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Posts Tagged ‘black bloc’

MilanoARRESTATI 5 ITALIANI, DUE DONNE, UNA HA PRECEDENTI PER DROGA E FURTO DENUNCIATI IN 33 PER LE ARMI. IL FILM DELL’ATTACCO CHE HA SPACCATO IL CORTEO.

Milano – Via Carducci ore 16.27. L’immagine vista dall’alto è impressionante. Il blocco nero appare perfettamente schierato. Ad aprirlo tre file. Tutti indossano il casco e tutti tengono serrati davanti bastoni di bambù. Dietro di loro la macchia nera ondeggia. Sono tanti, ben più dei cinquecento ufficializzati dalle forze dell’ordine. Manca poco. Il blocco avanza. La prima fila gira a sinistra e si ferma all’imbocco di corso Magenta. Fronteggia la polizia a una cinquantina di metri. Gli altri avanzano. Una bomba carta apre i giochi. Inizia la battaglia. Tutto viene devastato. Da piazza Cadorna fino ai giardinetti di via Pagano. L’assalto dura poco più di un’ora. Poi il corteo si scioglie.   Nel mirino della Digos   militanti di mezza Italia   È in questo momento che inizia la caccia. Scattano gli uomini dei reparti mobili. A due giorni dalla guerriglia di Milano, questo è il bilancio: 33 denunciati per la detenzione di armi improprie e 5 arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Si tratta di due donne di 42 e 33 anni, entrambe milanesi.

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LA PRINCIPALE vittima politica delle violenze di strada a Milano è il movimento contrario a Expo. Che è stato prima espugnato dai violenti (poche centinaia, sempre i soliti, una specie di club agonistico europeo per pochi adepti), poi dirottato contro la città e contro i suoi cittadini. È una storia così vecchia, così risaputa, che ogni volta sbalordisce riscoprirla identica a se stessa. I movimenti antagonisti e i loro cortei attirano drappelli di esaltati che li usano come il parassita usa l’organismo invaso. La loro causa, a violenze commesse e a fuoco spento, ne esce molto indebolita, perché la gente non ha la voglia né il tempo di fare troppe distinzioni. Quanto ai violenti, importa niente se il movimento paga lo scotto e diventa, per causa loro, totalmente impopolare. (altro…)

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expo

Metro per metro il racconto dell’assalto antagonista. Cinquecento incappucciati hanno devastato il cuore nobile del capoluogo lombardo. Auto bruciate a pochi metri da Santa Maria delle Grazie e dal Cenacolo Vinciano.

Un’ora non di più. Cinquecento incappucciati non di più. Ma tanto basta perché in serata Milano si scopra devastata. Una lunga ferita aperta nel cuore della città, tra via Carducci e via Pagano. In quelle strade solitamente silenziose, dentro quelle case borghesi, a due passi dalla chiesa di Santa Maria delle Grazia, dal cenacolo Vinciano e dal collegio San Carlo, la scuola dei figli della cosiddetta Milano bene. Oggi, però, la fotografia è cambiata. E la fotografia simbolo di questa giornata di guerriglia urbana è quella distesa di panni neri abbandonati lungo la strada, e poi mazze, pietre, caschi, lacrimogeni ancora accesi, fumo nerissimo che sale per decine di metri oltre i palazzi. Qui in via Pagano, dove la battaglia finisce e gli incappucciati, smessa la divisa, si confondono tra i manifestanti. Azione perfetta, studiata, militare. Perché così doveva andare nei piani degli antagonisti. E così è andata: nessuno scontro con la polizia, solo semplice e brutale devastazione. In Italia capitò solo al G8 di Genova. In Europa l’ultima volta il 18 marzo 2015 a Francoforte durante l’inaugurazione della nuova sede della Banca centrale europea. (altro…)

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Per capire perché un attempato ammiratore dei black bloc ha aggredito e insultato Niki Vendola in piazza del Popolo, bastava leggere, il giorno dopo, l’intervista di Curzio Maltese allo stesso Vendola. “Il blocco nero è l’esatto capovolgimento politico dell’idea da cui sono partiti i movimenti in questi anni, cioè la tutela dei beni comuni. La città, la piazza, nel significato di bellezza urbana e di luogo della politica, per il blocco nero non sono beni co-muni: sono prede” Non si poteva dire meglio, sugli incappucciati e sul loro culto della violenza che premia “l’estetica della guerra” e punisce “l’etica della politica”. (altro…)

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“Ultimamente ne ho sentite tante, ma quella sparata oggi da Maroni non ha precedenti. Il ministro ha detto che per prossime manifestazioni, ogni manifestante deve pagare due euro per poter partecipare. Proprio così, avete capito bene: pagare per manifestare. Ma come, proprio nel Paese dove non paga nessuno, dovrei pagare per manifestare? In Italia non pagano i politici (che evadono, corrompono, fanno reati di ogni genere), non pagano gli evasori fiscali (che rientrano grazie a scudi e condoni vari), non pagano i parlamentari (viaggiano gratis, prendono lo stipendio senza lavorare), non paga la Chiesa (vedere voce ICI), eccetera, eccetera, eccetera. E dovrei pagare io, precario da tre anni, senza una casa né una famiglia a 35 anni. Dovrei darvi due ero per poter manifestare in piazza? Certo che ‘sti leghisti sono proprio simpatici”.

