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Posts Tagged ‘bambini’

 Un reportage fotografico in Lesotho, rivela le condizioni disperate dei piccoli che vivono nei dintorni delle fabbriche di abbigliamento dove i fornitori di Gap e Levi’s stanno intossicando il cuore di uno dei paesi africani più poveri al mondo.

Motselisi ha otto anni e, come spiega l’Independent, è un tipo diverso di “Gap kids”. Lei è una dei bambini che girano in lungo e in largo per trovare i ritagli che provengono dalle fabbriche

di indumenti che dominano sugli altopiani del Lesotho. La discarica di Thetsane nella capitale Maseru, in cui è stata fotografata Motselisi, è il lato oscuro del commercio del denim che per i poveri ha sostituito il carbone come combustibile e che brucia tutto il giorno sotto i loro piedi, insieme ai rifiuti chimici causando. nell’immediato, problemi respiratori e lacrimazione agli occhi.FIUMI BLU DENIM – La foto della bambina davanti agli scarti in fiamme di una fabbrica che fornisce Levi Strauss e Gap è in un premiato reportage del fotografo Robin Hammond. La fabbrica vicina è stata accusata di sversamento illegale di rifiuti anche chimici, compresa la soda caustica, nei territori comunali. I testimoni hanno descritto fiumi come il Caledon che hanno virato in un azzurro artificiale mentre le tinture che colorano i nostri jeans, vengono smaltite illegalmente negli affluenti dove la gente va a prendere l’acqua per lavarsi e cucinare. Inoltre, la ditta di Taiwan che dirige una delle fabbriche che forniscono i giganti degli Stati Uniti, stava smaltendo illegalmente aghi, rasoi e prodotti chimici nocivi, nei campi dove i bambini come Motselisi passano ore e ore alla ricerca di qualsiasi cosa che poi potranno vendere.

TOXIC JEANS – I remoti altopiani del Lesotho sono un’isola di povertà intensa circondata dal

comparativamente più ricco Sudafrica. Il precedente protettorato britannico è paralizzato per via del numero elevato di sussidi in quello che è il paese con il più alto grado di infezione da HIV al mondo ed ora sta contemplando la relativa offerta di diventare parte del Sudafrica per poter essere aiutato nello sviluppo. La serie sui “Toxic jeans” ha evidenziato le conseguenze non intenzionali degli sforzi per stimolare il commercio con l’Africa. La ditta sotto i riflettori, Nien Hsing, è il più grande produttore di denim dell’Africa ed occupa 9.000 operai nel Lesotho. (altro…)

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Dal momento che esiste una sostanza capace di prevenire l’influenza molto più efficacemente dei vaccini, tutti noi saremmo portati a pensare che gli scienziati avrebbero fatto di tutto per pubblicizzarla, giusto? In fin dei conti il nocciolo della questione non dovrebbe essere quello di proteggere bambini e adulti dalla influenza?
Uno studio clinico condotto dal dottor Mitsuyoshi Urashima presso la Divisione di Epidemiologia Molecolare nel Dipartimento di Pediatria presso la Università di Medicina di Minato-ku a Tokyo, ha rilevato che la vitamina D sia estremamente efficace nel prevenire la comune influenza nei bambini. Lo studio è stato pubblicato nel marzo 2010 dal Journal of Clinical Nutrition.

Si è trattato di un esperimento randomizzato su due gruppi il quale ha coinvolto 334 bambini, a metà dei quali sono stati somministrati 1.200 IU al giorno di vitamina D3, e alla altra metà un semplice placebo. Tale rigoroso studio è stato svolto seguendo scrupolosamente tutti gli standard scientifici più rigidi.
I risultati hanno detto che mentre 31 dei 167 bambini facenti parte del gruppo “placebo” hanno contratto la influenza durante i quattro mesi nei quali è proseguito lo studio, solo 18 dei 168 bambini del gruppo “vitamina D” la ha contratta. Questo significa che la vitamina D è stata responsabile di una riduzione assoluta di quasi l’8 per cento.
I vaccini antinfluenzali – secondo i più recenti dati scientifici – ottengono un 1 per cento di riduzione dei sintomi della influenza
(http://www.naturalnews.com/029641_vaccines_junk_science.html).
Ciò significa che la vitamina D sembra essere 800 volte più efficace rispetto ai vaccini per prevenire le infezioni influenzali nei bambini.
Per sostenere ulteriormente questi dati, sarebbe stato necessario effettuare un ulteriore studio clinico attraverso il quale porre a confronto diretto i supplementi di vitamina D con i vaccini antinfluenzali, attraverso una sperimentazione su un totale di quattro gruppi di individui:
Gruppo # 1 dovrebbe ricevere un placebo di vitamina D
Gruppo # 2 dovrebbe ricevere vitamina D (2.000 IU al giorno)
Gruppo # 3 dovrebbe ricevere una iniezione di vaccino antinfluenzale
Gruppo # 4 dovrebbe ricevere una iniezione placebo
Purtroppo un simile esperimento non potrà mai essere ufficialmente realizzato perché gli spacciatori di vaccini  sanno bene che proverebbe in maniera definitiva la inutilità dei loro vaccini. (altro…)

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A Roma una mostra fotografica documenta  la condizione delle madri e dei bambini in carcere.

