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Posts Tagged ‘ballottaggi’

Ballottaggi

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Ci sono sconfitte che fanno bene: voglio dire, fa sempre poco piacere perdere un’elezione, ma se da queste si riesce a trarre un insegnamento buono per il futuro, ben venga.
La sconfitta del PD a Roma Torino, per esempio: servirà da una parte a far cambiar aria in questi comuni.
A Torino dopo anni di amministrazione di un centrosinistra che non è saputo andare oltre l’abbellimento del centro e la Fiat di Marchionne e che ora si scopre sempre più povero.
A Roma, dopo mafia capitale, non era sufficiente cacciare Marino (con un’operazione vergognosa come l’atto col notaio). (altro…)

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La realtà

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BrugnaroIl centrodestra conquista anche Arezzo, Rovigo, Chieti e Nuoro. Il centrosinistra vince a Mantova e Lecco. A Venaria, nel Torinese, vittoria del Movimento 5 Stelle.

La maggioranza degli elettori non ha votato, il Pd perde a Venezia, e non solo. Sono le prime indicazioni del voto per i ballottaggi delle comunali, che confermano la tendenza all’astensione (ha votato il 47,11%) e che segnalano alcune difficoltà per il centro sinistra che perde diverse amministrazioni. Oltre due i milioni di cittadini che sono stati chiamati alle urne per il turno di ballottaggio che riguarda 12 dei 17 capoluoghi andati al voto il 31 maggio ecomplessivamente 78 Comuni, 13 dei quali in Sicilia.   (altro…)

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Ballottaggi

Il grillino Nogarin strappa la “roccaforte” rossa. Gori vince a Bergamo.
Il centrodestra vince a Perugia, Potenza. Padova alla Lega. Crollo affluenza.

Dopo la volata di due settimane fa, il centrosinistra perde quattro storiche roccaforti di sinistra, Livorno, Padova, Perugia e Potenza, di cui le ultime due sono anche capoluoghi di regione. Ma strappa importanti città al centrodestra: Bergamo, Biella, Cremona, Verbania, Pescara, Vercelli e Pavia.

Livorno, Grillo batte Renzi

Livorno, la città che ha tenuto a battesimo il Pci e che dal dopoguerra aveva affidato le proprie sorti sempre alla guida della sinistra, Filippo Nogarin, candidato per il Movimento 5 Stelle, con una campagna elettorale non urlata, è riuscito a strappare la poltrona di sindaco a Marco Ruggeri, Pd, che per la prima volta nella storia della sinistra livornese è stato costretto ad andare al ballottaggio, perdendolo. La sconfitta a Livorno, per il Pd, è paragonabile a quando a Bologna, nel 1999, Giorgio Guazzaloca riuscì a strappare la città portando, per la prima volta dal dopoguerra, una coalizione di centro-destra alla guida del capoluogo emiliano. Il Movimento 5 Stelle ha vinto anche a Civitavecchia, nel Lazio.   (altro…)

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Risultati elettorali

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IL CENTROSINISTRA VINCE IN TUTTI I CAPOLUOGHI E IN QUASI TUTTI I COMUNI.

La fotografia della tornata elettorale è fin troppo chiara. A differenza dei sondaggi che da settimane segnalano un Pdl trionfante ovunque, il secondo turno del voto amministrativo fornisce ancora una volta il doppio dato dell’astensione arrivata ai livelli di guardia (il nostro un tempo era un paese che “votava” molto, soprattutto nelle tornate amministrative), e allo stesso tempo della vittoria incontrastata del Pd.

IL PARTITO che fu di Pier Luigi Bersani e che ora è nella mani del sindacalista Guglielmo Epifani, porta a casa altri undici capoluoghi sugli undici in palio strappando al centrodestra feudi storici come Imperia e Treviso e arricchendoli dei due lieti ritorni di Brescia e soprattutto di Roma, dove il candidato Ignazio Marino strapazza il sindaco uscente Gianni Alemanno staccandolo di quasi trenta punti.  (altro…)

