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Posts Tagged ‘banche’

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Nasce l’organismo che dovrà occuparsi tra gli altri dei casi di Banca Marche, Carife, Carichieti e Banca Etruria. I grillini chiedono di poter essere messi alla guida, ma non hanno i voti. Nei prossimi giorni ci sarà la selezione dei 40 membri e poi l”organizzazione dei lavori.

E’ legge, dopo due anni di tira e molla, l’istituzione di unacommissione parlamentare di inchiesta bicamerale sul sistema bancario e finanziario. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha infatti firmato il provvedimento che ha ottenuto il via libera della Camera a fine giugno. La firma del Colle è arrivata dopo un battibecco con il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, che mercoledì aveva messo fretta a Mattarella sottolineando come il testo fosse “fermo alla firma del Colle da ormai ventuno giorni”. Ora inizia la corsa contro il tempo: da una parte la maggioranza che spera di temporeggiare, dall’altra i grillini che hanno annunciato, oltre a chiedere la presidenza della commissione, di voler iniziare il prima possibile. “Ogni giorno chiederemo l’inizio dei lavori”, ha detto a ilfattoquotidiano.it il deputato M5s Alessio Villarosa. (altro…)

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Il “salvataggio” delle due popolari venete è stato un affare per lo Stato (e per noi) come dice Giavazzi o una fregatura (come pensano tutti gli italiani che non scrivono editoriali sui giornali)?

Giorgio Meletti racconta un aspetto del decreto del governo, sul rispetto delle leggi:

Banche, il decreto Gentiloni sospende tutte le leggiNon vale più niente – Norme bancarie e antitrust, codice civile, diritto fallimentare e perfino i limiti contro gli abusi edilizi. Sanata la “gara” fatta prima del provvedimento
di Giorgio Meletti | 27 giugno 2017

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Cosa dice l’operazione – All’alba i commissari chiudono il mega-accordo con Intesa poco istanti dopo la loro nomina. E i costi per lo Stato saliranno di altri3-4 miliardi.

La scena ha del surreale, non foss’altro per gli importi giganteschi. Centinaia di pagine, 17 miliardi di euro pubblici, 50 miliardi di valore trasferito: tutto è stato firmato in 5 minuti. In questo arco di tempo si è formalmente svolta la partita della cessione della polpa delle banche venete a Intesa Sanpaolo. Uno dei più costosi salvataggi pubblici di sempre. (altro…)

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L’analisi.

Il ministro Padoan prepara il decreto per la liquidazione delle due ex popolari entro il fine settimana. Fuori gioco Atlante.

MILANO – Tra i palazzi zitti del potere, politico e finanziario, si lavora a oltranza per chiudere, se possibile nel fine settimana con un decreto che riformuli il Salvabanche natalizio, il dossier di liquidazione ordinata delle due ex popolari Vicenza e Veneto banca.
I contatti con le autorità sovranazionali corrono, così come le riunioni telefoniche tra i protagonisti dell’operazione, inedita e complessa nei meccanismi. L’ad di Vicenza, Fabrizio Viola, che presto potrebbe venire nominato tra i commissari liquidatori, è già in contatto con l’advisor del Tesoro Rothschild per conto dei compratori.

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SULLE banche andremo fino in fondo!”, gridano tronfi i parlamentari di centrosinistra, pronti a regolare qualche vecchio conto in sospeso nel derby dei veleni Mps-contro-Etruria.
“CHI ha sbagliato deve pagare!”, aggiungono i cinici mozzorecchi di centrodestra, pronti a salvare il soldato Minzolini ma a sparare sul quartier generale di Bankitalia. “Poteri Forti tutti al rogo”, chiosano furenti i pentastellati, pronti a bruciare sulla stessa pira complottarda, banchieri e bancarottieri, controllati e controllori.
Nasce in questo clima, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, che ieri sera ha ricevuto il sì del Senato e ora passa alla Camera per il via libero definitivo.

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L’analisi.

A colpire il sistema del credito sono ancora i cattivi prestiti degli anni passati, ma sui bilanci si fanno sentire anche gli oneri per i salvataggi e i tassi a zero che appiattiscono i margini d’interesse.

I primi cinque istituti italiani hanno accumulato nel 2016 perdite pari a una manovra finanziaria. Dal crollo degli utili si salva solo Banca Intesa. A pesare sono stati soprattutto i crediti deteriorati.

MILANO – Quasi una manovrina: ad esclusione di Intesa, le perdite cumulate delle prime quattro banche su cinque sfiorano i 18 miliardi. Una serie di fattori ha contribuito a deprimere i loro conti: il margine di interesse generalmente in calo (i tassi sono rimasti bassi e i volumi degli impieghi sono saliti poco e solo verso la fine dell’anno); le turbolenze dei mercati finanziari, che hanno compresso i ricavi da commissioni sul risparmio gestito (sempre positivi, ma non in crescita rispetto allo scorso anno); gli oneri per soccorrere il resto del sistema bancario (dal Fondi di risoluzione ad Atlante) e gli oneri per la riduzione di personale e filiali.

