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Posts Tagged ‘br’

Il racconto.

Giornalisti, manager, direttori sanitari e forze dell’ordine. Gli obiettivi di una stagione di terrore.

MILANO – Che da un controsoffitto del Policlinico spuntino fuori vecchie carte della Brigate rosse non è cosa che possa eccitare più di tanto l’interesse degli storici, o riattizzare paure sociali. Ma la memoria di quegli anni, per quanto appannata nella gran parte degli italiani, è capace di far sanguinare vecchie ferite. Chi ha avuto familiari ammazzati o feriti non può dimenticare, e vedrà forse con una sorta di fastidio luttuoso riemergere i segni di un’epoca tremenda. Per tutti gli altri, spettatori smemorati, vale la pena di uno sforzo evocativo: voi forse non sapete che cos’erano quegli anni.

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Maramotti

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Enrico RossiGli ingredienti della spy story ci sono tutti: i servizi segreti, la lettera anonima, una pistola cecoslovacca (un classico), le indagini ostacolate. È il racconto dell’ispettore di Ps in pensione Enrico Rossi che rivela all’Ansa che il 16 marzo 1978 in via Fani c’erano anche uomini dei Servizi incaricati di “proteggere le Br da disturbi di qualsiasi genere”. La storia non è nuova: che sulla scena della strage della scorta di Aldo Moro (che quel giorno venne sequestrato) ci fosse anche una moto Honda blu con a bordo due persone estranee al comando terrorista (“Non era certamente roba nostra”, ha sempre detto l’ ex Br Valerio Morucci) è un fatto accertato.   (altro…)

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In quali condizioni di salute intellettuale è una comunità nella quale le parole perdono inesorabilmente il loro significato? Quando Stefano Rodotà definisce “deprecabile ma comprensibile” il tentativo delle fantasmatiche nuove Brigate Rosse di strumentalizzare i No Tav, come può scaturirne la polemica demente della quale si è fatto portavoce Angiolino Alfano? “Deprecabile” vuol dire deprecabile. Cioè: da giudicare con radicale ostilità. “Comprensibile” vuol dire comprensibile. Cioè che se ne comprendono logica e intenzioni. Si può essere radicalmente ostili a una cosa che si comprende? Ovvio che sì. Fare sortire da quelle due parole il sospetto che chi le ha pronunciate possa essere, come si dice con lugubre conformismo rispetto agli anni di Piombo, un “cattivo maestro”, non è neanche offensivo. È desolante. (altro…)

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Gianni De Gennaro sottosegretario di stato della presidenza del Consiglio dei ministri. Con l’incarico di Autorità delegata all’intelligence. Ma il suo nome riporta ai fatti del G8 di Genova, rispolverati nel magistrale “Diaz”, per i quali “il macellaio messicano” – uno degli epiteti affibbiatogli dalla stampa nemica – è stato assolto perché “i fatti non sussistono”. Ciò che sussiste, invece, è la continuità ideologica di questa nomina tra i precedenti governi – che utilizzavanol’intelligence per scopi molto poco democratici – e l’attuale esecutivo dei tecnici. Che ancora una volta si dimostrano strateghi impeccabili. Sarà un caso, ma la nomina di De Gennaro ha già avuto i suoi effetti: si sente parlare nuovamente di attentati terroristici, rivendicazioni anarchiche,esplosioni…

L’ex capo della Polizia e capo gabinetto del Viminale, Gianni De Gennaro, è stato nominato sottosegretario di Stato e lascia quindi il Dis, Dipartimento informazioni per la sicurezza, che ha guidato per quattro anni, dal 2008. Una decisione controversa che ha subito scatenato le proteste della sinistra estrema e di parte dell’opinione pubblica attiva sul web. De Gennaro assumerà l’incarico di Autorità delegata all’intelligence, come previsto dalla attuale legge che disciplina i Servizi di informazione e sicurezza nel nostro paese. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha informato della nomina il presidente del Copasir, il Comitato parlamentare di controllo sull’intelligence: Massimo D’Alema… (altro…)

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volantini delle Br ritrovati nel milanese.
La rivendicazione dell’attentato ad Adinolfi, da parte del Fai (chi sono veramente? Cosa vogliono?).

pacchi bomba alle sedi di Equitalia, esattori aggrediti a Milano e a Napoli scontri davanti la sede.E, come se non bastasse, Provenzano che tenta il suicidio in carcere. Per protestare contro il 41 bis ?
Una volta avrebbero messo le bombe o fatto fuoco per segnalare il loro “disappunto”. Forse la mafia si è adeguata ai tempi (o forse è Provenzano che è stato veramente lasciato solo?).

Il livello della tensione cresce, proporzionalmente con la richiesta di cambiamento e l’indignazione. E sappiamo già, dal nostro passato che non deve tornare, quanto eversione e terrorismo siano poi direttamente responsabili della conservazione dello status quo.
Da unoenessuno.blogspot.it

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Giannelli dal Corriere della Sera del 17/04/2011.

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Oggi 29 gennaio 1979 alle ore 8:30 il gruppo di fuoco Romano Tognini ‘Valerio’ dell’organizzazione comunista Prima linea ha giustiziato il sostituto procuratore della repubblica Emilio Alessandrini… uno dei magistrati che maggiormente ha contribuito in questi anni a rendere efficiente la procura della repubblica di Milano… nel tentativo di ridare credibilità democratica e progressista allo Stato”. Con questo volantino, 31 anni fa, i terroristi rossi di Prima Linea rivendicavano l’assassinio del pm milanese che in quel momento indagava sulla strage nera di Piazza Fontana. Cioè tenevano a far sapere di averlo eliminato proprio per i suoi meriti, perché Alessandrini era bravo, onesto e con la sua competenza, professionalità e dedizione onorava lo Stato e le istituzioni che i brigatisti non riconoscevano, anzi volevano abbattere. Oggi, a non riconoscere lo Stato e le istituzioni e ad abbatterli un pezzo al giorno, non sono più i terroristi, fortunatamente estinti: sono il presidente del Consiglio e la sua vasta corte di servi felici, alleati venduti e figuranti a gettone. (altro…)

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Indignato Bruti Liberati: «Ci sono state davvero, ma per assassinare magistrati». Fini: si accerti paternità.

MILANO – Venerdì mattina a Milano, negli spazi riservati alla propaganda elettorale, è stato affisso un manifesto che recita «Via le Br dalle Procure». I manifesti, rossi con scritte bianche, recano la firma «Associazione dalla parte della democrazia», la stessa associazione priva di un sito Internet e di qualunque riferimento che ha firmato in passato una serie di manifesti pro-Berlusconi apparsi a Milano. Il fatto ha provocato l’indignazione del Procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati: «Rammento che a Milano le Br in Procura ci sono state davvero: per assassinare magistrati», è il suo commento. (altro…)

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