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Posts Tagged ‘bossi’

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ALTRO che presidente federale “a vita”: ora toccherà al senatur venire espulso dal partito di cui è fondatore, sempre che non provveda egli stesso a autosospendersi. La magistratura ritiene di avere elementi sufficienti per dimostrare che Umberto Bossi era consapevole dell’infedeltà dei rendiconti amministrativi con cui la Lega ha movimentato i 18 milioni di euro incassati dallo Stato nell’agosto 2011.

Già da quattro anni, inoltre, gli ignari contribuenti italiani versavano, Bossi consenziente, una “paghetta” mensile di cinquemila euro cadauno ai suoi figli Renzo e Riccardo. Né più né meno un furto, perpetrato da un ministro della Repubblica. (altro…)

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Indagati Bossi e i figli: casse del partito svuotate. A Renzo paghetta da 5 mila euro. Umberto sapeva.

“The Family” Bossi entra ufficialmente nell’inchiesta sui rimborsi elettorali, soldi pubblici, usati per fini personali e su presunti fondi neri del partito. Indagato a Milano Umberto Bossi per truffa aggravata ai danni dello Stato, “in epoca anteriore e prossima all’agosto 2011”, in concorso con l’ex tesoriere Francesco Belsito, per uso improprio   dei rimborsi. Indagati i figli Riccardo e Renzo Bossi (il Trota) per appropriazione indebita “in epoca anteriore e prossima al 31 gennaio 2012”in concorso con Belsito. Secondo l’accusa prendevano anche una “paghetta” di 5 mila euro al mese dal conto Lega. Per peculato, invece, è indagato il senatore Piergiorgio Stiffoni, “in epoca   anteriore e prossima al 31 gennaio 2012”. Avrebbe usato per sé soldi pubblici destinati alle spese del suo gruppo a Palazzo Madama. Riqualificata da appropriazione indebita a riciclaggio l’accusa per il consulente finanziario, Paolo Scala, coinvolto nelle operazioni di investimento della Lega a Cipro e in Tanzania. (altro…)

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Truffa ai danni dello Stato, appropriazione indebita, peculato. Lo scandalo Lega si arricchisce di un nuovo capitolo e di altri cinque avvisi di garanzia. A cominciare da Umberto Bossi, finito sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato in concorso con l’ex tesoriere Francesco Belsito. E lo scandalo coinvolge anche i figli dell’ex leader del Carroccio Renzo e Riccardo, sotto accusa per le spese personali pagate con i soldi del partito. La Procura di Milano indaga anche il senatore Piergiorgio Stiffoni, peculato, e Paolo Scala, che aveva gestito l’affare della Tanzania.

Il senatore Umberto Bossi è indagato per truffa ai danni dello Stato in concorso con l’ex tesoriere Francesco Belsito. L’iscrizione per l’ex segretario del Carroccio e ora presidente è relativa ai rimborsi elettorali incassati dalla Lega nel 2010 con il relativo rendiconto del 2011. Bossi risponde in concorso con l’ex amministratore indagato anche dalle procure di Reggio Calabria e Napoli. Nel registro degli indagati sono stati iscritti anche i figli del Senatur Renzo e Riccardo per appropriazione indebita, reato relativo alle spese personali che sono state sostenute per i due ragazzi con i soldi del partito. (altro…)

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Ma il Bossi, non era quello che si era dimesso e si era fatto da parte, subito elogiato da acuti commentatori che ne sottolineavano la “diversità”? E come mai, allora, non c’è comizio leghista senza di lui, è tutti giorni al telegiornale che saluta con il medio in resta, e addirittura parla di ricandidarsi alla segreteria, e nessuno dei suoi apostoli ha la coerenza e il buon gusto di fargli presente che neanche un mese fa se ne parlava al passato, e i giornali pubblicavano biografie così definitive da sembrare tombali?
E le famose camicie verdi, che nei giorni dello scandalo agitavano le ramazze e parevano disposte, per l’onore del partito, a non guardare in faccia nessuno, nemmeno il Capo dei Capi, che cosa ci fanno schierate davanti a Bossi con le stesse scope, però usate come per il più disciplinato dei presentat-arm? (altro…)

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L’ex tesoriere Belsito spiava anche Reguzzoni e Giorgetti.

