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Posts Tagged ‘Beatrice Borromeo’

gratteriL’INTERVISTA Nicola Gratteri.

Un grande regalo ai criminali”: il giudice Nicola Gratteri fatica a prendere seriamente quei provvedimenti nascosti nella riforma del processo penale che renderebbero di fatto “impossibili le indagini di mafia”.   Gratteri, partiamo dal divieto di registrare un colloquio di nascosto:si rischiano fino a quattro anni di   carcere.   Noi sproniamo continuamente i cittadini a collaborare con lo Stato nella lotta alle mafie, chiediamo che denuncino, che non siano omertosi. È davvero molto grave lanciare il messaggio che lo Stato adesso vuole l’opposto, ovvero punire l’imprenditore che ha la prontezza di registrare col cellulare chi lo minaccia o gli chiede il pizzo. Anche perché gli avvertimenti avvengono una volta sola, poi arrivano le bombe.Non possiamo permettere contraddizioni così evidenti, e abbiamo davvero bisogno dell’aiuto della gente nella raccolta della prova.   La sua commissione ha introdotto varie proposte, alcune tacciate di eccessiva severità a tutela della privacy.   (altro…)

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IlvaPresidente dei Verdi Angelo Bonelli.

Presenterò un esposto per omicidio e disastro ambientale continuato. Chiedo alla Procura di Taranto di aprire un nuovo filone d’inchiesta, ora che i dati dell’Istituto Superiore della sanità hanno dimostrato che questi reati sono stati reiterati per anni”. Per il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, i responsabili non sono più, solo, i dirigenti dell’Ilva: “È colpevole anche lo Stato”.

   Cosa contesta, Bonelli, allo Stato?

Di non aver fatto nulla, di essere stato inadempiente. Questo immobilismo ha consentito all’inquinamento di perdurare. E ora a Taranto vediamo un incremento della mortalità infantile per tutte le cause: il 21 per cento in più rispetto alla media regionale. È il dato più alto che si sia mai registrato. E l’eccesso dell’incidenza dei tumori nella fascia 0-14 anni è addirittura del 54 per cento. Sono studi che si riferiscono al 2011, mentre il processo “ambiente svenduto” si ferma prima. Tocca ai magistrati agire.  (altro…)

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VannucciL’esperto Alberto Vannucci.

In Italia i colletti bianchi sono solo lo 0,4 per cento dei detenuti, a fronte di una media europea dieci volte superiore, anche se da noi le tangenti sono molto più comuni che nel resto della UE. Ma se ci concentriamo solo sulle mazzette, i dati sono ancora più incredibili: in tutto il Paese, i condannati che si trovano in carcere per corruzione sono meno di dieci”. La fotografia del professor Alberto Vannucci, che dirige il Master in Analisi e prevenzione della corruzione all’università di Pisa, racconta una realtà dove lo scandalo del Mose non dovrebbe creare alcuno scalpore: “È lo stupore che mi stupisce. Mose, Expo 2015, G8 alla Maddalena, mondiali di nuoto e così via avevano tutti un epilogo scontato, come ogni grande opera realizzata con quei criteri. Non potrebbe essere altrimenti”.   (altro…)

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CameraPER I DELITTI CHE PREVEDONO PENE FINO A 5 ANNI ESCLUSI CARCERE, DOMICILIARI E SERVIZI SOCIALI.

Venghino signori, venghino. Corrotti ed evasori, frodatori e pirati informatici, danneggiatori e bancarottieri: le belle sorprese non mancano mai per la banda dei “diversamente onesti”, colletti bianchi in testa che, ancora una volta, incassano l’assist del legislatore. Un regalo non da poco, perché chi commetterà certi tipi di reato, per quanto gravi (anche delitti che prevedono la reclusione fino a 5 anni), potrà evitare sia il carcere, sia i domiciliari, sia i servizi sociali, sia addirittura la macchia sulla fedina penale. In sostanza, non verrà proprio punito.

   LA LEGGE delega è la numero 67 dello scorso 28 aprile ed è già stata approvata dalla Camera. A leggere bene, nascosto tra i classici sconti di pena, c’è il dono più apprezzato, che farà felice chi, per dirne una, ama creare discariche abusive. Secondo il testo, sarà infatti da “escludere la punibilità di condotte sanzionate con la sola pena pecuniaria” e anche, notate bene, quelle che prevedono “pene detentive non superiori nel massimo a cinque anni”. Solo che cinque anni non sono pochi. (altro…)

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La polemica Salvatore Settis.

