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Posts Tagged ‘armi’

vauro

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armi

Il programma missilistico (237,4 milioni in dieci anni) riguarda l’acquisto di una nuova versione dei missili Aster prodotti dal consorzio europeo Eurosam. Poi 45 caccia Alenia Aermacchi da 546,8 milioni. Entrambe le forniture coinvolgono Leonardo-Finmeccanica. Ancora una volta, rilevano gli addetti ai lavori, le pretese dei vertici militari fanno leva su cifre gonfiate da dare in pasto al Parlamento per ottenere disco verde.

Il Parlamento sta esaminando in questi giorni l’ennesima richiesta d’acquisto di armamenti avanzata dalla Difesa a spese del Ministero per lo Sviluppo Economico, che ormai destina a questo scopo i tre quarti del suo budget per il rilancio economico del Paese – circa 2,5 miliardi elargiti ogni anno ai militari per comprarsi aerei, navi, carri armati, missili e bombe fabbricate da Finmeccanica, Fincantieri, Iveco-OtoMelara e altre aziende del comparto bellico italiano ed europeo. (altro…)

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Leggi per le lobby

Gli esempi di norme a misura di gruppi pressione varate negli ultimi due anni non mancano certo. E se in alcuni casi il premier può opporre, con il dovuto imbarazzo, di non essersi accorto di ciò che accadeva in casa sua, non può certo dire di aver cercato di mettersi al riparo imprimendo un’accelerata alla legge sulle lobby che giace in un cassetto da un anno.

“Col nostro governo è cambiato il clima e mi scappa da ridere quando ci dicono che siamo noi quelli delle lobby. Mi fa schiantare dalle risate, lo dico con un tecnicismo fiorentino“. Davanti alle telecamere della tv di Stato, domenica 3 aprile, Matteo Renzi non è arrivato alle iperboli del ministro Maria Elena Boschi, secondo la quale l’esecutivo è attaccato dai poteri forti “proprio perché non siamo schiavi dei poteri forti”, ma ha negato vigorosamente che nei provvedimenti presi dal suo governo ci sia lo zampino delle lobby. (altro…)

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“Non sosterrò candidati che appoggiano la lobby delle armi”

L’EPIDEMIA di violenza con armi da fuoco nel nostro Paese rappresenta una crisi. I morti e i feriti per arma da fuoco costituiscono uno dei maggiori pericoli per la salute e la sicurezza del popolo americano. Ogni anno, oltre trentamila americani perdono la vita per colpa delle armi. Suicidi. Violenze domestiche. Sparatorie fra bande criminali. Incidenti. Centinaia di migliaia di americani hanno perso fratelli e sorelle o seppellito i loro figli. Siamo l’unica nazione avanzata sulla terra che assiste con una simile frequenza a una violenza di massa di questo genere. Una crisi nazionale come questa esige una risposta nazionale. Ridurre la violenza con armi da fuoco sarà difficile. È evidente che con questo congresso non sarà possibile giungere a nessuna riforma di buon senso che limiti la diffusione delle armi. Non sarà possibile durante il mio mandato. Tuttavia, ci sono delle misure che possiamo intraprendere da subito per salvare vite umane. E tutti noi — a ogni livello di governo, nel settore privato e in quanto cittadini — dobbiamo fare la nostra parte. Abbiamo tutti una responsabilità.

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CHE COSA è “di sinistra”? Di sinistra è la battaglia di Barack Obama (comprese le sue lacrime) per introdurre un vaglio più severo nella compravendita di armi negli Stati Uniti: il luogo del pianeta più smisuratamente irto di canne di pistola e di fucile, come ampiamente dimostrato dai numeri, il più eloquente dei quali è quello dei caduti di quella folle guerra interna, oltre trentamila all’anno.
La battaglia di Obama è di sinistra perché antepone il rispetto della vita umana — di tutti gli umani — alla libertà (sfrenata) di coltivare il proprio arbitrio e le proprie inclinazioni come se fossero il solo scopo dell’esistenza. Ma è di sinistra, soprattutto, perché confligge con la tradizione, e intende modificarla a costo di sembrare impopolare.

