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Posts Tagged ‘beppegrillo’

grilloVenerdì verrà votato online il collegio dei probiviri, organo di garanzia del Movimento 5 Stelle previsto dal regolamento approvato online dalla stragrande maggioranza degli iscritti, che ha facoltà di disporre la sospensione cautelare dell’iscritto. Nel MoVimento chi sbaglia va via,senza sconti. Siamo gli unici a farlo. Negli altri partiti, su tutti il Pd, l’abbrutimento, le falsità, le condanne, gli sprechi di denaro pubblico sono la chiave per fare carriera politica. De Luca potrebbe essere nominato capo assoluto della Sanità in Campania dopo le sue parole sulle clientele per il voto al Sì al referendum e le ripetute minacce di morte a chi lo critica. (altro…)

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Un non eletto, che non partecipa alle elezioni con l’obiettivo di farsi rieleggere, lascia, da assoluto impunito, la sua Agenda in eredità al prossimo governo, nel caso non sia ancora lui presidente del Consiglio. Non scende in campo, ma sale in politica, ascende al Cielo. Non è stato sfiduciato dal Parlamento, ma si è sfiduciato da solo. E’ un fenomeno della autoreferenzialità estrema, un energumeno anticostituzionale, un presuntuoso che non ammette lo sfascio economico di cui è diretto responsabile. Non si è mai visto in una democrazia che ci si candidi alla guida di una Nazione con la pretesa di non partecipare alle elezioni e che si imponga il programma ai successori al pari delle Tavole della Legge di Mosè. Il programma di Rigor Montis, nel caso il M5S riesca a partecipare alle elezioni e le vinca (perché porsi limiti?) diventerà carta straccia con buona pace dei suoi sostenitori Casini e Fini. Del doman non v’è certezza, ma con altri cinque anni di montismo e della sua agenda c’è l’assoluta sicurezza del fallimento economico senza ritorno dell’Italia. (altro…)

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Il Financial Times ha pubblicato la scorsa settimana un articolo di Beppe Severgnini nel quale il MoVimento 5 Stelle è dipinto come un fenomeno da baraccone. Oggi il FT ha pubblicato la mia risposta: “Internet movement promises real democracy for Italy.

Sir, I’ve read your June 5 Comment piece “The chirruping allure of Italy’s Jiminy Cricket”, talking about myself and the Italian Five Star Movement.
The article is a deliberate attack on the democratic movement that I represent. The Five Star Movement does not have “simplistic solutions to difficult problems”, but a complete programme that has been discussed on the internet for months and published online at http://www.beppegrillo.it. Any journalist can read it, even Beppe Severgnini. I have been compared to Benito Mussolini, a dictator. To me, this is an outrage.
The Five Star Movement is accused of being “Populism 2.0”. It is exactly the opposite.
In Italy, the political parties have occupied every space in industry, in the banks, in the media, etc. We live in a partitocracy, not in a democracy any more.
Unlike the political parties, the Five Star Movement has refused any public financing. It is actually predicted to be the second political force in Italy with 20 per cent of the votes, after only two and a half years since it came into being. It has the goal of achieving a real democracy and of giving the opportunity to citizens to be involved in any decision that affects their life without the intermediation of the parties. (altro…)

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Siamo in attesa, ma non si sa di cosa. Deve passare la nottata, ma nessuno sa quanto sia lunga e nera la notte e, in fondo, non ci importa. Dalla nostra fortezza, avamposto in rovina, appartamento di periferia o in centro città, osserviamo l’orizzonte attraverso la malia della televisione. Voci familiari di perfetti sconosciuti ci tengono compagnia ogni sera. Interpretano gli accadimenti alle nostre frontiere e anche i pericoli, e insieme ad essi le soluzioni. Noi, come è ovvio, non ci crediamo più, né ai pericoli, né alle soluzioni. I pericoli sono ben più minacciosi, già dentro i nostri confini, e le soluzioni sono giochi di prestigio di chi non può che perpetuare il proprio potere, non ha del resto scelta. (altro…)

