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Posts Tagged ‘aumento dell’iva’

Tra tette, culi, cammelli, patonze e mazzette, questa notizia è passata un pochino in secondo piano. E ignorarla, non mi sembra il caso.

Via Il Secolo XIX.

nonleggerlo.blogspot.com

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Tra i deputati della maggioranza cresce l’ipotesi di un intervento tombale su edilizia e tasse. Sarà ancora il fisco il piatto ghiotto dell’inevitabile manovra che da qui a qualche settimana il Tesoro si accinge a varare nella legge di stabilità perché quella appena approvata e illustrata ieri dal ministro Tremonti all’Ecofin è già insufficiente? Difficile a dirsi, ma, nel giorno in cui scatta l’aumento dell’aliquota Iva dal 20% al 21%, è quantomeno singolare che non si escluda nella maggioranza la possibilità di un ricorso al condono. Anzi, molti segnali vanno proprio in questa direzione. (altro…)

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Zara, Benetton e Crai non scaricano la manovra sui prezzi.  La Cgia di Mestre: l´aumento costerà 92 euro l´anno per ogni famiglia italiana.

ROMA – La manovra entra nel carrello della spesa degli italiani e s´insinua nelle mille decisioni che ogni giorno prendono su come spendere e come far quadrare i conti. Oggi, per tutti i prodotti interessati, l´Iva che fino a ieri era al 20 per cento fa un balzo di un punto e passa al 21. Un passaggio molto contestato che non sarà indolore per le famiglie italiane. La Cgia di Mestre ha calcolato che in media ognuna sborserà 92 euro in più l´anno, ma la maggiore spesa, dicono in molti, non si fermerà qui. E visto che il peso si abbatte su un quadro di consumi già compromesso diverse aziende promettono di lasciare, per adesso, fermi i listini e di assumersi l´onere del punto d´imposta in più. (altro…)

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I consumatori: l’aumento al 21% costerà 385 euro l’anno.

Le bollette elettriche e i detersivi. I giocattoli e le tv, ma anche auto, moto, abbigliamento e scarpe. Così pure caffè, vino, cioccolata, pacchetti vacanze e una serie di servizi, dalle riparazioni dell’idraulico al taglio del parrucchiere. Sono i «protagonisti» dell’aumento dell’Iva dal 20 al 21% deciso in extremis dal governo. La scelta impopolare almeno porterà nelle casse dello Stato tra i 4 e i 5 miliardi all’anno. E avrà un impatto sui prezzi dello 0,8%. In teoria. In pratica i timori delle associazioni dei consumatori è un aumento indiscriminato dei prezzi. (altro…)

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Di cose da dire sulla manovra ce ne sarebbero tantissime. Ad esempio che nessuno ci ripagherà mai dell’enorme costo, innanzitutto economico, che graverà sulle famiglie italiane per l’incredibile leggerezza dei nostri governanti: il fatto di avere rimandato così a lungo le decisioni, il fatto di avere montato e smontato la manovra per troppe volte, il fatto di avere tagliato così poco la spesa pubblica e incrementato così tanto le tasse, tutti questi fatti costeranno molti miliardi di euro, e saremo noi cittadini – non certo i politici – a pagare il conto. (altro…)

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Il premier Berlusconi torna a Roma dopo quasi un mese e convoca i “quadri” di Pdl e Lega a Palazzo Grazioli. In ballo una nuova tornata di modifiche al decreto, forse con un maxiemendamento, mentre nel pomeriggio il testo arriva all’esame del Senato. L’età della pensione delle donne nel settore privato sale dal 2014. Il voto finale del Senato sulla manovra economica è fissato per domani.

ROMA – Nonostante le recenti smentite il governo punta nuovamente sulla fiducia. Il consiglio dei ministri è convocato oggi alle ore 18 per autorizzare il voto di fiducia sulla manovra economica. Ecco le decisioni prese dll’esecutivo: “Aumento di un punto IVA, dal 20 al 21, con destinazione del maggior gettito a miglioramento dei saldi del bilancio pubblico; fino al pareggio di bilancio, contributo del 3% sopra i 500.000 euro, adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014”. Previsto, fin da subito, il ddl costituzionale per inserire in costituzione l’obbligo al pareggio di bilancio, e per l’abolizione delle province. Il voto finale del Senato sulla manovra economica è fissato per domani. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo che ha accolto le richieste di accelerare i tempi di approvazione della manovra correttiva anche se si aspetta il maxiemendamento su cui il governo porrà la fiducia. (altro…)

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Tutti concordano sull’opportunità di cambiare il contributo di solidarietà.

ROMA – La quadra, come direbbe Umberto Bossi, ancora non c’è. E si capisce. Nelle due settimane che sono trascorse dal 13 agosto, giorno di presentazione del decreto bis che ha completato la manovra di correzione dei conti pubblici (55,4 miliardi nel 2014 e pareggio di bilancio già nel 2013), si sono accavallate troppe richieste di modifica, spesso contrastanti tra loro.

Tanto per dire: se si aumenta l’Iva si accontenta il Pdl (ma non Tremonti) e la Confindustria, ma si scontenta la Lega e si rompe con la Cisl di Bonanni. Oppure, tutti vogliono correggere o eliminare il cosiddetto contributo di solidarietà sui redditi oltre 90 mila euro e ridurre i tagli dei trasferimenti agli enti locali, ma poi si dividono sulle ricette per trovare le risorse alternative: il Pdl vorrebbe dare una stretta alle pensioni d’anzianità, la Lega rilancia con la «patrimoniale sugli evasori». Più in generale, tutti puntano su altre entrate e nessuno riesce a proporre di sostituire tagli con altri tagli.  (altro…)

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