La riforma di Renzi è contraria alle regole più elementari della democrazia”. Per Salvatore Settis, ex direttore della Scuola Normale di Pisa e firmatario dell’appello di Libertà e Giustizia contro la “svolta autoritaria” di questo governo, il progetto di riforma costituzionale tanto voluto dal premier è “affrettato, disordinato e assolutamente eccessivo”.
Perché, professor Settis?
Non si può accettare che a incidere così profondamente sulla Carta sia un Parlamento di nominati e non di eletti, con un presidente del Consiglio nominato e non eletto.
I giuristi sono divisi: c’è chi dice che la sentenza della Consulta delegittima il Parlamento e chi sostiene il contrario. (altro…)

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Il caos

Gianluigi Pellegrino Una riforma da riscrivere.

Semplificare? Purtroppo la riforma del Senato di Renzi fa il contrario: crea un meccanismo legislativo enormemente farraginoso che mantiene le navette, i ping pong e aumenta addirittura la confusione”. Il giurista Gianluigi Pellegrino boccia senza rinvio il progetto di revisione costituzionale su cui il premier sta puntando tutto il suo capitale politico. E lo smonta punto per punto. “Il governo dice: per prima cosa dobbiamo semplificare l’iter di formazione delle leggi”.
E invece?
La proposta prevede ben dodici modi diversi per una povera legge di arrivare finalmente in porto.
Per esempio?
In parte è mantenuto l’iter attuale, di bicameralismo puro, che paradossalmente è l’unica parte chiara. Perché poi c’è un nuovo bicameralismo confusionario: entrano in gioco mille variabili a seconda che il Senato decida o meno di intervenire; e poi, anche quando annuncia di voler intervenire, può decidere poi di non farlo. (altro…)

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GratteriIL PM RASSICURATO FINO A IERI POMERIGGIO: “SEI IN SQUADRA” ANCHE B. NON ERA CONTRARIO: “BASTA CHE NON SIA DI MD” NAPOLITANO PREFERISCE SOSTITUIRLO (E NESSUNO LO AVVISA).

Resta da capire come giustificherà, Giorgio Napolitano, il veto sul nemico numero uno della ‘ndrangheta, il pm Nicola Gratteri. Che fino a pochi minuti prima dell’incontro tra Matteo Renzi e il presidente della Repubblica, aveva in tasca il ministero della Giustizia. Un incarico che l’entourage del premier aveva confermato per telefono al magistrato calabrese ieri pomeriggio. Una vicenda, questa, che è stata raccontata e confermata al Fatto Quotidiano da tre fonti che hanno chiesto di rimanere anonime. E se l’incontro al Quirinale è stato così lungo – più di due ore – il motivo è stato proprio che la scelta di Gratteri, per il capo dello Stato, era inaccettabile. (altro…)

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BergoglioNicola Gratteri, Mafia affari a rischio.

La chiesa è grande perché ognuno ci sta dentro a modo proprio”, scriveva Leonardo Sciascia ne Il giorno della Civetta. Accantonati scandali e anatemi, il cattolicesimo ha consolidato nei secoli la più improbabile delle alleanze: quella coi mafiosi, affezionati frequentatori di parrocchie e confessionali, che accanto ai kalashnikov conservano la Bibbia e dai cui comodini pendono rosari dai grossi grani rossi. “Dio, proteggi me e questo bunker”, è la scritta che, tra un santino di Padre Pio e un bassorilievo raffigurante il volto di Gesù Cristo, i carabinieri del Ros hanno scovato nel rifugio del boss Gregorio Bellocco, nelle campagne calabresi di Anoia. “Faccio il magistrato da 26 anni e non trovo covo dove manchi un’immagine della Madonna di Polsi o di San Michele Arcangelo. (altro…)

