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MA LO STILE-BORGHEZIO FA PROSELITI: I CONSIGLIERI “PADANI” DI CANTÙ LASCIANO L’AULA DURANTE L’INCONTRO CON LA MINISTRA.

Meglio Lega e lambrusco che Lega e polenta. L’appuntamento è già segnato sulla sua agenda ministeriale. Cécile Kyenge sarà al dibattito di apertura della festa nazionale della Lega nord Romagna di sabato prossimo. Congelato, al momento invece, quello di Calderoli al nordico “Berghemfest” di fine agosto.
Sceglie la ministra offesa e dileggiata per il colore della sua pelle anche ieri tra chi da Verona minaccia di usare le armi contro la “ministra negra” in contemporanea all’assessore leghista padovano che pubblica un’immagine della donna richiamando la pubblicità del gorilla che chiede: “Dino dammi un Crodino”.
Sembra insomma essersi scatenato il carosello dell’ignoranza; come nel caso del gruppo della Lega al consiglio comunale di Cantù che ha abbandonato l’aula mentre era in corso un incontro con la ministra. (altro…)

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BorghezioChe la Lega voglia ritrovare un elettorato perduto lo hanno capito anche gli ultrà di Pontida. Quale sia la strada è più difficoltoso visto che non funziona più ritornare alla criminalizzazione degli immigrati, alla crociata razzista che fu una delle prime battaglie di un allora giovane Umberto Bossi. Ieri, quando Mario Borghezio si è presentato nel quartiere Niguarda, a Milano, dove un clandestino ha ucciso a colpi di piccone una persona e ha tentato di ucciderne altre cinque, è stato rispedito a casa a colpi di fischi, contestazioni. La gente, seppur sconvolta da quanto accaduto, non vuole aggiungere al lutto la violenza verbale di Borghezio. Che dopo il suo show sui clandestini, si è messo ad apostrofare i contestatori come “sporchi comunisti”.

IL PROBLEMA, dice la gente che quel quartiere, al contrario di Borghezio, lo vive, c’è, ma non per questo bisogna criminalizzare gli stranieri: “Abbiamo la necessità di non essere dimenticati, non vogliamo grida elettorali, non siamo dell’umore per ascoltarle, non sono la soluzione a niente, se non ad aggiungere violenza”. (altro…)

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Che altro aggiungere? ringraziamo in particolar modo Borghezio, la Lega Nord e gli amici del Pdl che da decenni permettono le peggiori porcherie a questi squallidi individui…

(Ps. il ‘Dagbladet’ è il secondo tabloid più letto in Norvegia, e il suo sito uno dei visitati d’Europa).

Vi rimando a Nonleggerelo per il link originale e la traduzione dell’articolo!

Da stopcensura.com

 

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Indagati i vertici della Protezione Civile: avrebbero orientato gli appalti per favorire ditte amicheVengono proprio in mente le parole di Mario Borghezio sulla ricostruzione dell’Aquila e gli abruzzesi come “peso morto”, incapaci di fare da soli nel ricostruire, mentre Giuseppe Caporale di Repubblica ci consegna l’ennesima storiaccia nata intorno alla ricostruzione della città, ancora una volta sotto indagine, stavolta per i sistemi antisismici con cui sarebbero state costruite le famose C.A.S.E., che oltre a cadere in pezzi non sarebbero nemmeno sicure:

I settemila isolatori sismici installati nelle 185 palazzine post-terremoto realizzate dal Governo Berlusconi sono illegali. E la Protezione Civile — che ha gestito a L’Aquila il più grande cantiere d’Europa degli ultimi anni — è sotto inchiesta. Due esponenti al vertice del Dipartimento sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura aquilana con l’accusa di «frode nelle pubbliche forniture ». Si tratta di Gian Michele Calvi, il “padre” del Progetto C.a.s.e. — che attraverso un consorzio creato ad hoc dalla Protezione Civile ha gestito direttamente tutti gli appalti — e di Mauro Dolce, capo dell’ufficio rischio sismico del dipartimento. Ad accusarli, un dossier del Gico (Gruppo di Investigazioni sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza) de L’Aquila, con all’interno decine di documenti sequestrati sia presso il dipartimento delle Opere Pubbliche del ministero delle Infrastrutture, sia presso la sede della Protezione Civile, sia in alcune aziende coinvolte nella vicenda.

Agli atti dell’indagine c’è anche una lettera di una ditta concorrente, che ha perso la gara per gli appalti proprio a causa, secondo quanto scrive, delle scelte contenute nei capitolati: “«Il prezzo di gara è stato orientato in modo da condizionare la fornitura solo sulla scelta del friction pendulum (fornito in Italia solo da due società Alga e Fip aggiudicatarie poi dell’appalto per 13 milioni di euro, ndr) — è scritto nella lettera — e ci riesce veramente difficile credere che ciò sia stato fatto senza cognizione di causa. Ciò sta a palesare una precisa volontà a forzare una tecnologia “nuova” per imporla sul mercato come unica soluzione possibile. Ci sembra dunque davvero avventato affidare l’intera iniziativa per L’Aquila ad una tecnologia che ha evidenti limiti». Una tecnologia omologata in Italia solo dopo la realizzazione delle C.A.S.E., con l’Abruzzo che sarebbe stato usato come cavia. E ora chi glielo dice, a Borghezio?

giornalettismo.

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