E adesso spuntano anche un conto cifrato della Lega in Svizzera, a Lugano, e dossier e documenti sottratti a Finmeccanica e Fincantieri con tanto di bollo «documenti classificati». Dossier contro i nemici del Cerchio Magico di fede bossiana e non. Non solo Bobo Maroni, ma anche altri dirigenti del Carroccio sono stati vittime di «una fortissima attività di spionaggio e di controllo ravvicinato». Persino su chi viene considerato fedele di Bossi, come Marco Reguzzoni o Giancarlo Giorgetti e i loro entourage. (altro…)

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E il Pd sogna di prendersi la bandiera del Nord.  Cacciari: “Abbiamo un anno di tempo per farci capire”. Chiamparino pessimista: “Non vedo i segnali della svolta” Niente camicie verdi tra No Tav e operai Alenia Il Carroccio guidato da Cota è rintanato nel palazzo della Regione.  

Torino. Quando si viaggia sulla vecchia statale del Moncenisio, la terra delle rivolte No Tav, può capitare di fermarsi a un bar per bere un vinello da denuncia ai Nas.
E lì, calando lo sguardo dalla terrazza sul gomitolo fumante di caotica massa urbana, sulle cave dell´autostrada a cielo aperto, sulle palazzine sghembe da cui spunta a fatica la cime di un campanile, può capitare di chiedersi: «Ma che cosa ci sarà da conservare in Val di Susa?». Però si capisce che la rivolta No Tav è ormai una festa popolare, l´ultima occasione di sentirsi al centro dell´attenzione, il sussulto identitario di una ex valle montana avviata a disperdersi nell´anonimato della periferia universale. E allora, dov´è la Lega? Un tempo sarebbe stata la sua scena di battaglia. (altro…)

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Pochi nella Lega capivano il jazz. Troppe cravatte sbagliate, direbbe Paolo Conte. In compenso, man mano che saliva la stella di Maroni, sono diventati tutti fanatici del rithm n’ blues.

«Ladies e gentlemen, il distretto 51!». I concerti della band dell’ex ministro sono un culto a Varese e dintorni, con bagarinaggio e improbabili nuovi adepti in coda all’ingresso. «Sei proprio sicuro che non sia jazz?» chiede preoccupata la signora col foulard verde padano al collo. «Ma no, che è una roba divertente, ballabile», la rasserena il marito. «Alla voce Johnny Daverio! Al-le chitarre Peppo Nasoni e Gegé Rossi! Al sax Ivan Caico! Al basso Maurizio Carosi! Alle percussioni Marco Caccianiga! Al piano Luca Fraula! All’organo hammond Bobo Maroniiii!». Compagni di scuola, insieme al liceo, al militare, in vacanza: amici di sempre. Gli stessi miti, a cominciare dal venerato Bruce Springsteen. Da vent’anni, appena The Boss s’affaccia in Italia, il gruppo al completo si sbatte per trovare i biglietti, da quando toccava fare la colletta all’ultima volta, due anni fa all’Olimpico a Roma, quando il ministro fece il diavolo a quattro per portare la band al completo in tribuna Vip. (altro…)

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Dice Bossi: quei soldi erano nostri, potevamo farci quel che ci pareva, anche buttarli dalla finestra. Se era un tentativo di migliorare la posizione della Lega agli occhi degli elettori, temo non gli sia riuscito troppo bene. La sua frase rivela semmai lo spirito della Casta e il morbo che ha devastato il rapporto fra partiti e cittadini. Quei soldi, signor Bossi, non sono vostri. Sono nostri. Dei contribuenti che li hanno versati attraverso le tasse, spremendoli dal frutto del proprio lavoro. Sono un prestito che facciamo alla politica e che la politica è tenuta a restituirci con le sue opere e a documentarci con rendiconti precisi. Essendo soldi nostri, non solo ci interessa sapere come li spendete, ma saperlo è un nostro diritto. Altro che buttarli dalla finestra o negli stravizi del Trota. (altro…)

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Sulla bella casa di Calderoli al Gianicolo, la linea difensiva della Lega non fa una piega: una volta erogati dallo Stato al nostro partito, quelli sono soldi nostri e se ci va di spenderli per affittare la casa a un nostro dirigente, non rompeteci.

Non fa una piega, dicevo, a parte il dettaglio che trattandosi formalmente di ‘rimborsi elettorali’ la cosa fa un po’ ridere, ma si sa che la storia dei rimborsi è un raggiro.

Il punto semmai è un altro, e cioè la trasparenza: lo sapevano, i militanti e gli elettori leghisti, che il loro partito usava i suoi soldi così? C’era o no trasparenza in merito?

