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Posts Tagged ‘BARBARA CATALDI’

telefonini

Dal 2017 telefonate libere in Europa, ma sono già pronti escamotage per farci pagare di più.

Briciole in cambio della pietanza più saporita del banchetto. Lo scambio che è stato fatto in Parlamento Ue tra gli eurodeputati e la potente lobby delle telecomunicazioni più o meno si può riassumere così. Con il pacchetto di norme Telecom, approvato la scorsa settimana in aula,èstatobarattatoildivieto di applicare tariffe roaming sui cellulari utilizzati nei Paesi Ue, che entrerà in vigore dal 2017, con la possibilità per le compagnie di rifarsi nel settore più ricco e fruttuoso del prossimo futuro: quello del traffico dati, ovvero internet. Il settore delle telecomunicazioni è florido ma, anche grazie alla Rete su cui voce e video viaggiano allo stesso costo di una mail, sta riducendo moltissimo i propri profitti: in Italia tra il 2010 e il 2014 i ricavi delle aziende sono scesi di oltre il 22%, del 6,6% solo nell’ultimo bilancio. La concorrenza in questo campo funziona davvero. Basta pensare al VoIP e servizi come Skype o WhatsApp che ci permettono di telefonare gratis nel globo, oppure a Netflix, la web tv che ha sfidato la televisione digitale e satellitare di tutto il mondo. (altro…)

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OspedaleUn ddl in discussione in commissione alla Camera potrebbe ridurre i nostri diritti.

Vittoriana aveva 37 e un forte mal di testa. Forse legato ai dolori alla cervicale. Un paio di settimane fa è stata all’Ospedale di Rivoli, in provincia di Torino, per farsi visitare. Dopo pochi giorni ci è tornata per un’ecocardiografia. Dodici ore di attesa in piedi l’hanno sfinita. È tornata a casa e non si sentiva bene. Quando è arrivato il 118 era troppo tardi. Il procuratore di Torino Guariniello ha aperto un’indagine per omicidio colposo.   A 23 anni Paola (la chiameremo così) è finita al Pronto soccorso del Policlinico di Bari con vertigini e malessere. (altro…)

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Con la scusa di una direttiva europea, potrebbe tornare la penale per l’estinzione anticipata.

Non bastano gli 800 miliardi di euro regalati, dal 2008 a oggi, dai contribuenti europei alle banche per salvarle dal fallimento. Non bastano gli oltre 600 miliardi di liquidità accumulati grazie a quel dono nei loro depositi e rimessi in circolazione solo in misura minima attraverso prestiti a persone e imprese. Per aiutare la potentissima lobby dei banchieri del Vecchio Continente ci si mette anche la direttiva europea sui mutui Mcd, Mortage credit directive, recepita dall’Italia a luglio con una legge delega che deve diventare operativa entro il 21 marzo 2016. (altro…)

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genovaIl governo abolirà la Tasi ma strozza ogni business che può nascere intorno all’abitazione.

Via la Tasi dal 2016. La promessa di Renzi potrebbe significare per 20 milioni di proprietari di prima casa un risparmio di 183 euro all’anno in media in provincia, e di 230 in città, calcola la Uil. Comunque, spiccioli per chi non possiede ville o dimore lussuose.Anche perché per la nostra casa spendiamo ogni anno la bellezza di 4.012 euro a testa.   Secondo la Confcommercio, affitti, tasse, tariffe, manutenzioni varie, servizi come luce,gas e acqua,insomma tutte le spese incomprimibili, rappresentano il 24% dei nostri consumi. Spese che negli ultimi 20 anni sono più che raddoppiate. Eppure la casa non è solo un salasso. Al tempo della sharing economy, può diventare una vera e propria opportunità di guadagno, o semplicemente un modo per alleggerire il bilancio familiare.   (altro…)

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BenzinaIl governo ha bisogno di soldi per rispettare le promesse del premier. Pagheremo noi.

Finite le vacanze? Preoccupati per il ritorno alla routine? State sereni. Da settembre il nostro premier Matteo Renzi avrà solo un obiettivo: approvare una legge di stabilità per il 2016 che prosegua “nel taglio delle tasse”. L’ha promesso: via la tassa sulla prima casa, via l’Imu su terreni agricoli e macchinari imbullonati a terra, giù Ires e Irpef, le tasse sui redditi delle società e delle persone fisiche. E chi più ne ha, più ne metta.   Serve solo reperire nei prossimi tre anni una cifra che oscilla tra i 35 e i 45 miliardi di euro; cifra a cui, secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, vanno aggiunti altri 75,4 miliardi entro il 2018 per evitare che scattino le cosiddette clausole di salvaguardia, trappole disseminate nelle norme italiane per tappare i buchi del bilancio dello Stato con aumenti automatici del prelievo fiscale. Bombe ad orologeria.   (altro…)

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