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ellekappa

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armi

Anche Famiglia Cristiana (non proprio un giornale eversivo) chiede al Ministro Pinotti (Ministro della Difesa, PD) se “sia davvero legale vendere armi all’Arabia Saudita”.

I sauditi, indicati da tutti come sostenitori indiretti dei fondamentalisti, stanno bombardando da mesi i ribelli sciiti in Yemen. Ovviamente questi bombardamenti hanno già prodotto migliaia di vittime civili (di cui 830 tra bambini e donne). (altro…)

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guerra
Traffico di armi verso paesi del terzo mondo (la Somalia), col sospetto (e anche più di un sospetto) che queste siano arrivate a gruppi di terroristi.
Traffico che coinvolge la criminalità organizzata, i casalesi, un imprenditore a loro collegato (Chianese), una struttura militare veneta (la Legione Brenno), un autotrasportatore campano e un manager italiano della “Società Italiana Elicotteri” (quello che il mese scorso aveva aggredito il giornalista Giorgio Mottola).
L’inchiesta di Report di questa domenica è una vera e propria bomba: si parte dal traffico d’armi (quello di cui si è occupato la DDA di Napoli con gli arresti di questi giorni), per arrivare a parlare di milizie addestrate da un italiano, il padovano Carpi, che racconta di essere stato contattato da un somalo, Omar Jarre, per formare dei contractor in funzione antipirateria.
Questa la motivazione ufficiale, ma chi abbiano veramente addestrato non è chiaro e rimane il sospetto che queste milizia siano poi confluite dei terroristi.

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SENTO alla radio un dato impressionante, così impressionante che cerco conferma e la trovo nella rivista online “Il Post Internazionale”. Il dato è questo: la metà dei privati armati del pianeta Terra abita negli Stati Uniti d’America, a fronte di una popolazione complessiva pari al 4 per cento di tutti gli umani. Che le stragi per arma da fuoco (ormai quotidiane, e i morti sono migliaia) siano una specialità di quel grande Paese, è una inevitabile conseguenza statistica della maggiore concentrazione mai vista al mondo di armi da fuoco nelle case, nelle automobili, nelle mani di chiunque. Non per infierire, ma di questa vera e propria passione per gli spari e per il piombo che trapassa le carni degli altri c’è abbondante, anzi esondante prova in una produzione iconografica ormai sterminata.

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restituzione

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f35

Il budget previsto nella legge di Stabilità – circa 18 miliardi – è sostanzialmente lo stesso del 2014. I soldi verranno stanziati anche per nuovi aerei, elicotteri, navi e carri blindati. Finanziamenti minori per le forze terrestri e i satelliti spia. Per avere dettagli sul piano F35, invece, bisogna aspettare marzo.

A volte capita che Babbo Natale sia così buono da portare i suoi doni anche a chi non gli ha scritto la letterina. E’ il fortunato caso dei generali italiani, che pur non avendo ancora presentato l’elenco dei nuovi armamenti che desiderano – il famoso Libro Bianco della Difesa – hanno già ricevuto dal Parlamento un generosissimo buono-acquisto con il quale potranno comprare tutto ciò che vogliono. La legge di stabilità 2015 prevede infatti per l’anno venturo quasi 18 miliardi di spese militari, di cui oltre 5 miliardi per l’acquisito di nuovi armamenti: le stesse cifre del 2014, limate solo di poche centinaia di milioni. (altro…)

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alluvioneVoi che fareste? Dal patto di stabilita’ (lo scellerato patto che vincola le nostre spese, un patto voluto da Monti e votato da PD e PD) escludereste le spese per la messa in sicurezza del territorio (la prevenzione del rischio idrogeologico) o le spese militari?

Il 5 stelle, come immaginerete, ha proposto con legge depositata il 19 giugno 2013 la prima idea, il governo, dopo il vertice NATO, la seconda.

Qual e’ la “guerra” da combattere per il bene degli italiani? Quella in Ucraina? Quella in Iraq (ancora una guerra in Iraq???) o quella per mettere in sicurezza le nostre strade, le scuole, i ponti o le nostre case? (altro…)

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Ellekappa

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Gino StradaL’ARCOBALENO PERDUTO Parla Gino Strada (Emergency).

