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Posts Tagged ‘barca’

Scanzi

“Caso Graziano? Al momento, le uniche cose che Renzi ha saputo rottamare veramente sono state D’Alema e la sinistra. ll presidente del Consiglio è scarsamente interessato alla questione morale”. Così il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, commenta la vicenda di Stefano Graziano, presidente del Pd campano, indagato con l’accusa di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso. Ospite di Otto e Mezzo (La7), Scanzi si confronta con Marco Damilano, vicedirettore dell’Espresso, e Fabrizio Barca, esponente Pd, il quale osserva: “Quello che sta accadendo è una cosa orrenda, e vorrei pure vedere che Graziano non si fosse autosospeso. (altro…)

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De BenedettiTRANELLO DE “LA ZANZARA” ALL’EX MINISTRO DELLA COESIONE TERRITORIALE CHE CONFESSA: “L’INSISTENZA È IL SEGNO DELLA LORO CONFUSIONE E DISPERAZIONE”.

Sembrava il favorito, anche se mai una volta aveva espresso l’ambizione di ricoprire l’incarico più difficile del momento, quello di ministro dell’Economia del nascente governo Renzi. A chi gli chiedeva se era pronto, Fabrizio Barca rispondeva sempre la stessa cosa: “Non ci penso proprio”. Anche perché da Matteo Renzi in persona non era mai arrivata nessuna richiesta formale, come ci ha tenuto a sottolineare l’ufficio stampa del segretario del Pd. Ma ieri questo messaggio è stato trasmesso in modo molto più esplicito di quanto desiderato, colpa di una intemerata telefonica della Zanzara, la trasmissione di Giuseppe Cruciani e David Parenzo su Radio24. (altro…)

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NatangeloNEL GIORNO IN CUI VIENE DESIGNATO PREMIER, IL SEGRETARIO PD SI INCAGLIA TRA I “NO” DEI MINISTRI E QUELLI DEI POSSIBILI ALLEATI. E DA RADIO 24 ARRIVA LA MAZZATA FINALE.

Sono le 10 e 20 quando Matteo Renzi, alla guida di una Giulietta bianca, accompagnato solo dal capo ufficio stampa del Pd, Filippo Sensi, varca la porta del Quirinale, per andare a ricevere l’incarico di formare il governo. Dieci minuti di anticipo. Alla direzione del Pd aveva rivendicato l’ “ambizione sfrenata” che l’ha portato fin qui: il sogno di fare il premier, la convinzione di poter riuscire dove molti hanno fallito. (altro…)

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Finisce in Barca

Dalla telefonata del finto Nichi Vendola che carpisce all’inconsapevole Fabrizio Barca una serie di indebite pressioni subìte per accettare la poltrona di ministro dell’Economia, ne esce benissimo il galantuomo modello di coerenza politica e disinteresse personale. Ne esce così così l’ingegner Carlo De Benedetti nelle vesti di padrone delle ferriere (e delle rotative di Repubblica),che sembra troppo interessato a quel dicastero (ma lui smentisce). Ne esce male Matteo Renzi: e non tanto perché, nella beffa ordita dai conduttori de La Zanzara (con relativa violazione della privacy), il regista dell’operazione Barca sembra proprio lui,manovrando da dietro le quinte; quanto per lo spaccato di intrighi che emerge, con l’assalto alla diligenza del nuovo esecutivo e con il leader Pd che non sembra recitare la parte dello sceriffo. (altro…)

