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Posts Tagged ‘attualità.politica’

PaitaPAITA IN CORSA PER LA LIGURIA, DA ASSESSORE SI FECE ASSUMERE SENZA MAI PRESENTARSI. PAGAVA IL COMUNE. LEI: “SOLO POCHI MESI”.

Un contratto di lavoro in una società dove i vertici assicurano di “non averla mai vista in ufficio”. Dove gli amministratori sedevano anche in società in affari con partecipate del Comune di cui lei era assessore. Dove si ritrovano tanti pezzi grossi del centrosinistra. Dopo le primarie taroccate, Raffaella Paita, candidata Pd alle Regionali liguri, si trova di fronte un’altra polemica. Una storia di contratti di lavoro, e contributi per la pensione pagati dagli enti pubblici.   Tutto comincia nel maggio 2007 quando Paita diventa assessore al Comune di La Spezia nella giunta dell’attuale sindaco, Massimo Federici (suo sponsor). (altro…)

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Il bivio

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Ravetto, Calabria e Centemero: nessuno ci aveva avvertito.
Il centrodestra.

ROMA— «F-u-r-i-b-o-n-d-e». Esattamente da venerdì mattina, cioè da quando su
Repubblica è uscita la notizia che il Pdl, con un emendamento, stava per affondare il reato di finanziamento illecito dei partiti, ci sono tre deputate di questo partito che schiumano rabbia. Sono quelle che, assieme a Maurizio Bianconi, vice segretario amministrativo del Pdl, e Francesco Saverio Romano, potente ex ministro siciliano dell’Agricoltura, risultano tra i firmatari dell’emendamento sullo stampato parlamentare. Ma Laura Ravetto, avvocato civilista piemontese, Anna Grazia Calabria, responsabile dei giovani del partito, Elena Centemero, capo del settore scuola, i cui nomi campeggiano in bella vista e sono stati riportati nell’articolo di Repubblica con tanto di foto, quell’azzeramento della norma su cui si è poggiata Mani pulite non l’hanno mai sottoscritto. (altro…)

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Un partito di guerra, questo è oggi il Pdl. Non una voce solida, ragionevole, si leva dal suo interno per dire che non solamente l’Italia e le sue istituzioni, ma la stessa destra italiana è qualcosa di più e di meglio del suo vecchio capo pazzo di vanità e di rabbia. Non solamente la cerchia dei fedelissimi – le pitonesse, le amazzoni, i direttori dei suoi giornali e dei suoi telegiornali, gli ex craxiani che sono, del berlusconismo, i veri pretoriani – ma l’intero partito ragiona e sragiona all’unisono con il suo leader, come se sapesse di essere, senza di lui o al di fuori di lui, niente. Semplicemente niente. Non è un partito-azienda, il Pdl. (altro…)

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Sette anni a Berlusconi

Davvero qualcuno ha dovuto aspettare la sentenza del Tribunale di Milano per scoprire che B. va a puttane, preferibilmente minorenni, e abusa del suo potere e dei suoi soldi per nascondere la verità? Solo un Paese irrimediabilmente ipocrita, o disinformato, o mitridatizzato può meravigliarsi per un verdetto fra i più scontati della storia. Gli unici dubbi riguardavano la qualificazione dei reati e la quantificazione della pena. Ma i fatti erano accertati fin da subito: le telefonate notturne dello statista dal vertice internazionale di Parigi alla questura per far rilasciare Ruby sono incise nei nastri della polizia; le notti trascorse nella villa di Arcore dalla prostituta minorenne che poi se ne andava con le tasche piene di soldi sono dimostrate dai movimenti del suo cellulare; le deposizioni di decine di test, tutti dipendenti o sul libro paga di B., fra cui 4 o 5 parlamentari, un viceministro e alcune mignotte, bastava ascoltarle per capire che erano false. (altro…)