John W. da beppegrillo.it

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Mi ribello all’idea che il ragazzo che ha lanciato l’estintore per spegnere l’incendio (premio Balla Spaziale 2011), quello coi genitori così fuori dal mondo che lo credevano all’università di sabato pomeriggio – insomma Fabrizio Filippi detto Er Pelliccia – diventi il simbolo della generazione degli Indignati. Sembra disegnato apposta per i pregiudizi dei benpensanti: belloccio, bamboccio, lavativo, ignorante. Uno che a ventiquattro anni frequenta ancora il primo di psicologia, ma ha tratto poco profitto anche dalla scuola dell’obbligo, visto che nel raccontarsi su Internet non sa scrivere correttamente neppure il titolo del suo film preferito: «Paura e delirio alla svegas». (altro…)

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black bloc salveranno la Seconda Repubblica? I media e i partiti ci provano. L’Italia sembra in preda a black bloc organizzati che scorrazzano nelle città, rompono vetrine e incendiano macchine. La gente ha paura, deve avere paura. Si preparano leggi specialiMaroni le proporrà in Parlamento con il supporto, forse anche di una preziosa consulenza, dell’opposizione. I movimenti vanno messi fuori gioco con qualunque mezzo. Gli utili idioti per queste operazioni si trovano sempre. La crisi economica che sta travolgendo il Paese è improvvisamente scomparsa. I partiti, che ne sono responsabili, si sono riverginati grazie una manifestazione di 200.000 persone senza un servizio d’ordine degno di questo nome. Chi l’ha autorizzata? Un corteo appoggiato dal centro sinistra controllato a distanza dalle Forze dell’ordine di Zanna Bianca Maroni totalmente impreparate, lasciate a sé stesse. Un finale scontato e forse voluto. (altro…)

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Le prime ricostruzioni degli investigatori parlano di giovanissimi guidati da una regia di anziani e allenati agli socntri durante le violenze in Val di Susa. Lungo il percorso sacchi bianchi con dentro armi.

Dagli scontri della Val di Susa alla guerriglia di piazza San Giovanni. A due giorni dalla battaglia di Roma iniziano a delinearsi mappa e movimenti dei violenti che sabato pomeriggio hanno messo sotto assedio la Capitale. Così emerge una prima certezza: gli scontri sono stati preparati e organizzati da una regia adulta. E se gli anziani hanno orchestrato, giovani e giovanissimi sono scesi in strada. Alcuni di loro accettano anche di parlare ai giornalisti. Rilasciano interviste e a Repubblica confessano: “Ci siamo addestrati in Grecia”. E ancora: “Per un anno, una volta al mese siamo andati ad Atene e qui i compagni ci hanno fatto capire che la guerriglia urbana è un’arte dove vince l’organizzazione”. E ancora: “Quelli del movimento sanno perfettamente chi siamo, noi non ci siamo nascosti”. (altro…)

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1. Il governatore Draghi ha detto due cose ottime. Prima, che i giovani arrabbiati hanno ragione. Dopo, che è stato un peccato. Draghi era diventato l´avversario principale della manifestazione, lui e Trichet e la lettera di istruzioni. Che ha precetti insopportabili, e un orizzonte assai discutibile. Però fa le veci di un inesistente governo politico e dunque economico europeo.
La Bce sta all´economia italiana come la Procura di Milano stette alla politica. Piuttosto sbrigativamente, il “movimento” ha fatto di un´estrema ipotesi – l´uscita dall´euro e la disdetta del debito – addirittura uno slogan. Rivendicando di fatto la restituzione della politica confiscata dalla finanza agli Stati e ai governi nazionali: prospettiva tristissima. Magari la “confisca” delle scelte nazionali avvenisse ad opera di un governo federale europeo. (altro…)

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C’è qualcuno sano di mente che crede che la manifestazione di ieri a Roma potesse finire diversamente? E’ andata esattamente come previsto, con le devastazioni, la guerriglia urbana, i feriti e gli scontri con la Polizia. Il risultato di demonizzare i movimenti da parte dei partiti della maggioranza e dell’opposizione è perfettamente riuscito. Ora tutti potranno dare fiato alle trombe della condanna dei violenti. Indignados, Pirati di vari continenti e perché no, per osmosi anche il MoVimento 5 Stelle. Chiamali, se vuoi, black bloc. Ma chi ha soffiato sul fuoco per settimane dov’era durante i disordini? Non si sente responsabile? Ieri si doveva in realtà celebrare con una folla oceanica e festante la caduta del governo, del tiranno, un trionfo romano, era tutto preordinato. Ma lo scorso venerdì il numero legale è stato raggiunto, il governo non è caduto e le frustrazioni dei partecipanti si sono trasformate in violenza di piazza com’era logico aspettarsi. (altro…)