“Vidi una bimba che cercava di mettersi in tasca la neve. Le chiesi: ‘Cosa stai facendo?’. Mi rispose: ‘La porto alla mamma’”. Leda Colombini è la residente dell’associazione “A Roma, insieme”, che dal settembre del 1994 lavora
nella sezione femminile del carcere romano di Rebibbia.
Al fianco delle detenute madri e dei loro bambini. Sì, perché non tutti sanno che, nelle carceri italiane, vivono anche 56 bambini, vittime della detenzione delle loro mamme. La maggior parte delle quali straniere,
31 di loro con sentenza definitiva. I dati li ha forniti ieri, in commissione Giustizia alla Camera, il capo del dipartimento dell’A m m i n i s t ra z i o n e
penitenziaria, Franco Ionta. E proprio ieri, nella sala Santa Rita della Capitale, è stata inaugurata la mostra “Che ci faccio io qui?”, un reportage realizzato da cinque fotografi di fama internazionale, nato dalla collaborazione tra l’agenzia fotografica “C o n t ra s t o ” e l’associazione “A Roma, insieme”. “Ogni sabato portiamo i bambini fuori dal carcere racconta Leda Colombini –. Li portiamo al mare, in montagna, e tutte le volte vorrei che il mondo intero fosse lì per assistere allo stupore di quei bambini”. Che invece vivono reclusi. Il loro unico orizzonte è il muro, quello della cella, quello del corridoio, quello di recinzione. “Tutto questo genera enormi problemi – prosegue Colombini –. Il primo è alla vista: questi piccoli sono privati degli spazi, degli orizzonti, delle altezze, del movimento della città. Sono tutti stimoli necessari a un’adeguata crescita del senso della vista. Per non parlare del mondo delle relazioni. (altro…)

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La scuola di lusso

“MIO MARITO è commercialista e io mi occupo di moda”. “Io
sono una libera professionista e mio marito è medico”. “Mio marito
è un imprenditore e io faccio l’avvocato ”. Parlano le mamme
che hanno accompagnato i propri figli alla Bilingual European
School, una scuola privata parificata che si trova nel quartiere di
Niguarda, a Milano. Pagano 7.000 euro all’anno di base, ma con tutti
gli altri servizi – mensa, laboratori, musica e numerose attività
sportive opzionabili – si arriva fino a 8.000 euro all’anno. Come
promesso dal nome, nella scuola si insegna in italiano e inglese e
qui i bambini diventano rapidamente bilingui. “È certamente un
valore aggiunto, una cosa che apre la mente vedere tuo figlio di
sei anni che parla perfettamente l’inglese”, ci dice una mamma entusiasta
della scuola. Nella Bilingual European School si trova tutto
quello che abbiamo visto in Svezia e tutto quello che manca
alla scuola pubblica italiana: dalle lavagne interattive ai videoproiettori,
dai computer agli strumenti musicali, dalla piscina
olimpionica al campo di basket. Al Leone XIII, il liceo privato parificato
più esclusivo e prestigioso di Milano, hanno 180 computer
in rete, una biblioteca con centomila volumi, un teatro da
870 posti, cinque palestre, campi di calcio, di pallavolo, di basket e
una piscina olimpionica. E quasi tutti i diplomati conseguono il patentino
europeo, che sarebbe la certificazione europea della loro
bravura nelle singole materie. (altro…)

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Sono 1200 in soli pochi giorni le firme raccolte su facebook per l’approvazione immediata della legge su dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento (disgrafia, disortografia e discalculia) in discussione al Senato dopo l’approvazione all’unanimità da parte della Camera il 9 giugno.

L’appello, firmato su facebook da molti genitori, ma anche da numerosi insegnanti e tecnici sanitari di tutt’Italia, chiede al Senato di affrettare l’iter di una legge attesa da ormai 10 anni. Chiamati a raccolta, nonostante il periodo feriale, i firmatari temono il rinvio alla Camera vedendo allontanarsi sempre più la tanto necessaria tutela del diritto allo studio per i numerosi bambini e ragazzi dislessici che frequentano le nostre scuole e che si stimano in una percentuale del 5% circa corrispondente a 3.500.000 studenti.

Dopo 10 anni di lunga attesa è stata recentemente approvata alla Camera, all’unanimità, la legge di tutela degli studenti con DSA – Disturbi Specifici di Apprendimento quali dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia – ora al vaglio del Senato per l’approvazione definitiva.
Per tutti i genitori di bambini e ragazzi dislessici/DSA è un importante traguardo, preannunciato dall’approvazione negli ultimi anni di numerose leggi regionali volte a colmare il vuoto legislativo nazionale. Ma non possiamo ancora esultare. (altro…)

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