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ParasoleDunque la presunta agenda rossa di Borsellino, di cui alcuni organi di stampa e di tv ci hanno riempito i timpani e non solo negli ultimi giorni, era il piccolo frammento di un parasole per auto, di quelli usati d’estate per proteggere dal sole il cruscotto e il volante ed evitare che diventino incandescenti. L’ha stabilito la Polizia Scientifica su mandato della Procura di Caltanissetta. Se non ci fosse di mezzo un probabile depistaggio per coprirne altri che durano da ventun anni, ci sarebbe da scompisciarsi. Invece, come ha detto subito Salvatore Borsellino, c’è da vomitare. Qui non si tratta di colpevolizzare il collega di Repubblica che ha avuto il filmato (girato il giorno della strage dai Vigili del fuoco e subito scartato perché irrilevante). È vero, qualche attenzione e prudenza in più non avrebbero guastato: a parte la distanza della macchia rossa dai resti di Borsellino e le sue dimensioni talmente ridotte da essere incompatibili con la grande agenda rossa più volte fotografata sulla scrivania del giudice, i testimoni di via D’Amelio raccontano che i corpi delle vittime erano ridotti a tronchi carbonizzati, senza più gli arti, e che addirittura l’onda incandescente che li aveva investiti aveva liquefatto le armi; il che rendeva fin dall’inizio assolutamente impossibile che, se Borsellino avesse avuto in mano l’agenda, questa fosse rimasta intatta con la sua copertina sgargiante. Ma, ripetiamo, non è questo il problema. Gli scandali sono altri. (altro…)

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Andare in mezzo alla gente, affrontarne gli umori non sempre amichevoli, cercare di parlare e di ascoltare, cercare di imparare. È il mestiere (difficile) del politico, e Giuliano Pisapia ha dimostrato di saperlo fare partecipando a Quarto Oggiaro ai funerali di Daniele Carella, un ragazzo, una delle tre vittime dell’uomo col piccone. Ha affrontato con calma, da pari a pari, l’urto polemico di un drappello di contestatori (impossibile dire quanti fossero i cittadini spaventati, quanti i leghisti e i fascisti, quanti entrambe le cose). Ha portato con semplicità e umanità la solidarietà del sindaco, dunque di Milano, alla famiglia e agli amici della vittima. È stato difeso e infine accolto dalla maggioranza dei milanesi presenti. Se ne è andato con il complicato ma inevitabile fardello di ogni politico: caricarsi sulle spalle il peso della rappresentanza, delle scelte, delle leggi adottate, di quelle ripudiate. (altro…)

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La Procura di Firenze sta indagando sulla veridicità di un documento, datato 12 novembre 2008, che proverebbe l’esistenza di un patto di ferro sulla gestione del potere nella provincia di Siena. Gli autori sarebbero Dennis Verdini, all’epoca coordinatore nazionale di Fi, incaricato da Berlusconi di gestire la nascita del Pdl, e l’onorevole del Pd Franco Ceccuzzi, futuro sindaco di Siena. Al centro dell’accordo c’è ancora una volta Mps. Il coordinatore del Pdl si offre di risolvere «le problematiche relative alla Banca e alla Fondazione» in cambio dei suoi uomini nei cda.

Le elezioni amministrative del 2009 sono vicine e i due avvertono la necessità di istituire «un rapporto improntato nel reciproco rispetto, pur nella distinzione dei ruoli tra maggioranza e opposizione». Così è scritto elegantemente nel documento. In poche parole, più volgari, una vera e propria lottizzazione. (altro…)

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Il voto responsabile dei cittadini greci che hanno riportato al governo i soliti partiti e i soliti personaggi politici non ha salvato le borse e, sicuramente, non salverà la Grecia dal suo debito.
I memorandum sottoscritti precedentemente, e che presumibilmente dalle parole della Merkel, non verranno ridiscussi, impongono solo misure di austerità che colpiranno al solite le fasce più deboli della popolazione.
La Grecia, come anche l’Italia, non rientrerà mai dal suo debito in questa maniera.

La stessa Merkel, con piglio da professoressa, ha rilasciato una dichiarazione in cui chiede ai colleghi europei “di fare i compiti a casa”.
Ma di quali compiti parla?
Di certo non quello di contrastare l’evasione, la corruzione e l’elusione fiscale. Nè alla Grecia, nè all’Italia nè nel resto dell’UE: la casta degli armatori (15 miliardi di utili non tassati nel 2011) comunque non verrà toccata dalle manovre del governo ellenico. (altro…)

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Nelle lunghe dirette televisive di ieri, impressionava lo scarto pauroso tra le brevi e secche voci d’allarme che arrivavano dall’Europa a proposito del nostro debito pubblico, e l’andazzo tutto sommato attendista e prudente della politica romana. Buttiglione che spiegava le “larghe convergenze”, Lupi che abbozzava un percorso politico così fumoso e incomprensibile che il microfono pareva ossidarsi, il via vai di telecamere, giornalisti, politici che sembrava formare nelle vie attorno ai Palazzi delle istituzioni, complice la pioggia, un lento gorgo limaccioso. (altro…)

