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Posts Tagged ‘bce’

Agenda Merkel – Le principali partite europee rimarranno congelate La Cancelliera indebolita dovrà essere più cauta anche a Bruxelles.

Non credo che gli idranti ai confini e il filo spinato fossero una idea migliore, e anche sull’euro la Corte di giustizia ci ha sempre dato ragione”. Angela Merkel risponde così al conduttore del dibattito tra i candidati nella sera elettorale, a commento dei dati che indicano un calo della Cdu della cancelliera a favore dell’estrema destra di AfD, che ha fondato la sua ascesa prima sulle aperture della Merkel a una gestione pragmatica della crisi dell’eurozona e poi, soprattutto, sull’apertura delle frontiere a un milione di profughi siriani nell’estate del 2015. (altro…)

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MpsL’operazione – Il fondo Atlante userà le ultime risorse, 1,6 miliardi, per sgravare la banca da 27,7 miliardi di crediti a rischio. Resta il nodo della garanzia pubblica

La vigilanza Bce ha approvato ieri il piano di salvataggio presentato dal Monte dei Paschi di Siena. È una vittoria per l’amministratore delegato Fabrizio Viola e per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che lo ha seguito nelle scorse settimane sul percorso scelto. Ma ci vorrà ancora tempo per capire se il successo di ieri dovrà essere archiviato come definitivo o solo ricordato come provvisorio. (altro…)

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Grecia

La vera battaglia per cambiare l’Europa comincia ora. La larga vittoria del no all’austerity in Grecia rappresenta l’inizio ufficiale di un conflitto politico-economico il cui esito è tutt’altro che certo. Ma dopo aver visto all’opera tanti leader nazionali pronti a farsi eleggere dicendo che Bruxelles doveva mutare registro e che poi, alla prova dei fatti, non facevano nulla perché questo avvenisse è difficile essere scontenti. Finalmente da oggi c’è un Paese che ci prova. Dopo aver dato la voce ai cittadini.

I rischi sono ovviamente elevati. Nell’immediato la permanenza di  Atene nell’euro è in mano alla Bce di Mario Draghi. E sopratutto solo la Bce può evitare che la festa per la vittoria del no si trasformi subito in un tracollo economico e sociale. (altro…)

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Le banche bocciate
Dopo le correzioni 2014 in crisi solo Mps e Carige Bankitalia: lo Stato non è intervenuto e non lo farà.
ROMA – 25 banche europee su 130 non superano gli esami della Bce alla data del 31 dicembre 2013. Il numero scende a 13 se si considerano gli aumenti di capitale effettuati nel corso del 2014. Proprio su quest’ultimo aspetto della delicatissima partita bancaria entra in azione la Banca d’Italia che integra e di fatto «corregge» i risultati di Francoforte. E dunque: sono 9 le banche italiane inizialmente bocciate dalla Bce, insieme a 3 greche, 3 cipriote, 2 slovene, 2 belghe e 1 ciascuna per Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Austria. A un primo sguardo le italiane risultano tra le peggiori. Ma attenzione: gli istituti nazionali con “carenze” diventano 4 se si escludono quelli che hanno già rafforzato il patrimonio tra gennaio e settembre (le Popolari di Milano e Vicenza). Si riducono a 2 con le operazione patrimoniali definite nelle ultime settimane. Si tratta di Mps e Carige che dovranno rafforzarsi rispettivamente per 2,11 miliardi e 814 milioni: i loro vertici si sono subito riuniti. “Il sistema è solido”, conclude la Banca d’Italia. I risultati dell’esame sono “rassicuranti e non inattesi». La bocciatura delle banche italiane si riferisce solo al cosiddetto «scenario avverso»che per la Banca d’Italia è «altamente improbabile». In sostanza questi istituti non resisterebbero agli choc se il Pil scendesse nel prossimo triennio di altri 6,1 punti e qualora si riacutizzasse la crisi del debito sovrano. Nessun problema invece sull’altro parametro preso in esame, cioè l’Asset quality review condotta sui bilanci reali a fine 2013.