“Nel 2003 erano tutti a manifestare in piazza, ora hanno cambiato idea perché sono tornati al governo. L’Isis? Dei sanguinari. I kalashnikov ai curdi? Pericoloso, è il regalo per gli amici del momento”.

L’intervista Gino Strada, Emergency.

“Jihadisti sanguinari, ma sono anche il prodotto della politica delle armi”.

Una volta che ho deciso di andare ad ammazzare qualcuno, la modalità è secondaria perché sto facendo la più grande cazzata che un essere umano possa fare”. Gino Strada vive e lavora in Sudan, ma è in contatto quotidiano con i medici della sua Emergency che gestiscono ospedali e campi profughi ad Arbat e Choman (nel Kurdistan iracheno), dove sono confluiti   migliaia di sfollati in fuga dalle regioni sotto   attacco dell’Isis e   dalla guerra civile   in Siria.   Che cosa sta succedendo in Medio Oriente?   Ho vissuto tre anni e mezzo nel kurdistan iracheno. Era il 1996 ed era in corso una guerra civile tra le due fazioni curde: il Pdk di Masoud Barzani (l’attuale presidente del Kurdistan iracheno, ndr) e l’Upk di Jalal Talabani. Quando il Pdk stava per essere sconfitto, chiamò in aiuto i carri armati di Saddam Hussein. (altro…)

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Natangelo

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Iraq

La politica dell’Occidente in Medio Oriente ricorda sempre più la filastrocca di Branduardi Alla fiera dell’Est. E venne l’acqua che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane che morse il gatto che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò. Ieri con la frettolosa, quasi furtiva decisione delle commissioni Esteri e Difesa di allinearsi – senza il voto del Parlamento – agli Stati Uniti inviando armi ai peshmerga curdi contro i jihadisti sunniti dell’Isis, si aggiunge un’altra strofa al macabro calembour. Tutto cominciò nel 1979, con l’invasione sovietica dell’Afghanistan: americani e occidentali armarono e foraggiarono i mujaheddin, considerati partigiani per una giusta causa, la resistenza all’Armata Rossa. Coi resti di quei soldi e di quelle armi, una volta respinti i russi e attaccati dall’Occidente con la scusa della lotta ad al Qaeda dopo l’attentato alle Twin Towers (commesso non da talebani, ma per lo più da sauditi), gli afghani presero a combattere gli occidentali e diventarono terroristi. (altro…)

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armi-castello-carte

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percessareilfuoco

“La Striscia di Gaza somiglia sempre più all’anticamera dell’inferno. Al buio, senz’acqua, sotto bombardamenti continui, con i cadaveri sotto le macerie e senza nessun posto dove poter fuggire.
Il mondo assiste attonito, i leader dei principali Paesi esprimono sconcerto. A parte ovviamente Renzi, che è andato fino in Egitto a perorare la causa del soldato israeliano catturato e non ha speso neppure una parola per Gaza. Memoria selettiva.
Bisogna fare qualcosa, dicono tutti. Si, ma cosa? Il M5S qualche idea ce l’ha: abbiamo consegnato nelle mani del ministro Mogherini una mozione per chiedere la sospensione temporanea della vendita di armi dall’Italia allo Stato d’Israele. (altro…)

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Vauro

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Abbiamo tutti applaudito alle parole pronunciate dal papa: basta guerre, basta con la vergogna di Lampedusa, basta con la tratta dei bambini.

Ma oggi è un altro giorno, come si dice in Italia, passata la festa ..
Perché se si volesse veramente dire basta con le guerre, bisognerebbe iniziare a non farle più. A non vendere più armi a paesi in guerra o governati da dittatori o a paesi terzi con la triangolazioni.
Smetterla con l’expo galleggiante delle nostre armi, sponsorizzate dal ministero della difesa.
Se si volesse mettere fine alle vergogne dei Cie o delle carceri, bisognerebbe regolamentarli, aprirli ai giornalisti, farli gestire da personale umano, rivedere le politiche di immigrazione.  (altro…)

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