Temo che la risposta sia no. E temo anche di sapere perché: si sarebbero vergognati, non gli sarebbe convenuto dal punto di vista dell’immagine, della reputazione, quindi dei voti.

Ma temo anche che la questione-trasparenza non riguardi solo la Lega, anzi.

Voglio dire, sarebbero così cortesi i partiti (tutti i partiti, inclusi Pd, Idv, Sel e Radicali) di farci sapere se e quali agevolazioni, appartamenti, auto blu, alberghi etc offrono ai loro dirigenti? (altro…)

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Secondo gli atti sequestrati ed esaminati dai carabinieri del Noe di Roma con i soldi del Carroccio veniva pagato l’affitto di casa dell’ex ministro.   il deputato leghista Gianluca Pini: “il mio ex capogruppo ha speso quella cifra in un anno con la carta di credito del gruppo, qualcuno mi deve giustificare come cavolo son stati spesi”.

ROMA – Non c’è pace nella Lega, alle prese con lo scandalo legato all’uso dei soldi del partito. L’ultimo affondo riguarda l’ex ministro Roberto Calderoli 1. Secondo gli atti sequestrati ed esaminati dai carabinieri del Noe di Roma con i soldi del Carroccio veniva pagato l’affitto di casa dell’ex ministro. A quanto si è appreso, veniva pagato un fitto di 2.200 euro mensili per un appartamento in via Ugo Bassi al Gianicolo. I carabinieri del Noe hanno interrogato il proprietario dell’appartamento che avrebbe confermato la circostanza.
Un altro fronte lo apre il deputato leghista Gianluca Pini che mette nel mirino l’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni (fedelissimo bossiano): “Quando scopro che il mio ex capogruppo ha speso in un anno 90mila euro con la carta di credito del gruppo qualcuno mi deve giustificare come cavolo son stati spesi”. (altro…)

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Questo Francesco Belsito è un leghista fiero di essere ruvido e selvaggio come Indiana Jones e come il Bossi di una volta. Il suo gesto inedito e sprezzante è il “contro dito medio”, uno spettacolare vaffa al partito ormai degenerato, è il grido dell’ultimo dei leghisti ai capi decaduti, agli idoli immiseriti: “Io sì che sono un uomo, io sì che ho dignità”. La restituzione degli 11 lingotti d’oro e degli 11 diamanti comprati con i soldi pubblici è ovviamente la conferma della corruzione sua e della Lega, una prova finalmente luccicante come l’oro, una certezza di colpa durissima e chiarissima come il diamante.
Ma è anche la rivincita del tesoriere che Bossi e Maroni hanno fatto passare per il bandito, per il pirata, per l’unico colpevole tra tanti idealisti, per il ladro che umiliava numi e feticci. Ebbene, con orgoglio, con superbia e con spavalderia Belsito mostra il petto al plotone dei suoi carnefici: “ora ve lo faccio vedere io come cade un leghista”. (altro…)

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OGNI maledetto venerdì in un’azienda del trevigiano o del vicentino o del bellunese, una delle aree più ricche d’Europa, un imprenditore aspetta che escano gli operai e la segretaria, chiude il libro contabile e apre il cassetto con la pistola o scende nel capannone e si impicca. Perché non ha più la forza di andare in piazza, al bar, a messa, di incrociare lo sguardo dell’operaio amico o del cognato impiegato senza stipendio da mesi. DALL’INIZIO della crisi gli imprenditori e gli artigiani suicidi in Veneto sono cinquantadue, dodici dall’inizio dell’anno. (altro…)

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Sostituire Umberto Bossi con un leader dello stesso livello: per la Lega è una scommessa difficile. Ma già affiorano i possibili successori.

LAMBERTO GNOSSI
Ex cantante dell’orchestra di liscio Omar e Oscar, scopre la politica verso i cinquant’anni quando i leghisti della sua provincia, Pavia, lo eleggono senatore a sua insaputa. Dapprima crede a uno scherzo. Poi, ritirando il primo stipendio da 15 mila euro, capisce che quella è la sua missione. Presenta un disegno di legge che liberalizza la caccia al merlo, ma la sua attività politica tocca anche molti altri aspetti della vita civile del Paese: dalla caccia al beccaccino alla caccia alla peppola. La base lo ama molto per i modi spontanei: fa i comizi con la patta aperta e il suo intercalare tipico è “vacaboja!”. Politico molto accorto, non si è ancora pronunciato pro o contro la secessione perché prima vuole capire che cosa significa la parola. Ha tre figli: Padanio, Padania e Mario Po. (altro…)

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