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BarcaIl Pd è il partito a cui una persona di sinistra come me guarda”. A un mese esatto da quelle parole (pronunciate di fronte alle telecamere della tv de ilfattoquotidiano.it  ) che segnarono il suo ingresso ufficiale nell’arena del partito, Fabrizio Barca inizia il suo tour nella “pancia” dei militanti. Primo appuntamento ieri al circolo “San Paolo” di Prato. Una tappa forse non casuale, dal momento che proprio a Prato, il 19 maggio, si riuniranno i “rivoltosi” di tutta Italia: i giovani di #occupypd che più di tutti gli altri non hanno digerito l’inciucio con il Pdl del governo Letta, ma non solo. Ad ascoltare l’ex ministro della Coesione territoriale del governo Monti – tornato al suo impiego di direttore generale del Ministero del Tesoro – ieri a Prato non c’erano soltanto giovani. La piccola sede del circolo “San Paolo” era gremita di oltre duecento persone, molte delle quali in piedi, con un’età media non certo livellata verso il basso. Segno che la parola “sinistra” scalda ancora i cuori al di là della carta d’identità. Fabrizio Barca, che pure ha annunciato di non ambire alla segreteria del partito (a cui è iscritto da poche settimane) nè alla creazione di una corrente, lo sa bene. (altro…)

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Verso la scissione

La cabina di regia improvvisata del Partito Democratico è in allarme rosso: domani dovrebbero iniziare le consultazioni per il nuovo governo e i Democratici non hanno deciso chi andrà a farle e con quale mandato. Ieri i leader o aspiranti tali del partito hanno passato la giornata a telefonarsi per venire a capo del rebus. E alla fine hanno convocato una direzione per domani, con il compito di scegliere chi andrà al Colle e con quale incarico. Da Costituzione ci vanno sicuramente i capigruppo, Roberto Speranza (fedelissimo di Bersani) e Luigi Zanda (area Franceschini). Evidentemente impossibilitati in questa fase a rappresentare un partito in frantumi. Andrea Orlando, Stefano Fassina e Matteo Orfini stanno gestendo la trattativa per i Giovani Turchi, poi ci sono gli stessi Zanda e Speranza, oltre a Dario Franceschini e Enrico Letta, parte integrante del caminetto testè impallinato. (altro…)

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Stefano_RodotaSEL E IL MINISTRO DELLA COESIONE SI OPPONGONO ALLE LARGHE INTESE.

Nel nome di Stefano Rodotà. Se a sinistra nascerà una nuova formazione il simbolo non potrà che essere lui. Volente o nolente, l’ottantenne giurista rappresenta la bandiera sotto la quale proveranno a rifugiarsi coloro che vogliono smarcarsi dal Napolitano bis e dal governo che ne verrà. Il primo a muoversi è stato Nichi Vendola che ieri ha provato a gettare un’esca al malumore del Pd. “Noi – ha dichiarato il presidente di Sel – siamo impegnati a ricostruire una nuova sinistra di governo” senza puntare “alla scissione” del Pd. “A quello ci sta pensando qualcun altro” dice Vendola dando appuntamento l’8 maggio (ma potrebbe essere il 10 o l’11) per un meeting o un convegno. Per far capire che l’obiettivo è parlare ai mal di pancia democratici, Vendo-la annuncia che Sel accelererà la richiesta di adesione al socialismo europeo. “Non vogliamo ricostituire una Sinistra arcobaleno” spiega al Fatto Nicola Fratoianni, deputato e già assessore della giunta pugliese. Non si tratta, insomma, di una mossa che guarda a Antonio Ingroia o ad altri settori di sinistra.  (altro…)

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“Manovra Salva-Italia”, tra le misure varate dal Governo Monti una tassa sui beni di lusso: auto superiori ai 170 chilowatt (228 cavalli), elicotteri, aerei privati e barche sopra i 10 metri. Ecco il commento dell’Onorevole ed ex Ministro Roberto Maroni, sul Corriere di oggi:

Se salvo la tassa sul lusso? No, assolutamente. Perché rischia di rivelarsi una vera e propria truffa. Chiunque ami il mare e abbia una piccola imbarcazione lo sa bene: tassare il posto barca è come mettere la tassa sui box per l`auto. Definire lusso un mezzo di dieci metri significa non avere la percezione della realtà.

nonleggerlo.blogspot.com

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