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Posts Tagged ‘bonifiche’

Expo

Video-esclusiva M5S dai cantieri Expo: ecco come NON sono stati bonificati i terreni prima di costruirci sopra! Una montagna di pneumatici seppelliti affiora a fianco dei lavori in corso del “Decumano“, la via principale di Expo2015. Possiamo immaginare come siano state accurate le bonifiche effettuate sui terreni, per le quali naturalmente sono già stati riconosciuti extra-costi ai soliti costruttori.”

Di Mattia Calise, portavoce M5S al Comune di Milano da beppegrillo.it

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Terra dei fuochi

Terra dei fuochi.

Bonifiche, condono per i signori dei veleni.

Nel decreto Destinazione Italia stracciato il principio del “chi inquina paga”: alle aziende uno “sconto” sui danni ambientali provocati dagli sversamenti e pure un incentivo fiscale.

IL GOVERNO FESTEGGIA IL DECRETO SULLA TERRA DEI FUOCHI. ENI, ENEL E GLI ALTRI INVECE BRINDANO A “DESTINAZIONE ITALIA” E AL MAXISCONTO SULLE BONIFICHE.

La faccenda è talmente enorme che lo stesso servizio Studi della Camera non ha potuto che farla notare con inusitata crudezza: andrebbe indagata, scrive, “la compatibilità con il principio comunitario chi inquina paga”. Di cosa stanno parlando? Dell’articolo 4 del decreto Destinazione Italia, fortemente voluto dal ministero dello Sviluppo economico, quello intitolato “Misure volte a favorire la realizzazione delle bonifiche dei siti di interesse nazionale” e di cui vi parliamo nel giorno in cui la politica si fa bella dell’approvazione del decreto per contrastare l’emergenza ambientale nella Terra dei Fuochi.  (altro…)

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 In 24 ore è caduta la pioggia di sei mesi”, dice il capo della Protezione civile, Gabrielli. Identica frase si sentì dopo l’alluvione a Genova e alle Cinque Terre. Magari è un modulo prestampato. Gabrielli dovrebbe aggiungere: in 20 anni in Sardegna s’è costruito più che in 10 secoli. Ma anche: in un anno inquiniamo più che in due millenni. 

La pioggia. Il cielo. Il destino. L’alibi perfetto per non trovare le vere cause (e colpe). Ormai ogni anno, a novembre, in poche ore piove come in sei mesi. Il punto – taciuto da Gabrielli, Letta, Cappellacci, tutti – è che in Sardegna dal 1960 si sono costruiti decine di milioni di metri cubi di cemento. E se ne prevedono altri 45, benedetti da destra e sinistra. Da Benetton e Montepaschi. Sul cemento l’acqua corre più veloce, intasa i torrenti mai puliti, provoca alluvioni. Uccide. (altro…)

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inquinamento_falde_acquifereChi inquina non pagherà più. Il Governo Letta condanna per Decreto la tutela delle falde acquifere. È quanto denuncia il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che lancia un appello al Ministro dell’Ambiente Orlando per la tutela della qualità dell’acqua.

“Altro che il principio ‘chi inquina paga’, con il cosiddetto ‘Decreto del Fare’ festeggiano gli inquinatori, viene messa a rischio la salute dei cittadini e la qualità dell’acqua delle falde, un patrimonio comune di straordinaria importanza per la vita del paese”.

Da circa un anno si erano moltiplicati i tentativi per inserire di straforo nei vari decreti urgenti, senza alcun confronto pubblico preliminare con i cittadini, una contro-riforma sulle bonifiche. Ora il Governo Letta e le lobby industriali hanno introdotto nel cosiddetto “Decreto del Fare” una norma di modifica del testo Unico sull’Ambiente D.lgs. 152/2006 che fa ritornare all’anno zero il settore delle bonifiche. (altro…)

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Report: bonifiche fantasma e pesci ripuliti dal catrame per essere venduti. Sui fondali davanti a Genova giacciono ancora cinquantamila tonnellate di greggio. Che non fermano i pescatori.

pescatori,Altro che Louisiana, la marea nera di petrolio abita qui. Davanti alle coste tra Genova e Savona più di 50mila tonnellate di greggio giacciono sui fondali. Dimenticate da chi avrebbe dovuto bonificare la zona, inquinano l’acqua, intossicano e ricoprono di una melma grigiastra i pesci che si ammalano di cancro. Solidificato dal tempo fino ad apparire come massi lunari, il petrolio affolla le reti dei pescatori liguri nonostante vadano a gettarle lontano dalla zona off limits. Eppure, secondo le autorità, qui non dovrebbe esserci traccia del più grande disastro ecologico del Mediterraneo. Quello della superpetroliera Haven, inabissatasi davanti ad Arenzano con 144mila tonnellate di greggio dopo un esplosione che provocò la morte di cinque marinari l’11 aprile del 1991.

Da allora sono passati quasi vent’anni ma gli effetti di incuria o disattenzione, burocrazia o superficialità che denuncia Report in un documentario di Sigfrido Ranucci in onda questa sera, sono evidenti tra quei pesci morenti incatramati dai fondali. Un disastro senza colpevoli visto che la compagnia greco-cipriota è uscita assolta dopo aver addossato le responsabilità al capitano, morto nell’incidente. Un disastro che continua nell’indifferenza, nonostante ricercatori, pagati dallo Stato, abbiamo messo in allerta governo e ministeri della gravità della situazione.
Ma andiamo con ordine. Bastano pochi numeri a raccontare questa storia italiana. All’indomani dell’incidente, gli esperti stimano il danno ecologico in duemila miliardi di lire. L’Italia ne riceve 117 come risarcimento che decide di impiegare così: 32 per bonificare il mare e 60 ai Comuni del litorale come risarcimento. In realtà, di miliardi ne sono stati spesi solo 16 (circa 8 milioni di euro) ma per bonificare parte della Haven – dopo che il governo Berlusconi li aveva affidati nel 2005 alla Protezione civile – certificando poi che le acque erano pulite. Così non era, evidentemente, ma tanto fa e così gli altri 8 milioni di euro destinati a disinquinare il mare – e attribuiti di nuovo alla Protezione civile nel 2009 – sono stati impiegati per mettere in sicurezza la Stoppani, un’azienda che aveva inquinato di cromo e rame le acque, e in parte per la mobilità dei lavoratori. (altro…)

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