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PANICO DEMOCRATICO

Lo capisco – dicono i deputati del Pd in coro – certo però che, così, butta malissimo”. A criticare Romano Prodi, che ha appena sbattuto l’ultima porta in faccia al partito che fondò (e che lo tradì), dichiarando che non rinnoverà la tessera né andrà a votare alle primarie, non ha il coraggio nessuno. E tra sospiri e occhi fissi a terra, il pensiero del prossimo 8 dicembre si fa sempre più grigio. “Comprendo bene la delusione di Prodi, ma se non ci crede più nemmeno lui – che è il nostro padre fondatore – non vedo proprio come faremo a rilanciarci”, dice la deputata Simona Bonafè, ex portavoce di Matteo Renzi durante le primarie dello scorso anno. (altro…)

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Occupy PDELETTORI E MILITANTI CHIEDONO UNA SVOLTA OCCUPY PD: “IL CONGRESSO ULTIMA SPIAGGIA”.

Aderisci al Pd online”: così i democratici inconsapevoli, sulla loro pagina ufficiale di Facebook, scatenano le perfide ironie degli (ex) elettori. Medaglia d’oro a John Smith, che si chiede: “Ma mettendo questa tesserina nel decoder riceverò anche Mediaset Premium?”. Seguono altre domande: “È compresa anche la gita ad Arcore?”, “Mi pagate?”, “Non avevate spazio per la L?”, “Ma che, so’ stronzo?”. Poi qualche affermazione: “Andate a cagare”, “sparatevi”, “Pdl-live, siete fantastici”, “Emilio Fede vi fa una pippa, servi!”. E una proposta: “Facciamo un minuto di silenzio per l’idea geniale”.  (altro…)

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RodotàÈ il governo a decidere sui caccia F-35: lo stabilisce il Consiglio supremo di Difesa, organo presieduto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Una scelta su cui il professore Stefano Rodotà – che di Napolitano avrebbe potuto essere il successore come candidato del Movimento 5 Stelle – nutre “dubbi fortissimi”. Per varie ragioni, spiega l’ex garante per la Privacy. Che in questa estate passata al lavoro ha preso un paio di giorni per visitare la cattedrale di Trani, capolavoro dell’architettura romanica, e “tornare a riflettere, perché quello che ci diciamo non siano solo chiacchiere”.  (altro…)

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CANCELLIERIDOPO LA DENUNCIA DEL “FATTO ” SONO SPARITI DAL DECRETO SVUOTA CARCERI I SALVACONDOTTI PER L’EX PREMIER E PER I MAFIOSI.

Non resta che l’amnistia. “Sarebbe un grosso aiuto”, ribadisce il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: sarebbe “la via maestra, ma decide il Parlamento”, ha ripetuto nei giorni. Le ha dato man forte il ministro della Difesa Mario Mauro: “Per fare la riforma della giustizia ci vuole un provvedimento di amnistia”, ha detto al Corriere della Sera, auspicando (anche lui) una stagione di pacificazione e una via di fuga per il condannato Berlusconi. Quel che è certo è che il decreto svuota carceri non servirà più a salvare i soliti noti: dopo che alcuni deputati Cinque Stelle hanno denunciato sul Fatto Quotidiano salvacondotti per il Cavaliere e benefici per i mafiosi nella bozza del decreto, il testo – approvato ieri in Consiglio dei ministri – e’ infatti radicalmente cambiato .  (altro…)

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CANCELLIERIIL GUARDASIGILLI CANCELLIERI: “IL DECRETO È PRONTO, MERCOLEDÌ IN CDM”. A SVELARE LA LEGGE AD PERSONAM SONO STATI DUE DEPUTATI DEL MOVIMENTO 5 STELLE.

Per ora è solo una bozza, ma se venisse confermata renderebbe felici molte persone. A partire da Silvio Berlusconi e dai suoi coimputati nel processo Ruby. Salvo modifiche in corsa, il decreto che mercoledì il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri presenterà in Consiglio dei ministri per contrastare l’affollamento delle carceri pare l’ennesima legge ad personas: ad accorgersene sono stati i deputati di 5Stelle Francesca Businarolo e Andrea Colletti. Che denunciano: “A beneficiare di questo indulto permanente saranno pure i mafiosi”. Ecco la bozza che il Fatto ha potuto visionare.  (altro…)

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IL PATTO

VOCI DAL PDL: “SILVIO AVEVA AVUTO RASSICURAZIONI”. DELL’UTRI: “IL TEMPO GIOCA PER LUI”. AMNISTIA O PRESCRIZIONE IN CASSAZIONE.

