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Posts Tagged ‘Barack Obama’

obamaMI RIVOLGO a questa assemblea da presidente degli Stati Uniti per l’ultima volta.

CITERÒ alcuni dei progressi fatti negli ultimi otto anni. Eravamo negli abissi della più grande crisi finanziaria dei nostri tempi, ma abbiamo reagito in modo coordinato per far ripartire l’economia globale. Abbiamo strappato ai terroristi le loro roccaforti, risolto la questione del nucleare iraniano per vie diplomatiche, aperto le relazioni con Cuba.
Nonostante ciò, oggi quelle stesse forze dell’integrazione globale che ci hanno resi così dipendenti gli uni dagli altri, ci espongono anche a profonde lacerazioni dell’ordine internazionale. I rifugiati varcano in massa le frontiere per scappare da un conflitto brutale. Perturbazioni finanziarie continuano a pesare su intere comunità. In ampie zone del Medio Oriente la sicurezza e l’ordine vengono meno. Troppi governi tuttora reprimono con la violenza il dissenso. Reti terroristiche mettono in pericolo società aperte e alimentano la rabbia nei confronti di immigrati e musulmani innocenti. Questo paradosso caratterizza il mondo di oggi.

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SETTANTUN anni fa in una mattinata tersa e luminosa la morte cadde dal cielo e cambiò il mondo. Un lampo di luce e una parete di fuoco distrussero una città, dimostrando che l’umanità possedeva i mezzi per autodistruggersi.
Perché veniamo in questo luogo, a Hiroshima? Per riflettere su una potenza terribile che si è scatenata in un passato non troppo remoto. Veniamo per piangere i morti: più di centomila tra uomini, donne e bambini giapponesi, migliaia di coreani e una decina di prigionieri americani. Le loro anime ci parlano. Ci chiedono di guardarci dentro, di valutare chi siamo e cosa potremmo diventare.

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“Non sosterrò candidati che appoggiano la lobby delle armi”

L’EPIDEMIA di violenza con armi da fuoco nel nostro Paese rappresenta una crisi. I morti e i feriti per arma da fuoco costituiscono uno dei maggiori pericoli per la salute e la sicurezza del popolo americano. Ogni anno, oltre trentamila americani perdono la vita per colpa delle armi. Suicidi. Violenze domestiche. Sparatorie fra bande criminali. Incidenti. Centinaia di migliaia di americani hanno perso fratelli e sorelle o seppellito i loro figli. Siamo l’unica nazione avanzata sulla terra che assiste con una simile frequenza a una violenza di massa di questo genere. Una crisi nazionale come questa esige una risposta nazionale. Ridurre la violenza con armi da fuoco sarà difficile. È evidente che con questo congresso non sarà possibile giungere a nessuna riforma di buon senso che limiti la diffusione delle armi. Non sarà possibile durante il mio mandato. Tuttavia, ci sono delle misure che possiamo intraprendere da subito per salvare vite umane. E tutti noi — a ogni livello di governo, nel settore privato e in quanto cittadini — dobbiamo fare la nostra parte. Abbiamo tutti una responsabilità.

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Russia-UsaMa Obama vuole ancora il via libera del Congresso per premere su Assad.

NEW YORK -LA SOLUZIONE c’è, per scongiurare in extremis l’intervento
militare americano. Assad (che ancora di recente negava perfino di averle) deve consegnare tutte le armi chimiche a una forza internazionale sotto l’egida dell’Onu, che provvederà a custodirle e poi distruggerle. Tutti hanno un vantaggio da ricavarne: Obama si salva dalla possibile bocciatura del Congresso; la Russia evita di perdere la faccia in un attacco missilistico Usa dal quale il suo alleato siriano non riuscirebbe a difendersi; Assad si risparmia l’esperienza dei missili Tomahawk sulle sue caserme e palazzi governativi. Infine l’Onu ritroverebbe un ruolo, dopo essere stata sferzata da Obama per la sua “paralisi”. Diversi parlamentari americani in crisi di coscienza alla vigilia del voto, colgono con entusiasmo questa alternativa. (altro…)

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Kerry

“Non possiamo voltarci dall’altra parte” Obama pronto all’intervento in Siria
 La crisi. Kerry presenta le prove. Il presidente: “Ma non ho ancora deciso”.

ALMENO 1.429 morti, inclusi 426 bambini, uccisi dalle armi chimiche di Assad. L’America presenta le sue prove con certezza: video agghiaccianti, testimonianze, mappe, telefonate intercettate fra alti dirigenti siriani.

NEW YORK- SONO la base morale e giuridica per l’intervento militare in Siria. «Sarà limitato, non un coinvolgimento di lungo termine, non ci saranno soldati Usa sul territorio siriano», precisa Barack Obama. Il presidente, in una breve dichiarazione alle ore 20.30 italiane, afferma di «non avere ancora deciso, tra le varie opzioni». Ma è determinato sulla necessità di colpire. «Non possiamo accettare che donne e bambini vengano sterminati coi gas». Definisce quella strage «una sfida al mondo intero, alla nostra sicurezza nazionale, ai nostri alleati come Israele Turchia e Giordania, col rischio inoltre che quelle armi chimiche finiscano in mano a terroristi decisi a usarle contro di noi». (altro…)

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‘Il meglio deve ancora venire per gli Usa’.

Barack Obama è stato rieletto Presidente degli Stati Uniti. E ha spazzato via i timori della vigilia, dove i sondaggi davano per certo un testa a testa tra i due candidati, con un risultato dai contorni netti. Il presidente ha infatti conquistato 303 Grande elettori contro i 206 di Romney, stando alle ultime proiezioni della Cnn. A rivelarsi decisivo – come ci si attendeva alla vigilia – è stato l’Ohio. Vinto questo Stato è bastato aspettare i risultati degli Stati della West Coast, dalla California a quello di Washington. Una vittoria liberal su più fronti, grazie all’esito dei referendum che si sono tenuti in alcuni Stati. Infatti il matrimonio gay ha ottenuto il via libera in Maine eMaryland, sì alla marijuana legalizzata per uso ricreativo negli stati di Washington e Colorado e per uso terapeutico in Massachusetts, stato di cui Romney era  governatore. In più la democraticaTammy Baldwin è la prima senatrice lesbica. (altro…)

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La sensazione è che Barack Obama rischi di sciupare il principale successo della sua Presidenza. Il 2 maggio ha ottenuto una grande vittoria politica, con l’uccisione di Bin Laden in Pakistan. Tre giorni dopo soltanto, la scena si complica. Sul piano interno, la Casa Bianca ha dato troppi dettagli, finendo per entrare in contraddizione con le prime ricostruzioni del blitz ad Abbottabad.

Il rischio, di dettaglio in dettaglio, di contraddizione in contraddizione, è che il Presidente/Nobel per la pace, diventato di colpo Comandante in capo, si esponga all’accusa di non avere detto parte della verità. Anche perché la famosa immagine della «situation room» è un’arma a doppio taglio: farà ricordare che Obama ha voluto la testa di Bin Laden ed è riuscito ad ottenerla; ma lo coinvolge anche pienamente, direttamente, nel modo in cui questo risultato è stato ottenuto. (altro…)

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