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Il governo Berlusconi è stato dato per morto talmente tante volte che ormai viene da pensare che sia immortale. Magari in perenne agonia, ma immortale. Adesso, a una sola settimana dal voto di fiducia, è di nuovo in rianimazione. Ce la farà? Non lo sappiamo. Ma questa volta pare si sia infilato in un pertugio senza vie d’uscita. Perfino il solito arruolamento di parlamentari dell’ultima ora sarebbe inutile. C’è da superare una difficoltà ben più grave dei numeri alla Camera: l’appoggio della Lega a una riforma, quella delle pensioni, che l’Europa ha posto come condizione ineludibile. (altro…)

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Il conduttore non esclude l’ingresso in politica, “se c’è un pericolo per la democrazia”.

Da “Raiperunanotte” a “Tutti in piedi!”. Fresco di addio alla sua “Annozero”, Michele Santoro tornerà stasera a Bologna per una nuova trasmissione-manifestazione, questa volta ospite della Fiom che festeggia nel parco di Villa Angeletti i suoi 110 anni di vita ed ha organizzato la serata “Tutti in piedi: signori, entra il lavoro”.
Stasera, a partire dalle ore 21, Santoro e i suoi tanti ospiti daranno vita a un evento che sarà visibile in streaming dal sito della manifestazione (www.tuttiinpiedi.it), su Current tv (canale 130 di Sky), su Corriere Tv, Repubblica TV e su diverse emittenti locali (l’elenco completo si trova sul sito di “Tutti in piedi”).
 
Una serata di sorprese. (altro…)

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Un´isola che c´è, Lampedusa, ci ha convinto che non può esistere un governo che non c´è. Quella offerta nelle ultime settimane è una dimostrazione di totale, frustante, impotenza nel gestire un problema certamente complesso ma non più grave di quello in passato fronteggiato da altri paesi dell´Unione Europea. Quei paesi della Ue che hanno una lunga tradizione nel gestire flussi massicci di rifugiati politici e immigrati clandestini.
Non si può dire che i massicci sbarchi dal Nord-Africa di queste settimane non fossero prevedibili. Era stato lo stesso ministro Maroni a preannunciare due mesi fa un «esodo biblico di 80.000 tunisini», ben maggiore di quello sin qui registrato. Da allora nulla è stato fatto per fronteggiare questa emergenza, per garantire un primo soccorso adeguato alle persone sbarcate a Lampedusa e per definire una qualche strategia, da concordare con tutti gli attori coinvolti. (altro…)

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…e in Italia, fra un anno, dopo la moratoria truffa fatta per evitare problemi alle elezioni amministrative riparliamo di posizionare le Centrali Nucleari… per la penisola!.

Il governo “ha insabbiato gli incidenti nucleari e ha nascosto i veri costi e i
problemi legati all’industria nucleare”.
Sono le parole di un parlamentare
giapponese in un cablogramma di
Wikileaks. In tutta Europa molti ambientalisti seri e onesti sono profondamente convinti della bontà della scelta nucleare. Sono persuasi che inquini molto meno di tante altre fonti di energia disponibili oggi. E i suoi rischi sono relativi, dicono: il disastro di Fukushima va relativizzato, messo nel contesto di un terremoto devastante. In fondo non è perché c’è un incidente aereo che le persone smettono di volare. Forse hanno ragione. Però la domanda da fare a Margherita Hack, Chicco Testa e Umberto Veronesi è questa: (altro…)

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Appoggio assicurato da Bertone, la Chiesa non sposa il Terzo polo.

