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Posts Tagged ‘attentati’

attentati

Viaggio nei quartieri occidentali della metropoli turca teatro degli ultimi attentati. Da Besiktas a Ortakoy, anche per il turismo è la crisi più nera.

“Qui non siamo al sicuro” tra gli europei di Istanbul che scelgono di ripartire.

ISTANBUL – «La metafora dell’albero”, dice. Se lo scrolli, i frutti più maturi, i meno solidi cascano. «Mollano. Se ne vanno, capisci?». Gli altri restano appesi, e affollano i ristoranti come questo. «Là davanti, a destra, ecco, quella è la moschea blu», dice. Il Corno d’Oro. La lunga fila di vetrate della sala del Vogue, al tredicesimo piano di una torre moderna a Besiktas, è una cartolina struggente di una città che toglie il respiro. Di fronte, oltre il Bosforo, le mille luci della Istanbul araba. A sinistra, la vista dell’intera finestra è dominata dal primo ponte. È illuminato di rosso. Come il sangue che scorreva lì sotto, ieri sera.

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Bucchi
L’ONDATA di attentati che ha scosso l’Europa ha fatto dire a Ilvo Diamanti (su Repubblica di ieri) che rischiamo di abituarci al terrorismo, di «routinizzare l’orrore» fino a vederlo come una sorta di fatalità, come già avviene in Israele. Ma questi tragici eventi, sanguinosi e drammatici, provocano anche forti tensioni, e soprattutto un clima generalizzato di paura, col rischio di conseguenze politiche gravi, in un’Europa che già da tempo sta diventando sempre più fragile. Il terrorismo minaccia di allargare l’alveo dei populisti, i quali a volte se ne rallegrano cinicamente.

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In una settimana abbiamo assistito all’arresto del terrorista riluttante, agli attentati a Bruxelles.
Abbiamo scoperto quanto il cuore dell’Europa sia fragile e scoperto.
Che due terroristi erano già attenzionati dalle forze dell’ordine.
Che anche dopo gli attacchi a Parigi si era detto più intelligence, più scambio di informazioni.
Abbiamo anche vissuto la storia della collaborazione di Salah, ci siamo divisi sulle lacrime della Mogherini (che è stata difesa da Storace).
Nei giorni in cui ci si divide tra innocentisti e colpevolisti sull’Islam (non possono convivere coi nostri valori, ), il responsabile politico del genocidio diSrebrenica (in cui furono trucidati migliaia di musulmani) Karadzic è stato condannato a 40 anni di carcere.

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attentati

Strade svuotate, ma nessun panico È il mondo dopo l’11 settembre.

BRUXELLES – MEZZ’ORA dopo non ci sarà più nessuno per strada, completamente svuotate le arterie principali della capitale europea, solo militari in assetto da guerra, uomini delle forze speciali con il volto coperto, artificieri e ambulanze. Nel silenzio del traffico, nell’assenza dei clacson e delle voci si sentono solo le sirene. Centinaia di sirene a scandire l’angoscia, a convincere chi non lo aveva ancora fatto ad abbassare la saracinesca, a chiudere bar, ristoranti e negozi.

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falsi allarmi

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Parigi

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BostonL’attentato
Ucciso un bimbo di 8 anni. Obama: “Troveremo i responsabili”.

LA corsa è finita da quasi tre ore, sotto lo striscione dell’arrivo, ci sono le tribune piene di gente, i tendoni dell’organizzazione, gli atleti che si riposano e aspettano gli ultimi ritardatari. Perché questo non è solo un evento sportivo, ma una festa, una festa per tutta la città oltre che per gli oltre ventimila concorrenti (tra cui molti italiani), dopo quella di Atene è la gara più antica. Mancano dieci minuti alle tre del pomeriggio quando si sente il primo botto, poi dopo 20 secondi ecco il secondo, un’onda di vetri e ferro travolge la folla. Per un po’ alcuni atleti corrono ancora, qualcuno con le braccia alzate, poi uno all’improvviso cade, colpito dalle schegge. (altro…)

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Due piste per le stragi, l´attentatore arrestato è un locale. La dinamica non è coerente con quella di altri attacchi che portano la firma di Al Qaeda. In marzo i servizi avevano indicato il paese come obiettivo degli estremisti islamici.

«E´ ancora troppo presto per indicare il movente degli attacchi. E non intendo fare alcun commento sulla rivendicazione di una sedicente sigla islamista apparsa sul web». Quando è ormai notte, le parole del primo ministro norvegese Jens Syoltenberg confermano che il venerdì di sangue di Oslo non ha ancora una matrice definita. Che il ventaglio delle ipotesi resta aperto e che le stimmate dello jihadismo qaedista non sono affatto più certe come erano apparse nelle prime ore successive alla strage. In questa storia, al momento, di sicuro, infatti, c´è solo – come conferma il capo della polizia Sveining Sponheim – che l´uomo arrestato sull´isolotto di Utoya dopo aver fatto fuoco su decine di innocenti è un cittadino norvegese di 32 anni, legato a entrambi gli attacchi (altro…)

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Osama Bin Laden è morto, ucciso in un’operazione lampo delle forze speciali americane nel cuore di una città pakistana, Abbottabad, dove era nascosto, non nelle grotte, nelle valli, negli accampamenti tribali come ci era stato raccontato, ma in un “compound” fortificato che aveva costruito per sè nel 2005. Comunicava con il resto del mondo con “corrieri” che portavano i suoi “pizzini”, come un boss mafioso latitante, senza telefoni, televisioni, radio o internet. Per le strade americane, negli stadi del baseball, davanti alla Casa Bianca, gli americani celebrano da ieri notte alle 11 e 30, ora della East Coast, la morte del nemico pubblico numero Uno, che da decenni, anche prima dell’11 settembre 2001, era ricercato “vivo o morto”. (altro…)

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