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Posts Tagged ‘bindi’

de-luca«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume».

Così, con il Vangelo di Matteo, il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha risposto alle polemiche di queste ore, a quelli che ne chiedevano le dimissioni (o almeno le scuse) per aver definito «da uccidere» la sua collega di partito Rosy Bindi.

Il messaggio che sta dietro questa citazione è semplice, evidente.

È come dire: io sono uno autentico, vero, genuino. Mi può scappare qualche battuta salace proprio per questo. Sono come mi vedete, non c’è una facciata mediatica e un retrobottega segreto. Molto meglio quindi dei falsoni che in pubblico sono “politicamente corretti” e poi nel nascosto della loro casa dicono cose assai peggiori: gli ipocriti del politicamente corretto, i sepolcri imbiancati etc etc. (altro…)

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Travaglio

Confronto tra Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, e Rosy Bindi, presidente della commissione antimafia, situazione campana del Pd nel corso di Otto e Mezzo (La7). Travaglio prende spunto dalle dichiarazioni rese dal governatore della Campania alla rubrica settimanale #matteorisponde di Matteo Renzi e menziona le liste dei candidati impresentabili alle elezioni regionali del 31 maggio scorso. “In quell’elenco” – ricorda Travaglio – “c’era anche lo zio di Stefano Graziano.

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O Renzi è disponibile a riaprire una fase di dialogo vero con il suo stesso partito per un ripensamento che ci riporti alle nostre origini uliviste oppure è inevitabile che a sinistra di questo Pd nasca una forza di governo, non residuale. E il tempo a disposizione non è molto, le cose saranno già chiare a settembre con il percorso parlamentare delle riforme costituzionali”. Rosy Bindi, ulivista da sempre, attuale presidente  della commissione Antimafia, non esclude nessuna  ipotesi quindi, neppure la più drammatica, perché “non possiamo continuare a essere  così schiacciati su proposte di centrodestra, dal lavoro alla scuola, dalla sanità al fisco”.   (altro…)

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De Luca si, De Luca no. 

De Luca difeso da Cantone, perché quella della Bindi è stata un’operazione indebita, un errore istituzionale.
E, ancora: 5-2, abbiamo vinto noi, alla faccia dei gufi.
E ora avanti con le riforme, visto che anche l’OCSE ha benedetto il jobs act (e se lo dice l’OCSE ..) che ora sta dando i buoni frutti.
+126mila posti di lavoro!
Alla faccia vostra gufi e rosiconi..

Peccato che dietro la narrazione ci sia una realtà leggermente diversa.
L’antimafia interviene a bloccare i cantieri al porto di Salerno, inaugurati due anni dal sindaco della Campania De Luca.
Che c’entra l’antimafia col porto di Salerno, direbbe forse Cantone?
Che il lavoro cresce (e diminuisce la disoccupazione): ma cresce anche il numero di occupati con contratti a termine e cresce anche l’occupazione per i lavoratori anziani (grazie alla riforma Fornero). (altro…)

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De LucaLei replica: “Accuse infondate”. E la Boldrini la difende Ma altri impresentabili, Lonardo e Passariello, la denunciano.

NAPOLI – come preconizzato dal premier Matteo Renzi, lo scontro sugli “impresentabili” finisce in tribunale. Appena eletto presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca è andato in questura, a Salerno, per presentare una denuncia querela contro la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi, che 48 ore prima del voto aveva comunicato alla stampa la “black list” dei candidati gravati da guai giudiziari non in linea con il codice etico di Palazzo San Macuto.
Secondo i legali di De Luca (che è finito nell’elenco perché a giudizio per concussione) la Bindi sarebbe andata oltre i compiti istituzionali e con la sua iniziativa avrebbe influito sulla formazione della volontà popolare.

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Foto Daniele Leone / LaPresse 16/12/2014 Roma, Italia Cronaca 39º Congresso Nazionale Legacoop. Auditorium parco della musica Nella foto, Don Ciotti

Don Ciotti

Il fondatore di Libera difende la scelta di ufficializzare la lista dei candidati con problemi giudiziari alle prossime regionali: “Si può discutere di tempi e modi, ma non del merito”. Più cauto Raffaele Cantone: “Preoccupato che certe scelte le faccia un organo politico”.