Ha regalato ai novelli principi della Chiesa
una preziosa croce pettorale promettendo che da un salesiano come lui non
dovranno mai temere politiche o leggi ostili. Silvio Berlusconi ha garantito che il suo
governo «mai agirà contro la Chiesa», si è detto «molto ottimista » sul «passaggio parlamentare» di martedì, ha rivendicato il proprio ruolo
nell’avvicinare la Russia all’Ue e gli ortodossi ai cattolici.
Da parte sua il braccio destro del Papa, Tarcisio Bertone, ha ringraziato l’esecutivo
per aver recepito le indicazioni della Santa Sede sui temi eticamente sensibili (vita, famiglia, istruzione) e ha definito eccellente lo stato delle relazioni tra le due sponde delTevere.
Un esplicito riconoscimento che, a pochi giorni dal «redderationem» della fiducia, offre una rilevante sponda al
presidente del Consiglio. Un chiaro segnale del favore con cui la Segreteria di Stato guarda
all’esecutivo e diffida dei «salti nel buio».
Alla colazione di lavoro all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, il Segretario di Stato ha presentato al premier
i dieci nuovi cardinali italiani festeggiando con loro Antonio Zanardi Landi, l’uomo-ponte tra Vaticano e governo, promosso a Mosca. Prendendo spunto dal trasferimento in Russia del suo mediatore nei Sacri Palazzi, Berlusconi ha illustrato al vertice della Curia Romana l’importanza geopolitica e anche interconfessionale del legame con «l’amico
Putin», ha assicurato per il resto della legislatura «ancora maggiore attenzione» alla salvaguardia
dei valori cattolici, poi ha lasciato ai più stretti collaboratori la spiegazione delle linee d’azione ai loro «omologhi»
 d’Oltretevere. (altro…)

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Il Dg, “sfiduciato” dal 95% dei giornalisti e dei lavoratori iscritti all’Usigrai, apre l’indagine sulle spese pazze di Minolini. Lui accusa: “Vogliono intimormi”. Dopo l’inchiesta del “Fatto” scoppia il caso dei rimborsi e dei servizi speciali del Tg1.

Giornata nera. Un colpo dietro l’altro: la sfiducia dei giornalisti, il duello tra Saviano e Maroni, le spese pazze di Augusto Minzolini. Per uscire dall’angolo, Mauro Masi ha mollato il direttore del Tg1: il dg ha ordinato un’indagine interna su Minzolini, accertamenti sui rimborsi per le trasferte e i servizi sulla Royal Caribbean (c’è puzza di pubblicità occulta). Il Tg1 ha organizzato un concorso per famiglie con la multinazionale americana per il varo di una nave “gigante dei mari” e, in otto mesi, ospitato per sei volte un alto dirigente della Royal. In più: Minzolini ha usufruito di uno sconto nel lussuoso albergo “Terme di Saturnia”, poco prima il Tg1 aveva intervistato il responsabile marketing. Masi non s’è fatto pregare: “Abbiamo una società che può controllare chi e come promuove i marchi nei passaggi televisivi. Saranno efficienti e veloci”.
Il consigliere Nino Rizzo Nervo ha presentato in Cda i due articoli del Fatto Quotidiano sul direttorissimo e Masi, per far tacere voci inconsulte, alza le mani: “Mi rivolgo al Collegio dei sindaci: avete i miei dati, sono a disposizione per verifiche sulla mia carta di credito”.

64 mila euro di soldi pubblici
Un’operazione trasparenza volontaria per frenare pettegolezzi, mostrarsi casto e puro con i conti aziendali e distinguersi con Minzolini che, senza scusarsi né pentirsi, in un anno ha speso 64 mila euro con una revolving di viale Mazzini, dieci volte in più di Mario Orfeo del Tg2. E sulla bocciatura dei giornalisti?
Passa, nemmeno guarda. Anche se la poltrona scricchiola e la reputazione pure: “Alla luce delle politiche aziendali esprimi fiducia al direttore generale Masi?”. Il sindacato Usigrai l’ha chiesto ai 1,878 giornalisti Rai: tra i 1.438 votanti, il 95 per cento (1.391) ha risposto no. L’indice di impopolarità di Masi rasenta lo zero tra i dipendenti (sondaggi, proteste, scioperi), ma il dg rifiuta il dissenso: “Come tutte le cose prive di rilevanza formale e sostanziale, il voto Usigrai (associato alla consueta compagnia di giro) può essere solo o una manifestazione politica o un tentativo di intimorire”. Ma sembra avere pochi dubbi: “Obiettivo fallito in entrambi i casi. Il primo perché non c’era bisogno di questo costoso evento per sapere come è schierata politicamente l’Usigrai e soprattutto nel secondo caso perché ci vuole ben altro e ben altri personaggi per provare soltanto ad intimorirmi”. (altro…)

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