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Le larghe intese non c’entrano nulla, la catastrofe Pdl è la fotografia di un partito padronale che quando il padrone non scende in campo è costretto a schierare vecchi catorci o giovani nullità e i risultati si vedono. La destra perde a Brescia a furor di popolo, tracolla a Imperia dove l’ex potente Scajola è finito in un buco nero e crolla a Treviso dove quel Gentilini che voleva sparare agli immigrati è finito impallinato lui. Poi c’è Alemanno, il peggior sindaco che si ricordi, con la Capitale ridotta a una discarica attraversata da bande di raccomandati e grassatori. Le larghe intese non c’entrano nulla, il 16 a 0 del centrosinistra è frutto di candidature mediamente decenti che al confronto con gli impresentabili dell’altra sponda fanno per forza un figurone. Poi c’è Ignazio Marino, marziano a Roma, come Pisapia a Milano o De Magistris a Napoli o Zedda a Cagliari solo che questa volta il Pd ci ha messo il timbro. Chirurgo di fama, dovrà amministrare una città con immensi problemi dove per la prima volta nella storia repubblicana ha votato meno della metà degli elettori. (altro…)

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BallottaggiFLOP DEI PARTITI.

Nel primo turno l’astensione ha fatto rima con crollo, di vo-tanti e credibilità dei partiti. Ma i primi numeri del ballottaggio per il Campidoglio parlano di valanga. Alle 22 di ieri, nei 2600 seggi di Roma l’affluenza è stata del 32,30 per cento, a fronte del 37,6 di domenica 26 maggio. Il rischio concreto è che alla fine avrà votato meno della metà dei romani. La (quasi) certezza è che il 63 per cento di vo-tanti del ballottaggio 2008 non verrà neppure sfiorato. La capitale ha poca voglia di urne, e lo aveva già detto chiaro due settimane fa, con un’affluenza del 52 per cento: 21 punti in meno del primo turno del 2008. Ma ieri è andata persino peggio, anche se i primi dati non erano poi così drammatici. Alle 12, l’affluenza era stata dell’8,26 per cento: in fondo in linea con il primo turno, con un calo “solo” dell’1,06 per cento rispetto al 26 maggio . Con il passare delle ore però l’astensione si è dilatata, e alle 19 il verdetto è stato già chiaro: 23,4 per cento di votanti, con un – 6,3 per cento rispetto a 15 giorni fa. Record negativo nel VI municipio (Tor Bella Monaca), con il 19,86 per cento. Insomma, la politica non piace e non trascina più, e questa non è una novità. (altro…)

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Amministrative-BallottaggiPREOCCUPA ANCORA IL DATO DELL’AFFLUENZA AI SEGGI.

Qualunque sarà l’affluenza alle urne, il ballottaggio consegnerà la fascia tricolore a 67 sindaci di cui 11 in città capoluogo: Roma, Treviso, Brescia, Ancona, Avellino, Iglesias, Imperia, Lodi, Siena, Viterbo e Barletta. Poi ci sono altri 142 Comuni della Sicilia – compresi i capoluoghi Messina, Ragusa, Catania e Siracusa – dove i cittadini sono chiamati al primo turno.  (altro…)

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Che spettacolo, ragazzi. A novembre, alla caduta dei Cainano, i partiti si erano riuniti su un noto Colle di Roma per decidere a tavolino il nostro futuro: se si vota subito, gli elettori ci asfaltano; allora noi li addormentiamo per un anno e mezzo col governo Monti, travestiamo da tecnici un pugno di banchieri e consulenti delle banche, gli facciamo fare il lavoro sporco per non pagare pegno, poi nel 2013 ci presentiamo con una legge elettorale ancor più indecente del Porcellum che non ci costringa ad allearci prima e, chiuse le urne, scopriamo che nessuno ha la maggioranza e dobbiamo ammucchiarci in un bel governissimo per il bene dell’Italia; intanto Alfano illude i suoi che B. non c’è più, Bersani fa finta di essere piovuto da Marte, Piercasinando si nasconde dietro Passera e/o Montezemolo o un altro Gattopardo per far dimenticare Cuffaro, la gente ci casca e la sfanghiamo un’altra volta, lasciando fuori dalla porta i disturbatori alla Grillo, Di Pietro e Vendola in nome del “dialogo”. Purtroppo per lorsignori, il dialogo fa le pentole ma non i coperchi. (altro…)

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Il New York Times è venuto a Garbagnate Milanese per seguire il ballottaggio e ha dedicato al MoVimento 5 Stelle un lungo articolo. Non è una notizia formidabile? (Il NYT ogni giorno stampa un milione di copie e ha un milione di visitatori unici al suo sito).