Lo scontro sull’elenco dei candidati impresentabili “ufficializzato” dalla Commissione antimafia non va giù a don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e punto di riferimento della battaglia sulla legalità in Italia. “Lascia tanta amarezza la polemica suscitata dalle indicazioni della Commissione Antimafia”, afferma don Ciotti in un comunicato. “Da anni auspichiamo un rinnovamento della politica, una sua pulizia dal malaffare, dalla corruzione, e dai fiancheggiamenti con il crimine organizzato, e ora che la Commissione Antimafia esercita fino in fondo le sue funzioni si riduce tutto a una lotta di potere tra correnti di partito, benché le indicazioni riguardino sia il centrodestra che il centrosinistra e dunque non possono essere accusate di faziosità”. (altro…)

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Permette

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Anche se a noi comuni mortali può sembrare soporifera, la politica resta uno dei giochi più cruenti inventati dall’uomo. Un anno fa Matteo Renzi «uccise» Enrico Letta per non essere «ammazzato» a sua volta. Con il rivale al governo, il Pd avrebbe perso le elezioni europee e D’Alema, che ancora controlla la base e le risorse del partito, avrebbe chiesto e ottenuto la testa del segretario eretico.  La resa dei conti tra le due bande rivali è stata rinviata di un anno e di un’elezione, quella di domani. Se Renzi vince le regionali 6 a 1, perdendo soltanto in Veneto, consolida il suo potere e rottama gli ex comunisti, stavolta sul serio. (altro…)

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Sotto esame

L’elenco sul tavolo della Commissione presieduta dalla Bindi si è arricchito di nuovi nomi inviati dalle prefetture campane.

ROMA – Gli ultimi quindici nomi della discordia. Anche quelli trasversali, tutti nella stessa regione: la Campania. Oggi la lista definitiva degli “impresentabili” sarà resa pubblica dal presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. A una manciata di ore dalla chiusura delle campagna e dal silenzio pre elettorale.
Nelle ultime 48 ore le prefetture e le procure di Caserta, Benevento e Avellino hanno completato l’elenco aggiungendo altri nomi cerchiati in rosso. Buon’ultima, stando alle indiscrezioni, giusto la prefettura più «attesa», Caserta, ha inviato il suo dossier a quella di Napoli, responsabile della raccolta dati. La quindicina di nomi campani all’esame di Palazzo San Macuto sarà oggetto dell’ultima scrematura oggi in commissione, non è detto che tutti compariranno nella black list finale. Se fossero tutti confermati, sommati ai quattro pugliesi già ufficializzati martedì e che hanno già fatto sapere che non si ritireranno dalla corsa (Giovanni Copertino in una lista della Poli Bortone, Fabio Ladisa pro Emiliano, Massimiliano Oggiano e Enzo Palmisano con Fitto), alla fine si arriverebbe a un totale vicino alla ventina.

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BindiRITARDI.

Scusate, ma ora quanto ci vorrà a far partire la commissione Antimafia? Davvero resterà ostaggio dell’umorale (e amorale) Aventino dei parlamentari berlusconiani? Il fatto è che mafia e antimafia continuano a essere due efficacissimi indicatori della qualità della politica italiana.

Ci sono voluti non mesi ma stagioni perché la Commissione venisse istituita. È arrivata in coda al resto, con tutto comodo. Intendiamoci. La lotta alla criminalità organizzata va avanti lo stesso. Ma pur con i suoi acciacchi storici e le sue cadute di prestigio, la commissione a qualcosa serve. Produce materiale e documentazione che, se solo venissero curati e preparati per l’uso pubblico, sarebbero una autentica miniera. Terrebbero la consapevolezza del paese ben al di sopra di ciò che viene autorizzato da sentenze sempre meno decenti, specie al nord e in Cassazione.  (altro…)

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Commissione antimafia

Brunetta: si dimetta subito. Malumori anche tra i democratici.