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Lo disse il magistrato Piercamillo Davigo anni fa. In Italia il divieto ha bisogno di essere rafforzato per essere preso sul serio. il semplice “Vietato fumare” è ignorato, è un invito quasi gentile. E’ necessario l’uso dell’avverbio intimidatorio: “E’ assolutamente vietato fumare” per attrarre l’attenzione. Le bollette che entrano nelle nostre case sono diventate delle minacce che persino un criminale incallito si guarderebbe bene dall’esprimere con una tale violenza di linguaggio: “Da pagarsi improrogabilmente entro il…” “Esecuzione forzata..“. Nelle cartelle di Equitalia l’intimidazione è riportata addirittura in chiaro, in modo esplicito: “La presente cartella ha valore anche di INTIMIDAZIONE ad adempiere l’obbligo…“.
Le minacce sono seguite da azioni che hanno l’obiettivo di stroncare ogni resistenza da parte dell’inadempiente. Non paghi l’acqua e l’elettricità? Ti è sequestrata la casa! Non vuoi saldare i canoni arretrati per la RAI di Minzolini e sentirti cornuto e mazziato? Ti viene sottratta la macchina. Lo schema è lo stesso del pizzo. Se non paghi tutto e subito ti incendiano il negozio, ti fanno saltare l’abitazione, ti tagliano le gomme. Il linguaggio intimidatorio accompagnato da sanzioni sproporzionate è l’unico rapporto possibile tra Stato e cittadini. Più uno Stato è debole, più deve alzare la voce. La mafia, in quanto credibile, non fa minacce, ma semplici richieste. Salva almeno le forme.
L’italiano però è avvezzo a tutto. Sopravviverebbe anche a un olocausto nucleare accompagnato da uno tsunami e dall’eruzione contemporanea del Vesuvio, dell’Etna e di Stromboli. E quindi non si fa intimidire. Se è necessario paga, ma solo se è messo con le spalle al muro. Altrimenti cestina. Neppure una lettera con una sequenza di avverbi spaventosi come improrogabilmente, anastaticamente, coartatamente, contenziosamente e cannibalescamente lo allarmerebbe. Ci è abituato e se ne frega. (altro…)

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In posta trovi la banca. Alla stazione i centri commerciali. Non puoi ancora spedire un pacco allo sportello bancario, ma è solo questione di tempo. E’ il trionfo della universalità. Il politico passa il suo tempo in televisione, ma non in Parlamento, fa l’attore, non le leggi. Chi viene eletto, a tutti gli effetti, è come se fosse assunto dalla RAI. C’è una repulsione crescente verso il proprio mestiere che spinge a fare altro. Il treno in orario per Moretti è meno importante dei supermercati delle Grandi Stazioni. Benetton in teoria fa maglioni, in pratica gestisce autostrade, un’attività di cui non ha alcuna esperienza con la quale incassa però miliardi di euro di pedaggi. Colaninno, ex Telecom, ex Olivetti, ex tutto, va in Vespa e si occupa di Alitalia non sapendo una cippa di trasporto aereo. E’ l’apoteosi dell’incompetenza.
Le escort diventano ministre, i giudici fanno i deputati e molti deputati vorrebbero fare i giudici, il governo emana le leggi al posto di governare e l’opposizione, oltre a opporsi, trova il tempo di collaborare. L’oncologo Veronesi si improvvisa esperto nucleare. Fare altro serve a combattere la noia del proprio mestiere. Meglio dilettante ogni giorno, che professionista per tutta la vita. Solo chi affronta la sua attività con lo spirito del dilettante puro può svolgerla senza distrazioni, con la leggerezza dell’improvvisazione, Bertolaso delle catastrofi ad esempio, o Gasparri quando era ministro inconsapevole delle Telecomunicazioni.
Fare altro non significa, come è ovvio, rinunciare allo stipendio per il quale si è pagati per fare qualcos’altro. Anzi. L'”altrismo” non va confuso con l’altruismo, pur avendone l’assonanza. Se il delitto non paga, esattamente come Tremorti, fare il sindaco e il senatore, l’attore di teatro e il deputato, l’avvocato e il parlamentare paga doppio e anche triplo. L’altrismo sviluppa sinergie impensabili insieme ai portafogli. L’importante è partecipare (all’incasso). Trovare un ministro che fa il ministro, un eurodeputato che fa l’eurodeputato, una puttana che fa la puttana è un’impresa disperata. C’è pure chi si improvvisa leader mentre è presidente della Camera e chi partecipa alla stesura delle leggi come presidente della Repubblica.
L’attività del vicino è sempre più verde. Babbo Natale farà anche la Befana e i Re Magi insieme a San Giuseppe. Il trasformismo, vecchia malattia del Paese, che colpisce inesorabilmente gli italiani, da Giolitti a Scilipoti (con rispetto parlando) si è trasformato nella schizofrenia sociale. Ognuno è anche altro. L’importante, come sempre, è non lavorare e soprattutto, non prendersi le proprie responsabilità.

beppegrillo.it

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