Caustic Comedian Alters Italy’s Political Map
GARBAGNATE MILANESE —
Una folla rapita, raccolta in una città dell’hinterland milanese una sera di questa settimana per ascoltare il comico italiano Beppe Grillo nel suo caratteristico e caustico discorso sulla politica italiana. E Grillo non li ha delusi.
Togliete i soldi dalla politica, togliete le carriere. Se qualcuno vuole arricchirsi o rubare, bene, deve scegliersi un altro lavoro“. “Senza soldi la politica diventa passione“.
Grillo ha indicato la fila di facce fresche di italiani – candidati con il suo MoVimento 5 Stelle che competono per il ballottaggio questo fine settimana – su un palco improvvisato dietro di lui. “Questi ragazzi forse mancano di esperienza, non hanno ancora imparato come truccare un bilancio, o a dare contratti ai loro amici…” . (altro…)

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A Parma e a Genova si svolge tra due giorni  un altro “redde rationem” tra la casta  partitocratica e l’altrapolitica, quella al  servizio dei cittadini anziché dei comitati  d’affari e di malaffare.  A Parma la politica d’establishment si chiama  Vincenzo Bernazzoli, Pd, ex dirigente sindacale,  il cui cursus honorum è però da un ventennio  tutto dentro la nomenklatura di partito. Amatissimo  dalla lobby dell’inceneritore, dai palazzinari,  dalle banche, dalla lobby degli ipermercati,  se vincesse a Parma non cambierebbe praticamente  nulla, se non nel senso reso proverbiale  da Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo. Federico Pizzarotti, invece, del Movimento 5 Stelle, costituirebbe la scossa sismica di cui la  città ha bisogno per tentare la rinascita. Risultati  del primo turno alla mano, la vittoria di Pizzarotti  sembra un miraggio, eppure questo “mi racolo” è oggi alla portata dei cittadini, dipende  da loro. (altro…)

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SPERO di poter un giorno, dopo questi anni di lontananza forzata, tornare a Napoli, in una Napoli nuova. Ma se dovessero vincere i vecchi, i soliti poteri, se dovesse prevalere l’asse Lettieri-Cosentino, questo non accadrà.

Il governo trema. Vede crescere un’onda che attraversa l’intero Paese e si manifesta in molteplici espressioni, ma con un evidente punto comune. È un’onda che dice: il nostro Paese ci riguarda. Da Milano a Napoli, entrambe città chiave, sembra scomparsa l’apatia solita che allontana dalle decisioni e dalla volontà di capire cosa accade. Deve essere chiaro a tutti, indipendentemente da quale sia l’idea politica di chi oggi vota a Napoli, che la candidatura di Gianni Lettieri rappresenta la continuità con la gestione di Nicola Cosentino. Non è solo il rapporto di vicinanza o il fatto che il candidato sindaco si presenti accompagnato da “Nicola o’ Mericano”, come lo chiamano a Casal di Principe. Ma la continuità tra i due è espressa dal programma, dal linguaggio, dalle posizioni sulle questioni economiche e amministrative del territorio. (altro…)

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Mentre la destra di governo, a Milano, scopre l’esistenza del Mullah Pisapiah diretta emanazione, secondo Bossi, di Al Qaeda (praticamente l’erede meneghino di Bin Laden, meno male che dovevano abbassare i toni e limitare almeno il ridicolo) l’Italia disinteressata all’indiscutibile e concreto pericolo che drogati e musulmani occupino palazzo Marino – gay mancini e ladri d’auto albini nelle retrovie, anziani terroristi a far da palo – l’Italia vera, dicevo, arranca nel disastro economico con un piede nella povertà e l’altro nella trincea della sopravvivenza. (altro…)

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Clamoroso risultato del candidato del centrosinistra che stacca Letizia Moratti. Sfida apertissima al secondo turno. A Bologna vittoria del centrosinistra. Il capoluogo piemontese premia l’ex segretario del Pd. In quello campano in testa Lettieri (Pdl). De Magistris stacca Morcone. Bossi: “Perdiamo per colpa del Pdl”.

ROMA – Due ballottaggi (Milano e Napoli), due vittorie (Torino e Bologna). Con il risultato del capoluogo lombardo che scuote la scena politica e che vede Giuliano Pisapia superare Letizia Moratti, nemmeno di poco. E il centrodestra che incassa un severo stop. E’ questa la fotografia delle elezioni comunali nelle quattro città chiave: Milano, Napoli, Bologna e Torino. Un voto con fortissime connotazioni nazionali e che potrebbe avere ricadute sul governo Berlusconi. (altro…)

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