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BCE
Stress test, in Italia Mps e Carige verso la bocciatura Popolare Vicenza corre ai ripari. Governo preoccupato.
MILANO – L’attesa è finita: oggi a mezzogiorno si conoscerà l’esito dell’esame della Banca centrale europea (Bce) condotto su 131 istituti di credito europei, di cui 15 italiani. Per emettere il verdetto sui promossi e i bocciati, l’Eurotower ha seguito un doppio binario: una valutazione della qualità degli attivi come da fotografia di fine 2013 (asset quality review o Aqr) e una misurazione della tenuta dei bilanci in condizioni di base e in uno scenario avverso (i cosiddetti stress test). Al termine dell’esame, la Bce ha assegnato delle pagelle con gli ammanchi di capitale (shortfall) calcolati per ciascuna banca, che costituiscono poi il fulcro della comunicazione odierna di mezzogiorno e che saranno anche al centro della conferenza stampa della Bce delle 12.30. Ma per avere un quadro definitivo dei deficit di capitale delle italiane bisognerà attendere Bankitalia, che “correggerà” il dato della Bce tenendo conto di qualsiasi tipo di misura di rafforzamento patrimoniale intervenuta nel 2014.

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DraghiTRE LEVE POSSONO SCUOTERE L’ECONOMIA: DEROGHE SUI CONTI, STIMOLO MONETARIO, INVESTIMENTI PUBBLICI A LIVELLO EUROPEO. MA I BENEFICI SAREBBERO MINORI DELLE ATTESE.

Il clima è cambiato in Europa, l’austerità non è più un’ossessione. Ma quali sono i margini per i Paesi come l’Italia che annaspano tra bassa crescita, prezzi stagnanti e rigore contabile? Non è facile orientarsi tra il dibattito sulla flessibilità, quello sulle misure straordinarie e le promesse di piani straordinari di interventi pubblici.   La flessibilità sul debito   che serve all’Italia   Il governo Renzi chiede “flessibilità” alla Commissione europea, se ne parlerà nel vertice dei ministri economici a Milano l’11 settembre. Non si tratta di cambiare le regole, ma di interpretare quelle esistenti in modo da permettere ai Paesi di sostenere il costo di riforme strutturali senza rischiare sanzioni se violano gli obblighi di riduzione del debito e del deficit. (altro…)

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eccesatira.blogspot.it

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Il salva-banche non convince, lo scudo antispread non scatta, la recessione avanza mentre altri allarmi si accendono: le regioni spagnole a rischio bancarotta, ma anche la Sicilia oberata di debiti spaventano e alimentano la speculazione. Gli ultimi vertici europei non sono stati in grado di dare un segnale forte e così sulle Borse senza bussola piovono le vendite. In questa situazione di incertezza i grandi investitori si chiedono se abbia ancora un senso l’austerity spinta, che invece di risanare alimenta la recessione. (altro…)

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Negli ultimi giorni, e in particolare con la seduta di Borsa di ieri, il moderno sistema finanziario ha dato il peggio di sé. Per comprendere bene quest’insuccesso occorre ricordare un antefatto troppo spesso trascurato: la finanza globale è fortemente squilibrata dall’abbondante creazione di liquidità degli Stati Uniti, a fronte della quale manca una vera ripresa dell’economia americana. Il presidente Obama, con una difficile campagna elettorale in corso, ha demagogicamente assolto il proprio paese e la propria amministrazione da ogni colpa per la situazione economica, addossando all’Europa tutta la responsabilità della crisi. (altro…)

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I capigruppo Pd, Idv, Udc e Api chiedono che Berlusconi spieghi i dettagli della missiva portata a Bruxelles. Bossi: “Tremonti si è defilato”.Sacconi sui licenzienti facili propone “un tavolo con le parti sociali”. Bersani: “A parte le minacce inaccettabili di entrare a piè pari sul mercato del lavoro, tutto il resto è merce usata”.Barroso: “Gli impegni vanno concretizzati”.

