastrutture lombarde, la controllata della regione Lombardia dedicata alla realizzazione di opere pubbliche – Gianstefano Frigerio, ex segretario amministrativo della Democrazia cristiana milanese e Primo Greganti, ex funzionario del Partito comunista italiano e del Pds già coinvolto nell’inchiesta Mani pulite. (altro…)

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QualcunoAtto d’accusa contro l’ad. Quei tentativi di favorire l’Impregilo.

MILANO — Pressioni politiche per pilotare il principale appalto dell’Expo 2015, quello relativo alla cosiddetta “piastra”, l’infrastruttura di base su cui saranno edificati i padiglioni dell’Esposizione. Una gara guastata da ombre e comportamenti illeciti che coinvolgono direttamente gli uffici e gli uomini più vicini all’ex governatore Roberto Formigoni, ma anche l’azienda che quell’appalto si è aggiudicato. L’indagine che giovedì scorso ha decapitato i vertici di Infrastrutture lombarde (Ilspa), fa intravedere possibili sviluppi clamorosi. In un corposo rapporto del Nucleo di polizia tributaria — agli atti dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex direttore generale Ilspa, Antonio Rognoni, e di altre sette persone — si scopre come nei momenti topici dell’assegnazione degli appalti ci siano state pressioni dirette e vorticosi giri di informazioni teoricamente riservatissime per privilegiare aziende nell’assegnazione di lavori da centinaia di milioni di euro.

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DelrioREGGIO EMILIA.

Non accenna a placarsi a Reggio Emilia la questione dell’appalto vinto dalla società del cugino del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, allora sindaco della città, nel giugno del 2009. Il M5s, dopo avere letto l’inchiesta del Fatto (Reggio Emilia, Delrio e quell’appalto da 140mila euro alla ditta del cugino) sull’affidamento dei lavori di ristrutturazione della scuola dell’infanzia Allende, ha chiesto l’accesso agli atti. “Abbiamo scoperto” spiega il consigliere comunale del M5s Matteo Olivieri, “che il Comune era consapevole della piccola quota di partecipazione della funzionaria dell’ufficio gare, Enrica Montanari, alla società che poi si è aggiudicato l’appalto”.

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Le tappe

Un esposto chiama in causa il braccio destro del ministro Cancellieri.

C’È UN dossier che scotta sui tavoli di palazzo Chigi. Riguarda le carceri e Angelo Sinesio, il commissario che le controlla. Prefetto di carriera caro al Guardasigilli Anna Maria Cancellieri. Era il suo vice a Catania quando lei era prefetto. Era il capo della sua segreteria tecnica quando lei era al Viminale. Ora è il suo uomo di fiducia per i penitenziari. Il rapporto parla di cattiva gestione negli appalti del Piano carceri, torta ricca di 470 milioni di euro. (altro…)

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L'AquilaCinque anni di tangenti, appalti truccati earresti: il terremoto èdiventato un bancomat
L’inchiesta.

L’AQUILA-L’APPALTO è di 30 milioni e basta poco per portarlo a casa. Sessantamila euro, da consegnare a un capo della Protezione civile. In fondo, si tratta solo dello 0,2%». C’è anche la musica, nel bar. Protegge da orecchie indiscrete. Fin che si tratta di parlare, va bene questo bel locale dell’Aquila. Ma per consegnare i soldi meglio trovarsi a Padova, nella hall dell’hotel Crown Plaza. «Gli ho dato i soldi, avvolti in un giornale, il Sole 24 Ore. (altro…)

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L'Aquila“Destinata a tre politici”. E il leader Confcommercio si barrica per protesta nella sede di Bankitalia.

L’AQUILA— Una tangente da un milione di euro destinata a tre politici. Soldi del terremoto usciti dalle casse del Comune dell’Aquila, versati per un lavoro durato appena 20 giorni (i puntellamenti di palazzo Carli). Una mazzetta nascosta da una fattura “truccata”, necessaria per far finire i soldi su un conto “fittizio”, il conto di “servizio” di una banca, la Banca popolare di Verona. «È stato utilizzato un giro contabile tra l’azienda, la banca e il Comune per eludere la tracciabilità obbligatoria dell’operazione e far arrivare soldi su quel conto…», scrive la squadra mobile in una informativa. (altro…)

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fate schifo

DITTE E FUNZIONARI SOTTO ACCUSA. CROLLA LA GIUNTA CON L’ADDIO DEL SINDACO.

Manca una manciata di minuti alle 18 quando, sotto il tendone di piazza Duomo, scrosciano gli applausi: cinquecento persone sono lì, nel centro martoriato de L’Aquila, per chiedere le dimissioni del sindaco e dell’intera giunta. E Massimo Cialente si dimette. L’ha annunciato poco prima al Fatto Quotidiano. Lo conferma in conferenza stampa. Parla di “attacco frontale” dell’informazione. La realtà è che questo centro storico sta franando una seconda volta: sotto i colpi delle rivelazioni giudiziarie. Il 25 maggio L’Aquila voterà di nuovo il sindaco. La procura guidata da Fausto Cardella e la squadra mobile del vice questore Maurilio Grasso, ormai da tempo, stanno mostrando agli aquilani gli scenari inquietanti legati alla ricostruzione. Con sospetti su mazzette recenti. Recentissime. (altro…)

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Sciacalli

Quando le intercettazioni dell’inchiesta sulla cricca della Protezione (In)civile immortalarono i due (im)prenditori che se la ridevano di gusto per il terremoto dell’Aquila appena tre giorni dopo la scossa fatale che aveva ucciso 309 persone, si pensò a un caso estremo, eccezionale, irripetibile di disumanità. Ora, dalle telefonate di 18 mesi dopo pubblicate dal Fatto e tratte da un’indagine frettolosamente archiviata dalla vecchia Procura dell’Aquila e riaperta da quella nuova, si comprende che quelle non erano le solite mele marce in un cestino di mele sane: è l’intero cestino che è marcio. L’assessore aquilano di centrosinistra Ermanno Lisi che, di fronte alla sua città in macerie, definisce il terremoto che l’ha distrutta una “botta di culo” per “le possibilità miliardarie” di “tutte ‘ste opere che ci stanno” e che “farsele scappa’ mo’ è da fessi, è l’ultima battuta della vita… o te fai li soldi mo’… o hai finito”, non è un fungo velenoso spuntato dal nulla. (altro…)

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