ROMA— Non ha nessuna intenzione di dimettersi, Rosy Bindi. È stata eletta presidente della commissione antimafia al secondo turno durante una riunione convulsa in cui il Pdl non si è presentato per protesta, Scelta Civica ha scelto di astenersi per «mancata concertazione», il 5 stelle siciliano Giarrusso guardava in cagnesco il suo candidato Luigi Gaetti (epatologo di Mantova non proprio esperto di fenomeni criminali), e il Pd entrava a palazzo San Macuto con il mal di pancia ancora in corso. (altro…)

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È davvero colpa dei neo-eletti, per lo più giovani, per lo più scelti tramite primarie, se il Pd, alla prova delle elezioni del presidente della Repubblica, è andato in pezzi? È quanto sembra pensare Rosi Bindi, nel denunciare un eccesso di nuovismo giovanilista promosso da Bersani nel definire le liste elettorali. 

È una denuncia speculare a quella operata dalla (ex) dirigenza del partito nei confronti dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, indicati come responsabili della difficoltà a formare una maggioranza di governo dopo la non vittoria elettorale, perché incapaci, prima ancora che ostili, ad assumere
responsabilità istituzionali. Non sottovaluto l’impreparazione e anche la semplice ignoranza, né la maleducazione e il cinismo di molti parlamentari vecchi e nuovi e trasversali ai partiti. Ed ha ragione Bindi a dire che per rinnovarsi occorre anche formare una nuova classe dirigente. Mi sembra tuttavia che questo tipo di denunce, e l’analisi che le sottendono, siano l’ennesima dimostrazione di quanto poco il Pd e la sua dirigenza abbiano capito che il problema stava e sta nel partito stesso. (altro…)

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Bindi

Nella prima settimana di insediamento in Parlamento, il Movimento 5 Stelle ha svelato l’esistenza di una vecchia delibera secondo la quale i gruppi parlamentari hanno a disposizione un budget. Il 55% di tale paniere va obbligatoriamente destinato all’assunzione di personale che già ha prestato servizio per i partiti. Lo ha rivelato il deputato del M5S Laura Castelli ai microfoni di Martina Proietti, inviata de “L’ultima parola”, su Rai Due. Questa delibera, adottata dalla Camera nel dicembre 2012, obbliga a riassumere senza concorso. Il tutto, quindi, fa pensare ad un astuto escamotage per sistemare le vecchie guardie lasciate fuori (altro…)

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politica-abruzzo_rosy-bindi-cambiamo-il-porcellum

“Il limite delle tre legislature deve valere per tutti, anche per De Mita. Ci vuole una regola certa per selezionare le candidature. E’ quello che stanno chiedendo tutti i coordinatori regionali e che io sto applicando nel Veneto. Quindi il limite delle legislature vale anche per Carlo Fracanzani che di legislature ne ha sette. Lo ringrazio per il contributo che ha dato al partito, lo ammiro per non essere rimasto invischiato in Tangentopoli, nonostante la carica di ministro per le Partecipazioni statali ricoperta in un periodo ad alto rischio. Adesso, però, gli chiedo un atto di generosità. La gente ci chiede un forte rinnovamento e mi dice: “per carità, non candidate sempre le stesse facce”.

Belli i discorsi che faceva Rosy Bindi nel lontano febbraio 1994 … è proprio vero eh, sono tutti bravi a fare la morale agli altri!!!!

Da stopcensura.com

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All’assemblea del pdmenoelle, il partito che vorrebbe governare l’Italia (non ridete per favore), si è discusso principalmente di un fatto che dovrebbe essere scontato, pacifico: le nozze gay e i diritti delle coppie omosessuali. Io sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ognuno deve poter amare chi crede e vivere la propria vita con lui o con lei tutelato dalla legge. La Bindi, che problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti, ha negato persino la presentazione di un documento sull’unione civile tra gay. Vade retro Satana. Niente sesso, siamo pidimenoellini. La Binetti sotto il palco gridava “Devianza, devianza!“, mentre indossava un cilicio osè sulla coscia e si flagellava con un frustino di corda (*). (altro…)

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