Berlusconi è “furioso con Napolitano, che non ha rispettato gli accordi”: la rabbia del Cavaliere, dopo che la Consulta ha dato ragione ai giudici milanesi nell’ambito del processo Mediaset, si concentra tutta sul presidente della Repubblica. Lo racconta chi, mercoledì sera, ha raggiunto B. a Palazzo Grazioli per ascoltarne lo sfogo e decidere i destini del governissimo. Il capo dello Stato, secondo quanto riporta l’Huffington Post, sarebbe stato apostrofato dal Cavaliere un “comunista che non rispetta i patti”: perché – confida al giornale on line uno dei presenti – “non abbiamo chiesto a uno come Napolitano un decreto salva-Berlusconi, ma certo c’era uno schema condiviso. Che è stato sviluppato nel tempo. Per il Cavaliere è questo schema che Napolitano ha tradito”.  (altro…)

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Marcello_Dell_UtriSCONTRO SULLA PROPOSTA DI LEGGE DEPOSITATA IN COMMISSIONE GIUSTIZIA. COSTRETTI A RITIRARLA AL NO DI PD E LEGA.

Anche questa volta non è andata: la proposta di legge salva-Dell’Utri, presentata ieri al Senato, era un po’ troppo persino per Renato Schifani. Che, appena è uscita la notizia dell’intenzione di dimezzare le pene per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha dovuto prometterne il ritiro. E così il ddl depositato a Palazzo Madama dal senatore Luigi Compagna (il relatore era Giuseppe Caliendo) – che diminuiva i tempi massimi di reclusione da 12 a 5 anni ed escludeva proprio il carcere per chi fornisce supporto logistico ai mafiosi – è morto sul nascere. Anche perché sarebbe stato difficile per il Pd, che giustifica le larghe intese nel nome del bene comune, partire da leggi che invece difendono chi difende i mafiosi. A pesare è stata anche la rivolta dei magistrati, quelli palermitani in testa. Come spiega Antonio Ingroia al Fatto, “la legge avrebbe permesso a Dell’Utri di aspirare alla prescrizione. Il Pdl, con coerenza, continua a tentare di proteggere i colletti bianchi”.  (altro…)

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Indagati

UNA VENTINA, SOLO NEL 2013, TRA INDAGATI E ARRESTATI IN TUTTA ITALIA, DAL PIRELLONE A MPS.

Non solo Ilva. L’annus horribilis del Pd, affossato alle Politiche e umiliato durante l’elezione del Capo dello Stato, non è cominciato bene nemmeno per quanto riguarda la questione morale. Appena una settimana dopo Capodanno, l’8 gennaio 2013, è Beppe Grillo a ricordare al fu segretario del partito, Pier Luigi Bersani, che gli impresentabili non abitano soltanto nella Casa delle Libertà: “Vladimiro Crisafulli, Enna, rinviato a giudizio per concorso in abuso d’ufficio, accusato di aver ottenuto la pavimentazione di una strada comunale che porta alla sua villa a spese della Provincia di Enna; Antonino Papania, Trapani, ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio; Giovanni Lolli, L’Aquila, rinviato a giudizio con l’accusa di favoreggiamento, prescritto; Nicodemo Oliverio, Crotone, imputato per bancarotta fraudolenta; Francantonio Genovese, Messina, indagato per abuso d’ufficio”.  (altro…)

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NapolitanoALLO STADIO OLIMPICO I TIFOSI VIOLANO IL MINUTO DI SILENZIO. L’ABATE DI MONTECASSINO AL FUNERALE: “PRESCRITTO VUOL DIRE INNOCENTE”.

