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Posts Tagged ‘borsellino’

C’è un equivoco di fondo nel parlato politico.
A proposito delle prime indagini sulla morte di Paolo Borsellino si parla delle troppe “incertezze e degli errori” (parole del presidente Mattarella): parafrasi per non dire chiaramente, di fronte al paese del depistaggio da parte di un pezzo dello stato che hanno indirizzato le indagini verso una direzione precisa. Responsabili della strage erano solo ed esclusivamente i mafiosi, non i Graviano, quelli che avevano detto di aver il paese in mano grazie a quello delle televisioni. L’amico del paesano Dell’Utri. (altro…)

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Molti dei politici che oggi (ieri ndr) saranno presenti alla cerimonia in ricordo del giudice Borsellino (e degli uomini della sua scorta, si spera) sono gli stessi (o degli stessi partiti) che hanno prodotto leggi che rendono più difficile la lotta alla criminalità organizzata e alla mafia.
Come quel deputato in commissione giustizia, relatore della legge che rende più difficile combattere il voto di scambio politico mafioso.
Molti degli uomini delle istituzioni useranno le solite parole da cerimonia: lo stato è qui, è presente, non abbassiamo la guardia nella lotta alla mafia.
Eppure lo Stato, comunque non tutto lo Stato, non è stato al fianco di Paolo Borsellino così come non lo fu con l’amico Falcone. Borsellino, dopo Capaci, non fu ascoltato a Caltanissetta, non gli fu data l’indagine.

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L’Espresso continua a ripetere che quella intercettazione esiste eccome e che, semplicemente, non è ancora stata depositata (per questo la Procura per ora smentisce): “La conversazione intercettata tra il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e il primario Matteo Tutino risale al 2013 e fa parte dei fascicoli segretati di uno dei tre filoni di indagine in corso sull’ospedale Villa Sofia di Palermo”. Se così fosse, e spero che non lo sia, Crocetta dovrebbe dimettersi e scomparire dalla politica. Sarebbe (è?) uno dei tanti che ha deluso a sinistra. Crocetta è sempre parso il classico “meno peggio” che, col passare del tempo, si è rivelato più “peggio” che “meno”. Come Marino, come Vendola e come troppi altri. Trovo però patetico, e anzi aberrante, che i polli d’allevamento renzini gridino ora alle “dimissioni”. Sono gli stessi che, per qualsiasi altro caso di “intercettazioni non penalmente rilevanti”, minimizzano e se la prendono coi giornalisti giustizialisti. (altro…)

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una-profezia-di-paolo-borsellinoIn attesa di sapere se davvero il dottor Tutino ha detto che l’assessore Lucia Borsellino “va fatta fuori come suo padre”e il governatore Crocetta non ha fatto una piega, buttiamo lì una domanda forse lievemente più cruciale: interessa a qualcuno sapere chi ha fatto fuori  Paolo Borsellino,e perché? Leviamoci dalla testa che i processi sin qui celebrati l’abbiano accertato. Sappiamo, grazie a pentiti come Spatuzza, che la logistica dell’attentato fu curata dai boss di Brancaccio, Giuseppe e Filippo Graviano, e che l’esecutore materiale fu il loro killer di fiducia, Gaspare Spatuzza appunto. Sappiamo pure che per 15 anni, prima del suo pentimento, la polizia di Palermo al comando di Arnaldo La Barbera (ora defunto) aveva assicurato alla giustizia dei falsi colpevoli costruiti in laboratorio (Scarantino, Candura e Andriotta) per depistare le indagini su quelli veri mescolando fatti autentici (il ruolo, sia pur non centrale, dei Graviano e il coinvolgimento della famiglia Scotto) ad autentiche bufale (poi smontate con tante scuse nel processo di revisione). (altro…)

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BorsellinoErano le 16,58 del 19 luglio 1992 quando un grande boato proveniente da via Mariano D’Amelio a Palermo cambiò la storia e le vite di milioni di persone. Un attentato mafioso, l’ennesimo, giunto a due mesi di distanza dalla strage di Capaci, toglie la vita all’allora procuratore aggiunto Paolo Borsellino e alla sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Mentre alla Corte d’Assise di Caltanissetta è in corso il quarto processo per tentare di far luce sui veri responsabili dietro l’esplosione di quella Fiat 126 posizionata una domenica d’estate sotto casa della madre di Paolo Borsellino, a Palermo oggi è il giorno della commemorazione.

Già ieri, presso l’aula magna del Tribunale di Palermo, Manfredi, figlio del giudice, ha ricordato la figura del padre: “Per me, la bomba di via D’Amelio è troppo vicina, nonostante siano trascorsi 22 anni”, ha dichiarato commosso. (altro…)

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Ieri celebravano il sacrificio di Borsellino e della sua scorta.
Oggi in Senato votano una modifica del reato di voto di scambio mafioso, che ammorbidisce le pene , sponsorizzato dal presidente del Senato Pietro Grasso.

Ma questo governo (e anche gli altri prima) ha veramente voglia di fare la guerra alla mafia?

Da unoenessuno.blogspot.it

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L’ex generale Mori è stato assolto dall’accusa di favoreggiamento, perché il fatto (la mancata cattura di Provenzano) sussiste, ma non è provato che intendesse favorire la mafia.

Giuridicamente ci può stare, anche se il pm Di Matteo ha commentato dicendo che presenterà appello e che si andrà a leggere le motivazioni.
Dal punto di vista pratico, chiediamoci come mai un ufficiale del Ros che ha commesso tanti errori (su Riina, su Provenzano) abbia fatto questa carriera.

Come diceva Borsellino agli studenti a Bassano del Grappa,

« L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. (altro…)

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