ROMA – L’opposizione sollecita con “urgenza” l’intervento del governo per riferire in Parlamento sugli impegni assunti nella lettera consegnata ieri alla Ue 1. Il presidente della commissione europea Josè Manuel Barroso avverte: “E’ imperativo che l’Italia concretizzi gli impegni e lo faccia con un calendario chiaro”. Il tutto mentre i sindacati attaccano i licenziamenti facili e annunciano (Cisl, Uil e Ugl in modo esplicito) lo sciopero generale. Resta teso il clima dopo la missiva del governo alla Ue. Una lista di impegni per rassicurare le istituzioni europee preoccupate per la situazione economica del nostro Paese.  (altro…)

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In una lettera strettamente confidenziale Jean Claude Trichet e Mario Draghi elencano una serie di suggerimenti di politica economica che il Governo italiano dovrebbe applicare. Suggerimenti che però, in barba all’inalienabile principio di autodeterminazione e sovranità nazionale, suonano più come delle severe imposizioni.

Si sapeva che la sovranità nazionale, politica ed economica, con l’avvento della moneta unica e ancora prima delle istituzioni europee avrebbe considerevolmente perso peso. Ma oggi il limite è stato oltrepassato. Dopo il proditorio annuncio dell’Islanda – che, esasperata dalle vessazioni del Fondo Monetario Internazionale e fedele alla volontà del proprio popolo, ha deciso di ripudiare il debito contratto con le banche private inglesi e olandesi, di uscire dal FMI e di darsi una nuova costituzione seguendo un iter partecipato e interattivo che la mettesse al riparo dalla politica dell’usurocrazia – la Banca Centrale Europea ha forse ritenuto opportuno dare una stretta al laccio che cinge il collo dei paesi europei, in questo caso del nostro, quello dell’Italia. (altro…)

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Il rally delle Borse non ci può né ci deve ingannare. Per l’Europa, e soprattutto per l’Italia, è suonata la campana dell’ultimo giro. L’iniziativa del G20, con il maxi-piano da tremila miliardi di euro per salvare la moneta unica e ricapitalizzare le banche, è la conferma implicita di quanto scriviamo da giorni. Si va dritti verso il “default” della Grecia. La messa in sicurezza delle principali istituzioni creditizie dell’Eurozona è la mossa che prepara la “caduta pilotata” di Atene. A questo punto sarebbe prevedibile, oltre che auspicabile, un contestuale taglio dei tassi d’interesse da parte della Bce.  (altro…)

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Quando i migliori allenatori vogliono motivare le loro squadre prima delle partite più impegnative, li caricano all´ingresso in campo con un “dovete crederci!”. Sanno che solo i giocatori convinti nell´impresa possono dare il massimo. E anticipare le mosse dell´avversario, spingere il pubblico dalla loro parte e disorientare anche gli avversari più temibili. Chi non ci crede è già sconfitto in partenza, rassegnato a subire l´iniziativa della controparte. Un governo che non ci crede non riuscirà mai a cambiare le aspettative di investitori che continuano a essere molto negative sul nostro Paese: anche ieri, l´ottimismo dei mercati dopo l´annuncio di politiche monetarie espansive coordinate tra le due sponde dell´Atlantico non ha intaccato lo spread fra i nostri titoli di Stato e i Bund tedeschi, ritornato ai livelli di prima degli interventi della Bce. (altro…)

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C’è stato un uso molto improprio, della lettera che la Banca centrale europea ha inviato al governo italiano, la mattina del 5 agosto, per arginare la formidabile inconsistenza del discorso tenuto da Berlusconi il giorno prima in Parlamento. Qualcuno ha deciso di far trapelare notizie sulla missiva, e volutamente ha corso il rischio di trasformare l´Italia in un paese sotto tutela, che da solo non sa e non vuole prendere decisioni impopolari.
Questo qualcuno è Palazzo Chigi, la fuga di notizie parte da qui, e anche la leggenda dell´Italia commissariata ha avuto evidentemente il suo avallo. Non tiene neanche un minuto la scusa del governo, secondo cui non spetta al destinatario ma al mittente pubblicare le lettere. Qui non si tratta di un´epistola privata, ma di un messaggio agli italiani tutti. (altro…)

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perquelchemiriguarda.blogspot.com

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