Il giorno dell’addio al Divo è stato interrotto dai fischi (e lanci di petardi) dei tifosi all’Olimpico, non proprio inclini a osservare il minuto di silenzio. Ma più che un funerale, quello di ieri è stato un allegro ritrovo di democristiani. Perché a parte Giulia Bongiorno – inconsolabile per davvero – le vecchie e nuove leve che ieri hanno reso omaggio a Giulio Andreotti hanno trascorso la messa tra gran chiacchiere e sorrisi. Tra i più loquaci c’era Pier FerdinandoCasini, che ha parlato fitto fitto con Paolo Cirino Pomicino per una ventina di minuti almeno. Pacche sulle spalle e folte sopracciglia che si alzavano e abbassavano al ritmo dei racconti. Almeno finché non è arrivato Ciriaco De Mita, che si è seduto in prima fila al fianco di Gianni Letta: Casini li ha subito raggiunti e mai più lasciati. Poi il neovicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, col suo inamovibile sorriso, ha approfittato di una distrazione di Casini per conquistare un posto al fianco di De Mita. (altro…)

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Andreotti

Giulio Andreotti è morto ieri nella sua casa romana. Aveva 94 anni. Per lui la politica è stata un record: 11 mandati parlamentari, 22 volte ministro, 7 volte presidente del Consiglio, 2 al Parlamento europeo Oggi i funerali.

È stata un’insufficienza respiratoria a stroncare Giulio Andreotti alle 12.25 di ieri mattina. Il genero Marco Ravaglioli è stato tra i primi ad accorgersene, mentre chi ieri ha visitato la famiglia racconta che Livia, la moglie del divo, non si è ancora resa conto dell’accaduto. “Sta poco bene da tempo, non è lucida. Era chiusa in un’altra stanza e non ha voluto vedere nessuno”, dicono i più intimi. La salma di Andreotti è rimasta in camera da letto fino al tardo pomeriggio di ieri, quando è arrivata una bara di legno chiaro, sobria e laccata, e la famiglia ha potuto allestire la camera ardente nello studio del presidente.

Attorno all’una, in corso Vittorio Emanuele, a due passi dal Tevere, non c’era ancora nessuno. Solo i negozianti facevano capolino per chiedere se quello che si diceva in tv, vista la calma che c’era, fosse vero (“non sarebbe la prima volta che ne annunciano la morte”). Ma il silenzio è durato una mezz’ora appena. Poi polizia e giornalisti hanno formato cordoni che hanno rallentato il traffico verso il lungotevere.  (altro…)

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Manifestanti PD.LA PROTESTA DAVANTI A MONTECITORIO: “NOI UMILIATI, CON QUESTI ABBIAMO CHIUSO”.

Pier Luigi “mezza scoreggia”. Perché “la scoreggia intera è Berlusconi, e Bersani – a furia di andargli dietro – puzza di …”. Solo che l’impietoso epiteto non arriva dagli elettori a Cinque Stelle, e nemmeno dai sostenitori di Renzi. Sono i bersaniani furenti che – raggruppati ieri davanti alla Camera – si accaniscono più di tutti contro il loro segretario. E mentre una tessera del Pd viene data alle fiamme (“perché ho resistito a tutto: a D’Alema, a Roma consegnata ad Alemanno, alle primarie losche; ma candidare Marini accordandosi sottobanco con Silvio, questo mai, Bersani è il sicario del Pd”, dice Claudia Costa, tra i volti della protesta), la signora Giuseppina srotola uno striscione scritto a penna (“Prima solo Berlusconi mi faceva vomitare, adesso anche tu Bersani”) e i ragazzi fanno partire un coro: “Marini, D’Alema, Amato… Bersani: ma che ti sei fumato?!”. Però sono proprio loro, i giovani del Pd, quelli in fondo più diplomatici. (altro…)

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Cosa impedisce al Parlamento di funzionare? Nulla”. Per Lorenzo Cuocolo, professore di diritto costituzionale all’università Bocconi di Milano, Camera e Senato sono (formalmente) nel pieno esercizio delle loro funzioni: “Volendo, potrebbero eleggere le commissioni permanenti domani mattina”. È quello che chiedono i grillini in coro. Qual è allora il problema? Non c’è nessun ostacolo tecnico, perchè i regolamenti di Camera e Senato prevedono che uno dei primi adempimenti sia proprio quello di eleggere le commissioni. La questione qui è politico-istituzionale: bisogna individuare i presidenti delle commissioni, scelti normalmente in base a un principio di equilibrio tra forze di maggioranza e di opposizione. Per esempio, il presidente della commissione di controllo sulla Rai, dice la prassi consolidata, non deve provenire dallo stesso partito cui appartiene il ministro delle Comunicazioni. Solo così possono controllarsi a vicenda. (altro…)

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