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Primo. Cinquecento (o forse meno) teppisti organizzati hanno distrutto la gigantesca e pacifica manifestazione degli Indignati e messo in ginocchio un intero movimento. Il corteo di duecentomila giovani e meno giovani giunti a Roma da tutta Italia e da tutta Europa è stato minato, disarticolato e infine disperso da bande di incappucciati che per cinque ore, praticamente indisturbati hanno tenuto in ostaggio una città, bruciato auto, distrutto banche, saccheggiato negozi, incendiato un blindato dei carabinieri mettendo alle corde forze di polizia numericamente superiori. Chi sono questi professionisti della guerriglia? Da dove vengono? Chi li guida? Chi li paga? Il ministro Maroni parla di “violenza inaccettabile” ma è mai possibile che malgrado i ripetuti allarmi dell’ intelligence, l’orda abbia potuto agire indisturbata? (altro…)

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Che la manifestazione a Roma presentasse dei rischi lo si sapeva da tempo…ma non si poteva certo immaginare quanto è poi veramente successo.
In tutto il mondo le altre manifestazioni hanno registrato discrete partecipazioni…ma nessun incidente.
In Italia erano almeno 300.000, forse 400.000, le persone accorse a rivendicare quei diritti che la crisi del capitale gli sta togliendo.
Ma tra le migliaia di partecipanti…ecco spuntare i famigerati e mai arrestati…anarco-insurrezionalisti…e i loro compagni di devastazioni…i black bloc…anche loro, sinora, senza alcun arrestato.
Due definizioni di gruppi pseudo rivoluzionari le cui gesta sono esclusivamente ridotte a distruzioni disparate e spesso neanche mirate e a scontri con le forze dell’ordine…dai quali riescono sempre a farla franca.
Gruppi che, da quanto visto a Roma e precedentemente, sono anche organizzati militarmente, capaci di avere vere e proprie strategie di guerriglia urbana…che dovrebbero prevedere, almeno io penso, determinati addestramenti. (altro…)

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I black bloc farebbero una splendida carriera a Wall Street. Sono una piccola cricca di speculatori, del tutto indifferenti alla ricaduta delle loro gesta sulla società. Se ne fregano delle conseguenze, del prezzo che fanno pagare agli altri, vivono per il brivido di sentirsi un’avanguardia, disprezzano la massa disarmata, considerano il mondo il palcoscenico delle loro scorrerie. La politica, per loro, è come l’economia per i peggiori gangster della Borsa: qualcosa da privatizzare, da usare per i propri comodi, da piegare alla propria supremazia. Sono quasi tutti giovani maschi. Rarissime, quasi introvabili le donne. Come nella finanza, come in ogni campo di battaglia dove si menano le mani per mostrarsi vincenti, dove si fa male agli altri, dove si frega il prossimo. (altro…)

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Da Che tempo che fa del 15/10/2011.

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Manifestazioni in tutte le capitali del mondo, ed un’infinità di Paesi. Solo a Roma, guerriglia, devastazioni, scontri, feriti. Solo in Italia, un gruppo di violenti – black block, o chi per loro – riescono ad annullare la protesta pacifica di cento mila persone, cittadini provenienti da tutta la penisola. Che hanno provato in ogni modo, a fermare le teste calde. Io non lo so perché tutto questo sia successo. So però che nel centrodestra hanno immediatamente incominciato a manganellare l’opposizione, accusando i vari leader del centrosinistra di rappresentare la “copertura politica” dei violenti. Solita storia dei “mandanti morali”, per intenderci. Il Pdl si è persino scagliato contro Rainews24 ed il suo direttore, colpevoli di aver “minimizzato gli scontri”, di una manifestazione che non aveva “nulla di pacifico”. Non lo so cosa sia successo, e perché, ma so che qualcuno, in questo momento, nel Palazzo tira un grosso sospiro di sollievo.

– Svezia:

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Assalto al cantiere dell’Alta velocità da parte di centinaia di “antagonisti”. La polizia: “C’erano black bloc”. E  risponde con idranti e lacrimogeni. Contro le forze dell’ordine sassi, bombe carta, bottiglie. Oltre 100 gli agenti feriti, una giornata di battaglie sulla montagna. I manifestanti: “Uno dei nostri colpito gravemente, altri quindici contusi o intossicati”. Carabiniere rimasto isolato viene catturato e liberato solo dopo avergli preso la pistola che sarà restituita a sera.

CHIOMONTE – Sono le 10.30 quando l’odore acre dei primi lacrimogeni sparati a Giaglione annuncia quella che sarà la battaglia per la riconquista del cantiere della Maddalena e soffoca l’illusione di un assedio pacifico e non violento alla recinzione della Ltf. I cortei ufficiali dei No Tav con sindaci e valligiani 1 sono ancora lontani quando la montagna che sovrasta il vecchio museo archeologico che è il cuore del primo cantiere dell’Alta Velocità comincia ad animarsi.

VIDEO: SCONTRI 2/SOCCORSI 3 FOTO: CORTEO 4 (altro…)

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