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“Fuori tutti i nomi dei primi 100 debitori, perché lì ne scopriremo delle belle”. Così il direttore de ilfattoquotidiano.it Peter Gomez, a Coffee Break su La7, commenta le dichiarazioni del presidente dell’AbiAntonio Patuelli, che ha chiesto di conoscere i nomi dei principali debitori delle banche salvate con i soldi pubblici, tra cui Monte dei Paschi di Siena. “Bisogna andare a vedere – dice Gomez – chi ha mentito alle banche e basta bonus ai dirigenti, finché la banca non produrrà utili. Sarebbe, inoltre sperabile – aggiunge – che prima o poi qualcuno tornasse a dividere tra banche che fanno finanza e quelle che fanno credito“. (altro…)

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Venti miliardi di euro. A tanto ammonta la somma messa a disposizione dal governo con nuovo debito pubblico per il salvataggio del sistema bancario italiano. Una mossa attesa ma arrivata nei tempi e nei modi a sorpresa lunedì 19 dicembre in serata, dopo che l’esecutivo Gentiloni era stato convocato alle 19.30 con mezz’ora di preavviso “per comunicazioni del presidente del Consiglio”. Quest’ultimo, dopo un’ora scarsa di riunione, ha fatto sapere che “il cdm ha approvato la relazione al parlamentoche autorizza il governo a ricorrere ad un indebitamento” per 20 miliardi. (altro…)

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giornaliDice il presidente del Consiglio che i giornali italiani hanno dormito alla grande sulla vicenda delle banche, spolpate dai politici locali e nazionali per ingrassare le loro clientele (come MPS).
Forse i giornali dormono, ma di certo Renzi e i suoi stanno ben attenti a come usare inchieste e scandali per la narrazione che più fa comodo.
Ho cercato le notizie che Il fatto quotidiano mette in prima pagina oggi: MPS e le dimissioni di Viola, il finto annuncio dei 600 posti di lavoro al centro Apple e il sospetto di assunzioni clientelari e infine la nomina a commissario per l’Agenzia digitale di un manager che ha lavorato per Amazon.

Qualche annuncio, la notizia che viene data ma non commentata.. Si, forse ci sono giornali che dormono ma spesso sono proprio quelli più graditi al palazzo. (altro…)

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I nodi

È qui che si gioca la partita: all’inizio del 2017 tutti i nodi verranno al pettine

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MinistroL’inchiesta.

Solo il reato di bancarotta ha qualche efficacia E spesso gli indulti chiudono i conti.

MILANO – «Chi ha sbagliato deve pagare e noi siamo come sempre fiduciosi nell’azione della magistratura e favorevoli alle azioni di responsabilità da parte dei nuovi organi amministrativi ». Sante parole che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha pronunciato nella sua ultima sezione di domande e risposte alla Camera, quando gli han chiesto conto della situazione del credito italiano, schiacciato da una mole di 360 miliardi di prestiti che molto probabilmente non torneranno più nelle casse delle banche.

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Renzi

Il premier mente a “Repubblica”. Dai pasticci su Mps ed Etruria, agli effetti miracolosi della “riforma” Boschi, all’Isis.

Che il premier Matteo Renzi avesse deciso di sparire dalla scena mediatica per tutta l’estate, secondo la “strategia del sommergibile” suggerita dai suoi consiglieri, non lo poteva credere nessuno. Ma si sperava almeno in una moratoria, magari parziale, delle bugie propagandistiche. Speranza andata delusa ieri, con la sua intervista-fiume a la Repubblica. (altro…)

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bufalasole24ore

Il titolo in prima pagina sul Sole24Ore di ieri “Viola: ora la banca è risanata“, è al limite dell’aggiotaggio. Con un titolo del genere si induce il lettore a credere che “ora” la banca Monte dei Paschi di Siena sia già risanata. Quindi chi compra le azioni di Monte dei Paschi oggi lo fa anche in base alle informazioni, in questo caso tendenziose, che fornisce quello che dovrebbe essere il primo giornale economico e finanziario del Paese. (altro…)

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Stornati dalla societàCivitavecchia, due arresti per la bancarotta della “Privilege Yard”, la società che doveva costruire il maxi yacht Al cardinale Bertone 700mila euro per beneficenze, consulenza da 500mila euro per l’ex senatore Baldassarri.

ROMA – Se mai qualcuno avrà il coraggio di varare quella carcassa di yacht arrugginito, adagiato nel cantiere abbandonato della Privilege Yard al porto di Civitavecchia, un azzeccato nome di battesimo potrebbe essere “Mangiatoia”. Quel progetto, infatti, nato col preciso obiettivo di succhiare denaro a un pool di banche (Etruria, Banca Marche, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bpm e Mps) ha sfamato l’appetito di tanti: dell’ex segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, degli ex parlamentari Mario Baldassarri e Vincenzo Scotti, del presidente dell’Autorità portuale Pasqualino Monti. E naturalmente quelli dell’imprenditore 76enne Mario La Via. L’uomo che diceva di voler costruire uno yacht, e invece regalava soldi non suoi.

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Renzi

In che cosa consista il progetto a sostegno del sistema creditizio non l’hanno capito nemmeno gli istituti. Che hanno subito dichiarato di non averne bisogno. In realtà è evidente che un intervento è necessario, ma sulla capacità negoziale dell’Italia sorge più di un dubbio. Il timore è che la montagna partorisca un altro topolino.

“Siamo pronti a fare tutto il necessario, se servirà, per garantire la sicurezza dei risparmiatori e dei cittadini”. Parole solenni, che fanno tornare alla memoria il “whatever it takes” con cui il presidente della Bce Mario Draghi salvò l’euro nel luglio di quattro anni fa. A pronunciarle con fare solenne, però, non è Draghi, bensì il premier Matteo Renzi parlando delle banche italiane alla Cnn. E la frase fa subito tutto un altro effetto. E’ tre giorni che da Palazzo Chigi e dal ministero del Tesoro filtrano indiscrezioni su un piano pubblico d’intervento a sostegno dellebanche in deroga alle direttive Ue sugli aiuti di Stato. (altro…)

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